Vertenza SORICAL, dietro i lavoratori si intravede già la sfida per Palazzo De Nobili
La vertenza degli undici lavoratori coinvolti nel passaggio del servizio idrico a SORICAL sembra ormai travalicare il piano sindacale e amministrativo per assumere una marcata valenza politica. Sullo sfondo si intravede già la campagna per le prossime elezioni comunali di Catanzaro.
Il primo fronte è quello del campo largo. La presa di posizione dell’avvocato Francesco Pitaro, nella veste di legale dei lavoratori, si traduce inevitabilmente anche in un duro confronto con il sindaco Nicola Fiorita. La vicenda rischia così di accentuare le tensioni interne all’area progressista, mettendo uno di fronte all’altro due protagonisti che potrebbero ritrovarsi, direttamente o indirettamente, nello stesso perimetro politico in vista della prossima tornata amministrativa. Fiorita da uscente certamente parte in vantaggio (almeno sulla carta) ma Pitaro appare davvero agguerrito e si gioca una grande carta in estrema solitudine: incarnare l’anti-Occhiuto per eccellenza. Magari con qualche aiuto “trasversale” neanche poi così tanto “nascosto”.
Il secondo elemento riguarda invece il centrodestra. L’intervento del già consigliere regionale Antonello Talerico, che ha preso pubblicamente posizione a sostegno delle ragioni sostenute da Pitaro e dai lavoratori, apre inevitabilmente una riflessione politica. Se questo asse dovesse consolidarsi anche sul piano elettorale, potrebbe incidere sugli equilibri del centrodestra cittadino.
In particolare, l’eventuale scelta di Talerico di collocare una propria lista civica in uno schieramento diverso rispetto al centrodestra rappresenterebbe uno scenario potenzialmente rilevante. Considerato il consenso personale e la capacità di attrazione dimostrata nelle ultime elezioni amministrative e regionali, una simile decisione potrebbe renderlo nuovamente un elemento determinante nella competizione per Palazzo De Nobili. E – per spiegare meglio il concetto – non ci riferiamo a lui quando parliamo di interesse trasversale “nascosto” ma ad un altro soggetto in vista e in rotta del centrodestra che appoggerebbe Pitaro. Del resto non è un mistero che anche Fiorita pesca – e tanto – a destra.
Non va dimenticato, infatti, che proprio nell’ultima sfida tra Nicola Fiorita e Valerio Donato pochi voti si sono rivelati decisivi per l’esito finale. In un quadro politico che si preannuncia ancora molto equilibrato, il peso elettorale di una lista civica guidata da Talerico e soci potrebbe assumere un ruolo di “ago della bilancia”, influenzando gli assetti della futura amministrazione comunale. Oggi Fiorita, dunque, appare stanco e svuotato, deve guardarsi le spalle in quanto il suo esercito “fedele” è ormai ridotto all’osso. In primis Bosco e la Iemma attendono silenziosi sulla riva del fiume…
Ma il vero nodo, almeno allo stato attuale, sembra essere tutto interno al centrodestra. Una coalizione che, se riuscisse a presentarsi realmente unita, secondo molti osservatori partirebbe con i favori del pronostico. Il problema, però, è proprio l’unità.
I nomi oggi più accreditati sono tre: Aldo Ferrara per Fratelli d’Italia, Filippo Mancuso per la Lega e Sergio Abramo per Forza Italia.
La candidatura di Filippo Mancuso viene descritta da diversi osservatori come quella che, almeno sul piano interno, raccoglierebbe il maggiore consenso nel partito, con una Lega catanzarese sostanzialmente compatta attorno al vice presidente della Giunta regionale.
Più articolata appare invece la situazione negli altri due partiti. In Fratelli d’Italia, la possibile candidatura di Aldo Ferrara non sarebbe condivisa da tutta la classe dirigente locale. Secondo ricostruzioni politiche circolate negli ambienti cittadini, una parte significativa del partito, compreso l’assessore regionale Antonio Montuoro, guarderebbe con freddezza a questa ipotesi. A ciò si aggiunge una valutazione di natura più politica: Ferrara, presidente di Confindustria Calabria, viene da alcuni considerato un profilo troppo vicino all’area dei “poteri forti” (gruppo Speziali su tutti…) che alle ultime amministrative faceva riferimento a Valerio Donato, oltre che ad alcuni delicati ambienti imprenditoriali cittadini. Un candidato percepito come espressione dei cosiddetti “salotti buoni”, ma ritenuto da tutti meno radicato sul piano del consenso. O addirittura inviso proprio perchè troppo distante dal tessuto sociale popolare.
Anche il percorso di Sergio Abramo non appare privo di ostacoli. Pur facendo parte del coordinamento regionale di Forza Italia e rappresentando una figura di grande esperienza amministrativa, negli ambienti politici cittadini si parla di resistenze (per non dire veti) da parte di alcuni esponenti di peso del partito, tra i quali vengono indicati Sergio Costanzo, Elisabetta Aiello e lo stesso Antonello Talerico. Se queste posizioni dovessero consolidarsi, la strada verso una candidatura unitaria risulterebbe particolarmente complessa per non dire “impossibile”.
In questo scenario, tenere compatto il centrodestra non sarà semplice. Le ambizioni personali, gli equilibri tra i partiti e il peso delle liste civiche rischiano di trasformare la scelta del candidato sindaco in una delle partite politiche più delicate degli ultimi anni.
Proprio per questo, tra gli addetti ai lavori continua a circolare -sottovoce- anche un’altra ipotesi: quella di una candidatura capace di superare i veti incrociati e ricompattare l’intera coalizione. Il nome che viene indicato più frequentemente è quello della sottosegretaria Wanda Ferro, figura di primo piano di Fratelli d’Italia e considerata politicamente molto vicina alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Al momento non risultano indicazioni ufficiali in questa direzione, ma secondo diversi osservatori potrebbe essere uno dei pochi profili in grado di trovare una sintesi tra le diverse anime del centrodestra catanzarese.
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