Controlli a tappeto della Guardia di Finanza sui distributori: sequestrate oltre 10 tonnellate di carburante non conforme. Fenomeno in forte aumento.
Benzina mischiata con acqua, gasolio miscelato con prodotti estranei e composti che non rispettano le caratteristiche previste dalla legge. Il fenomeno dei carburanti “annacquati” o adulterati sembra essere in forte crescita e la Guardia di Finanza intensifica i controlli sui distributori. In questi giorni c’è stato un boom di sequestri che comprovano numerose irregolarità, e i comandanti delle Fiamme Gialle testimoniano che il fenomeno è in forte aumento.
L’allarme è partito da Roma, dove numerosi meccanici avevano segnalato un aumento anomalo di auto, moto e scooter arrivati in officina con problemi al motore dopo il rifornimento. «In cinquant’anni mai così tanti casi», hanno raccontato alcuni operatori del settore nell’inchiesta pubblicata dall’agenzia stampa Adnkronos.
Le verifiche effettuate successivamente dalla Guardia di Finanza di Roma hanno confermato che il problema esiste ed è davvero preoccupante.
A questo punto, è facile mettere in relazione queste gravi vicende con l’impennata dei prezzi di benzina e gasolio in questa estate 2026.
Irregolare un distributore controllato su cinque
In due giorni di controlli effettuati a campione nelle stazioni di servizio di Roma e provincia, circa il 20% degli impianti verificati è risultato irregolare.
Il dato, però, non significa che un distributore su cinque vendeva benzina o gasolio annacquati. Le irregolarità riscontrate riguardavano infatti diversi profili: la qualità del carburante, la corretta esposizione dei prezzi e anche la corrispondenza tra il quantitativo indicato dall’erogatore e quello effettivamente fornito all’automobilista.
Il bilancio dell’operazione è comunque significativo: sono state sequestrate oltre 10,5 tonnellate di prodotti non conformi e applicate sanzioni per più di 20mila euro.
Secondo il colonnello Daniele Corradini, comandante del I Gruppo Roma della Guardia di Finanza, quello dei carburanti irregolari è un fenomeno che non riguarda soltanto la Capitale. Nel solo 2026 il Comando regionale Lazio delle Fiamme Gialle ha sequestrato oltre 165 tonnellate di prodotto non conforme, con un incremento superiore al 350% rispetto al 2025.
È quest’ultimo uno dei dati che maggiormente segnala la crescita del fenomeno, anche se va precisato che l’aumento delle irregolarità rilevate riguarda, per ora, solo il Lazio e non costituisce una statistica riferibile all’intero territorio nazionale.
Cosa hanno trovato dentro benzina e gasolio
A confermare le anomalie sono soprattutto le analisi effettuate dai laboratori dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) sui campioni prelevati durante i controlli.
Fabrizio Apruzzese, dirigente dell’Ufficio laboratorio di Roma dell’ADM, ha spiegato all‘Adnkronos che nei carburanti esaminati sono state rilevate varie sostanze diverse da quelle che dovrebbero essere normalmente presenti nei carburanti come benzina e gasolio.
Secondo i dati indicati dal dirigente, in media viene trovato un campione adulterato ogni 10-15 analizzati, con un fenomeno che negli ultimi periodi risulta in aumento.
Carburante annacquato: cosa comporta
Ma cosa significa, concretamente, “carburante annacquato”? L’espressione non deve essere intesa necessariamente alla lettera. Nel gasolio, ad esempio, le anomalie possono derivare dalla miscelazione con altri prodotti effettuata per aumentare artificiosamente il volume del combustibile. Nella benzina, invece, le analisi hanno riscontrato in alcuni casi anche la presenza di acqua.
La stessa Guardia di Finanza, illustrando le frodi più frequentemente accertate nel settore, segnala tra le condotte illecite la miscelazione di benzine o gasolio con sostanze soggette ad accise inferiori o esenti: per esempio diluenti industriali per la benzina oppure oli, anche vegetali, per il gasolio.
Non è soltanto un problema di Roma
I controlli effettuati negli ultimi mesi mostrano che casi analoghi sono già emersi in altre zone d’Italia.
A Frosinone, nell’aprile 2026, dopo le segnalazioni di automobilisti rimasti in panne, furono sequestrati circa 11mila litri di diesel: le analisi avrebbero rilevato una percentuale di acqua vicina al 10%.
A fine maggio, nella provincia di Siena, un’altra operazione ha portato al sequestro di circa 105mila litri di gasolio non conforme. In uno dei casi esaminati erano state riscontrate quantità di acqua superiori ai limiti e sostanze denaturanti; in un altro il carburante presentava un punto di infiammabilità inferiore a quello previsto.
A marzo, invece, la Guardia di Finanza di Agrigento aveva sequestrato oltre 9mila litri di gasolio chimicamente alterato, nel quale le anomalie erano riconducibili alla possibile miscelazione con sostanze differenti, quali solventi, benzine o oli vegetali esausti.
Si tratta di episodi distinti che non consentono di stabilire esattamente quanti distributori italiani vendano carburante adulterato, ma confermano che il problema non è circoscritto alla Capitale.
Perché il carburante adulterato può danneggiare il motore
Benzina e diesel devono rispettare precise caratteristiche qualitative. Il decreto legislativo 66/2005 disciplina le specifiche della benzina e del combustibile diesel commercializzati in Italia e vieta, in particolare, la commercializzazione di gasolio non conforme alle caratteristiche previste dalla normativa.
I controlli vengono svolti anche attraverso i laboratori chimici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che collaborano con la Guardia di Finanza nell’analisi dei campioni prelevati presso depositi e distributori.
Un carburante contaminato o alterato può provocare problemi soprattutto al sistema di alimentazione e di iniezione. Tra i possibili sintomi vi sono perdita di potenza, difficoltà di avviamento, funzionamento irregolare e spegnimento del motore; nei casi più seri possono essere danneggiati filtri, iniettori e pompa del carburante.
Ed è proprio l’aumento delle vetture arrivate nelle officine con questo tipo di problemi ad avere fatto scattare l’allarme degli utenti e l’inchiesta giornalistica dell’Adnkronos che ha preceduto gli ultimi controlli della Finanza.
Cosa rischia chi vende carburante adulterato
La vendita di un prodotto diverso, per qualità o quantità, rispetto a quello dichiarato può assumere anche rilevanza penale.
Tra le ipotesi che possono venire in considerazione vi è la frode nell’esercizio del commercio, prevista dall’articolo 515 del Codice penale, oltre alle eventuali violazioni della normativa fiscale e delle disposizioni sulle accise quando vengano utilizzati o commercializzati prodotti energetici in maniera irregolare.
La stessa Guardia di Finanza indica tra le frodi del settore sia la miscelazione illecita dei carburanti sia la manipolazione degli apparecchi di erogazione per fornire al cliente una quantità inferiore a quella indicata.
Cosa può fare l’automobilista
Per il consumatore è difficile accorgersi della presenza di sostanze estranee al momento del rifornimento. Alcuni accorgimenti possono però rivelarsi importanti soprattutto se, subito dopo avere fatto benzina o gasolio, l’auto comincia a manifestare anomalie.
È opportuno conservare la ricevuta del rifornimento o pagare con strumenti tracciabili, così da poter dimostrare dove e quando è stato acquistato il carburante. Se il motore perde improvvisamente potenza, funziona male o si spegne poco dopo il rifornimento, è preferibile evitare di continuare a circolare e rivolgersi a un’officina, conservando la documentazione relativa alla diagnosi e alle eventuali riparazioni.
In presenza di sospette irregolarità presso un distributore è inoltre possibile rivolgersi alla Guardia di Finanza tramite il numero 117 o presentare un esposto a un Reparto del Corpo.
Dopo i risultati dei controlli romani, anche l’Unione Nazionale Consumatori ha chiesto ufficialmente, in un comunicato diramato tramite l’Adnkronos, verifiche a tappeto nei distributori di tutta Italia, non soltanto sulla qualità dei carburanti ma anche sulla corrispondenza tra i litri indicati alla pompa e quelli effettivamente erogati.
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Paolo Remer
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