La mostra Osservatorio: mormorii a Piancastagnaio


L’immagine odierna del Medioevo è essenzialmente una “radiazione” di quell’esplosione romantica propagatasi dopo la Rivoluzione Industriale, un sisma culturale mosso, tra le varie ambizioni, alla ricerca di un’identità comune, di un’universalità cui l’Età di Mezzo rappresentava la genuina e paritaria origine.

Questo “gusto dei primitivi”, maturato soprattutto verso la metà del XIX Secolo, ebbe chiaramente una ragione sociale e politica, ma l’accento storico dipese da chi gestiva i mezzi culturali, in quanto furono le innovazioni tecniche adottate in campo artistico a decretarne la fortuna; sia la diffusione dei libri illustrati che le campagne fotografiche – sulla scia di quelle francesi – di monumenti, vestigia antiche, rovine e altre testimonianze materiali, contribuirono ad alimentare l’immaginario controfattuale del Medioevo, dove l’Italia, il Paese dei mille borghi pullulante di roccaforti, torri e castelli, si confermava il palcoscenico ideale per stimolare fantasie artistiche.

Namsal Siedlecki, Ugolino, 2025; Francesca Banchelli, Father & Son, 2022

La mostra presso la Rocca aldobrandesca di Piancastagnaio

Ecco quanto si predispone nella Rocca aldobrandesca di Piancastagnaio, cittadina senese ai piedi del Monte Amiata: la cornice medievale come contrappunto per esposizioni di arte contemporanea non è una novità assoluta; tuttavia, sincronizzare il valore simbolico della location con ricerche di forte impatto narrativo, rievoca quel gusto votato alla libertà espressiva che, in chiave contemporanea, ha un determinato peso sulla collettività. Chi scrive ha più volte menzionato questi eventi tipici dell’attualità artistica come esempi di Romanticismo Relazionale, dove, specularmente al romanticismo storico, la ratio collettiva non è più la “spinta” bensì la conseguenza di un’azione sentimentale.

Essere frammentati e simultaneamente unici è la chiave di lettura di Osservatorio: Mormorii, a cura di Mirco Marino in collaborazione con Antonella Nicola, progetto che sfrutta tutta l’elevazione della fortezza permettendo al pubblico, nell’attraversamento dei locali e risalite, di scorgere le incursioni dei quattro artisti invitati, Francesca Banchelli, Francesco Carone, Rä di Martino e Namsal Siedlecki, distribuite nello spazio.

La curatela della mostra “Osservatorio: Mormorii”

La mostra mette in luce la doppia funzione della roccaforte, in quanto è sia luogo di protezione che punto di osservazione strategico, dominando la vallata in un crocevia di confini territoriali: la perdita di tali finalità, seppure sempre presenti, viene abilmente sfruttata nella scelta curatoriale di Marino, fino a generare un paradosso tra il fruire e l’abitare. Le presenze artistiche, palesemente “aliene” rispetto all’ambiente, si collocano tuttavia in maniera adeguata e mai conflittuale, tanto da innescare cortocircuiti temporali e un “panorama di senso stratificato”. Tutto diventa paesaggio, sia la visione esterna (con punti di vista allettanti) sia la fruizione interna dove ogni opera è dialetticamente dinamica.

Le opere in mostra a Piancastagnaio

Le ricerche dei vari autori interfacciano suggestivi scambi formali pur mantenendo una loro distinta autonomia, fenomeno innescato certamente dalla location ma nondimeno da un pubblico coinvolto nel processo narrativo; se, ad esempio, la scultura di Namsal Siedlecki (Ugolino, 2025; Mvah Cha, 2020) in relazione alla pittura di Francesca Banchelli (Father & Son, 2022; White Shadows in The South Seas, 2023) rievoca rimandi danteschi, l’opera Deposizione, 2023, sempre di Siedlecki, vicina a La tigre, 2025 di Francesco Carone apre un discorso sul fraintendimento percettivo e sensoriale.

Ancora, la rappresentazione di mondi surreali e carichi emotivamente della Banchelli (Anglers of Time, 2023; Tell me about trust, 2025) si lega a quella punta di nostalgia che caratterizza i video di Rä di Martino (L’eccezione, 2019; The Portrait of Ourselves, 2013), storie con una loro precisa e soggettiva costruzione in cui, opportunamente, il pubblico si può “specchiare” e riconoscersi negli elementi che le compongono. Perfino il lavoro di Carone, dove quasi sempre è presente una specifica matrice letteraria, si presta a questa relazionalità sentimentale, con il pubblico aperto a crearsi il proprio paesaggio narrativo, interagendo con il luogo e le opere.

Osservatorio: Mormorii è un’elegia di unità frammentarie, così discreta e accessibile da far perdere di vista la brutalità architettonica e favorire una lenta e distensiva ascesa esperienziale, inseguendo il vento che sussurra e spiffera tra le pieghe del tempo.

L’opera di Davide Rivalta

Sabato 21 giugno alle ore 16 il percorso espositivo si completerà con l’inaugurazione dell’opera Wild di Davide Rivalta, cinque lupi in bronzo, selvaggi per l’appunto, installati nei pressi della Rocca. Nel corso della giornata avrà luogo anche la presentazione del catalogo della mostra Osservatorio: Mormorii e la consegna alle Contrade di Piancastagnaio degli stendardi realizzati dagli artisti della mostra.

Luca Sposato

Piancastagnaio (SI) // fino al 26 luglio 2026
Osservatorio: Mormorii
ROCCA ALDOBRANDESCA – Piazza Castello, 53025
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