istruzione, politiche sociali e welfare


11 milioni e 669 mila euro investiti in scuola, disabilità, famiglie, anziani, inclusione sociale e contrasto alla povertà. È il secondo pilastro della Relazione di Mandato 2025-2026 del sindaco di Trapani, quello dedicato alle Politiche Sociali, Welfare e Istruzione, che da ieri stiamo analizzando su Tp24. 

 

Numeri importanti che raccontano una città capace di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei, soprattutto attraverso il PNRR e il ruolo di capofila del Distretto Socio Sanitario 50. 

 

Ma dietro le cifre emerge una domanda inevitabile: quanto di questo investimento si è tradotto o si tradurrà in servizi realmente consolidati e quanto, invece, è ancora affidato a progetti sperimentali, strutture da completare o finanziamenti destinati a esaurirsi?

 

Scuola e servizi educativi: cresce la mensa, restano i nodi sugli asili

L’amministrazione rivendica un deciso potenziamento dei servizi scolastici.

La mensa scolastica rappresenta uno dei dati più significativi: dagli appena 338 utenti del 2016-2017 si è passati agli oltre 800 dell’ultimo biennio. 

Nell’anno scolastico 2025-2026 i fruitori quotidiani sono 787, di cui 708 alunni e 79 docenti.

Sul fronte del trasporto scolastico sono stati rilasciati 61 abbonamenti ATM e rimborsati 6 abbonamenti AST. 

Il servizio dedicato ai disabili ha garantito il trasporto a 38 studenti delle scuole dell’obbligo e a 281 utenti diretti ai centri di riabilitazione.

Per quanto riguarda i libri di testo, il Comune dichiara di avere coperto il 100% delle richieste degli aventi diritto, con 555 beneficiari rimborsati.

Restano aperte alcune questioni sugli asili nido. I tre nidi comunali continuano a operare con un modello di gestione mista garantito fino al settembre 2026. L’obiettivo è estendere l’orario fino alle 17. Tuttavia nella relazione non compaiono dati sulle liste d’attesa, sulla domanda inevasa e sul rapporto tra posti disponibili e popolazione residente, indicatori fondamentali per valutare l’effettiva copertura del servizio.

 

ASACOM: le criticità che la relazione non racconta

Tra i dati rivendicati dall’amministrazione figura il servizio ASACOM, per il quale sono stati investiti 967.578,70 euro e che oggi coinvolge 183 alunni nel territorio comunale.

Tuttavia il 2025 è stato segnato da una forte controversia. Famiglie, operatori e associazioni hanno contestato la riduzione delle ore di assistenza e l’esclusione dal servizio di alcuni studenti con disabilità, dando vita a proteste, ricorsi e a un acceso confronto politico a Palazzo Cavarretta.

Il caso è approdato anche in Consiglio comunale, dove maggioranza e opposizione hanno trovato un accordo per chiedere una revisione del servizio. Nei mesi successivi il Comune ha infine ripristinato l’ASACOM per tutti gli alunni aventi diritto.

Una vicenda che nella Relazione di Mandato trova poco spazio, ma che rappresenta uno dei passaggi più delicati vissuti dall’amministrazione sul fronte delle politiche per la disabilità. In questo caso, infatti, il risultato finale è arrivato soltanto dopo mesi di proteste da parte delle famiglie e delle associazioni del settore.

 

P.I.P.P.I., prima che il disagio diventi emergenza

Tra gli interventi meno visibili ma potenzialmente più incisivi c’è il programma P.I.P.P.I. (Programma di Intervento Per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione), finanziato con 211.500 euro attraverso il PNRR. L’obiettivo è sostenere le famiglie vulnerabili prima che le situazioni di disagio portino all’allontanamento dei minori dal nucleo familiare.

A Trapani il progetto ha coinvolto 35 famiglie, superando del 40% il target previsto, con la presa in carico di 52 minori e 146 adulti. Gli interventi comprendono educativa domiciliare, supporto psicologico, accompagnamento scolastico e sostegno alla genitorialità.

Si tratta di un modello che punta a rafforzare le capacità educative delle famiglie e a prevenire fenomeni come dispersione scolastica, marginalità sociale e disagio minorile, agendo direttamente all’interno dei contesti familiari più fragili.

Parallelamente il Comune ha finanziato sei progetti di centri estivi gratuiti che hanno coinvolto oltre 230 minori tra i 3 e i 17 anni.

 

San Domenico, la cittadella del welfare giovanile

Una parte rilevante della strategia sociale dell’amministrazione ruota attorno al recupero del Complesso Monumentale di San Domenico.

L’immobile storico è stato progressivamente trasformato in un polo dedicato alle politiche giovanili e familiari.

Qui ha trovato sede il Centro per le Famiglie, finanziato con 120 mila euro, che offre servizi di orientamento, sostegno alla genitorialità, consulenza educativa e supporto alle famiglie in situazioni di conflittualità.

Sempre a San Domenico è stato avviato il progetto DES_TEENAZIONE GIOVANI, finanziato con 2.835.220,64 euro.

Nel dicembre 2025 è stato inaugurato lo “Spazio Trapani”, centro multifunzionale rivolto agli adolescenti dagli 11 ai 21 anni, pensato per contrastare dispersione scolastica, povertà educativa, isolamento sociale e disagio giovanile. 

Il complesso ospita laboratori, attività culturali, percorsi formativi e servizi di accompagnamento destinati ai giovani e alle loro famiglie.

Già nel 2024 era stato inaugurato anche il Centro di Aggregazione Giovanile per Minori, realizzato grazie a un finanziamento regionale di 809 mila euro.

Tuttavia anche in questo caso restano alcune questioni aperte. Se da un lato sono stati inaugurati gli spazi e avviate le attività, dall’altro non sono ancora disponibili dati consolidati sull’impatto effettivo dei progetti rispetto agli obiettivi dichiarati: riduzione della dispersione scolastica, aumento della partecipazione giovanile e contrasto alle nuove forme di disagio adolescenziale. È proprio su questi indicatori che si misurerà il successo o meno dell’investimento multimilionario realizzato nel complesso di San Domenico.

 

Gli anziani e il nodo dell’invecchiamento

Il progressivo invecchiamento della popolazione è una delle principali sfide che attendono Trapani.

Per questo il D50 ha investito 900 mila euro nei progetti di telemedicina e assistenza domiciliare.

Sono 108 gli anziani non autosufficienti presi in carico con interventi domiciliari che prevedono dalle 7 alle 10 ore di assistenza settimanale.

Sono stati inoltre distribuiti 30 kit di telemonitoraggio sanitario.

Un ulteriore investimento da 750 mila euro è destinato alla realizzazione di un Centro Diurno Polifunzionale in un bene confiscato alla mafia.

La struttura dovrebbe accogliere tra 50 e 70 utenti al giorno con servizi di fisioterapia, musicoterapia, laboratori digitali e attività ricreative.

Ad oggi, però, il centro non è ancora operativo.

 

Povertà e inclusione: 4 mila persone in carico

I numeri raccontano una città ancora fortemente segnata dalle fragilità economiche.

Trapani gestisce infatti 1.692 nuclei beneficiari dell’Assegno di Inclusione, pari a circa 4 mila persone.

Per rafforzare il sistema dei servizi sociali sono stati utilizzati 2.051.586,93 euro del Fondo Povertà 2022 e 2.024.930,41 euro del Fondo Povertà 2023.

Le risorse hanno consentito di assumere assistenti sociali a tempo determinato, attivare il pronto intervento sociale e i servizi di mediazione culturale.

Sono stati inoltre avviati 41 soggetti nei cantieri di servizio e attivate 20 borse lavoro da 1.500 euro ciascuna.

Numeri che evidenziano l’ampiezza degli interventi attivati dal Comune e, al tempo stesso, la dimensione del disagio sociale ancora presente sul territorio.

Immigrazione e accoglienza

Trapani continua a essere uno dei principali punti di riferimento regionali per l’accoglienza.

Il Comune gestisce 90 posti nel sistema SAI destinati a richiedenti asilo e rifugiati.

È stato inoltre avviato il progetto CO.e.SI.MI., finanziato con 349.067 euro, finalizzato all’inserimento abitativo e lavorativo dei beneficiari.

 

Pari opportunità e tutela

Tra gli interventi realizzati figurano la riqualificazione del Centro Antiviolenza di via Dalmazia, finanziata con 257 mila euro del PNRR, e la ricostituzione della Commissione Pari Opportunità, ufficialmente insediata nel marzo 2026.

Sono stati inoltre nominati i garanti comunali per l’infanzia, la disabilità, gli anziani e i detenuti.

 

Le questioni ancora aperte

La Relazione di Mandato consegna alla città un dato difficilmente contestabile: Trapani ha intercettato una quantità significativa di finanziamenti e ha ampliato la rete dei servizi sociali. Restano però quattro nodi aperti: la dipendenza dai fondi PNRR e dai finanziamenti straordinari, l’assenza di indicatori pubblici sull’efficacia reale degli interventi, il completamento di strutture annunciate ma non ancora pienamente operative (come il Centro Diurno per anziani) e la persistente presenza di povertà, disagio giovanile e fragilità sociali che richiedono politiche di prevenzione strutturali. La sfida dei prossimi anni sarà dimostrare che gli investimenti non hanno solo ampliato l’assistenza, ma migliorato in modo stabile le condizioni di vita dei cittadini più vulnerabili.

La questione politica, però, non riguarda più soltanto la capacità di ottenere fondi, perché molti dei progetti più rilevanti dipendono ancora da finanziamenti straordinari del PNRR. Diverse strutture sono state inaugurate da pochi mesi e altre devono ancora entrare pienamente a regime. Alcuni servizi, come dimostra il caso ASACOM, hanno attraversato forti tensioni prima di raggiungere un equilibrio.

La vera verifica di tutta questa progettualità arriverà nei prossimi anni.

Perché se da un lato l’amministrazione Tranchida può rivendicare di avere portato a Trapani milioni di euro per il welfare, dall’altro restano aperte le domande più importanti: i nuovi servizi riusciranno a sopravvivere oltre il PNRR? Le nuove strutture saranno pienamente operative? E soprattutto, questi investimenti riusciranno a ridurre concretamente povertà, dispersione scolastica, disagio giovanile e marginalità sociale?

In particolare, quattro parametri consentiranno di valutare l’efficacia reale degli investimenti realizzati:

  • l’andamento della dispersione scolastica e della povertà educativa;
  • le liste d’attesa e il livello di copertura dei servizi per la prima infanzia;
  • l’evoluzione del numero di famiglie e persone che necessitano di sostegni economici e misure di inclusione;
  • il tasso di utilizzo e l’impatto concreto delle nuove strutture e dei servizi attivati nel complesso di San Domenico.
  • È su questi risultati misurabili, più che sui finanziamenti ottenuti o sulle inaugurazioni, che si potrà comprendere se gli oltre 11 milioni di euro investiti avranno prodotto un cambiamento strutturale e duraturo nelle condizioni di vita delle fasce più fragili della popolazione.

     




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     redazione@tp24.it (Luca Sciacchitano)

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