Ci sono i primi venti anni di impatto sociale. Durante i quali la Fondazione Edoardo Garrone ha investito circa 35 milioni di euro in programmi formativi e attività di innovazione soco culturale. Dei quali 2,6 milioni nel corso del 2025. E poi c’è l’oltre, il futuro, con il compimento dei progetti in corso e la programmazione delle nuove attività. Entrambi gli orizzonti sono stati presentati nel bilancio sociale della Fondazione presieduta da Alessandro Garrone e diretta da Francesca Campora.
Vent’anni di impatto sociale
Un documento completo, che analizza gli impatti dei progetti attuati e si mette in dialogo con gli stakeholder, interni ed esterni, per rappresentare nel modo più chiaro possibile i risultati e delineare le prospettive future. «Nel contesto della filantropia europea, sempre più orientata all’impatto e al cambiamento sistemico, la capacità di una fondazione di definire priorità chiare rappresenta un elemento distintivo», conferma Carola Carazzone, vicepresidente di Philea e segretario generale di Assifero, di cui Fondazione Garrone fa parte, nella sezione dedicata agli stakeholder.
Genova e oltre
Da Genova, sede della fondazione ed head quarter della famiglia fondatrice, i progetti attuati si svolgono su scala territoriale e nazionale. A cominciare dall’impegno nelle aule scolastiche che, tra il 2019 e il 2025, ha coinvolto oltre 2.500 studenti e studentesse. Ad esempio, con Tra le righe, il programma formativo partito nel 2021 e realizzato con la Rivista Andersen, porta nelle scuole primarie e secondarie di primo grado esperienze di lettura dedicate ai temi della sostenibilità e della cittadinanza.
Tra arte e scienza
Da due anni il progetto ha adottando un approccio steam (science, technology, engineering, arts, maths). Autori e artisti accompagnano gli studenti nella lettura e nello sviluppo di uno sguardo personale su cose e fenomeni, intrecciando scienza, tecnologia, arte e matematica.
L’analisi dell’impatto mostra che dei 685 alunni coinvolti nel progetto, il 61% dichiara di aver letto più libri per conto proprio (oltre a quelli assegnati a scuola) nei cinque mesi successivi al progetto, rispetto all’inizio dell’anno scolastico.
Vite e spettacoli
Sempre in ambito educativo, Lo spettacolo siamo noi utilizza il teatro come spazio di crescita e laboratorio di partecipazione civica. Gli studenti sono accompagnati da autori e mentor in un percorso creativo che li guida nella costruzione di una pièce teatrale.

Le storie nate in classe diventano poi veri spettacoli, interpretati da attori professionisti durante eventi aperti a famiglie e comunità. Attraverso il teatro, i ragazzi esplorano sentimenti e idee, riflettere su temi sociali e sperimentare il valore del lavoro di gruppo, accompagnati dall’esperienza del Teatro del Piccione e dalla metodologia di Propositi di filosofia.
Alta soddisfazione
A partire dal 2025, per le scuole primarie, il progetto si sviluppa in un percorso biennale realizzato in collaborazione con Mus-e, che utilizza le arti performative come strumento educativo e inclusivo, accompagnando i bambini in un’esperienza continuativa e partecipata. Quasi 700 quelli coinvolti nelle prime tre edizioni, con oltre 300 giornate di formazione erogate. Più della metà dei partecipanti ha detto di aver apprezzato un lavoro rivolto anche a un pubblico esterno alla classe.
Esperienze appenniniche
Molto interessante anche Appennino lab che da anni offre agli studenti un percorso esperienziale di valorizzazione del territorio appenninico, lavorando sul campo, progettando e confrontandosi direttamente con le risorse locali e mettendo a frutto le competenze del proprio indirizzo di studi. Il percorso, che nel 2025 si è sviluppato a Campo Ligure, culmina nella Giornata dell’Appennino, organizzata dagli studenti stessi per presentare il proprio lavoro alla comunità.
Tutti al campus
Con analoga cura per risultati e impatti, il bilancio racconta l’impego della Fondazione verso le aree interne e per lo sviluppo culturale. Il primo si esplica con l’ormai storico progetto “ReStartApp”, attivo dal 2014. È un campus residenziale intensivo di dieci settimane per giovani under 40 che vogliono fare impresa in montagna, partecipando a lezioni, laboratori di business planning e incontri con imprenditori locali verso la definizione di un piano d’impresa concreto e sostenibile.
Un coach per l’azienda
Ben consolidati sono anche gli altri due progetti Vitamine in azienda, un percorso di affiancamento, consulenza e coaching per imprese ed enti del territorio appenninico. E Imprese in rete, che favorisce l’accompagnamento alla costruzione e al rafforzamento di reti di collaborazione tra imprese e organizzazioni del territorio appenninico.
Cultura che nutre l’arte
Lo sviluppo culturale prende invece forma con due importanti progetti. Il corso di alta formazione “D:cult“, dedicato alla divulgazione scientifica del patrimonio artistico e culturale. E Arcipelago lettori, una rassegna che invita a riscoprire Genova attraverso la lettura, trasformando palazzi storici, musei e chiese in vere e proprie “isole di lettura”. L’obiettivo è avvicinare pubblici diversi, e in particolare i più giovani, a una pratica della lettura viva e condivisa, capace di generare nuove relazioni tra cultura e comunità.
Sguardo al futuro
Nel 2026 e nel futuro prossimo, spiega il documento, la Fondazione continuerà a rafforzare il proprio impegno per i giovani, consolidando i percorsi educativi e di imprenditorialità già avviati. L’obiettivo resta quello di costruire opportunità concrete di crescita, in dialogo con i territori e con i bisogni che esprimono. Proseguirà in questa direzione il lavoro di Progetto Appennino, così come l’impegno in ambito educativo, con attenzione alla qualità degli interventi, alle reti di collaborazione e alla capacità di rispondere a contesti sociali in continua evoluzione. Ad accompagnare questo sviluppo sarà anche un’evoluzione della governance, pensata per sostenere con efficacia le prossime fasi del percorso della Fondazione.


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Foto in apertura Kristina Bekher su Unsplash.
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