Grandi chance per il retrofit elettrico degli autobus nel Regno Unito grazie al Bus Services Act, che dal 2030 (al più presto) impedirà l’immatricolazione di nuovi autobus non a zero emissioni. Una norma che sta accelerando la transizione del settore e che ha stimolato l’ingresso di Palmer Energy Technology Limited (PETL). L’azienda, co‑fondata dall’ex CEO di Aston Martin Andy Palmer, è attiva nelle rinnovabili e nei sistemi di accumulo, con soluzioni BESS residenziali e tecnologie per batterie destinate ai veicoli. Palmer crede nel grande balzo della filiera dedicata alla conversione degli autobus diesel in elettrici. E non si limita a proporre i propri accumulatori al mercato: ha infatti acquisito Kleandrive, azienda specializzata nel retrofit elettrico degli autobus, rafforzando così la capacità britannica di decarbonizzare il trasporto pubblico pesante.
Il retrofit è il futuro degli autobus elettrici, ha salvato anche il Routemaster degli anni ’60
Tutti gli autobus inquinanti inglesi dovranno essere sostituiti o convertiti in elettrico, una filiera che si sta rivelando molto promettente dal punto di vista economico e che svolge anche una funzione di tutela della memoria storica. La conversione ha infatti salvato il Routemaster degli anni ’60, oggi utilizzato dall’operatore turistico Golden Tours.
In questo contesto si inserisce l’ingresso di PETL nel settore: l’azienda ha acquisito, come going concern, tutti gli asset e le attività di Kleandrive, realtà specializzata nella conversione dei veicoli diesel mediante la sostituzione della catena cinematica con sistemi di trazione elettrica. Un’operazione che consente a PETL di integrare competenze chiave e rafforzare la capacità britannica di decarbonizzare il trasporto pubblico pesante.

L’operazione viene definita come politica del Made in UK. «L’acquisizione preserva una competenza ingegneristica britannica altamente specializzata nella decarbonizzazione dei veicoli pesanti». Concetto ribadito da Andy Palmer: «La Gran Bretagna continua a perdere la propria base industriale, un’azienda alla volta. Ho passato anni a sostenere pubblicamente che il Regno Unito non può raggiungere i propri obiettivi di decarbonizzazione né costruire un settore dei trasporti puliti credibile senza imprese nazionali che guidino il percorso. Questa acquisizione dell’attività e degli asset di Kleandrive come going concern è un esempio concreto, seppur piccolo, di come si possa agire in quella direzione. Ripotenziando gli autobus diesel esistenti si ottiene uno dei modi più convenienti per gli operatori di decarbonizzare le proprie flotte. Merita di essere fatto qui, da ingegneri britannici, e noi intendiamo assicurarci che accada».
Retrofit: la convenienza di non sostituire gli autobus, stop al diesel dal 2030
La conversione degli autobus diesel esistenti in veicoli elettrici permette agli operatori di flotta di decarbonizzare i mezzi già in servizio senza «l’investimento in conto capitale richiesto dall’acquisto di nuovi autobus elettrici». Le competenze di retrofit di Kleandrive saranno integrate in PETL, uno dei principali sviluppatori britannici di tecnologie per batterie e sistemi di gestione delle batterie, anche attraverso la controllata Brill Power, spin‑off dell’Università di Oxford.
L’azienda combinata dispone ora di una filiera verticale completa: dalla selezione e gestione delle celle alla catena cinematica elettrica, dalla messa in servizio delle flotte all’assistenza post‑vendita. Con questa acquisizione PETL può quindi offrire al mercato un pacchetto integrato per il repowering dei veicoli pesanti.
Autobus elettrici: il retrofit strategico di Solaris ha già rinnovato 170 e-bus
La maggior parte della flotta britannica è ancora alimentata a diesel, ma entro il 2030 entrerà in vigore il Bus Services Act, che prevede — dal 2030 — la registrazione esclusiva di nuovi autobus «a zero emissioni» per i servizi locali in Inghilterra. Gli autobus diesel già circolanti potranno continuare a operare. Qui il link all’atto del Governo, che ha necessità di un regolamento attuativo.
La consultazione della filiera: favorevole allo stop dei diesel
Interessante anche il procedimento che ha portato alla definizione della norma. Il governo ha avviato una consultazione pubblica che ha coinvolto produttori di autobus, operatori del trasporto, autorità locali, associazioni di categoria e organizzazioni ambientaliste.
Il retrofit di Alexander Dennis per gli autobus diesel a due piani
La maggior parte dei partecipanti ha sostenuto l’idea di fissare una data precisa per la fine della vendita di nuovi autobus non a zero emissioni (non‑ZEB). Più nel dettaglio la maggioranza degli operatori e dei costruttori si è detta favorevole, con alcuni produttori che hanno espresso un sostegno di principio. Il settore energetico e le organizzazioni ambientaliste hanno dato un appoggio unanime.
Molti stakeholder hanno suggerito che il governo dovrebbe scegliere una singola data, invece di un approccio graduale, per garantire certezza alla filiera e semplificare la transizione per produttori e autorità locali. È stata anche avanzata l’ipotesi di una gradualità basata sugli standard europei sulle emissioni.
La strada è tracciata, ma il traguardo non è semplice. I protagonisti della filiera hanno sottolineato come la transizione richieda investimenti, tempi adeguati e sostegni mirati, soprattutto per le flotte rurali e per le PMI, che rischiano di essere penalizzate nei bandi competitivi e nei costi di adeguamento. Infine c’è preoccupazione per la capacità della rete elettrica, con la necessità di importanti aggiornamenti e la mancanza di standardizzazione delle infrastrutture di ricarica.
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