A San Servolo oltre 100 esperti, imprese e istituzioni per delineare il futuro della sostenibilità con 6 progetti ideati dai giovani


di
Francesca Menna

La conferenza si svolgerà dal 15 al 17 ottobre e si chiamerà Beyond Cop, esprimendo la volontà di andare oltre gli impegni dei negoziati internazionali, puntando su proposte applicabili e modelli che trasformino la sostenibilità in un vantaggio competitivo. Francesco Grillo, direttore di Vision Think Tank: «La sostenibilità è necessaria per la sopravvivenza e la crescita delle imprese»

E se il Tevere, da Roma, potesse portare fino a Ostia? Magari con battelli elettrici alimentati da pannelli solari. È la proposta di Caterina Morganti, studentessa del master Bocconi-Polimi, per valorizzare il fiume come risorsa per la mobilità sostenibile di Roma. «È un progetto ambizioso», spiega Morganti, «ma vorremmo includere nell’abbonamento urbano i biglietti dei battelli: collegherebbero università, centri culturali e altri poli cittadini».
Dalla mobilità alla gestione dei rifiuti, fino alla prevenzione dei disastri climatici. Gabriele Copa, altro studente del master, propone un modello per rendere più efficiente il sistema dei rifiuti urbani di Milano, integrando tecnologie già disponibili e misurandone i benefici anche in termini di emissioni evitate. Rithika Clifford, infine, invita a ripensare i fondi destinati ai Paesi più fragili, spostando le risorse dalla gestione delle emergenze alla prevenzione, attraverso partnership con le compagnie assicurative e un sistema di finanziamento che diminuisca progressivamente al ridursi del rischio.
Tre progetti dei sei che verranno presentati durante la quinta edizione della Venice Conference on Global Governance of Climate Change & Sustainability, in programma dal 15 al 17 ottobre 2026 sull’isola di San Servolo, a Venezia. Sono la prova che alle nuove generazioni non basta “sognare in grande”, ma soprattutto agire tenendo insieme sviluppo economico e sostenibilità ambientale.

Promossa da Vision Think Tank, con Axa Italia come partner fondatore, la conferenza riunirà più di cento relatori tra rappresentanti delle istituzioni, scienziati, imprenditori, accademici e giornalisti. Il titolo scelto, «Beyond Cop», esprime la volontà di andare oltre gli impegni dei negoziati internazionali, puntando su proposte applicabili e modelli che trasformino la sostenibilità in un vantaggio competitivo.




















































Il settore assicurativo

«Gli effetti del cambiamento climatico non appartengono più a uno scenario futuro: li vediamo nei nostri territori, nelle città, nelle nostre economie». Chiara Soldano, amministratrice delegata di Axa Italia, parte da questa constatazione per sottolineare l’urgenza di investire nella prevenzione, completando con i numeri la descrizione economica del problema: oltre 500 milioni di euro di perdite assicurative legate agli eventi atmosferici nel solo mese di luglio, circa 4 miliardi di danni liquidati dal sistema assicurativo a inizio anno e 12 miliardi di danni sostenuti direttamente dai cittadini. A preoccupare è anche il divario tra la percezione del rischio e la capacità di proteggersi. Secondo il Future Risks Report 2026, che sarà ufficialmente presentato la settimana prossima, il 93 per cento degli esperti e il 90 per cento degli italiani intervistati ritiene che i principali rischi climatici possano essere evitati o mitigati con adeguate misure preventive. Il 90 per cento degli esperti riconosce inoltre al settore assicurativo un ruolo fondamentale nella riduzione degli impatti. Eppure meno di un’impresa su cinque dispone di una copertura adeguata contro i rischi catastrofali.
«È importante proteggere, ma dobbiamo ancor più prevenire e adattarci», afferma Soldano. Per l’amministratrice delegata, la sostenibilità non è dunque un’attività accessoria: «Per il settore assicurativo, è business». Significa ripensare i bisogni dei clienti, sviluppare strumenti di prevenzione e aiutare le imprese, soprattutto quelle più piccole, a ripartire dopo un evento estremo.

La ricerca di una terza via tra catastrofismo e negazionismo sarà il filo conduttore della conferenza di Venezia e lo è anche per quella di lancio. Per Francesco Grillo, direttore di Vision Think Tank, occorre superare le contrapposizioni ideologiche e concentrarsi sulle soluzioni.
«La sostenibilità deve essere vista come un investimento necessario per garantire la sopravvivenza delle imprese, generare valore e consentire loro di crescere», osserva Grillo. Il punto è capire come trasformare questa prospettiva in decisioni concrete, portando la ricerca nelle aziende e nelle istituzioni.

Obiettivi e priorità

Un approccio condiviso da Francesco Perrini, associate dean per la Sostenibilità presso SDA Bocconi School of Management che invita università, analisti e ricercatori a non schierarsi su posizioni ideologiche. «Bisogna “utilizzare” la ricerca accademica e portarla nel mondo manageriale, nelle imprese e nei governi, traducendola in idee e azioni concrete. È questa la terza via».
Nel suo intervento ha inoltre citato la crescita delle imprese coinvolte in una delle principali iniziative internazionali sulla sostenibilità, passate, secondo i dati richiamati, da 9.345 nell’ottobre 2024 a circa 14mila. Un incremento che suggerirebbe come alcuni processi economici proseguano anche in un contesto politico meno favorevole.
Durante la conferenza saranno poi valutate le opportunità offerte dalle diverse tecnologie rispetto alla sicurezza energetica, alle emissioni e alla competitività industriale, affiancandovi sempre un’analisi rigorosa di costi e benefici. Energia, adattamento e finanza climatica sono anche le priorità richiamate dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, che nel suo videomessaggio ha definito la sostenibilità «una leva per innescare un nuovo sviluppo e salvaguardare la competitività delle imprese del nostro Paese». Obiettivo: neutralità carbonica entro il 2050.

La dimensione sociale e i giovani

Alessandro Perego, prorettore per lo sviluppo sostenibile e l’impatto sociale del Politecnico di Milano, riconosce come uno degli errori del dibattito costruire contrapposizioni tra profitto e impatto, Europa e resto del mondo, ambiente ed esigenze economiche. «Non è possibile affrontare le questioni ambientali senza considerare quelle sociali. La sostenibilità, per sua stessa natura, richiede l’integrazione di entrambe le prospettive».
Le politiche ambientali, ha osservato, rischiano di perdere consenso quando non considerano le condizioni di vita delle persone e le conseguenze economiche delle trasformazioni.
Per questo, accanto alla dimensione sociale, diventano centrali il coinvolgimento dei giovani, la creatività e la capacità di affrontare problemi complessi. «Non basta riconoscere che i giovani hanno una sensibilità particolare verso questi temi: dobbiamo anche fornire loro gli strumenti per affrontarli. Questo è uno dei ruoli fondamentali dell’università», ha sottolineato Perego, richiamando anche la necessità di rafforzare la collaborazione tra atenei, imprese e amministrazioni. Tra gli esempi, la possibilità che le università milanesi lavorino insieme alle istituzioni locali per affrontare l’emergenza abitativa degli studenti.
Anche il rettore dell’Univiersità Ca’ Foscari di Venezia, Marco Sgarbi, ha richiamato la responsabilità delle nuove generazioni e delle istituzioni. Nel suo intervento ha ricordato il confronto con la figlia, che gli ha espresso sfiducia rispetto all’azione delle generazioni adulte: «Voi non state facendo niente». Un richiamo alla necessità di trasformare gli obiettivi climatici in interventi, soprattutto nelle città. Venezia, in questo senso, rappresenta un banco di prova: «Il rischio di superare stabilmente la soglia di 1,5 °C rende ancora più urgente ripensare gli spazi urbani e le strategie di adattamento», spiega Sgarbi. Occorre riprogrammare e riprogettare le città alla luce dei rischi che stanno diventando sempre più evidenti.

Comunicazione e interlocutori

Accanto alla ricerca e alle politiche industriali, c’è il tema della comunicazione: è necessario superare una narrazione troppo astratta, spesso concentrata sulle temperature e sugli scenari peggiori, per mostrare i benefici concreti delle soluzioni. La proposta è invece raccontare la sostenibilità attraverso i suoi effetti sulle persone e sulle attività economiche. Letizia D’Abbondanza, Chief customer & external communication officer del gruppo Axa Italia, fornisce in chiusura le tre indicazioni per procedere in questa direzione: imparare dalle esperienze che funzionano, affrontare i problemi un passo alla volta e cambiare prospettiva, smettendo di considerare la sostenibilità un semplice elemento accessorio. Grillo invita infine a cambiare gli interlocutori, oltre che il linguaggio. Una delle sessioni della Conferenza di Venezia sarà dedicata all’agroalimentare, con il coinvolgimento di grandi produttori di pasta, vino e caffè, settori già esposti agli effetti del cambiamento climatico. Parlare di filiere, prodotti e attività economiche consente di rendere il problema più vicino alla quotidianità e di mostrare come la sostenibilità riguardi direttamente la competitività delle imprese.

9 ottobre 2026 ( modifica il 9 ottobre 2026 | 14:59)


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