Una carta da 300 euro per aiutare gli anziani a sostenere le spese sanitarie. È una delle novità contenute nel disegno di legge di Bilancio 2027, ma per capire chi potrebbe riceverla bisogna guardare a un dettaglio spesso trascurato: il limite economico viene verificato sui trattamenti pensionistici percepiti nel 2025, non sulla pensione che si riceverà nel 2027.
La proposta interessa milioni di pensionati e titolari di prestazioni assistenziali, ma non introduce un beneficio universale per tutti gli over 75. Sono richiesti requisiti anagrafici e reddituali precisi, mentre le modalità di distribuzione e utilizzo della carta dovranno essere stabilite da un successivo decreto.
Chi può ricevere la carta sanitaria da 300 euro?
L’articolo 53 del disegno di legge di Bilancio 2027 prevede una carta del valore di 300 euro destinata all’acquisto di beni e prestazioni sanitarie.
Per accedere alla misura, secondo il testo attualmente proposto, occorre soddisfare due condizioni fondamentali:
- aver compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026;
- essere titolari di uno o più trattamenti pensionistici o assistenziali indicati dalla norma, per un importo complessivo non superiore a 28.000 euro nel 2025.
Rientrano tra i trattamenti considerati le pensioni delle forme previdenziali obbligatorie, la pensione e l’assegno sociale e le prestazioni pensionistiche o gli assegni per invalidi civili, ciechi e sordi previsti dalla disposizione.
La carta sarebbe riconosciuta nel 2027, entro il limite delle risorse stanziate.
Perché bisogna controllare la pensione del 2025 e non quella attuale?
Il riferimento temporale può fare una differenza importante.
Un pensionato che nel 2025 ha percepito trattamenti per 27.800 euro complessivi potrebbe rispettare il requisito economico anche se, a seguito degli adeguamenti successivi, nel 2026 l’importo annuale è diventato superiore a 28.000 euro.
Al contrario, chi nel 2025 ha percepito 28.500 euro non rientrerebbe nella soglia prevista, anche qualora nel 2026 il suo reddito pensionistico fosse diminuito.
Il confronto deve essere effettuato considerando i trattamenti indicati dalla disposizione e non semplicemente l’importo dell’ultima pensione accreditata.
Per questo motivo, prima di valutare il diritto alla carta, è opportuno ricostruire quanto percepito nel 2025.
Chi riceve pensione e reversibilità deve sommare gli importi?
Sì. Il testo del disegno di legge fa riferimento all’importo annuo complessivo di uno o più trattamenti.
Consideriamo un pensionato che nel 2025 abbia percepito una pensione diretta di 19.000 euro e una pensione ai superstiti di 8.000 euro. Il totale sarebbe di 27.000 euro e rispetterebbe il limite economico.
Se invece la pensione diretta fosse di 21.000 euro e quella ai superstiti di 9.000 euro, il totale raggiungerebbe 30.000 euro, superando la soglia.
Il requisito economico non può quindi essere verificato considerando separatamente ciascun trattamento.
Serve un ISEE inferiore a 28.000 euro?
No. La soglia di 28.000 euro prevista dalla proposta non è un limite ISEE.
La norma richiama l’importo complessivo dei trattamenti pensionistici e assistenziali indicati, riferito al 2025.
Si tratta di un criterio diverso da quello utilizzato per numerosi bonus sociali, che dipendono dall’indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare.
Inoltre, i 300 euro eventualmente riconosciuti con la carta non costituirebbero reddito imponibile e non concorrerebbero alla determinazione dell’ISEE.
Questo significa che l’importo della carta, secondo la proposta, non dovrebbe aumentare l’indicatore economico utilizzato per altre prestazioni agevolate.
Chi compie 75 anni nel 2027 può ottenere la carta?
Secondo il testo attuale, no.
Il requisito anagrafico deve essere raggiunto entro il 31 dicembre 2026. Di conseguenza, chi compie 75 anni nel corso del 2027 non rientrerebbe nella platea prevista, anche se percepisce una pensione inferiore alla soglia economica.
Per esempio, una persona nata il 20 dicembre 1951 soddisferebbe il requisito anagrafico. Una persona nata il 20 gennaio 1952, invece, compirebbe 75 anni soltanto nel 2027.
È una differenza che può apparire minima sul piano anagrafico, ma che risulta decisiva ai fini dell’accesso alla misura.
Quali spese sanitarie si potranno pagare con i 300 euro?
La proposta parla di acquisto di beni e prestazioni in materia sanitaria, ma non contiene ancora un elenco definitivo di tutte le spese ammesse.
Le condizioni di utilizzo saranno stabilite con un decreto del Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il provvedimento dovrà individuare anche le modalità di accreditamento degli esercizi commerciali, delle strutture sanitarie e dei professionisti presso i quali utilizzare la carta.
Si è parlato di farmaci, visite e prestazioni non coperte dal Servizio sanitario nazionale. Tuttavia, non è corretto considerare già ammessa qualsiasi spesa medica, odontoiatrica o assistenziale: sarà necessario verificare l’elenco definitivo.
La carta sarà automatica oppure bisognerà presentare domanda?
Al momento non è possibile fornire una risposta definitiva.
Il disegno di legge istituisce un fondo di 1.645 milioni di euro per il 2027, da trasferire all’INPS, ma demanda al decreto attuativo le procedure operative.
Il decreto dovrebbe essere adottato entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge, se il testo verrà approvato nella formulazione attuale.
Non è quindi ancora possibile presentare una richiesta per ottenere la carta.
Per gli aggiornamenti ufficiali sarà utile consultare il portale INPS, che pubblicherà le istruzioni operative qualora la misura venga approvata.
Riassumendo
- La Manovra 2027 propone una carta sanitaria da 300 euro per determinati anziani.
- Occorre aver compiuto 75 anni entro il 31 dicembre 2026.
- Il limite di 28.000 euro riguarda i trattamenti pensionistici e assistenziali indicati dalla norma, percepiti nel 2025.
- Chi riceve più pensioni deve considerare il loro importo complessivo.
- Non è previsto un requisito ISEE di 28.000 euro.
- Le spese ammesse e le modalità di richiesta devono ancora essere definite.
- La misura non è definitiva fino all’approvazione della legge di Bilancio.
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