Calabria in fiamme. Vi spiego come funziona la holding “Incendi SpA”: tutto è in mano ai poteri politico-economici del Nord



Fuoco di Paglia

di Stanislao Fortunato Catalano 

La Regione Calabria, per il 40% della sua superficie territoriale, è coperta da boschi caratterizzati da un’ampia varietà di specie. Questo immenso patrimonio boschivo la pone  tra i territori più verdi d’Europa, ha un’importanza fondamentale per il benessere della collettività. Il bosco contribuisce in modo rilevante a difendere il territorio, soprattutto quello montano, dai fenomeni di natura idrogeologica; a produrre in quantità consistente ossigeno atmosferico; a fornire materia prima rinnovabile; a elevare il valore paesaggistico e ricreativo del territorio. Ma questa importante risorsa è, purtroppo, costantemente minacciata dal pericolo incendi. Tale minaccia si è progressivamente intensificata nel contesto del cambiamento climatico in atto, che determina condizioni di siccità prolungata, aumento delle temperature medie e concentrazione degli eventi meteorologici estremi, tra le tante funzioni del bosco possiamo evidenziare le seguenti. 

  • Consente la riduzione della percentuale di anidride carbonica con conseguente produzione di ossigeno, attraverso il processo di fotosintesi clorofilliana;
  • Riduce la velocità di caduta dell’acqua meteorica e la relativa forza di impatto al suolo, impedendone l’azione erosiva;
  • Favorisce la crescita di vegetazione spontanea (sottobosco) la cui presenza contribuisce sia ad incrementare il potere imbrifero dei terreni che a ridurre la velocità di scorrimento delle acque superficiali limitando l’azione erosiva da queste esercitata; protegge il suolo dall’irraggiamento solare riducendo l’evaporazione;
  • Influenza il microclima, favorendo le precipitazioni, soprattutto quelle che si determinano per condensazione del vapore acqueo sulle superfici fredde;
  • Ripara il suolo dall’azione erosiva del vento;
  • Limita fenomeni di dissesto idro-geologico grazie anche al groviglio di radici che migliorano le caratteristiche meccaniche dei terreni; rappresenta un patrimonio socio-economico e paesaggistico di inestimabile valore.


Quando il fuoco distrugge un bosco, oltre ai danni economici immediatamente quantificabili, vanno considerati gli ingenti danni causati dall’inevitabile scomparsa dei benefici che il bosco produce, danni che sono notevolmente superiori al valore intrinseco del bosco. Gli incendi boschivi, specialmente nelle regioni mediterranee, sono diventati una calamità grave, con nefaste conseguenze di ordine ecologico, economico e sociale. Essi si aggiungono ad altri problemi che rappresentano le fondamentali sfide ambientali di questi anni: desertificazione, perdita di biodiversità, diminuzione delle risorse idriche, cambiamenti climatici. Sono un fenomeno con esclusiva e diretta dipendenza da comportamenti sociali, volontari o involontari, se si considera che sono causati dall’uomo per la pressoché totalità.

Chiediamoci ora quali sono le cause dolose che innescano gli incendi:

  • Da apertura o rinnovazione del pascolo a mezzo del fuoco;
  • Con l’intento di guadagnare dalla scomparsa della vegetazione ai fini di coltivazione agricola;
  • Con l’intento di guadagnare dalla scomparsa della vegetazione ai fini di speculazione edilizia;
  • Con l’intento di guadagnare o comunque di avere vantaggi dall’attivazione degli stessi incendi;
  • Da questioni occupazionali;
  • Da fatti riconducibili a questioni di caccia o bracconaggio;
  • Da fatti riconducibili alla raccolta di prodotti consequenziali al passaggio del fuoco;
  • Da fattori connessi a criminalità organizzata;
  • Da vendette o ritorsioni nei confronti della pubblica amministrazione;
  • Da conflitti o vendette personali;
  • Da proteste contro l’attivazione di aree protette e la loro gestione;
  • Per gioco o divertimento;
  • Con l’intento di deprezzare aree turistiche;
  • Da insoddisfazione e dissenso sociale;
  • Da turbe psicologico-comportamentali o piromania;
  • Da cause dolose non ben definite;

Durante l’evento incendiario si sviluppano emissioni di gas e particelle rilasciate in aria dalla combustione boschiva e di altre tipologie di vegetazione, che impattano sulla composizione chimica dell’atmosfera e dannose sia per il clima sia per la salute dell’uomo, ciò rappresenta un aspetto rilevante. Ora vediamo quali elementi chimici dannosi ed inquinanti si liberano o producono durante un incendio:

  • Diossido di Carbonio/Anidride Carbonica(CO2) risulta responsabile del 63% del riscaldamento causato dall’uomo.
  • Metano(CH4): gas serra prodotto da estrazione di combustibili fossili,contribuisce per circa il 20% al riscaldamento globale.
  • Monossido di Carbonio (CO): gas prodotto in presenza di una combustione incompleta (con scarse quantità di ossigeno) degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili. È dannoso per l’uomo perché può provocare danni lievi fino al coma e alla morte per asfissia.
  • Diossido di Zolfo (SO2): gas prodotto nei processi di combustione per ossidazione dello zolfo che è presente nei combustibili solidi e liquidi. A basse concentrazioni, ha effetti lievi sulla salute dell’uomo, come irritazione degli occhi e del tratto superiore delle vie respiratorie; mentre ad alte concentrazioni, può provocare irritazione delle mucose nasali, bronchiti e malattie polmonari.
  • Triiduro di Azoto/Ammoniaca (NH3): è un gas incolore, caratterizzato da un odore pungente. È tossico per l’uomo e può provocare danni che vanno dall’irritazione delle vie respiratorie fino alla morte.
  • Composti Organici Volatili Non Metanici (COVNM): sono l’insieme di una serie di composti (idrocarburi alifatici; aromatici, quali benzene, toluene e xileni; ossigenati, come aldeidi e chetoni). Si originano dall’evaporazione del carburante e da prodotti incombusti dagli autoveicoli, dalle industrie e dalla legna. La tossicità dei COVNM è molto variabile, ad esempio, il benzene è stato classificato come agente cancerogeno per l’uomo.
  • Particolato Fine (PM2.5): è caratterizzato da un diametro inferiore a 2,5 𝜇m e viene principalmente emesso dagli incendi e dalle attività antropiche (ad esempio, industriali e traffico veicolare). Comporta effetti diretti e indiretti sul bilancio energetico globale e provoca danni alla salute dell’uomo danneggiando l’apparato respiratorio e circolatorio. Chiedo scusa al lettore per la lezione di chimica organica ma bisogna capire cosa succede quando si appicca un incendio, ora passiiamo ad analizzare le risorse finanziarie necessarie per l’attuazione del Piano AIB 2026

Quali sono le risorse  destinate alla Regione Calabria e previste nel Piano Attuativo di Forestazione e come queste vengono impiegate e suddivise, previste dalla L.R. 20/92, per l’anno 2026, approvato con D.G.R. n. 26 del 12/02/2026? Detto Piano Attuativo, per le attività di prevenzione e lotta AIB assegna l’importo complessivo di  9.110.000,00 euro per le attività di seguito indicate:

  • per il servizio aereo regionale mediante l’impiego di elicotteri per le attività di prevenzione, estinzione incendi boschivi e ricognizione aree boscate da eseguirsi nel territorio regionale;
  • per la manutenzione e funzionamento mezzi AIB;
  • per la manutenzione, adeguamento e integrazione dei punti di approvvigionamento idrico, dei punti di stazionamento dei mezzi aerei e terrestri, punti rifornimento idrico e delle postazioni di avvistamento;
  • per integrazione (acquisto e/o noleggio) di mezzi e attrezzature per il rafforzamento della capacità di lotta attiva contro gli incendi boschivi (mezzi trasporto collettivo e attrezzature, moduli spegnimento, vasche mobili, ecc.);
  • per l’allestimento/adeguamento/funzionamento sale operative (SOUP e COP) ed eventuali “posti di comando avanzato”, acquisto di attrezzatura e materiale di consumo (hardware, software, …);
  • per la formazione del personale coinvolto nella campagna AIB;
  • per la Campagna informativa antincendio per lo sviluppo della resilienza delle comunità;
  • per la stipula di Accordi di Programma, da redigersi in base alla Legge n. 353 del 21 novembre 2000 “Legge quadro in materia di incendi boschivi” con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, con il Dipartimento regionale Protezione Civile e con le Associazioni di volontariato e di categoria, ivi compresi compensi incentivanti in misura proporzionale ai risultati conseguiti;
  • affidamenti esterni servizi attività antincendio boschivo, ivi compresi affidamenti di servizio per il monitoraggio del territorio con droni. Le attività di cui al presente Piano saranno realizzate anche attraverso l’utilizzo di personale in forza agli Enti Attuatori del Piano Attuativo di Forestazione, nell’ambito dei progetti da questi previsti con le risorse finanziarie assegnate nel Piano medesimo.

Ora facciamo qualche osservazione di tipo economico ed organizzativo. Il Comune di Cosenza ha pubblicato l’avviso dell’aggiornamento del catasto incendi della città metropolitana di Cosenza, qui sono inseriti tutti gli incendi appiccati intorno alla città di Cosenza dal 2010 al 2025. Dai dati si evince che i luoghi sottoposti a pratica incendiaria sono sempre gli stessi negli anni ed è naturale chiedersi i motivi di tale coincidenza, inoltre bisogna spiegare l’importanza dell’anno 2020 che fa da spartiacque rispetto agli anni precedenti, questo è l’anno in cui entra in vigore il nuovo Piano Regionale con sede operativa unica e l’uso dei droni. In effetti dai 356 ettari bruciati nel 2017 siamo scesi ai 29 ettari del 2019 poi uno stop drastico nel triennio 2020-2023 ma anche causa… Covid e comunque forse dovevano capire come cambiava il gioco…

L’incendio a Laurignano

Ma ecco che nel 2024 gli ettari bruciati risalgono a 36 sempre negli stessi luoghi: perché questo ritorno a valori così alti? Anche perché per legge le aree bruciate mantengono la loro destinazione di bosco o sottobosco per i successivi 15 anni dopo il fatto doloso e allora, in una società che misura tutto con il denaro ecco quale è il motivo che spinge ad appiccare incendi anche su superfici molto estese. Analizziamo l’organizzazione messa in campo per contrastare il fenomeno, senza esprimere un giudizi sulla sua efficacia, perché a questo punto credo che il lettore sia abbastanza edotto  per maturare un proprio giudizio.

Il Servizio Aereo Canadier è affidato, dopo gara d’appalto alla società Avincis  https://www.avincis.com/it/i-nostri-servizi/ con sede a Milano che gestisce i mezzi di proprietà dei Vigili del Fuoco Italiani, allora mi chiedo: perché non è possibile assumere e formare piloti e personale all’interno del corpo dei vigili potenziando l’azione dello Stato? Credo che l’era delle privatizzazioni sia finita in maniera fallimentare… e poi perché non si riapre il bando per far partecipare anche altre ditte europee? La società dal 2009 gestisce il servizio aereo e di elisoccorso nella Regione Calabria, negli anni successivi il contratto è stato prorogato e ci sono stati solo cambi societari.

Altre osservazioni si possono avanzare per il Servizio aereo e flotte di Droni affidati alla società  EliFly che è presente in Calabria dal 1985 e che a Crotone nell’anno 2000 creò una sede operativa: questa società ha sede a Brescia. L’unica società locale è la SibariFly che svolge il ruolo di supporto ad Avincis ed EliFly.

Passiamo ai mezzi terrestri come i pickup AIB per la Protezione civile: questi sono forniti, dal 2023, dalla società Tekne con sede a Chianti. Certo bisognerebbe vedere ed analizzare gare di appalto, affidamenti, ore di volo effettuate, chi fornisce il carburante per gli aerei ed i mezzi impiegati e tutto il resto, per capire le cifre che vengono impiegate dei famosi nove milioni di euro stanziati. I soldi dunque vanno in Lombardia e ai calabresi rimane la famosa Agenzia Calabria Verde che assume gli operai forestali stagionali o a tempo determinato con giornate lavorative annue che variano da 101 a 151 giornate a chiamata in base alle esigenze ovvero più c’è fuoco e più si lavora. Insomma, per i forestali i mitici anni ottanta sono finiti…E poi mi chiedo: un lavoratore puo’ campare 12 mesi lavorandone solo 5 circa? Il resto del tempo ci arrangiamo con il… lavoro nero? In sintesi ai politici calabresi rimane il consenso, il famoso bacino di voti locali.

La verità è che la Regione Calabria ed i suoi politici e dirigenti sono in mano a poteri politico-economici extra regionali, il noleggio di auto blu e tutto il resto sono solo cazzate o la punta di un iceberg, tali gruppi sono interessati solo al business che ormai acceca tutti e stravolge tutto, non si tratta più di accumulare ricchezze, nel video gioco questa fase è stata completata, ora si punta al potere assoluto e all’immortalità…

Il gioco che stanno conducendo e nel quale siamo tutti coinvolti e molto pericoloso, tende a stravolgere intere società e la nostra civiltà. Un tema caro ad Eduardo era il concetto che la guerra non era finità, pensioro espresso in tante sue commedie e credo avesse ragione, e la reazione che abbiamo tutti qual è? … a nu parmu du culu miu… in dialetto calabrese significa che basta che non vengo coinvolto io va tutto bene… Ma l’atteggiamento ormai è diventato nazionale su tanti fronti. 

Dimenticavo gli arrestati: tra incendiari e piromani nell’anno 2025 sono solo 70 gli intercettati con i famosi droni, credo precedentemente ascoltati sul cellulare e pedinati, ma la parte investigativa per prevenire gli episodi dov’è? Questi dovranno rifornirsi e comprare attrezzature specifiche per appiccare incendi, forse effettuando acquisti su internet inventando chissà quali diavolerie per nascondersi. Dalla collaborazione tra carabinieri e vigili del fuoco si può capire chi compra inneschi o altro materiale adatto allo scopo, non credo vadano innocentemente a mani nude con la famosa tanica di benzina… Calabria, Calabria …ad appiccare incendi. Fonti: Piani IAB 2026 Regione Calabria   Dati catasto Incendi Comune di Cosenza

 

 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Iacchite

Source link

Di