l’influenza di Hagemann Snabe sulla Commissione Ue


A volte ritornano. La nomina di Jim Hagemann Snabe, uno dei massimi dirigenti dell’industria europea, ad inviato speciale per l’intelligenza artificiale nell’industria, ufficializzata il 3 giugno scorso, sta sollevando polemiche nella ‘Bolla’ bruxellese: il top manager danese è presidente del consiglio di sorveglianza della Siemens, colosso tedesco delle tecnologie, mobilità e servizi. Un’azienda che, come ha confidato il relatore per l’Ia Act del Parlamento Brando Benifei al Mattinale Europeo, ha fatto lobbying per cercare di ‘annacquare ‘ il provvedimento ‘guida’ dell’Ue per l’intelligenza artificiale, che ha poi dovuto essere corretto con un Omnibus (anche Mario Draghi ne aveva criticato alcuni aspetti).

Hagemann Snabe, che è di nazionalità danese e in passato ha presieduto anche il colosso globale dello shipping Maersk, fornirà consulenza alla presidente Ursula von der Leyen e alla vicepresidente per la Sovranità Tecnologica, Henna Virkkunen, su questioni legate all’intelligenza artificiale industriale, “al fine di massimizzare il potenziale trasformativo dell’Ia in tutta l’Ue”, come ha comunicato la Commissione. Nell’ambito di questo lavoro, Hagemann Snabe redigerà una relazione sull’Ia industriale “basata su dati concreti e orientata al futuro”.

Il suo ruolo di consulente, ha specificato la Commissione, abbraccerà l’intero ecosistema dell’Ia industriale, con particolare attenzione alle infrastrutture, inclusi i data center, il calcolo ad alte prestazioni (Hpc) e le catene di fornitura dei semiconduttori, elementi cruciali per la diffusione dell’Ia. Fornirà inoltre consulenza sulle tecnologie fondamentali dell’Ia, come i modelli linguistici di grandi dimensioni (Llm), l’Ia generativa, i servizi di cloud computing e i software avanzati per l’Ia, nonché sull’applicazione dell’Ia in diversi settori industriali. Contribuirà inoltre alle considerazioni strategiche in materia di politiche per garantire la coerenza tra l’innovazione tecnologica e il quadro legislativo dell’Ue.

Portavoce, ‘misure salvaguardia per possibili conflitti interesse’

La nomina di uno dei massimi dirigenti dell’industria europea a consigliere della Commissione sul tema dell’Ia ha destato polemiche a Bruxelles, per i possibili conflitti di interesse. Il tema ha tenuto banco anche oggi al briefing quotidiano con i portavoce: “Quando nominiamo un inviato speciale o un consigliere speciale – ha spiegato il portavoce Balazs Ujvari – abbiamo il dovere di garantire che non vi siano conflitti di interesse tra le attività professionali che svolge al di fuori della Commissione e le attività che svolgerà all’interno della Commissione”.

Si conduce quindi, ha continuato Ujvari, “un’analisi caso per caso, che dobbiamo effettuare come prassi generale”. Hagemann Snabe, che siede nei consigli di amministrazione di diverse aziende, “sospenderà effettivamente la sua partecipazione ad alcuni board. Saranno messe in atto specifiche misure di salvaguardia, molto solide e mirate, per garantire, ancora una volta, che non vi siano conflitti di interesse in relazione a questa deludente situazione”.

Senza entrare troppo “nei dettagli – ha aggiunto il portavoce – posso sottolineare che queste misure di salvaguardia sono mirate, solide e rigorose, ma per motivi di protezione dei dati personali, non sono in condizioni di fornire informazioni specifiche su tali misure”. Hagemann Snabe “sarà affiancato da un team interno , che lo assisterà nella preparazione del rapporto. Inoltre, potrà avvalersi della collaborazione di altri esperti di Ia della Dg Connect, in particolare dell’ufficio Ia”.

Portavoce, ‘Commissione sostiene pienamente Ia Act’

Hagemann Snabe, ha spiegato Ujvari, è stato nominato inviato speciale perché dispone di competenze uniche, che sono tutt’altro che facili da reperire: “I membri del collegio – ha detto – valutano le competenze che potenzialmente non trovano al loro interno e per le quali devono avvalersi della competenza di soggetti esterni. È loro responsabilità individuare queste figure e avviare le relative procedure interne. La nomina finale spetta ovviamente al collegio e questa procedura è ben definita nel regolamento pubblico sui consulenti speciali”.

Il portavoce per il Digitale, Thomas Regnier, ha precisato che la Commissione “appoggia pienamente l’Ai Act. I colegislatori hanno raggiunto un accordo sulla legge omnibus sull’Ai, che è un provvedimento importante e rimane in vigore. Siamo pienamente d’accordo. Il consigliere speciale nominato è lì per l’altra parte”, cioè per l’applicazione dell’Ia nell’industria dell’Ue. Hagemann Snabe “non sarà coinvolto negli aspetti legislativi o normativi, ma nella seconda fase, ovvero l’innovazione”.

Dunque, Hagemann Snabe consiglierà la Commissione su come diffondere e utilizzare al meglio l’Ia a beneficio dell’industria europea, una materia di importanza cruciale per li sviluppo dell’economia del Vecchio Continente, che è rimasto molto indietro nella corsa nell’Ia con gli Usa e la Cina. Ma l’intelligenza artificiale non sarà l’unico campo, e forse, malgrado la sua rilevanza, neppure il più importante, nel quale il top manager danese, che ha una passione per la Groenlandia avendo trascorso una parte della sua infanzia nella capitale Nuuk, eserciterà la sua influenza sugli orientamenti della Commissione von der Leyen.

Era uno dei ‘magnifici tre’ che von der Leyen incontrava all’epoca dei lockdown

Hagemann Snabe, come ha documentato l’Adnkronos il 27 novembre del 2022 grazie a documenti ottenuti mediante regolare domanda di accesso agli atti, è infatti uno dei ‘magnifici tre‘ top manager con i quali la presidente tedesca si è consultata a più riprese, ai tempi dei lockdown imposti dalla pandemia di Covid, quando stava dando ‘forma’ al Green Deal, la svolta ecologica che è stato il provvedimento bandiera del suo primo mandato e che oggi è legge dell’Ue, malgrado alcune correzioni in corso d’opera.

La presidente, risulta dai documenti, ha discusso del Green Deal e delle sue declinazioni pratiche in ben nove incontri in teleconferenza avvenuti tra il 2020 e il 2022, sempre e solo con tre tra i massimi dirigenti d’azienda europei: Carl-Henric Svanberg, per 12 anni presidente di Ab Volvo, il colosso svedese dei camion e degli autobus (il ramo auto è separato dal 1999; Svanberg ha poi lasciato la presidenza nel 2024); il francese Benoit Potier, per un ventennio Ceo e tuttora presidente della francese Air Liquide; e, appunto, il danese Jim Hagemann Snabe, presidente del consiglio di sorveglianza del conglomerato tedesco Siemens- Ha un curriculum invidiabile, costellato di incarichi che vanno dalla danese Maersk alla Temasek di Singapore.

Per von der Leyen nel 2020-22 una dozzina di incontri con tre capitani d’industria

Tutti e tre i top manager facevano parte a vario titolo dell’Ert, la European Round Table of Industrialists, un gruppo che riunisce dirigenti della grande industria di tutta Europa (gli italiani si contano sulle dita di una mano, anche a causa della ridotta dimensione delle nostre aziende).

In tutto gli incontri avvenuti tra von der Leyen e questi tre capitani d’industria in quel periodo sono stati almeno una dozzina, quasi un quinto degli oltre 60 meeting che la presidente ha avuto dall’inizio del suo primo mandato: su dodici, in nove occasioni le carte riportavano espressamente il Green Deal, Next Generation Eu o la transizione ecologica tra gli argomenti discussi. Per fare un paragone, BusinessEurope, l’associazione che riunisce le Confindustrie europee, aveva incontrato von der Leyen solo due volte, nel 2019 e nel 2020, tante quante la Bdi, l’equivalente tedesco della Confindustria italiana.

Quindi, dopo aver aiutato la presidente von der Leyen a plasmare il Green Deal, insieme ai dirigenti di un’azienda svedese e di un colosso francese, Hagemann Snabe ora consiglierà von der Leyen anche su come favorire al meglio la diffusione dell’intelligenza artificiale nell’industria del Vecchio Continente. Sono molti pochi gli uomini d’affari che possono vantare un simile accesso all’orecchio della presidente. (di Tommaso Gallavotti)


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