Massoneria. La guerra “fratricida” nel Goi continua senza sosta: la versione della corrente di Taroni



di Saverio Di Giorno

In questi mesi la guerra fratricida interna alla massoneria italiana ha raggiunto i tribunali. In buona sostanza il gruppo calabrese-siciliano facente capo a Bisi e Seminario dopo aver contestato i voti ricevuti da Taroni (il contendente che aveva proposto una svolta legalitaria), non vuole mollare la sede. I tribunali dopo aver addirittura commisariato il GOI hanno palleggiato la questione. Quello che segue è un resoconto di questi ultimi mesi da fonti interne. A rispondere sono i gestori del canale telegram “Voce di Hiram” che riunisce oltre 1150 massoni italiani per lo più aderenti al Grande Oriente d’Italia. “Voce di Hiram” è l’organo di “Massoneria Legalitaria”, la corrente interna al GOI il cui Leader è Leo Taroni.

Bisi e i suoi non vogliono mollare la presa sul GOI. Qual è la paura? La gestione dei patrimoni? La gestione stessa del GOI tra cui le vicende di cui ci siamo occupati (Logge transnazionali, affiliazioni calabresi e siciliane gonfiate), i movimenti all’estero? Negli archivi, qualora Taroni ci arrivasse, si può trovare altro?

Noi pensiamo che in realtà sia tutto più semplice, riteniamo che per i nostri vertici sia più conveniente stare “al calduccio” di Villa Medici, sul Gianicolo, con le spese giudiziarie pagate dai “fratelli” e la possibilità di mobilitare i soliti idioti gridando al “complotto antimassonico.” Una questione di opportunità, insomma. Ecco perché nessuno si vuole schiodare e sono disposti a tutto. È anche nostro parere che Leo Taroni, e il Comitato di salute massonica che varcherà quei cancelli, lo faccia accompagnato, almeno per i primi mesi, da un distaccamento dello S.C.I.C.O. della Guardia di Finanza, che proponiamo possa trovare alloggi direttamente presso la nostra Sede nazionale. In questo modo si potrà operare congiuntamente e palesare, fin da subito, la nostra piena volontà di collaborare con lo Stato.

Qual è la situazione degli appartenenti al GOI, come la vivono. La reputazione all’estero è compromessa, ma all’interno del territorio italiano? Qual è il clima tra i partecipanti? Se si votasse oggi cosa succederebbe?

I massoni del GOI sono oggi massa informe, non esiste una “coscienza di sé”. I più sono terrorizzati da un potere dispotico che, negli ultimi venticinque anni, ha lobotomizzato le loro menti. Diciamo che stanno tra gli “ignavi” di Gramsci, la “banalità del male” della Arendt e i quaquaraquà di Sciascia, sospesi su un precipizio come bambini. Non se ne rendono neppure conto, e continuano ad inseguire l’aquilone. Un esempio? 650 Maestri Venerabili hanno recentemente partecipato all’ultima Gran Loggia, convocata irritualmente dall’avvocato Raffaele D’Ottavio per votare una serie di delibere, da lui predisposte, palesemente contra legem. Attraverso il nostro Blog abbiamo cercato di far riflettere gli idioti, eppure nulla… medici, avvocati, ingegneri, commercialisti, architetti, imprenditori, impresari, dirigenti pubblici… tutti a votare per alzata di mano guardati a vista dai kapò di turno. Li abbiamo definiti, a ragione, degli “imbecilli”! Risultato? Il Tribunale Civile di Roma ha annullato tutto, molto rudemente. Ci domandiamo: “Cosa ci voleva per capire che era tutto sbagliato?” In verità nulla. I massoni italiani oggi sono pericolosamente tali: molto suscettibili al Pifferaio di turno. E questo fatto pone seri problemi al nostro Paese! Va da sé che se si votasse oggi… sarebbe il voto di bambini. Non fa testo. Purtroppo, chi aveva “testa” è stato espulso o estromesso, oppure è costretto a stare “in montagna”, dove si resiste, come abbiamo fatto noi.

Tra i tanti rivoli giudiziari quello più eclatante è forse quello romano. I nostri lettori sanno che tutto è partito dalle elezioni, prima vinte da Taroni e contestate da Seminario, quindi da Bisi, annullandone i voti. C’è stata una curatela da un commissario e poi un “interregno” di Bisi. Taroni ha avuto ragione in sede legale, poi il tribunale romano, “a sorpresa”, ha ribaltato l’esito. Qual è il cavillo sfruttato?

In questi mesi lo scontro giudiziario nel GOI è stato fortissimo, molto più che in passato. Questo perché sono andate progressivamente in discussione tutte le questioni preliminari alla decisione sul merito. In questo modo sono arrivate dal Tribunale Civile di Roma varie ordinanze. Possiamo affermare che dopo un primo periodo giudiziariamente molto favorevole a Taroni (fino al dicembre 2024), la XVI Sezione Civile, presieduta dal dr. Giuseppe Di Salvo, ha poi fatto una completa inversione a “U”, togliendo l’incartamento al giudice Maurizio Manzi per affidarlo alla giudice Flora Mazzaro. La dottoressa, in data 30 gennaio 2026, ha emesso un’ordinanza in cui ha dichiarato di ritenere valide le decisioni della corte Centrale del GOI in sessione elettorale, validando l’annullamento di 248 schede regolarmente votate dagli elettori massoni, però depositate nelle urne ancora munite di talloncino antifrode. Detto ciò, rimarchiamo che il presidente Di Salvo aveva già revocato la curatela del GOI, affidata all’avvocato Cappiello nel settembre 2024. L’ordinanza della giudice Mazzaro è stata poi confermata, in fase di reclamo, dallo stesso Di Salvo, che in quella occasione ha rincarato la dose in avversione al principio ordinamentale del favor voti, più volte fatto proprio negli ultimi 35 anni dal Consiglio di Stato e dalla Corte Suprema di Cassazione.

Il cavillo sfruttato – del tutto a sproposito – è stato quello di anteporre il principio della “segretezza del voto” alla necessità di preservarlo da errori puramente formali ed insignificanti sul lato dell’elettore. Per farlo è stata utilizzata la sentenza “Cassazione Civile n. 10847 del 05 maggio 2010”, che è vero cita il principio di segretezza come propedeutico al favor voti, ma lo fa in un contesto che non c’entra nulla con quello verificatosi nel GOI. La cosa veramente incredibile è che però, anche in quel caso, la Suprema Corte scelse di far prevalere comunque il principio del favor voti, dichiarando dunque valide quelle schede. Insomma, una sentenza citata del tutto a sproposito, che ci ha fatto domandare se la giudice Flora Mazzaro l’avesse letta fino in fondo o si fosse fermata alla “massima”, peraltro intendendola non correttamente.

Come giudicate e che opinione avete di questa irritualità che è strana anche dal punto di vista della dottrina?

Purtroppo, non possiamo riferire la nostra reale opinione. Basti soltanto sapere che attraverso il nostro Blog abbiamo esaminato ogni dettaglio giuridico delle ordinanze emesse dalla giudice Flora Mazzaro e dai giudici Stefano Iannaccone e Giuseppe Di Salvo contro il favor voti, rilevando conseguenze giuridiche talmente pesanti per l’ordinamento da sembrare impossibili di attribuire a tre magistrati preparati e specializzati nella materia associativa, quali essi sono. Quello che sappiamo è che dopo i nostri ripetuti articoli sul tema, tra i quali un appello al giornalista Giuseppe Pipitone del Fatto Quotidiano, uno alla trasmissione televisiva “Le Iene” e un ultimo, disperato, al Presidente Sergio Mattarella gli intendimenti della XVI Sezione Civile del Tribunale di Roma si sono nuovamente, e magicamente, capovolti!

Durante le settimane della nostra pubblica contestazione, infatti, l’incartamento della causa tra Leo Taroni e il Grande Oriente d’Italia è tornato al bravo giudice Maurizio Manzi, che già all’inizio di tutta la vicenda aveva posto un bel “carico da undici” sull’operato dei nostri vertici associativi. Manzi non solo ha annullato le previste nuove elezioni per la Gran Maestranza che si sarebbero dovute tenere domenica scorsa, ma ha anche ribadito che il principio ordinamentale del favor voti è un “Cavaliere invincibile” che non può essere posto nella disponibilità di nessuna assemblea associativa, dunque neppure della “Gran Loggia” del GOI, come avrebbero voluto l’avvocato Raffaele D’Ottavio e Antonio Seminario. Inoltre, Manzi ha tracciato un quadro piuttosto fosco dell’attuale dirigenza, precisamente dal punto di vista dei tentativi di eversione del Regolamento interno. Il fatto sorprendente è che tale nuova impostazione è stata adesso avallata dal presidente Di Salvo! Che ha respinto in pochi minuti l’impugnazione del GOI contro di essa. Così Di Salvo è già stato per il favor voti, contro il favor voti e ora appare nuovamente favorevole al principio ordinamentale. Speriamo che la bussola giuridica abbia finalmente deciso di indicare la strada giusta…

Quali saranno i prossimi passi legali? E quelli invece all’interno del GOI?

Dal punto di vista giudiziario si andrà finalmente diritti verso il merito, senza altri intoppi. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo: vogliamo che il Tribunale di Roma applichi Legge e giurisprudenza, non desideriamo altro. Se invece prevarranno altre logiche strilleremo molto forte (pensavamo di scrivere pubblicamente alle Fondazioni culturali italiane, come quella “Einaudi” e “Spadolini”), come abbiamo in parte già fatto riuscendo a riportare la situazione alla regolarità. Deve essere chiaro a tutti che Leo Taroni non è una “vergine sacrificale” che resta silenziosa accettando un destino imposto da “altri”. Se non la Legge e la giurisprudenza, ci sta bene anche che a Roma trionfi la “convenienza”: quella di evitare scandali.

Per ciò che riguarda più strettamente il GOI, andrà avviata invece una campagna di recupero delle coscienze. Con la vittoria in Primo Grado provvisoriamente esecutiva Leo Taroni accederà al “Vascello”. Da ciò che sappiamo sarà istituito un “Comitato di salute massonica”. Chi ha operato contro il Regolamento sarà immediatamente epurato, non esiste altra possibilità. Concordiamo con Taroni che le attuali prime e le seconde linee non possano trovare futuro nel GOI, mentre a partire dalle terze linee la valutazione sarà fatta caso per caso. Lo diciamo molto convintamente: occorrerà decapitare l’attuale vertice e recidere molto bene tutt’intorno. Meglio eliminare un po’ di tessuto potenzialmente sano, che aver a che fare con il ripresentarsi del tumore, tra qualche anno.

Potete quindi confermare che Taroni, nel caso, sarebbe disposto a collaborare con le Forze dell’Ordine?

Taroni è un Alto Grado della Massoneria continentale, non solo italiana, e ha assunto su di sé una responsabilità enorme. È il leader di un movimento che si prefigge di traghettare il GOI dalla palude attuale in acque serene e cristalline. La legalità e il rispetto dello Stato di Diritto saranno i cardini del nuovo Grande Oriente d’Italia. Un giorno ci sarà riconosciuto che stiamo facendo tutto da soli, insieme a qualche integerrimo servitore dello Stato come il giudice Manzi. Dalla politica non ci è arrivato alcun tipo di aiuto o incoraggiamento, sia messo agli atti anche questo.

 

 


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