Non è così scontato realizzare quel passaggio fondamentale che si sostanzia nel trasformare in azione un progetto. Tra il dire e il fare, infatti, molto spesso ci si perde perché il tempo può vanificare ogni buona intenzione. Soprattutto nel momento in cui interviene la burocrazia, poco fluida nell’incontrare le esigenze della comunità. Ma, quando alla base ci sono relazioni forti, concrete e capaci di guardare lontano, ecco che nasce l’alchimia che crea la magia giusta.
È quanto accade a Palermo grazie alla nuova fase di Traiettorie Urbane, il progetto di protagonismo giovanile e rigenerazione sociale promosso da Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale. Tra grandi sorrisi che sanciscono la consapevolezza di stare andando nella direzione giusta, è stato tagliato il nastro della Fondazione Traiettorie urbane Ets, nuovo soggetto giuridico incaricato di dare continuità e struttura alla prima comunità energetica rinnovabile a impatto sociale del capoluogo siciliano, che trova casa nei quartieri palerrmitani Zisa, Danisinni, Romagnolo e Brancaccio. Una parte di quelle periferie cittadine verso le quali è sempre più necessario tenere alta l’asticella della cura e della condivisione.

L’energia che corre attraverso la sinergia tra persone
«Sono molto felice perché a novembre abbiamo annunciato l’intenzione di creare una comunità energetica, l’impresa sociale under 30», afferma Francesca Magliulo, direttrice di Fondazione Eos, «e già al 1° di giugno finalmente possiamo annunciare di aver realizzato tutto questo. Ma la cosa più importante non è tanto la comunità energetica, la nascita della fondazione che gestirà la comunità energetica e l’impresa sociale, ma l’aver rinforzato tutti insieme una comunità che ha chiaramente elevato tantissimo il livello della collaborazione, mettendo in comune competenze. Il passaggio da progetto a programma di Traiettorie Urbane, inoltre, non è più un progetto triennale, ma un programma di azioni, e i tre elementi fondamentali, che sono la fondazione, l’impresa sociale e il progetto dei centri aggregativi diffusi, agiscono in maniera trasversale. Questo perché l’impresa sociale fornisce servizi alla fondazione, questa rinsalda il partenariato, e si creano le condizioni per attivare ulteriori raccolte fondi. La ciliegina sulla torta è che, fermo restando il fatto che sin dall’inizio abbiamo dialogato felicemente con l’amministrazione locale, adesso abbiamo firmato un protocollo di intesa tra Eos e Comune di Palermo proprio per fare sinergia partendo da Traiettorie Urbane. Il tavolo di lavoro tecnico che si è insediato con tutti gli assessorati comunali ci porterà a sviluppare un modello per lavorare insieme su sperimentazioni concrete».
Un tavolo, quello appena nato, finalizzato a consolidare le progettualità avviate negli ultimi anni e a promuovere nuove iniziative di innovazione sociale, con particolare attenzione ai giovani e ai quartieri della città. In questo contesto, la nascita della Fondazione Traiettorie urbane Ets e l’avvio di FuoriCentro rappresentano due esiti concreti di una strategia condivisa che punta a trasformare le sperimentazioni progettuali in infrastrutture permanenti per il benessere della comunità. FuoriCentro, per esempio, è un progetto guidato da giovani under 30 che valorizza gli itinerari che collegano i quartieri Zisa, Noce e Danisinni attraverso percorsi di turismo responsabile, esperienze culturali, eventi e azioni di comunità. Un tassello fondamentale della legacy del progetto in quanto impresa sociale che coniuga protagonismo giovanile, attivazione economica e valorizzazione del territorio, generando nuove occasioni di lavoro e partecipazione per le nuove generazioni.


Stabile e autonoma la governance del modello sperimentato negli ultimi anni, alla cui base c’è la nascita della fondazione che, come finalità, ha la costituzione e gestione di una o più configurazioni per la condivisione dell’energia, attraverso la creazione di Comunità energetiche rinnovabili (Cer) in tutta la città. Prosegue intanto anche la creazione degli impianti fotovoltaici previsti dal progetto, con una produzione annua stimata di circa 320 MWh, pari al consumo energetico medio di oltre 100 nuclei familiari. Dopo l’installazione dell’impianto presso il Cre.Zi., spazio culturale dei Cantieri Culturali alla Zisa, sono stati conclusi i lavori edili propedeutici all’installazione all’ Ecomuseo Mare Memoria Viva. È stata, inoltre, completata la progettazione dell’impianto previsto a Danisinni e sono state avviate le pratiche di allaccio per gli impianti del Brancaccio, già installati lo scorso anno, e dello stesso Cre.Zi.
L’obiettivo di Eos è accompagnare percorsi che possano diventare autonomi e generare impatto nel tempo
Francesca Magliulo, direttrice di Fondazione Eos
«Devo aggiungere», prosegue Magliulo, «che ci ha aiutato lavorare tutti insieme su progetti molto concreti, perché finché si fa la teoria della coprogettazione siamo tutti bravi. Anche noi abbiamo imparato tanto in questi anni, ma lavorando ti scontri con la realtà. Lungo la strada ci siamo conosciuti bene, ci siamo rispettati, abbiamo imparato gli uni dagli altri e si è creato un terreno fertile per generare un ecosistema tra fondazioni, ets, università, amministrazione locale e impresa. Il prossimo passo? Completare la costruzione della comunità energetica. Oggi si riunirà il primo Cda della Fondazione Traiettorie urbane perché dobbiamo decidere le strategie, ma diciamo già ora che abbiamo bisogno di organizzazioni che siano piccole imprese, artigiani, scuole, decise a investire. Fondamentale rinforzare la rete intorno al progetto dei centri aggregativi giovanili perché più siamo più diventiamo un modello di welfare collaborativo. Abbiamo già guadagnato la fiducia dei ragazzi e delle ragazze, abbiamo costruito relazioni, e quel patrimonio non si può sprecare».
Una palla di neve che diventa valanga
«Ci tengo a sottolineare che si tratta di un’iniziativa che parte da lontano», dichiara Massimo Quagliani, amministratore delegato di Edison Energia Spa, «quando abbiamo donato un milione di euro a Fondazione Eos per realizzare comunità energetiche rinnovabili e sociali. Grazie al progetto Traiettorie urbane, c’è stato questo incrocio di elementi e si è costruita una vera comunità che ha creato le condizioni per sviluppare altre iniziative, soprattutto per rendere partecipativo e condiviso il percorso. E come dicevo durante la presentazione, nella stanza in cui ci trovavamo stavamo vivendo il paradosso che ci stavamo rinfrescando con il sole. Questo grazie ai pannelli che, sopra la nostra testa, qui al Cre.Zi, alimentavano il condizionatore che ci rinfrescava. Chiaramente oggi parliamo di Energia con la E maiuscola, perché è quella che crea la comunità. Non a caso si chiama comunità energetica ed è anche un claim di Edison futuro in corso. È bello creare qualcosa che dura nel tempo, a cui possono partecipare i territori e tanti giovani che si riconoscono in questi meccanismi, in queste innovazioni. Così, lanciamo una palla di neve da fare diventare quanto prima valanga».
Palermo come modello che sperimenta percorsi di transizione ecologica e giustizia sociale
«Guidare la nuova fondazione», dichiara la presidente di Fondazione Traiettorie Urbane, Cristina Alga, «mi sta dando la possibilità di riflettere su un tema che l’Ecomuseo Mare Memoria Viva ha sempre affrontato, cioè le connessioni tra giustizia ambientale e sociale, ma con lo sguardo dell’energia, della povertà energetica. Trovo, quindi, molto interessante l’esperienza del coniugare il welfare con l’ecologia. Da ecologista, ritengo sia sempre più necessario porre all’attenzione la questione ecosociale anche perché ci hanno fatto credere che la transizione ecologica avrebbe aumentato le disuguaglianze, ricadendo sui più deboli. Questo rischio esiste ed è enorme».


Un’allerta che chiama alla responsabilità comune
«La comunità energetica è un esempio di politica che mette insieme privato sociale, aziende e amministrazione pubblica», aggiunge Alga, presidente anche dell’Ecomuseo Mare Memoria Viva di Romagnolo, una delle borgate marinare di Palermo, «dimostrando come si possono tenere insieme la transizione ecologica e il tema della diminuzione delle disuguaglianze. Un dibattito molto nuovo perchè le politiche europee sulla transizione stanno avendo un approccio più attento alle dinamiche del capitalismo ed economiche. Se, infatti, consideriamo l’energia come un bene fondamentale, con l’emergenza climatica, con la crisi del fossile, con tutti i temi che stiamo affrontando, cambia proprio l’approccio anche al tema dell’energia. Al momento, per andare nel concreto, all’Ecomuseo del Mare c’è il cantiere aperto, stanno arrivando i pannelli e cominciamo a breve con l’installazione. Abbiamo anche realizzato un bel progetto di pensiline per il parcheggio con un layout fotografico che introduce il percorso narrativo sulle borgate e le coste che si trova al suo interno. Avremo anche le colonnine per ricaricare gratuitamente le bici elettriche. Va sottolineata la scelta fatta da tutti, questo piccolo guadagno che si ha dall’incentivo statale per le comunità energetiche che, invece di tenerlo ognuna delle nostre realtà come ulteriore risparmio, abbiamo deciso di investirlo per promuovere progetti di spazi per i giovani».
La possibilità di essere tutti attori del cambiamento
«Non indifferente il fatto che, in questo momento, cerchiamo consumer e producer», sottolinea in conclusione la presidente della Fondazione Traiettorie Urbane. « I primi sono quelli che scelgono di attaccarsi alla rete elettrica con noi come gestori, quindi passando alla comunità energetica. È molto semplice, la rete resta sempre la stessa, ma cambia il risultato finale perchè i soldi dell’incentivo statale vanno alla comunità. Cerchiamo anche soggetti che vogliono consumare la nostra energia, ma che siano soprattutto organizzazioni, scuole, imprese, grazie ai quali arrivare a reinvestire sull’impatto sociale. Stiamo lavorando su uno specifico regolamento ma, andando nella sezione comunità energetiche sul sito di Traiettorie urbane, si possono trovare numerose informazioni. La cosa bella è che, esserci, significa partecipare attivamente a questo processo di partecipazione e crescita collettiva. I soci consumatori verranno, infatti, coinvolti nella gestione collettiva dei soldi, potendo interagire anche con proposte. E poi, essendo la prima comunità energetica di Palermo, abbiamo l’occasione di dare vita a un modello unico. Mettiamo insieme la nostra energia e creiamo futuro».
Le immagini sono state fornite dall’ufficio stampa di Fondazione Eos


Abbonarsi a VITA con la carta docenti?
Certo che sì! Basta emettere un buono sulla piattaforma del ministero del valore dell’abbonamento annuale che si intende acquistare (1 anno carta+digital a 80€ o 1 anno digital a 60€) e inviarci il codice del buono a [email protected]
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Gilda Sciortino
Source link



