Latina, istituito il Parco Satricum: sarà la “gemma” del Centenario 2032

C’è un angolo del territorio di Latina, che si perde a nord, tra dolci colline ricoperte di vitigni e fiumi antichi che scorrono placidi nei loro alvei. È, quello, un frammento della provincia la cui storia risale a molti secoli avanti Cristo, e in cui, oltre al profumo della natura, si può respirare quello delle vicende dei popoli che vi hanno vissuto, combattuto, pregato i loro dei latini, volsci, romani.

Quel luogo è Satricum, poco fuori il borgo di Le Ferriere, così chiamato perché per secoli ha ospitato le ferriere da cui uscivano manufatti metallici per tutta la regione, non ultimi i cerchioni della cupola di San Pietro in Vaticano. Poi, tra la fine dell’800 e gli inizi del ‘900, il sito si trasformò in una cartiera, attiva fino agli anni ’70 del secolo scorso.

È in quel sito che, da venti anni, sono esposti i reperti degli scavi archeologici di Satricum. Scavi che, iniziati originariamente tra la fine dell’800 e i primi del ‘900, da cinquant’anni sono portati avanti grazie all’Università di Amsterdam e a una docente, Marijke Gnade, che ha dedicato la sua esistenza a questo sito, portando ogni estate decine di studenti e impegnandoli negli scavi. La mostra, e gli scavi, sono però siti non facili da gestire, a causa di infiltrazioni, di difficoltà nelle aperture e quindi nella fruibilità, della burocrazia, della estensione.

Un voto all’unanimità

Da oggi, tutto questo può cambiare: il Consiglio comunale di Latina ha approvato all’unanimità l’istituzione del Parco museale archeologico civico di Satricum, con annesso regolamento di gestione e di fruizione. Un atto che consentirà al sito di entrare nell’Organizzazione museale regionale e di ottenere fondi, regionali, statali, europei.

Il Consiglio comunale di Latina

L’iniziativa si basa su tre assi principali: la mostra dei reperti, ospitata presso la ex cartiera; l’ex scuola di Le Ferriere che, ristrutturata, diverrà ostello per ricercatori e studiosi; l’ex centro antimalarico, che diverrà punto di informazioni per turisti e visitatori. Il parco museale avrà anche innovazioni tecnologiche come la realtà aumentata che consentirà di visualizzare le antiche capanne latina, o i tratti della via Sacra, passeggiando sull’acropoli.

Attorno a questi, saranno uniti in un ideale percorso di storia, la vicina Casa del Martirio di Santa Maria Goretti, integrando il turismo archeologico con quello religioso, l’Antiquarium al Procoio di Borgo Sabotino, il ponte di Passo genovesi, la torre di Foce Verde.

Una storia antica

Satricum è uno dei siti archeologici maggiori di tutta l’area nord della provincia di Latina, appena a sud di Roma. Nel corso dei decenni di scavi, prima erano stati ritrovati i resti del tempio della Mater Matuta e la necropoli (alla fine dell’800), poi migliaia di reperti, e attualmente una villa romana che si estende su quasi 2mila metri quadrati.

La sindaca Matilde Celentano con la docente Marjike Gnade

Scavi che sono stati ripresi in maniera sistematica sul sito, risalente al IX secolo avanti Cristo e popolato nei secoli da latini, volsci e romani, nel 1977 da parte dell’università di Amsterdam e da parte di una docente che vi ha dedicato quasi tutta la sua esistenza: Marjike Gnade, che ogni anno, d’estate, porta decine di studenti olandesi a Le Ferriere.

Con gli scavi dell’800, i primi reperti ritrovati furono inviati a Roma, al Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, dove sono tuttora conservati; quelli successivi sono stati raccolti in una mostra allestita presso i locali dell’ex cartiera di Le Ferriere, edificio che non pochi problemi di infiltrazioni ha dato in passato all’amministrazione comunale. Ora, con l’istituzione del parco museale, l’ingresso nell’Organizzazione museale regionale e i futuri finanziamenti, molto potrebbe cambiare.

Volano per l’economia

Secondo quanto affermato dalla sindaca in Consiglio comunale, “l’istituzione del Parco museale civico di Satricum è il compimento di una visione strategica e la restituzione di un’identità millenaria al nostro territorio. Satricum è una gemma eccezionale che testimonia la sovrapposizione di tre diverse civiltà, unita a un patrimonio di archeologia industriale straordinario legato alle storiche Ferriere di Conca. Questo atto rappresenta un volano per l’economia locale, favorisce il turismo, dà opportunità occupazionali ai giovani e costruisce concretamente il nostro futuro in vista del Centenario del 2032”.

Annalisa Muzio, assessore all’urbanistica

È poi l’assessore all’Urbanistica, Annalisa Muzio, a chiarire che “abbiamo tracciato una traiettoria di sviluppo concreta, ordinata e pienamente sostenibile. La tavola grafica elaborata dal servizio Urbanistica definisce l’ambito del Parco in assoluta coerenza con il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (Ptpr). Sotto il profilo amministrativo e finanziario, l’atto garantisce la massima sostenibilità: la gestione diretta del Comune non esclude, anzi promuove, forme speciali di partenariato pubblico-privato e accordi con il Terzo Settore”.

Ma è sempre la Muzio a dare un annuncio rilevante: “Lavoreremo fin da subito, in sinergia con il Ministero della Cultura e il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, per attivare un piano unitario gestito dal futuro Direttore Scientifico, con l’obiettivo anche di riportare a casa, seppur temporaneamente, i preziosi reperti degli scavi ottocenteschi oggi custoditi a Roma”.

Opposizione a favore, ma con distinguo

Valeria Campagna, capogruppo del Pd

Se il voto è stato unanime (peraltro avvenuto con la presenza della stessa Gnade in aula), le minoranze hanno sottolineato alcuni aspetti: per Valeria Campagna, capogruppo del Pd, “se vogliamo che tutto questo abbia un senso e un futuro, dobbiamo legarlo alla vita del borgo in un tessuto di interconnessione: occorrono servizi come mobilità, accoglienza, manutenzione, mentre secondo Maria Grazia Ciolfi (M5S) «il parco deve essere aperto alle collaborazioni con le associazioni e le istituzioni perché solo così potrà far crescere ancora di più la sua importanza».


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