Il Vaticano brinda friulano: Villa Russiz firma il vino del Papa VIDEO-RACCONTO


4 giugno 2026 – ore 17:45 – Nasce nel cuore del Collio goriziano il “Laudato Sie“, il vino rosso destinato a diventare il vino ufficiale della Santa Sede in attesa che entri a pieno regime la produzione della Vigna Laudato si’, realizzata all’interno del Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo. Il progetto è stato presentato oggi nella sede della Fondazione Villa Russiz, a Capriva del Friuli, nel corso dell’incontro “Il Regno e la Vigna“, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della Chiesa e del settore vitivinicolo. Il nuovo vino, annata 2023, viene prodotto in circa 5.000 bottiglie ed è frutto di un blend di Refosco dal peduncolo rosso, Pinot nero e Cabernet coltivati nei terreni della Fondazione Villa Russiz. Il vino accompagnerà le occasioni ufficiali della Santa Sede fino a quando la vigna voluta da Papa Francesco presso le Ville Pontificie non sarà in grado di garantire una propria produzione. Ad aprire i lavori è stato il presidente della Fondazione Villa Russiz, Antonio Paoletti, che ha evidenziato il legame ideale tra la realtà friulana e il Borgo Laudato si’. “Fondazione Villa Russiz ha punti di contatto molto forti con il Borgo Laudato si’. Entrambe le realtà si fondano su progetti sociali che vedono una parte agricola strumentale anche all’aiuto dei minori in difficoltà, con un’attività formativa ed educativa funzionale alla loro emancipazione”, ha affermato.

Paoletti ha ricordato come Villa Russiz sia nata dall’opera della contessa Elvine Ritter de Zahony e del conte Theodor de la Tour che, a partire dal 1868, trasformarono la tenuta in un’eccellenza vitivinicola del Collio e in un punto di riferimento per l’assistenza ai minori, eredità che prosegue ancora oggi attraverso Casa Elvine. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto del Borgo Laudato si’, nato da un’intuizione di Papa Francesco e sviluppato nei 55 ettari delle Ville Pontificie di Castel Gandolfo come luogo dedicato all’educazione all’ecologia integrale, alla sostenibilità ambientale e all’economia circolare. Un progetto che vede coinvolti la Regione Friuli Venezia Giulia, l’Università degli Studi di Udine, la Fondazione Villa Russiz, Banca 360 Fvg e numerosi partner scientifici e istituzionali. Tra i protagonisti dell’iniziativa il cardinale Fabio Baggio, originario di Bassano del Grappa e direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’, che ha seguito la realizzazione della vigna vaticana con la messa a dimora delle barbatelle selezionate dai Vivai Rauscedo tra il 2024 e il 2025. “Sono qui oggi per iniziare un’attività che sarà una collaborazione lunga nel tempo”, ha dichiarato Baggio. “Assieme alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Università di Udine abbiamo realizzato il sogno di piantumare una vigna nel nostro Borgo. La vigna è il segno di un progetto che stiamo costruendo di inclusione, di impatto ambientale ma anche di impatto sociale“. Il cardinale ha sottolineato inoltre come il “Laudato Sie” rappresenti una prima espressione concreta del progetto, resa possibile dal gemellaggio con Villa Russiz, auspicando che “anche questa esperienza di un buon bicchiere di vino possa favorire la fratellanza“.

L’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha evidenziato come la viticoltura debba integrare sostenibilità economica, ambientale ed etica. “Non possiamo guardare solamente alle attività legate ai costi di produzione, ma abbiamo necessità di garantire una sostenibilità complessiva che comprenda anche gli aspetti sociali”, ha affermato, sottolineando come il mercato richieda sempre più produzioni capaci di coniugare qualità e responsabilità. Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il sindaco di Capriva del Friuli, Daniele Sergon, il rettore dell’Università degli Studi di Udine, Angelo Montanari, e il presidente di Banca 360 Fvg, Luca Occhialini, che hanno ribadito il valore sociale, educativo e territoriale rappresentato dalla Fondazione Villa Russiz. Il contributo scientifico al progetto è stato illustrato da Enrico Peterlunger, coordinatore della Commissio de Fructu Vineae dell’Università di Udine. Peterlunger ha spiegato che il vigneto di Castel Gandolfo comprende varietà selezionate per la loro resistenza alle malattie e per la capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici, coltivate con tecniche sostenibili e rispettose dell’ambiente. “Le varietà hanno dimostrato di essere reciprocamente compatibili nel dare origine a un vino completo e armonico, costituendo un esempio di inclusione e integrazione“, ha affermato.

Il cardinale Baggio ha inoltre ricordato che le varietà individuate dall’Università di Udine consentono di ridurre fino ad eliminare i trattamenti fitosanitari, contribuendo alla tutela della biodiversità e alla sostenibilità della produzione. Una riflessione sul rapporto tra innovazione e valori umani è stata proposta da Paolo Sivilotti, docente di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Udine. Sivilotti ha richiamato l’attenzione sulle trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale e sul richiamo del nuovo Pontefice Leone XIV alla centralità della persona. “C’è necessità di un’ecologia delle relazioni anche nel mondo digitale, che rimetta al centro il limite, la responsabilità e la custodia dell’umano”, ha osservato. A chiudere il quadro culturale del progetto è stata Francesca Vimercati, segretaria generale della Commissio de Fructu Vineae, che ha definito il “Laudato Sie” “molto più di un semplice vino”. “È cultura, memoria, tradizione, paesaggio e lavoro umano“, ha spiegato. “È stato immaginato come espressione non di una sola identità, ma di una comunione ordinata di differenze, dove varietà diverse contribuiscono a un equilibrio superiore. Perché l’armonia nasce dalla relazione e dalla capacità delle differenze di completarsi senza annullarsi”. Il “Laudato Sie” rappresenta così la prima concreta espressione enologica di un percorso che unisce ricerca scientifica, sostenibilità ambientale, inclusione sociale e tradizione vitivinicola, in attesa che la Vigna Laudato si’ di Castel Gandolfo possa dare vita al vino prodotto direttamente all’interno del progetto voluto da Papa Francesco.

Articolo di Francesco Viviani




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