Sport e Periferie super piazzamento per Castelnuovo. Boville e Ceccano in scia

Attesissimo e temutissimo. Il bando ministeriale da 100 milioni di euro per Sport e Periferie comincia a svelare i primi dati. Al momento la provincia di Frosinone resta fuori dai finanziamenti diretti ma non c’è da fare tragedie: si tratta di elenchi stilati su autodichiarazioni. Ottimi i piazzamenti locali considerando la difficoltà del bando. Ora parte il vaglio documentale per sperare nello scorrimento, in un territorio che sconta un gap storico con il Nord.

Nei palazzi della politica e negli uffici tecnici comunali lo chiamano, non a torto, uno dei bandi più difficili e complessi del panorama amministrativo italiano per riuscire a ottenere, di fatto, il finanziamento. Partecipare a “Sport e Periferie” è una sorta di esame di maturità per le giunte e per i progettisti. Oggi, con la pubblicazione delle graduatorie provvisorie dell’edizione 2026 è arrivato il momento della verità. O meglio, della prima mezza verità.

Dando una rapida occhiata ai numeri, la provincia di Frosinone, almeno per il momento, non ottiene il semaforo verde per i finanziamenti diretti di vertice. Ma attenzione a non suonare il de profundis troppo presto: la partita è appena iniziata e i margini per rientrare in gioco sono ampi, grazie ai meccanismi tecnici del bando e alle dinamiche dei fondi statali.

Il bando: 100 milioni per ricucire le periferie

L’area sportiva di Ceccano

Per capire il peso della sfida, bisogna guardare l’architettura dell’Avviso promosso su impulso del Ministro per lo Sport e i Giovani e da Sport e Salute. L’iniziativa non è una semplice colata di cemento per fare campi da calcetto ma un progetto strategico: usare lo sport per ridurre il degrado sociale, favorire l’inclusione e migliorare la qualità urbana.

Sul piatto ci sono 100 milioni di euro complessivi, divisi in due tronconi precisi: 30 milioni destinati alla realizzazione di nuovi impianti (con destinazione agonistica) e 70 milioni riservati alla rigenerazione, manutenzione straordinaria, abbattimento delle barriere architettoniche e adeguamento sismico/energetico di impianti preesistenti. Un bando che, tra l’altro, strizza l’occhio alla transizione ecologica, premiando le strutture a energia quasi zero.

Nuovi impianti: il capolavoro di Castelnuovo Parano

Il sindaco Oreste De Bellis

Il primo spaccato provinciale arriva dall’Allegato 1, quello dedicato esclusivamente alla costruzione di nuovi impianti sportivi. Qui la Ciociaria piazza un colpo di assoluto rilievo. In una graduatoria nazionale composta da 273 progetti ammessi a livello nazionale, il piccolo comune di Castelnuovo Parano porta a casa un risultato eccezionale, piazzandosi addirittura al 23° posto assoluto. Una posizione di vertice (con 88 punti) che testimonia la straordinaria qualità della progettazione presentata.

A rispondere presente per la provincia di Frosinone su questo filone d’investimento c’è anche Isola del Liri, che però si attesta fisiologicamente più indietro, chiudendo al 165° posto con 74,5 punti.

La nota amara resta che, nonostante l’ottimo punteggio, il progetto non risulta finanziabile poiché risultano finanziabili solo i primi 13 progetti.

Rigenerazione: ottimi piazzamenti nell’arena dei 950

Ciò che resta del Palazzetto dello Sport di Ceccano

La vera e propria sfida amministrativa si è consumata sull’Allegato 2, quello dedicato alle opere di recupero e rigenerazione, che raccoglie la mole più imponente di richieste: ben 947 progetti in graduatoria. I progetti finanziabili si fermano al 64esimo posto.

In quest’arena affollatissima, i Comuni ciociari si sono difesi con i denti. Il podio virtuale della provincia di Frosinone vede in testa Boville Ernica, che si classifica al 154° posto generale. Subito dietro si piazza Ceccano, che conquista il 181° piazzamento su quasi 950 progetti concorrenti. A chiudere il tridente ciociaro è Fiuggi, posizionata al 200° posto della graduatoria nazionale.

Pur trovandosi al momento fuori dalla prima tranche di finanziamento matematico, va sottolineato a chiare lettere come quello portato a casa da Boville, Ceccano e Fiuggi sia un ottimo punteggio. Considerando la mole impressionante di domande arrivate da ogni angolo d’Italia e i paletti rigidissimi di un bando storicamente ostico, essersi piazzati in questa fascia della classifica è tutt’altro che un dettaglio. Adesso la partita si sposta sull’attesa dello scorrimento della lista: riuscire a intercettare i fondi in questa seconda fase è molto difficile, ma le carte in regola ci sono e c’è assolutamente da sperare.

Il VAR documentale: perché la classifica è provvisoria

Cosa succede adesso? È fondamentale precisare che quelle pubblicate sono graduatorie rigidamente provvisorie. I punteggi che hanno determinato le posizioni (tra cui gli 88 punti di Castelnuovo Parano, gli 80 di Boville o i 78,5 di Ceccano) sono stati calcolati sulla base delle autodichiarazioni caricate dai Comuni sull’apposita piattaforma informatica.

Nei prossimi giorni inizierà la vera partita a scacchi. I Comuni dovranno far pervenire a Sport e Salute tutta la documentazione probatoria, che sarà passata al microscopio da una commissione esaminatrice. È la fase del “VAR documentale“: se un Comune ha dichiarato un livello progettuale superiore a quello reale o ha commesso errori formali, il suo punteggio verrà inesorabilmente abbassato, o peggio, il progetto verrà completamente scartato.

Classifica generale 

Allegato 1 (Nuovi impianti sportivi)
ComunePosizionePunti
Castelnuovo Parano23°88
Isola del Liri165°74,5
Allegato 2 (Recupero e rigenerazione di impianti esistenti)
ComunePosizionePunti
Boville Ernica154°80
Ceccano181°78,5
Fiuggi200°78
Sant’Elia Fiumerapido227°77,5
Sora245°76,5
Veroli261°76
Frosinone299°74,5
Serrone344°73,5
Cervaro374°72,5
Atina377°72,5
Pofi397°72
Strangolagalli404°72
Villa Santa Lucia442°71
Sant’Apollinare538°68,5
Ceprano550°68
Piedimonte San Germano553°68
San Vittore del Lazio574°67,5
Pontecorvo705°64
Cassino795°62
Castro dei Volsci846°61,5

Scorrimento e impiantistica: colmare il gap col Nord

Questa potenziale “ecatombe” burocratica di chi sta ai vertici della classifica farà automaticamente lievitare le posizioni dei Comuni che seguono. Arrivare a dama, per chi è in attesa, è difficile, ma non impossibile. L’esito finale dipenderà da molteplici fattori: la tenuta delle scartoffie altrui, i ribassi d’asta, le rinunce e, soprattutto, i futuri rimpinguamenti ministeriali tramite il Fondo di Coesione, storicamente utilizzato negli anni passati per far scorrere ampiamente queste graduatorie.

La pista di atletica in abbandono allo Vespasiani

Tutto questo si innesta su una riflessione più ampia e doverosa. La situazione dell’impiantistica sportiva in provincia di Frosinone, va detto con onestà intellettuale e senza troppi giri di parole, non è delle più rosee. Il divario strutturale, qualitativo e numerico rispetto alle regioni del Nord Italia resta marcato, figlio di decenni in cui la programmazione locale è andata troppo spesso a singhiozzo. Proprio per questo, ogni singola posizione scalata e ogni potenziale milione intercettato attraverso bandi come “Sport e Periferie” smettono di essere semplice edilizia: diventano ossigeno puro per colmare un gap storico e restituire dignità e spazi sociali al territorio.


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