Mattia ad Amaseno: «In 4 anni mai così tanti investimenti sull’agricoltura»

Un filo preciso. È lui a legare la biografia politica di Aldo Mattia al lavoro che svolge oggi come capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati e responsabile del Dipartimento Agricoltura del Partito. Quel filo si chiama esperienza diretta: ex direttore regionale di Coldiretti in quattro regioni (Sardegna, Sicilia, Lazio e Basilicata) Mattia conosce l’agricoltura italiana non dai documenti ministeriali ma dai campi, dai consorzi, dalle cooperative, dalle crisi fitosanitarie gestite sul territorio.

È per questo che il ministro Francesco Lollobrigida gli ha affidato un compito preciso: portare in giro per l’Italia il programma alimentare del Governo, spiegarlo agli stakeholder, raccogliere le voci del settore.

Oggi era ad Amaseno, nel cuore di quell’enclave di eccellenza nell’areale della Mozzarella di Bufala Campana DOP che rappresenta uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy agroalimentare nel mondo. Qui ha illustrato la legge 75/2026: uno dei provvedimenti più attesi dal comparto, con nuovi strumenti a difesa della qualità italiana, contrasto alle frodi alimentari e all’italian sounding. Lo ha fatto nell’ambito del tour «Coltiviamo l’Italia» che FdI sta portando da Nord a Sud del Paese.

Onorevole Mattia, partiamo da Amaseno. Perché questa tappa?
Aldo Mattia ad Amaseno

Amaseno è un luogo simbolico. Siamo nell’areale della Mozzarella di Bufala Campana DOP, una delle eccellenze più imitate e più spesso contraffatte dell’agroalimentare italiano nel mondo. La legge 75 introduce strumenti nuovi e concreti proprio contro queste pratiche: nuovi reati di frode alimentare e commercio di alimenti con segni mendaci, l’aggravante dell’agropirateria, una cabina di regia per i controlli che mette insieme ICQRF, Carabinieri per la tutela agroalimentare, NAS, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Agea e Dogane. Dopo oltre undici anni di attesa, è una riforma che il settore aspettava. E che per la tutela delle produzioni di Amaseno sarà utilissima.

Il tour «Coltiviamo l’Italia» porta in giro il bilancio di quattro anni di governo. Come sintetizza questi quattro anni?

Con un dato: mai nella storia della nostra Nazione sono state investite così tante risorse per l’agricoltura e la pesca. Oltre 15 miliardi di euro complessivi. Il PNRR dedicato al settore primario è passato da 3,68 a 8,9 miliardi, un aumento del 131,7%. I Contratti di filiera sono stati potenziati di 2 miliardi. Il Parco Agrisolare ha sostenuto oltre 23.000 aziende e installato più di 1.600 MW, quadruplicando l’obiettivo iniziale. Sono numeri che parlano da soli.

Eppure il settore continua a segnalare difficoltà. Cosa risponde a chi dice che gli investimenti non bastano?

Rispondo con i risultati. Il reddito degli agricoltori italiani è cresciuto del 9,2% nel 2024, contro una media UE dello 0,7%. Il PIL agricolo è cresciuto del 2%, contro il +0,7% del PIL nazionale. L’Italia è prima nazione in Europa per valore aggiunto dell’agricoltura: 44 miliardi, contro i 35,4 della Francia e i 31,1 della Germania. E la capacità di impegno della spesa del Ministero dell’Agricoltura è passata dal 57% del 2022 al 79% del 2024. Non è retorica: sono dati ISTAT.

La legge 75 introduce il reato di frode alimentare e l’aggravante di agropirateria. In concreto, cosa cambia per un produttore di mozzarella di bufala?

Cambia che chi imita, evoca o utilizza impropriamente il nome di una DOP o IGP italiana risponde penalmente. Fino ad oggi c’erano strumenti civili e amministrativi, ma la leva penale mancava o era insufficiente. Ora abbiamo introdotto i reati di frode alimentare e commercio di alimenti con segni mendaci. Ee chi fa italian sounding, cioè chi produce all’estero una «Bufala di Amaseno» inesistente, sa che rischia conseguenze concrete. Abbiamo anche formalizzato la Cabina di regia per i controlli agroalimentari e introdotto nuovi sistemi di etichettatura per oli vergini e uova. Trasparenza e legalità non sono slogan: sono le condizioni per cui un prodotto di qualità possa competere lealmente sui mercati.

Il tour attraversa anche la Sicilia. Che risposta trovate nei territori?
(Foto © DepositPhotos.com)

Trovo una domanda molto alta di ascolto. Gli operatori vogliono sapere cosa è stato fatto concretamente. E la risposta è positiva soprattutto quando spieghiamo il ColtivItalia cioè il miliardo di euro per le filiere strategiche, i 300 milioni per il Fondo Sovranità alimentare, i 180 milioni di Generazione Terra per i giovani che vogliono comprare terreni, i 150 milioni per il ricambio generazionale. La risposta è positiva perché sono misure concrete, non annunci.

Un punto critico che sente ancora aperto?

Il nodo della Politica Agricola Comune. Abbiamo scongiurato il taglio del 23% delle risorse PAC per l’Italia per il periodo 2028-2034, ottenendo 40,7 miliardi invece dei 30 proposti dalla Commissione. Un risultato enorme, ottenuto guidando il fronte del no ai tagli nelle sedi europee. Ma ora occorre che la nuova PAC sia davvero riformata nella sua filosofia: deve mettere al centro la sovranità alimentare e la sostenibilità economica e sociale, non solo quella ambientale. E deve liberarsi dell’ideologia del Green Deal che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica e rischiava di fare lo stesso con l’agricoltura.

Cosa si aspetta dalla prossima legge di Bilancio per il settore?
Aldo Mattia (Foto © Stefano Strani)

Continuità e ulteriore rafforzamento. Il Fondo Innovazione da 400 milioni per macchine, sensoristica e infrastrutture 4.0 va consolidato. Il ricambio generazionale va reso strutturale: abbiamo oltre 4.600 candidature per il Servizio Civile Agricolo su 1.057 posti: significa che i giovani ci sono, vogliono lavorare in agricoltura, ma hanno bisogno di strumenti. E il Fondo Emergenze da 300 milioni deve diventare permanente, perché con i cambiamenti climatici le emergenze fitosanitarie non sono eccezioni: sono la norma.

Una parola su Amaseno e sulla filiera bufalina.

La filiera bufalina è un’eccellenza unica al mondo. Abbiamo istituito una piattaforma per tracciare l’intera filiera e introdotto un piano di controlli dalla mungitura alla commercializzazione. Ma la vera forza di questa filiera non è solo la qualità del prodotto: è il territorio che la esprime. Amaseno, la pianura pontina, i Monti Aurunci. Difendere la Mozzarella di Bufala Campana DOP significa difendere un intero sistema di vita, di lavoro, di identità. È esattamente ciò che questa legge si propone di fare.


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