La BCC chiude il 2025 con impieghi medi alla clientela in crescita del 4%, commissioni nette a 18,1 milioni e crediti deteriorati lordi scesi al 2,75%. Il presidente Roberto Scazzosi: «Trasformare la solidità in capacità concreta di stare accanto al territorio». Il direttore generale Roberto Solbiati: «Un modello sempre più orientato ai servizi e alla relazione con il cliente».
Una banca che consolida i propri fondamentali, aumenta il credito destinato alla clientela e continua a investire nella relazione con famiglie e imprese. È il quadro che emerge dai risultati 2025 della BCC di Busto Garolfo e Buguggiate, che chiude l’esercizio con un utile netto di 14,4 milioni di euro, a fronte di un utile lordo di 17 milioni.
Il bilancio sarà sottoposto all’approvazione dei soci durante l’assemblea annuale in programma domenica 26 aprile al Teatro Tirinnanzi.
Per Il Salotto delle Imprese, la rubrica di Gazzetta di Milano dedicata al confronto tra sistema bancario, aziende, professionisti e territorio, i numeri della BCC offrono uno spaccato significativo dell’evoluzione del credito cooperativo: solidità patrimoniale, crescita degli impieghi, sviluppo dei servizi e progressivo miglioramento della qualità del credito.
Impieghi a 883 milioni: +4% nel 2025
Uno degli indicatori più significativi riguarda gli impieghi medi alla clientela, passati da 849 a 883 milioni di euro, con una crescita del 4%.
Un incremento che assume particolare rilievo in un contesto di mercato caratterizzato da una contrazione del credito e che, secondo la banca, conferma la continuità del sostegno assicurato al tessuto economico locale.
«È un segnale molto chiaro del ruolo che continuiamo a svolgere – osserva il presidente Roberto Scazzosi –. Anche in un contesto non semplice, abbiamo scelto di essere presenti, di accompagnare le famiglie e di sostenere le imprese nei loro progetti».
Per Scazzosi, questa funzione rappresenta uno degli elementi centrali dell’identità cooperativa: «Per una banca di credito cooperativo questo non è un aspetto accessorio, ma il cuore della propria missione: trasformare la solidità in capacità concreta di stare accanto al territorio».
Commissioni nette a 18,1 milioni, crescita del 4,88%
Accanto all’attività creditizia aumenta il peso dei servizi. Le commissioni nette raggiungono 18,1 milioni di euro, registrando una crescita del 4,88%.
Secondo i dati comunicati dalla banca, la performance supera quella registrata dalle altre BCC del Gruppo Iccrea sia nella macroarea Nord-Ovest, dove l’incremento si attesta al 2,42%, sia a livello nazionale, dove la crescita è dell’1,59%.
Il dato assume una particolare importanza per il modello economico dell’istituto perché le commissioni costituiscono una componente di ricavo meno direttamente esposta alle oscillazioni dei tassi di interesse.
Anche nel 2025, inoltre, le commissioni nette coprono integralmente il costo del personale, con un rapporto superiore al 104%.
«Questo è uno degli elementi più significativi del nostro bilancio – sottolinea il direttore generale Roberto Solbiati – perché dimostra la qualità del modello che abbiamo costruito nel tempo».
L’obiettivo è progressivamente ampliare il ruolo della consulenza e dei servizi. «Non siamo una banca che dipende esclusivamente dall’andamento dei tassi, ma una realtà capace di generare valore attraverso i servizi, la consulenza e la relazione con il cliente».
Costi operativi sotto controllo: +1,38%
Il bilancio evidenzia anche il contenimento della dinamica dei costi. Nonostante l’aumento generalizzato delle spese di gestione, i costi operativi complessivi crescono dell’1,38%.
Un risultato che Solbiati attribuisce a «una gestione attenta e a una programmazione puntuale».
Sul fronte patrimoniale, la BCC conferma inoltre livelli superiori ai requisiti richiesti, elemento che rafforza la capacità dell’istituto di sostenere l’attività creditizia e affrontare eventuali scenari economici più complessi.
«Una struttura solida non è solo un dato tecnico – evidenzia il direttore generale – ma una garanzia per soci, clienti e comunità».
Migliora la qualità del credito: deteriorati lordi al 2,75%
Particolarmente significativo è il miglioramento registrato nella qualità del credito.
I crediti deteriorati lordi scendono infatti dal 3,08% di fine 2024 al 2,75%, un risultato migliore rispetto all’obiettivo del 3,10% fissato all’inizio dell’anno.
Parallelamente diminuisce il rapporto tra sofferenze lorde e impieghi lordi, passato dall’1,57% all’1,35%, anche in questo caso al di sotto del target dell’1,60%.
Per il presidente Scazzosi si tratta di «numeri che confermano una gestione attenta e prudente del rischio e rafforzano ulteriormente il profilo di solidità della banca».
La crescita degli impieghi accompagnata dalla diminuzione dell’incidenza del credito deteriorato rappresenta uno degli elementi centrali del bilancio 2025: l’espansione dell’attività creditizia avviene infatti parallelamente al miglioramento degli indicatori relativi alla qualità del portafoglio.
Utile a 14,4 milioni e l’effetto della discesa dei tassi
L’utile netto di 14,4 milioni di euro si confronta con i 20,4 milioni registrati nel 2024.
La riduzione è riconducibile principalmente alla discesa dei tassi di mercato intervenuta durante l’esercizio. Il tasso sui depositi presso la Banca centrale europea è passato dal 3% al 2%, mentre anche l’Euribor ha registrato una diminuzione rispetto ai livelli dell’anno precedente.
Il nuovo scenario ha inciso sul margine di interesse, passato da 37,5 a 30,9 milioni di euro.
Nonostante questa dinamica, l’attività della banca ha continuato a crescere sul fronte degli impieghi e dei servizi.
«Il dato dell’utile va inserito in questo quadro complessivo – spiega Solbiati –. Siamo di fronte a una banca che cresce nei fondamentali e che dimostra una struttura solida ed equilibrata».
Secondo il direttore generale, la crescita delle commissioni e degli impieghi evidenzia l’evoluzione verso «un modello meno esposto alle oscillazioni dei tassi e sempre più orientato ai servizi e alla relazione con il cliente».
Margine di intermediazione a 49,6 milioni
Completano il quadro economico un margine di intermediazione pari a 49,6 milioni di euro e un risultato netto della gestione finanziaria di 45,5 milioni.
I risultati descrivono quindi un esercizio nel quale la normalizzazione dei tassi ha ridotto la redditività legata al margine di interesse, mentre contemporaneamente sono cresciuti il credito alla clientela e il contributo dei servizi.
Una trasformazione importante anche in prospettiva, soprattutto per una banca fortemente legata al territorio e al finanziamento dell’economia reale.
BCC e territorio: la solidità come leva per imprese e famiglie
È proprio il rapporto tra risultati economici e territorio a rappresentare il punto centrale della strategia delineata dalla BCC di Busto Garolfo e Buguggiate.
«Questi numeri – conclude Scazzosi – raccontano una banca che sa stare dentro il cambiamento senza perdere la propria identità».
Per il presidente, solidità patrimoniale e capacità di generare valore rappresentano soprattutto gli strumenti necessari per continuare «a sostenere le comunità, accompagnare le imprese nei loro percorsi di crescita e restare un punto di riferimento per le famiglie».
Un’impostazione che sintetizza anche uno dei temi centrali de Il Salotto delle Imprese: il ruolo che banche territoriali, imprese e professionisti possono svolgere insieme nel sostenere investimenti, crescita e sviluppo dell’economia locale.
Per la BCC, conclude Scazzosi, «crescere non è mai un obiettivo fine a sé stesso, ma uno strumento per essere più vicini alle persone e ai territori».
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