A Civitavecchia prende forma uno dei progetti più avanzati dell’eolico offshore italiano. Il parco Tyrrhenian Wind Energy ha ottenuto il parere ambientale per una configurazione da 28 turbine galleggianti da 18 MW ciascuna, oltre 20 chilometri al largo della costa laziale. In totale, 504 MW di potenza.
Il progetto laziale si inserisce in un settore che in Italia conta oggi 30 MW operativi, circa 2,8 GW con Via positiva e 86,5 GW di richieste di connessione. Sono tre numeri che corrispondono a fasi molto diverse: la capacità già in esercizio, i progetti che hanno superato la Valutazione di impatto ambientale e quelli per i quali è stata chiesta a Terna una connessione alla rete.
L’unico parco eolico offshore attivo è Beleolico, a Taranto, inaugurato nel 2022 con dieci turbine e 30 MW di capacità complessiva. A questo si affiancano progetti che hanno già ottenuto una Valutazione di impatto ambientale positiva, tra cui quelli nelle aree di Trapani, Barletta, Rimini, Ravenna e Civitavecchia.
Molto più ampio è invece il dato delle richieste di connessione: 86,5 GW. Tra la presentazione della domanda a Terna e l’installazione di una turbina restano però autorizzazioni, concessioni, finanziamenti, cantieri, infrastrutture portuali e opere elettriche.
A Civitavecchia 504 MW con turbine galleggianti
Tyrrhenian Wind Energy utilizza una tecnologia destinata ad avere un ruolo centrale nello sviluppo dell’offshore italiano: il floating wind, cioè l’eolico galleggiante.
Le turbine non vengono fissate direttamente al fondale, ma montate su piattaforme ancorate al fondo marino. È una soluzione particolarmente adatta alle coste italiane, dove in molte aree la profondità aumenta rapidamente già a poca distanza dalla terraferma.
Gli impianti offshore tradizionali, fissati direttamente al fondale, trovano condizioni più favorevoli nei mari relativamente bassi del Nord Europa. Le piattaforme galleggianti permettono invece di utilizzare aree marine più profonde e di collocare le turbine più lontano dalla costa, riducendone anche la visibilità da terra.
Con 504 MW, il progetto di Civitavecchia avrebbe una capacità superiore di oltre sedici volte a quella dell’unico impianto oggi operativo in Italia. Anche la configurazione è cambiata durante l’iter: una prima versione prevedeva 27 turbine da 10 MW, per complessivi 270 MW; quella successiva è salita a 28 turbine da 18 MW.
Il Piano nazionale integrato energia e clima fissa per il 2030 un obiettivo di 2,1 GW di eolico offshore. È una capacità molto superiore ai 30 MW oggi installati, ma decisamente inferiore agli 86,5 GW per i quali sono già state presentate richieste di connessione.
Il mercato italiano si muove mentre l’eolico europeo accelera. Nei primi sei mesi del 2026 in Europa sono stati installati 8,8 GW di nuova capacità eolica, il 30% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
In Italia un solo parco attivo, 2,8 GW hanno già superato la Via
Beleolico, nel porto di Taranto, resta l’unico impianto offshore che oggi produce elettricità in Italia. È composto da dieci turbine su fondazioni fisse e ha una capacità totale di 30 MW. A metà 2026 circa 2,8 GW di progetti offshore avevano già superato la Valutazione di impatto ambientale. Tra questi rientrano iniziative nelle aree di Trapani, Barletta, Rimini e Ravenna, oltre al progetto di Civitavecchia.
La Via rappresenta però solo una delle tappe del percorso. Per arrivare al cantiere occorre completare l’iter autorizzativo, ottenere le concessioni necessarie per l’utilizzo delle aree marittime e definire le opere di connessione. Seguono poi la chiusura finanziaria e i contratti per costruzione, fornitura e installazione degli impianti.
Più indietro nella pipeline ci sono le richieste di connessione, che per l’offshore raggiungevano 86,5 GW a fine 2024. Il dato rientra in un fenomeno molto più ampio: considerando tutte le fonti rinnovabili, Terna registrava richieste per 348 GW, di cui 152 GW di fotovoltaico, 110 GW di eolico a terra e circa 86 GW di eolico offshore.
È quella che Terna definisce “saturazione virtuale” della rete: le richieste presentate superano ampiamente la capacità che sarà realmente installata e possono concentrarsi nelle stesse aree, indipendentemente dall’effettivo grado di maturità dei singoli progetti.
Per gestire questo squilibrio Terna ha introdotto una programmazione territoriale che suddivide il Paese in 76 microzone, mettendo in relazione le nuove domande con la capacità disponibile sulla rete e con gli interventi di potenziamento previsti.
L’offshore mostra già quanto la pipeline possa cambiare nel tempo. Nel 2022 le richieste avevano superato i 100 GW; alla fine del 2024 erano scese a circa 86,5 GW anche dopo il ritiro di una parte delle pratiche. Restano comunque oltre quaranta volte superiori ai 2,1 GW previsti dal Pniec al 2030.
La rete dovrà quindi crescere insieme agli impianti. Il Piano di sviluppo 2025 di Terna prevede oltre 23 miliardi di euro di investimenti tra il 2025 e il 2034 e stima che nel prossimo decennio circa 43 GW di nuova capacità rinnovabile dovranno essere collegati direttamente alla rete di trasmissione ad alta tensione.
Per l’eolico galleggiante c’è poi un secondo nodo infrastrutturale: i porti. Piattaforme, torri e turbine devono essere costruite, assemblate e movimentate a terra prima che le strutture complete vengano rimorchiate verso il punto di installazione in mare.
Per questo il governo ha individuato Taranto e Augusta come hub prioritari della filiera offshore italiana. Il ruolo dei due porti riguarda quindi la logistica e la produzione industriale degli impianti, non l’autorizzazione di nuovi parchi eolici nelle rispettive aree.
Per adeguare le infrastrutture erano stati previsti inizialmente circa 78 milioni di euro. Nel 2026 le risorse sono state rimodulate e, per il solo porto di Taranto, la dotazione dell’anno è scesa a circa 13,94 milioni di euro. Il ministero dell’Ambiente ha precisato che per il 2027 resteranno disponibili oltre 38 milioni di euro per Taranto e Augusta e che la riduzione prevista per il 2026 potrà essere reintegrata in base all’avanzamento dei cronoprogrammi.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link




