Il progetto ROMACONTINUA: rigenerazione urbana e governance


Roma torna a progettare il proprio futuro. E prova a farlo attraverso una delle più ambiziose riflessioni strategiche degli ultimi anni sul destino urbano della Capitale. È stato infatti aggiudicato il bando promosso dalla Fondazione Roma REgeneration dedicato alla costruzione di una visione di lungo periodo per Roma al 2050. A vincere è stato il team multidisciplinare ROMACONTINUA, guidato da ITS e coordinato da Alessandro Cambi, con la partecipazione di urbanisti, progettisti, studiosi, ricercatori, esperti di mobilità, paesaggio, innovazione, cultura e sviluppo territoriale, tra cui anche Artribune.

Che cos’è ROMACONTINUA

Non si tratta di un semplice concorso di architettura, né di un esercizio teorico di pianificazione urbana. Il bando nasceva da una domanda tanto semplice quanto decisiva: quale città potrà essere Roma nei prossimi venticinque anni? Una domanda che Fondazione Roma REgeneration ha scelto di affrontare coinvolgendo gruppi di lavoro capaci di superare le tradizionali separazioni tra urbanistica, ambiente, infrastrutture, cultura, economia e innovazione tecnologica.
La Fondazione Roma REgeneration si conferma così come uno dei nuovi luoghi di intersezione tra pubblico e privato nella riflessione sulla città. Nata nel 2023 su iniziativa di grandi operatori del real estate e progressivamente allargata a soggetti infrastrutturali, finanziari e istituzionali, la Fondazione ha assunto una posizione particolare: non semplice think tank immobiliare, ma piattaforma di confronto sulla competitività urbana della Capitale.

Metro c archeo stazione Colosseo

Il dibattito sul futuro della Capitale

Il clima emerso durante la giornata finale e nei commenti successivi degli operatori coinvolti sembra indicare un elemento preciso: per la prima volta da molti anni il dibattito sul futuro di Roma non si è concentrato soltanto sulle emergenze urbane, ma sulla possibilità concreta di costruire una strategia sistemica. Non un elenco di opere pubbliche, ma una visione integrata capace di tenere insieme economia, ambiente, cultura, infrastrutture, qualità urbana e attrattività internazionale.
In questo senso hanno avuto particolare rilievo gli interventi del sindaco Roberto Gualtieri e del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Gualtieri ha insistito sull’idea di “Modello Roma”: una stagione di collaborazione istituzionale e di accelerazione degli investimenti che dovrebbe trasformare l’attuale ciclo di opere in un processo strutturale di crescita urbana. Rocca ha rafforzato il tema della collaborazione tra Regione, Comune e soggetti economici, sottolineando la necessità di superare la storica separazione tra Roma e il resto del Lazio.
È un passaggio decisivo. Il futuro della Capitale dipenderà sempre più dalla capacità di essere letta come sistema metropolitano allargato e non soltanto come centro storico monumentale. Anche la composizione dei gruppi partecipanti rifletteva questa impostazione: non solo architetti o urbanisti, ma reti integrate di competenze provenienti da cultura, mobilità, innovazione, paesaggio, ricerca, economia urbana, sistemi ambientali e infrastrutture sociali.

Dentro questo quadro, ROMACONTINUA sembra aver convinto proprio per la capacità di evitare due rischi opposti: la nostalgia monumentalista e la retorica della smart city puramente tecnologica. Roma non viene interpretata come città da conservare immobile, né come territorio da riempire di dispositivi digitali. Viene piuttosto immaginata come sistema vivo di relazioni tra patrimonio culturale, paesaggio, reti ecologiche, infrastrutture, agricoltura urbana, università, ricerca e nuove centralità diffuse.

I dati sulla Capitale

Uno dei dati più sorprendenti contenuti nel report riguarda la struttura fisica stessa della Capitale: circa l’80% del territorio comunale è costituito da spazi aperti, aree agricole, margini infrastrutturali, suolo non edificato o territori residuali. Qui il “vuoto” non viene interpretato come degrado, ma come possibile infrastruttura ecologica e civica del futuro: corridoi verdi, reti ambientali, nuove centralità culturali, spazi pubblici diffusi, sistemi agricoli periurbani e piattaforme di innovazione territoriale.

Molto forte è anche il ruolo attribuito al Tevere, immaginato come grande asse ambientale e culturale della città futura: una spina dorsale blu-verde capace di riconnettere territori oggi separati e di costruire nuove forme di spazio pubblico.

Particolarmente interessante appare inoltre il tema dell’agricoltura urbana e periurbana. Roma possiede una delle più grandi superfici agricole comunali d’Europa. Un patrimonio enorme che potrebbe trasformarsi in motore di sostenibilità ambientale, turismo lento, cultura del cibo, biodiversità e innovazione ecologica.

Il ruolo del fiume Tevere nell’ecosistema romano

Il progetto affronta anche il tema decisivo della redistribuzione dei flussi turistici. Roma continua a soffrire di una fortissima concentrazione nel centro storico, mentre immense porzioni della città metropolitana restano escluse dai principali circuiti culturali ed economici. Da qui l’idea di nuovi corridoi turistici e culturali capaci di connettere archeologia diffusa, periferie, paesaggi agricoli, sistemi ferroviari e nuove polarità urbane.
Molto commentata è stata anche la forte presenza del mondo economico e infrastrutturale: fondazioni, grandi gruppi immobiliari, operatori ferroviari, utilities, aeroporti, investitori e soggetti della finanza urbana. Un elemento da leggere non come semplice sponsorship, ma come segnale della crescente consapevolezza che Roma possa tornare a essere uno spazio attrattivo per investimenti di lungo periodo, a condizione però di migliorare capacità amministrativa, certezza delle procedure e continuità delle scelte.

Platani sul Lungotevere. Photo Davide Palmieri
Platani sul Lungotevere. Photo Davide Palmieri

Ed è qui che ROMACONTINUA dovrà misurarsi con la realtà della città. Roma non ha bisogno soltanto di nuovi racconti sul proprio futuro. Ha bisogno soprattutto di capacità attuativa, coordinamento tra pubblico e privato, semplificazione procedurale e stabilità strategica. La Capitale possiede una lunga tradizione di grandi visioni urbane rimaste incompiute. Il problema non è quasi mai stata la mancanza di idee, ma la difficoltà di trasformarle in continuità amministrativa, governance efficace e capacità operativa.

Artribune nel progetto ROMACONTINUA

In questo scenario anche la presenza di Artribune all’interno del team assume un significato preciso. Le città cambiano davvero soltanto quando riescono a trasformare contemporaneamente infrastrutture materiali e immaginario collettivo. Roma possiede una forza simbolica unica al mondo. Ma questa ricchezza deve diventare qualità urbana diffusa, sostenibilità, innovazione, cultura accessibile e inclusione territoriale. ROMACONTINUA indica una direzione possibile. La vera partita, però, comincia ora.

Paolo Cuccia

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