Trecentomila euro bastano, all’importo pieno, per 12 assunzioni, e nel biennio 2024 e 2025 la stessa misura ne ha finanziate 29. Sono la dotazione dell’avviso approvato con il provvedimento n. 593 del 31 luglio 2026, con cui la Regione autonoma Valle d’Aosta paga un contributo a fondo perduto a chi assume persone con disabilità iscritte al collocamento mirato. Le domande vanno via PEC fino alle 14:00 del 29 ottobre 2027, ma lo sportello finanzia in ordine di arrivo e fino a esaurimento, quindi conviene inviare la domanda subito dopo l’assunzione.
Gli importi sono quattro, non i due che il 26 settembre 2026 riportava la pagina della Regione: 12.000 e 10.000 euro l’anno per il tempo indeterminato, 9.000 e 7.200 per il determinato, per massimo 24 mesi e poi riproporzionati su durata e orario. I 24.000 euro del titolo sono il caso migliore di una singola assunzione; un contratto a termine di sei mesi a metà orario può valerne 1.800. Il lavoratore deve essere disoccupato, iscritto negli elenchi dell’art. 8 della legge 68/1999 e residente in Valle d’Aosta, e basta l’ultimo requisito a escludere chi vive nel Canavese e lavora a Pont-Saint-Martin.
In sintesi: il contributo valdostano per chi assume persone con disabilità
- Cosa: contributo a fondo perduto per assunzioni e per trasformazioni da tempo determinato a indeterminato dal 15 novembre 2025 al 29 ottobre 2027, dentro il tetto de minimis di 300.000 euro nell’arco di tre anni per impresa unica (Reg. UE 2023/2831).
- Quanto: a tempo pieno da 7.200 a 12.000 euro l’anno per massimo 24 mesi, fino a 24.000 euro per assunzione; al massimo tre assunzioni o trasformazioni per beneficiario.
- Chi assume: imprese di ogni forma e dimensione, liberi professionisti, enti pubblici economici e società partecipate da enti pubblici, con sede legale, unità operativa o domicilio fiscale in regione.
- Chi viene assunto: persona con disabilità disoccupata, iscritta negli elenchi dell’art. 8 della legge 68/1999 e residente in Valle d’Aosta.
- Come: modello regionale, bollo da 16 euro, solo via PEC, fino alle 14:00 del 29 ottobre 2027 o all’esaurimento dei fondi. Per lo stesso lavoratore, niente incentivo INPS dell’art. 13 della legge 68/1999.
Hai dubbi? Contattaci ora.Ti richiamiamo noi.
24.000€Massimo per una singola assunzione
3Assunzioni o trasformazioni incentivabili per beneficiario
12Assunzioni coperte all’importo pieno dai 300.000 euro
Quanto vale un’assunzione secondo contratto e lavoratore
L’art. 5 fissa un importo annuo per ogni combinazione di contratto e lavoratore, per massimo 24 mesi dall’assunzione. Non è una percentuale del costo del lavoro e non ci sono spese da rendicontare, solo la retribuzione da pagare. Nel modello di domanda le combinazioni diventano le categorie A, B, C e D.
| Contratto a tempo pieno | Lavoratore in una delle quattro condizioni (categorie A e C) | Altri lavoratori (categorie B e D) |
|---|---|---|
| Tempo indeterminato, anche da trasformazione | 12.000 euro l’anno, fino a 24.000 euro in 24 mesi | 10.000 euro l’anno, fino a 20.000 euro |
| Tempo determinato da 6 a 24 mesi, proroga compresa | 9.000 euro l’anno, fino a 18.000 euro | 7.200 euro l’anno, fino a 14.400 euro |
Da qui l’art. 5 c. 2 riproporziona il determinato sulla durata del contratto e il tempo parziale sulla percentuale di orario contrattualizzata. L’avviso non fissa una soglia minima di orario propria: il tempo parziale va regolato secondo il CCNL di riferimento (art. 4 c. 1 lett. b). Le trasformazioni a tempo indeterminato seguono le stesse regole (c. 3).
Le quattro condizioni dell’importo più alto
I 12.000 o 9.000 euro l’anno spettano se assumi persone con invalidità di tipo psichico, con invalidità certificata pari o superiore al 74%, iscritte negli elenchi da almeno 24 mesi oppure con almeno 58 anni. Tipo e percentuale di invalidità si guardano alla data di assunzione o di trasformazione (c. 8). La disabilità intellettiva, che la legge nazionale nomina a parte, l’avviso non la cita, e finché la Regione non chiarisce per iscritto non la diamo per compresa nella prima condizione. Il lavoratore però può rientrare in una delle altre tre, per esempio con un’invalidità certificata dal 74% in su. E chi ha usato l’edizione 2024 e 2025 non si fidi della memoria: soglia della categoria più alta, regole sull’orario e requisito di residenza sono cambiati.
La retribuzione annua lorda deve coprire l’incentivo
Se la RAL del lavoratore è inferiore all’incentivo erogabile, la domanda è inammissibile (c. 6). Nel calcolo entrano solo minimo contrattuale, scatti di anzianità, contingenza, superminimo e terzo elemento.
Il nodo del tempo parziale. Con un tempo indeterminato al 50% e un lavoratore di categoria A, l’incentivo riproporzionato è 6.000 euro l’anno e il massimo della categoria 12.000. Con una RAL di 9.000 euro la domanda passa se il confronto si fa con il primo numero e cade se si fa con il secondo. L’avviso scrive «incentivo erogabile», il modello «incentivo annuo massimo erogabile», e nessuna delle due formule dice quale dei due numeri usare. Prima di inviare, chiedilo alla Regione per iscritto.
Tre scenari di calcolo, dal tetto a 1.800 euro
Il conto che ricaviamo dall’art. 5 c. 2 moltiplica l’importo annuo per i mesi incentivati divisi per 12 e per la percentuale di orario. Contiamo a mesi interi, perché l’avviso non precisa se il riproporzionamento vada fatto a mesi o a giorni.
| Scenario | Calcolo | Contributo | Quando si chiede |
|---|---|---|---|
| 1. Tempo indeterminato e pieno, invalidità certificata del 74% o più | 12.000 × 24/12 | 24.000 euro | Due richieste da 12.000 euro, entro 60 giorni dalla fine del primo e del secondo anno |
| 2. Tempo determinato di 12 mesi, pieno, lavoratore fuori dalle quattro condizioni | 7.200 × 12/12 | 7.200 euro | Una richiesta, entro 60 giorni dalla scadenza |
| 3. Tempo determinato di 6 mesi, parziale al 50%, lavoratore fuori dalle quattro condizioni | 7.200 × 6/12 × 50% | 1.800 euro | Una richiesta, entro 60 giorni dalla scadenza |
| 3 bis. Stesso contratto, lavoratore in una delle quattro condizioni | 9.000 × 6/12 × 50% | 2.250 euro | Come sopra |
Il secondo scenario cade in un vuoto dell’art. 10, che distingue i contratti oltre e sotto i 12 mesi e non nomina quelli di 12 mesi esatti; qui però fine dell’annualità e scadenza coincidono. Se poi trasformi quel contratto a tempo pieno e indeterminato, l’art. 5 c. 4 ti dà diritto a chiedere un ulteriore periodo, e i mesi a termine già incentivati contano nei 24 complessivi. Restano altri 12 mesi a 10.000 euro, 17.200 euro in tutto. Se l’operazione occupi uno o due dei tre posti per beneficiario, il testo non lo chiarisce.
Il massimo teorico per un beneficiario è 72.000 euro, cioè tre assunzioni in categoria A da 24.000 (art. 5 c. 7). La dotazione viene dal Fondo regionale per l’occupazione delle persone con disabilità, e 300.000 diviso 24.000 fa 12,5, quindi 12 assunzioni all’importo pieno, 15 a 20.000 euro. Al 26 settembre 2026 la Regione non pubblicava un contatore delle risorse residue.
Chi può chiedere il contributo, e chi deve lasciar perdere
L’art. 3 intende per impresa «qualsiasi entità che eserciti un’attività economica, ivi compresi i liberi professionisti», di qualunque forma giuridica e dimensione, più gli enti pubblici economici e le società partecipate da enti pubblici. Basta una fra sede legale, unità operativa o domicilio fiscale in Valle d’Aosta. Alla domanda si dichiarano:
- iscrizione attiva al registro delle imprese se dovuta, o all’albo, elenco, ordine o collegio professionale se obbligatoria;
- nessuno stato di crisi o di insolvenza, nessuna procedura concorsuale o di sovraindebitamento, nemmeno in corso di dichiarazione, e DURC regolare;
- nessun licenziamento per giustificato motivo oggettivo, nei 6 mesi prima dell’assunzione o trasformazione, di personale con lo stesso inquadramento e mansioni analoghe;
- requisiti antimafia, nessuna interdittiva del D.Lgs. 231/2001, nessuna condanna ostativa di legali rappresentanti o amministratori;
- per le imprese iscritte al registro e tenute all’obbligo, la polizza contro le calamità naturali dell’art. 1 c. 101 della legge 213/2023.
Sono requisiti da mantenere per tutto il periodo incentivato (art. 9).
Con l’obbligo della legge 68/1999, la quota va coperta prima
Il contributo non serve a mettersi in regola. Chi è soggetto agli obblighi della legge 68/1999 deve aver già coperto la quota di riserva dell’art. 3 e mantenerla, e il lavoratore incentivato non si computa nella quota per tutto il periodo (art. 4 c. 7). Se l’assunzione ti serve per coprire la quota, questo avviso non è lo strumento; lo è per chi assume oltre l’obbligo, o per chi l’obbligo non ce l’ha. Le cooperative sociali di tipo B devono aver assolto l’art. 4 c. 2 della legge 8 novembre 1991, n. 381, che chiede almeno il 30% di persone svantaggiate fra i lavoratori, e assumere in eccedenza.
Contarlo nella quota ha un prezzo. Computare il lavoratore incentivato nella quota della legge 68/1999, o nel 30% della legge 381/1991, è causa di revoca (art. 13 c. 1). Se ti serve computarlo nella quota della legge 68/1999, puoi rinunciare in parte al contributo garantendo il rapporto per una durata non inferiore a quella del contratto incentivato, o per almeno altri 6 mesi. Ti resta l’incentivo per il lavoro prestato in esubero rispetto all’obbligo (art. 13 c. 2 e 3).
Chi puoi assumere con il contributo
- Alla data dell’assunzione il lavoratore è disoccupato e iscritto negli elenchi dell’art. 8; per le trasformazioni conta la data dell’assunzione a termine (art. 1 c. 2).
- Residenza in Valle d’Aosta, senza una durata minima, e lavoro presso una sede del beneficiario in regione (art. 4 c. 2).
- Contratto subordinato a tempo indeterminato, o determinato di almeno 6 mesi, instaurato o trasformato dal 15 novembre 2025 al 29 ottobre 2027, anche prima della pubblicazione dell’avviso. Esclusi apprendistato, lavoro intermittente e somministrazione (art. 4 c. 1 e 4).
- Fuori chi nei 6 mesi precedenti ha avuto un rapporto a tempo indeterminato, apprendistato compreso, con lo stesso datore o con uno collegato o controllato, e i parenti o affini entro il terzo grado del beneficiario, amministratori e legali rappresentanti compresi (art. 4 c. 5 e 6).
In istruttoria la Regione confronta quanto dichiari con le comunicazioni obbligatorie e con il SIL VDA, il sistema informativo lavoro regionale (art. 8 c. 3).
Regione o INPS, lavoratore per lavoratore
L’avviso esclude il cumulo con il contributo all’assunzione dell’art. 13, commi 1 e 1 bis, della legge 68/1999 (art. 6 c. 2), e nel modello dichiari di non averlo richiesto per quel lavoratore. Non basta non averlo ottenuto. Letta alla lettera, la dichiarazione esclude chi prova prima con l’INPS e poi ripiega sulla Regione, perciò il confronto si fa in partenza.
| Voce | Avviso della Valle d’Aosta | Incentivo INPS, art. 13 della legge 68/1999 |
|---|---|---|
| Regime | De minimis, Reg. (UE) 2023/2831 | Art. 33 del Reg. (UE) 651/2014, richiamato dall’art. 13 c. 1 |
| Lavoratore | Disoccupato, iscritto, residente in regione; importo più alto in una delle quattro condizioni | Riduzione della capacità lavorativa oltre il 79%, o minorazioni dalla prima alla terza categoria delle tabelle delle pensioni di guerra (70%); fra il 67 e il 79%, o dalla quarta alla sesta categoria (35%); disabilità intellettiva e psichica con riduzione oltre il 45% (70%) |
| Contratti | Indeterminato, o determinato da 6 mesi, anche a tempo parziale | Indeterminato; determinato di almeno 12 mesi solo per disabilità intellettiva e psichica |
| Misura | Importo fisso, a tempo pieno da 7.200 a 12.000 euro l’anno per massimo 24 mesi | Percentuale della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per 36 mesi; con disabilità intellettiva e psichica 60 mesi, o tutta la durata del contratto a termine |
| Domanda | Dopo l’assunzione, via PEC; valgono assunzioni e trasformazioni dal 15/11/2025 | Telematica all’INPS, che entro cinque giorni comunica se ci sono risorse e le riserva; nel testo di legge precede la stipula del contratto, da fare entro sette giorni |
| Pagamento | A rendiconto, dopo ogni annualità o alla scadenza | Conguaglio nelle denunce contributive mensili |
Sul testo della legge abbiamo fatto il conto del pareggio. Il 70% per 36 mesi eguaglia i 24.000 euro regionali con una retribuzione mensile lorda imponibile di circa 952 euro (24.000 diviso 36 mesi, diviso 0,70), e sopra quella cifra, per chi ha diritto al 70%, l’incentivo INPS vale di più; con i 60 mesi il divario cresce. Al 35% il pareggio sale a circa 1.905 euro al mese contro 24.000 euro regionali, e a circa 1.587 contro 20.000. Restano conti sulla carta, perché presuppongono 36 mesi di rapporto e risorse INPS disponibili alla domanda (comma 1 ter), e l’operatività dell’incentivo nazionale va verificata a parte.
Lo stesso testo di legge dice dove l’incentivo INPS non arriva e resta solo quello regionale: contratti a termine sotto i 12 mesi, contratti a termine più lunghi con lavoratori fuori dal comma 1 bis, lavoratori sotto le soglie nazionali. Le percentuali però non si sovrappongono, perché la Regione parla di invalidità certificata e la legge nazionale di riduzione della capacità lavorativa. Per lo stesso lavoratore i due contributi non si sommano; procedura e regole di cumulo della strada nazionale sono nella nostra guida all’incentivo INPS per chi assume persone con disabilità.
Plafond de minimis e cumulo con gli altri aiuti
Con il Reg. (UE) 2023/2831 un’impresa unica può ricevere aiuti de minimis fino a 300.000 euro nell’arco di tre anni, su base mobile, cioè contando gli aiuti concessi nei tre anni precedenti ogni nuova concessione (art. 3 par. 2 e considerando 11). Prima di concedere, la Regione verifica il plafond disponibile (avviso, art. 2 c. 3).
L’aiuto si considera concesso quando nasce il diritto a riceverlo, a prescindere dall’erogazione (art. 3 par. 3). Il contributo occupa quindi il plafond dal giorno della concessione, per tutto l’importo concesso e non anno per anno quando lo incassi. Poiché si paga in più quote, quell’importo è attualizzato, cioè riportato al suo valore alla data della concessione con il tasso di attualizzazione di quel momento (art. 3 par. 6). L’impresa unica comprende poi le imprese legate da rapporti di controllo (art. 2 par. 2), e il modello ti fa dichiarare i legami con altre imprese italiane e le fusioni, acquisizioni o scissioni dell’ultimo triennio.
Da sola la misura non avvicina il tetto, ma si somma agli altri aiuti de minimis dell’impresa unica. Contali prima di inviare, anche sul Registro nazionale degli aiuti di Stato per ciascuna impresa che fa parte dell’impresa unica; il metodo è nella nostra guida su come si calcola il plafond de minimis dell’impresa unica. Restano fuori i settori esclusi dall’art. 1 del regolamento, come la produzione primaria agricola e quella della pesca e dell’acquacoltura, e chi opera anche lì deve separare attività o costi (avviso, art. 3 c. 4).
Sul cumulo l’art. 6 ammette le misure di incentivazione nazionali, nel rispetto dell’art. 5 del regolamento, ed esclude gli incentivi alle assunzioni di altri avvisi regionali nel periodo di incentivazione. La misura nazionale che vuoi affiancare, però, ha regole di cumulo sue.
Come si presenta la domanda
- Scarica il modello di domanda, l’unico ammesso (art. 7 c. 1), uno per ogni lavoratore.
- Compila le dichiarazioni, che valgono come dichiarazione sostitutiva ai sensi degli artt. 46 e 47 del DPR 445/2000, con le responsabilità anche penali degli artt. 75 e 76.
- Paga il bollo da 16 euro, solo in modo virtuale. Se lo paghi sulla piattaforma regionale VDAPay, la causale è «Avviso incentivi approvato con provvedimento n. 593/2026.» Nel modello riporti il numero di ricevuta, o la norma di esenzione se ne hai una.
- Firma digitalmente e invia via PEC a [email protected], unico canale ammesso, anche tramite un delegato (art. 7 c. 6).
Per la scadenza fa fede la data di invio, e le domande ammissibili si finanziano nell’ordine in cui arrivano (art. 7 c. 5). Il procedimento parte dalla ricezione, con comunicazione di avvio via PEC, e si chiude entro 60 giorni naturali consecutivi. Se manca un documento o emerge un motivo ostativo, la Regione chiede integrazioni od osservazioni con almeno 10 giorni di tempo e i 60 giorni si sospendono; senza risposta, o con documenti non idonei, arriva il rigetto (art. 8, commi da 5 a 7). A risorse esaurite le domande vengono protocollate ma non valutate, e si riprendono in ordine di protocollo solo se arrivano fondi nuovi (art. 8 c. 8).
Consiglio operativo. Prima di firmare, tieni accanto la comunicazione obbligatoria di assunzione e il contratto o il cedolino. Data, tipologia, orario, CCNL e livello devono coincidere. Poi manda la PEC appena il fascicolo è completo.
Dopo la concessione
Il contributo si eroga a rendiconto (art. 10), senza anticipi. Matura al termine di ogni annualità per il tempo indeterminato e per il determinato oltre i 12 mesi, alla scadenza per il determinato più breve, alla cessazione nei casi dell’art. 11. Da quella data hai 60 giorni per inviare il modulo di richiesta di erogazione, in cui attesti la retribuzione pagata e le variazioni d’orario; se l’orario scende l’importo si riproporziona, se sale puoi chiedere un aumento, valutato anche sulle risorse (art. 5 c. 5).
Se il rapporto si interrompe, conta come e quando (art. 11):
- entro 6 mesi dall’assunzione o trasformazione, un licenziamento che non sia per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, o una risoluzione consensuale, costano l’intero contributo; dopo i 6 mesi resta il contributo per ogni mese di mantenimento;
- dimissioni, pensionamento, inidoneità o morte del lavoratore danno un contributo proporzionato al lavoro prestato;
- sostituzione: in questi ultimi casi e con il licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, puoi assumere entro 120 giorni dall’interruzione una persona con gli stessi requisiti e comunicarlo via PEC entro 10 giorni dall’assunzione, con il modulo di sostituzione e il documento d’identità. Il periodo resta sospeso, l’importo non aumenta, una sola sostituzione per lavoratore; senza comunicazione nei termini, si revoca.
Si revoca anche per retribuzione non pagata, perdita dei requisiti dell’art. 3, computo nella quota d’obbligo, documenti non consegnati ai controlli (art. 13). La rinuncia via PEC dopo la concessione vale come revoca (art. 12), e le somme revocate si restituiscono entro 60 giorni dalla notifica con gli interessi legali. I controlli toccano almeno l’8% delle domande e il DURC si acquisisce d’ufficio alla concessione e all’erogazione. A chi viene controllato si chiedono buste paga mensili e bonifici o estratti conto dei pagamenti al lavoratore (art. 14), quindi conviene archiviarli dal primo cedolino.
I punti che l’avviso lascia aperti
Restano da chiarire il giorno esatto di apertura, perché lo sportello parte «dalla data di pubblicazione» senza indicarla, e l’ammontare delle risorse residue. Il testo non scioglie i dubbi su RAL nei tempi parziali, disabilità intellettiva, trasformazioni nel limite di tre, conteggio a mesi o a giorni, proroghe per arrivare ai 6 mesi minimi e residenza portata fuori regione nel periodo incentivato, e non disciplina il trattamento fiscale e contabile del contributo.
L’art. 16 prevede FAQ sul sito regionale, ma al 26 settembre 2026 sulla pagina dell’avviso non ne risultavano, e mancavano i moduli di erogazione e di sostituzione. Per i dubbi l’Unità organizzativa Politiche per l’inclusione lavorativa risponde a [email protected] e ai numeri 0165/274722 e 0165/274725. Chiedi per iscritto e conserva la risposta con la PEC di invio.
Domande frequenti sugli incentivi per assumere persone con disabilità in Valle d’Aosta
Se ho assunto a dicembre 2025, posso ancora chiedere il contributo?
Sì, se a quella data il lavoratore era disoccupato e iscritto negli elenchi dell’art. 8, e se risiede in Valle d’Aosta: l’avviso non dice da quando, e il modello te lo fa dichiarare nella domanda. Non c’è un termine in giorni dall’assunzione, ma lo sportello va in ordine di arrivo e fino a esaurimento.
Quante assunzioni posso farmi finanziare?
Tre, fra assunzioni e trasformazioni, e una sola volta per lo stesso lavoratore, salvo la trasformazione di un contratto a termine già incentivato (art. 5 c. 7).
Posso chiedere anche l’incentivo INPS per lo stesso lavoratore?
No. Il cumulo con l’art. 13 della legge 68/1999 è escluso e nel modello dichiari di non averlo richiesto. La scelta però si fa lavoratore per lavoratore.
Un libero professionista può chiedere il contributo?
Sì, l’art. 3 lo comprende fra le imprese, purché abbia in Valle d’Aosta sede, unità operativa o domicilio fiscale. La polizza catastrofale riguarda solo chi è iscritto al registro delle imprese.
Il contributo è tassato?
L’avviso non disciplina né il trattamento fiscale né eventuali ritenute. Come qualificarlo e in quale esercizio rilevarlo va deciso con chi tiene la contabilità, sul caso concreto.
Cosa succede se il lavoratore si dimette dopo tre mesi?
Il contributo resta per il lavoro prestato e il resto si revoca. Puoi però sostituirlo entro 120 giorni con una persona che ha gli stessi requisiti, comunicandolo via PEC entro 10 giorni dall’assunzione del sostituto.
Come procedere
- Verifica lavoratore e impresa, anche su un’assunzione o una trasformazione già fatta dal 15 novembre 2025: requisiti alla data dell’assunzione, quota di riserva, DURC, licenziamenti dei 6 mesi precedenti, polizza, plafond.
- Scegli fra Regione e INPS prima di muoverti, e controlla che la RAL copra l’incentivo.
- Invia via PEC, poi segna in calendario le maturazioni e i 60 giorni per chiedere l’erogazione.
Se gestisci anche un negozio di prossimità, la Regione ha una misura distinta, con regole e scadenze proprie, che raccontiamo nella scheda sui contributi agli esercizi di vicinato in Valle d’Aosta. Per le altre misure a fondo perduto c’è il nostro calendario dei bandi a fondo perduto con le scadenze del mese.
Hai assunto, o stai per assumere, una persona con disabilità in Valle d’Aosta? Compila il form in alto e ti ricontattiamo noi di Incentivimpresa, per controllare insieme lavoratore, contratto e plafond prima dell’invio.
Fonte ufficiale: Regione autonoma Valle d’Aosta, provvedimento n. 593 del 31 luglio 2026 con l’avviso pubblico per la concessione di incentivi alle imprese per favorire l’inserimento di persone con disabilità nel mercato del lavoro, anni 2026 e 2027, la pagina dell’avviso sul canale Lavoro della Regione e il modello di domanda. Per il regime il Regolamento (UE) 2023/2831, per il confronto l’art. 13 della legge 12 marzo 1999, n. 68.
Al 26 settembre 2026 la pagina della Regione richiamava ancora il regolamento de minimis del 2013 e datava al 1999 la legge sulle cooperative sociali. Fanno fede provvedimento e modello, che citano il Reg. (UE) 2023/2831 e la legge 8 novembre 1991, n. 381.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link






