Alle 20.50 ad Agrigento si registravano 38,8 gradi, a Fulgatore 38,2. Oggi, 22 luglio, resta alto il pericolo di roghi in tutte le province. Da giovedì sera è atteso il calo termico, ma all’orizzonte potrebbe già profilarsi la quarta ondata di calore.
In Sicilia il caldo non finisce al tramonto. Cambia semplicemente turno.
Dopo giornate con punte vicine ai 46-47 gradi, martedì sera alle 20.50 i termometri segnavano ancora 38,8 gradi ad Agrigento, 38,2 a Fulgatore e nella zona di Sutera, 38,1 a Carini alta. Temperature che altrove sarebbero il massimo di una giornata eccezionale e che nell’Isola, invece, si sono presentate quasi all’ora di cena.
L’estate del 2026 si sta così delineando come una delle più torride e ostinate degli ultimi vent’anni. E la Sicilia, tra incendi, emergenza sanitaria e notti senza refrigerio, continua a pagare il conto più pesante.
A Fulgatore 38,2 gradi dopo le otto di sera
La fotografia della serata restituisce la dimensione dell’anomalia.
Ad Agrigento sono stati registrati 38,8 gradi. A Trapani Fulgatore, stazione del Sistema informativo agrometeorologico siciliano posta a 180 metri di quota, il termometro segnava 38,2 gradi. Stesso valore nella zona di Raffe, a Sutera, nel Nisseno.
A Realmonte, nei pressi della Scala dei Turchi, si registravano 38 gradi, mentre ad Agrigento Scibica erano 37,8. Seguivano Monreale-Ciambra con 37,3, Sciacca con 37 e Partanna con 36,7 gradi.
Non si tratta ancora, tecnicamente, delle temperature minime della notte. Ma il dato mostra quanto lentamente il territorio riesca a disperdere il calore accumulato durante il giorno.
Quando alle nove di sera ci sono ancora quasi 39 gradi, aprire le finestre serve soprattutto a far entrare altro caldo.
Oggi cala la temperatura, ma resta molto alta
Per oggi, mercoledì 22 luglio, il bollettino numero 149 della Protezione civile regionale prevede un sensibile calo dei valori massimi, che resteranno tuttavia da elevati a molto elevati in Sicilia.
I venti soffieranno deboli o moderati dai quadranti settentrionali, mentre l’umidità minima nei bassi strati sarà compresa tra il 20 e il 40 per cento. Le precipitazioni saranno assenti o non rilevanti.
Il sollievo, quindi, sarà relativo. Dopo aver sfiorato i 47 gradi, tornare verso quota 38 o 39 può sembrare quasi una tregua. Ma resta comunque caldo estremo, soprattutto per anziani, bambini, persone con patologie croniche e lavoratori esposti all’aperto.
Rischio incendi alto in tutte le province
La diminuzione delle temperature non chiude neppure l’emergenza incendi.
Per tutte le nove province siciliane – Trapani compresa – la Protezione civile indica per oggi una pericolosità alta e il livello operativo di attenzione.
Le condizioni della vegetazione, ormai secca dopo giorni di calore eccezionale, possono favorire incendi di intensità molto elevata e con propagazione estremamente veloce. Nei Comuni, il livello di attenzione comporta l’attivazione del presidio operativo e delle funzioni tecniche di valutazione e pianificazione.
Dopo i roghi che hanno colpito vaste aree dell’Isola, resta dunque necessario mantenere alta la vigilanza. Basta una scintilla, un mozzicone, una sterpaglia incendiata per “ripulire” un terreno o, naturalmente, la mano di un piromane. Il resto lo fanno vento, siccità e temperature.
Palermo resta in allerta anche giovedì
Sul fronte delle ondate di calore, il bollettino regionale recepisce le previsioni del Ministero della Salute.
Per oggi Palermo, Catania e Messina sono al livello 3, quello previsto quando le condizioni di rischio persistono per almeno tre giorni consecutivi. Le temperature massime percepite indicate sono di 39 gradi a Palermo e Catania e di 38 a Messina.
Per giovedì 23 luglio il rischio dovrebbe scendere al livello 1 a Catania e Messina, mentre Palermo resterà ancora al livello 3, con una temperatura massima percepita di 38 gradi.
Il livello 3 non è soltanto un colore su una cartina: indica condizioni che possono avere effetti negativi anche sulle persone sane e attive, e non più esclusivamente sui soggetti fragili.
La svolta tra giovedì e venerdì
La vera diminuzione delle temperature è attesa dalla serata di giovedì.
Una massa d’aria più fresca proveniente dall’Europa settentrionale dovrebbe raggiungere progressivamente anche il Mezzogiorno e la Sicilia, riportando i valori verso le medie stagionali.
Lo scontro tra l’aria rovente presente sull’Isola e le correnti più fresche potrebbe favorire anche condizioni di instabilità, con possibili rovesci o temporali tra giovedì e venerdì su parte del Sud.
La tregua dovrebbe durare alcuni giorni. Non abbastanza per dimenticare il caldo, ma almeno per tornare a distinguere l’estate da un altoforno.
Una quarta ondata tra fine luglio e agosto?
Le proiezioni a medio termine indicano però un possibile nuovo rialzo delle temperature tra il 30 e il 31 luglio.
Secondo il meteorologo Lorenzo Tedici, il primo fine settimana di agosto potrebbe coincidere con il ritorno dell’anticiclone africano e con l’avvio della quarta ondata di calore della stagione.
Al momento si tratta di una tendenza, non ancora di una previsione definitiva. I modelli oltre i sette-dieci giorni possono cambiare sensibilmente. Le prime indicazioni suggeriscono comunque un episodio forse meno intenso rispetto a quello appena vissuto, ma ancora capace di provocare forte disagio.
Il caldo estremo sta diventando normale
Resta poi la questione più grande: il cambiamento delle estati siciliane.
Ondate di calore più lunghe, notti sempre meno fresche, periodi di siccità e incendi favoriti dalla vegetazione arida non sono più fenomeni isolati. Stanno diventando elementi strutturali della stagione.
Tedici sottolinea come, rispetto agli anni Ottanta, le temperature massime in Italia siano oggi mediamente più elevate. È il motivo per cui valori un tempo considerati eccezionali si presentano con maggiore frequenza e per periodi più lunghi.
Il problema, dunque, non è soltanto sopravvivere alla settimana più calda. È preparare città, servizi sanitari, reti elettriche, sistemi idrici e apparati antincendio a estati che assomiglieranno sempre meno a quelle che ricordiamo.
La temperatura scenderà. L’emergenza, invece, rischia di restare.
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