dalla Puglia un progetto premiato con il Compasso d’Oro


La ricerca e l’innovazione fanno passi da gigante grazie all’utilizzo dei fondi europei, con importanti ripercussioni sulla competitività delle imprese e l’evoluzione delle strutture utilizzate in fabbrica. Una storia di successo arriva da Modugno, in provincia di Bari, dove una nuova soluzione progettata da un ricercatore pugliese ha migliorato sensibilmente la qualità delle procedure lavorative.

E’ il caso dello stabilimento Bosch Tecnologie Diesel. Nella struttura, ogni giorno, gli operai effettuavano consegne manuali di carrelli molto pesanti, fino a mezza tonnellata, adoperando corsie strette. Un lavoro molto duro a livello fisico, per il quale esistevano alternative sul mercato molto rigide e ingombranti. Soluzioni che richiedevano, di fatto, costose modifiche agli impianti. In tanti anni, nonostante la presenza di numerosi ingegneri di talento nelle imprese pugliesi, non si era arrivati ad accedere a progetti avanzati di robotica industriale. Il problema riguardava proprio le risorse a disposizione.

A sbloccare la situazione è stato l’utilizzo del bando Innonetwork co-finanziato con fondi europei FESR. L’azienda Code Architects Automation ha creato un importante partenariato con Politecnico di Bari, Cnr e Bosch. L’innovazione è arrivata grazie alle intuizioni di Ilario De Vincenzo, un giovane ingegnere biscegliese formatori a Politecnico di Bari. Lo studioso è riuscito a progettare una ruota denominata Aptius e, quindi, OmniAgv 4.0, un robot autonomo che può trasportare pesi fino a 500 kg, muoversi in qualsiasi direzione e lavorare 24 ore su 24 senza modificare gli impianti aziendali. Lo stabilimento Bosch, grazie all’invenzione, ha ridotto del 40% i percorsi interni. 

L’invenzione premiata con il Compasso d’Oro

Una soluzione, commercializzata dal Gruppo Tesar e venduta in tutta Italia, che è valsa il prestigioso premio del Compasso d’Oro, ottenuto a Milano il 20 giugno del 2024. Si tratta del più antico premio mondiale di design industriale, vinto per la prima volta da un progetto pugliese. La storia di Ilario De Vincenzo è un esempio di buon utilizzo dei fondi europei: “Lo stabilimento Bosch – racconta – aveva necessità di movimentare in maniera autonoma i carrelli che erano estremamente bassi e stretti. Il concept creato consente di utilizzare cuscinetti più grandi per la ruota. In questo modo i rulli all’interno possono reggere cinque volte i pesi rispetto alla ruota Mecanum” inventata nel 1973. 

De Vincenzo: “Fondamentale ricevere il finanziamento Ue”

“Da progettista – aggiunge – è stato un traguardo molto importante per la mia carriera. Sarebbe stato molto complicato realizzare il progetto senza i fondi europei. L’innovazione si porta dietro una certa quantità di rischio. Le aziende cercano di massimizzare i profitto e minimizzare le incognite. Aver ricevuto questo finanziamento mi ha dato il tempo di ripensare da zero certi concetti. I finanziamenti sono essenziali in un tessuto economico come quello pugliese, fatto di piccole e medie imprese che non possono portare sulle loro spalle un rischio finanziario riguardante progetti innovativi.

Stefano Festa, Ceo di Tesar Automation (Gruppo Tesar) ha spiegato come un bando europeo regionale co-finanziato dalla Ue, abbia consentito di trasformare un problema di logistica in un prodotto di rilievo internazionale: “Grazie a questa spinta – afferma – l’azienda non è solo riuscita a realizzare un prodotto ad hoc per risolvere problemi specifici, ma ha sviluppato concetti di design e tecnologia che hanno portato al conseguimento del Compasso d’Oro. Senza questi fondi non sarebbe stato possibile effettuare il progetto. Ritengo si debba garantire alle imprese una quantità costante di acquisizione di finanziamenti, anche in base all’affidabilità dell’impresa, con un meccanismo premiante verso chi utilizza i fondi.

Il Politecnico di Bari ha rappresentato, in questa storia, un ponte tra conoscenza accademica e industria e il trasferimento tecnologico è stato finanziato dai fondi europei in azione: “Il progetto Aptius – fa notare il professor Giuseppe Carbone, ordinario di Meccanica applicata per PoliBa – rappresenta, a mio avviso, un esempio particolarmente significativo di ciò che può nascere dalla collaborazione tra impresa e università. La ruota, concepita dall’ing. Ilario De Vincenzo, introduce una soluzione originale rispetto alle tradizionali ruote omnidirezionali: attraverso una configurazione modulare con più file di rulli opportunamente sfalsati è possibile combinare elevata capacità di carico, compattezza e continuità del moto, superando alcuni dei compromessi tipici delle soluzioni Mecanum convenzionali. In progetti di questo tipo il contributo dell’università può essere molto importante. La possibilità di affiancare alla capacità progettuale dell’impresa strumenti avanzati di modellazione, analisi e validazione consente spesso di accelerare lo sviluppo, individuare più rapidamente le criticità e incrementare la qualità tecnica della soluzione finale. È proprio questo il valore del trasferimento tecnologico: mettere insieme l’intuizione e la capacità di trasformarla in prodotto proprie dell’impresa con le competenze scientifiche e metodologiche dell’università”.

Carbone: “Ruolo decisivo dei finanziamenti pubblici”

“I risultati ottenuti dal progetto – aggiunge – e i riconoscimenti successivamente ricevuti da OmniAGV, fino al Compasso d’Oro, mostrano come questo tipo di collaborazione possa portare a successi di vera eccellenza. Ed è qui che emerge anche il ruolo decisivo dei finanziamenti pubblici. Sostenere progetti congiunti tra università e imprese significa creare le condizioni perché ricerca, competenze e capacità industriale possano incontrarsi, condividendo anche il rischio inevitabilmente associato allo sviluppo di tecnologie nuove. Quando questo meccanismo funziona, il finanziamento pubblico non è semplicemente un sostegno economico: diventa un moltiplicatore di innovazione, capace di generare prodotti migliori, maggiore competitività per le imprese e ricadute concrete per il territorio” ha concluso il docente.


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