L’Aula occupata finisce con la Polizia: a Cassino va in scena il teatro della protesta

Attaccati alla poltrona. Non per senso del potere ma del gesto teatrale: con cui attirare l’attenzione degli elettori. È dovuta intervenire la Polizia Municipale per ricordare ai Consiglieri comunali Franco Evangelista, Giuseppe Sebastianelli, Arduino Incagnoli (tutti del Gruppo civico Terzo Polo) e Carmine Di Mambro (civico) che l’occupazione d’Aula è reato. Se avessero voluto presidiarla, affare loro ma occorreva dirlo. A nessuno è passato per la testa di trascorrere lì l’intera notte e nemmeno una parte: Sebastianelli, Incagnoli e Di Mambro se ne sono andati; Evangelista ha atteso un altro quarto d’ora.

Cosa è accaduto al termine del Consiglio comunale di questa sera a Cassino? Perché i quattro Consiglieri di minoranza hanno deciso di rimanere in Aula? E perché è dovuta intervenire la polizia? Facciamo qualche giro di lancette indietro.

L’antefatto

Arturo Buongiovanni illustra la mozione sui Giusti

Al termine di un Consiglio comunale tipicamente estivo, dove il principale avversario è stato il caldo ed il maggiore alleato sono state le bustine di Supradyn, la maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Enzo Salera ha deciso di votare a favore di una proposta avanzata dai Consiglieri di Fratelli d’Italia Arturo Buongiovanni, Nora Noury e Silvestro Golini Petrarcone.

Nessun inciucio. La Mozione 34421 messa al punto 10 dell’Ordine del Giorno del Consiglio proponeva “l’istituzione anche a Cassino della Rete dei Giusti con l’intitolazione degli spazi verdi pubblici a personaggi esemplari”. Ad illustrarla è stato Arturo Buongiovanni, spiegando che è auspicabile promuovere la crescita culturale e morale dei cittadini anche attraverso la diffusione dell’esempio di vita lasciatoci da persone valorose che si siano distinte per il loro impegno in difesa dei deboli e dei perseguitati.

L’intervento del sindaco Enzo Salera

In alcuni Comuni è già stato fatto. Buongiovanni ricorda che hanno «già istituito il Giardino dei Giusti, luogo dedicato alla memoria di persone che hanno aiutato le vittime di genocidi, persecuzioni e regimi totalitari. Noi crediamo che Cassino, in linea con la sua naturale vocazione a città promotrice di pace, possa consolidarsi quale luogo di memoria anche attraverso la presenza negli spazi verdi più significativi di luoghi dedicati a figure esemplari che abbiano sostenuto e difeso la pace, la giustizia e l’uguaglianza tra gli uomini e abbiano così promosso la dignità di ogni essere umano».

Una proposta che trova d’accordo anche il sindaco e la sua maggioranza. Mozione accolta.

Lo stop di Terranova

Edilio Terranova invita tutti ad uscire

Si passa al punto 11. È la Mozione 36152 ed a proporla sono i consiglieri di minoranza Franco Evangelista, Giuseppe Sebastianelli, Arduino Incagnoli, cioè l’area di centrodestra che però non vuole avere a che fare con i Partiti. Propone l’individuazione di un’area specifica nel cimitero di Caira per la sepoltura dei defunti di religione islamica. Ma prima che il Terzo Polo possa illustrarla chiede la parola il capogruppo di maggioranza Edilio Terranova. E lo fa per accendere un semaforo rosso.

Dice che non ne può più di quei tre consiglieri e del loro modo di stare in Aula: per Terranova non siedono in Consiglio per amministrare o per controllare chi governa ma solo per avere un riflettore acceso su di loro. E per questo annuncia che lui ed il suo Gruppo lasceranno l’Aula in segno di protesta, invitando anche il resto della maggioranza a fare altrettanto.

Dice Terranova: «Penso che adesso siamo arrivati al capolinea per quanto mi riguarda. I Consiglieri di una parte dell’opposizione forse non sanno che cos’è un’interrogazione e cos’è una mozione. Basterebbe consultare già internet per non cadere in errore. Io penso invece che lo sanno benissimo, ma spesso vengono in Consiglio Comunale solo per fare sceneggiata o meglio una commedia napoletana. Il fine è soltanto quello di voler essere sempre al centro dell’attenzione e dimostrare che ci sono. Volevo ricordargli che questa è la sede del Consiglio Comunale, non altro che un palcoscenico o meno».

Noi ce ne andiamo

A cosa si riferisce Terranova? «Dopo aver presentato tantissime interrogazioni, con argomenti triti e ritriti, spesso cambiando solo qualche virgola, a cui hanno avuto le più ampie risposte, adesso, per poter fare più sceneggiata, hanno trasformato addirittura le stesse interrogazioni in mozioni».

La misura, per lui è colma: «Cara Presidente, le avevo anticipato anche in riunione dei Capigruppo che non sarei rimasto se si continuava a portare in Aula gli stessi argomenti. Pertanto, io, il mio gruppo e spero tutta la maggioranza, abbiamo deciso di non rimanere a sentire ancora parlare degli stessi argomenti triti e ritriti, dove come amministrazione abbiamo ampiamente già dato le risposte». Invita anche gli altri ad uscire.

Non è una questione di forma. ma di sostanza. Per Terranova, i 3 Consiglieri sfruttano il ricorso allo strumento delle mozioni per aggirare il Regolamento: che non prevede la possibilità di discutere insieme interrogazioni e approvazione degli equilibri di Bilancio.

A quel punto scoppia il caos.

Regolamento violato?

L’Aula rimasta vuota

Scoppia non per quello che Edilio Terranova ha detto. Ma perché la presidente del Consiglio Comunale Barbara Di Rollo gli ha consentito di dirlo. In pratica: il cuore della protesta sta nell’ interpretazione del regolamento. Perché la presidente ha dato subito la parola ad Edilio Terranova senza concederla preliminarmente al Consigliere deputato all’illustrazione della mozione, Franco Evangelista.

A quel punto la Consigliera di maggioranza Mercedes Galasso “spegne la luce”: chiede la verifica del numero legale e dimostrare che in Aula non ci sono più abbastanza Consiglieri per poter ritenere valida la seduta.

Ma il trio ha ribadito che ciò doveva avvenire in sede di votazione e non prima, senza avere nemmeno la possibilità di poter illustrare la proposta. Restano seduti lì, da soli: loro ed i dipendenti Comunali. Che chiamano la Polizia: se è un’occupazione è reato, se vogliono presidiare la sala e passarci la notte bisogna organizzarsi. Non ci hanno nemmeno pensato. L’ennesimo titolo senza sostanza lo avevano appena ottenuto.


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