Delfin, Luca e Paola Del Vecchio presentano il conto: vogliono 500 milioni da Leonardo Maria


di
Giuliana Ferraino e Daniela Polizzi

Pronta una lettera dei legali dei due fratelli che chiede il pagamento della penale per il mancato acquisto delle due quote che, complessivamente, valgono il 25 per cento della cassaforte di famiglia

Martedì 22 settembre il giudice lussemburghese si esprimerà sulla richiesta di Delfin di prorogare di altri 6 mesi i tempi per la prelazione sulle quote azionarie di Leonardo Maria e Clemente Del Vecchio e Rocco Basilico. I tre fratelli avevano fatto domanda di trasferire la quota del 12,5% in veicoli societari personali, come già ottenuto ad agosto da Luca e Paola.
Sulle quote di Luca e Paola, Leonardo Maria Del Vecchio aveva esercitato la prelazione, firmando con i due fratelli un contratto per acquistarle a un valore di 10 miliardi complessivi. L’operazione non è mai andata a buon fine per l’impossibilità di ottenere dalle banche i finanziamenti necessari. Uno degli ostacoli era rappresentato dalle garanzie: le quote detenute a titolo personale dagli eredi non potevano essere utilizzate a questo scopo. Nel contratto di compravendita era però prevista una clausola che imponeva una penale di 500 milioni totali nel caso in cui l’operazione non fosse stata perfezionata. Nell’accordo, infatti, mancava una clausola che subordinasse l’acquisto al finanziamento.

Richieste

Ora Luca e Paola si preparano a far valere i loro diritti. I loro avvocati avrebbero pronta una lettera per invitare Lmdv a rispettare il contratto e quindi pagare 250 milioni a testa ai due fratelli venditori. Ma fonti vicine a Lmdv parlano della possibilità di aprire un arbitrato per cercare una ricomposizione con Luca e Paola. Il terreno per un accordo potrebbe essere la governance: Leonardo Maria potrebbe offrire di avvicinarsi alle richieste dei due fratelli per una modifica dello statuto, una volontà condivisa anche da Clemente e Rocco Basilico.





















































È uno dei nodi irrisolti dalla morte di Leonardo Del Vecchio, nel giugno 2022. Paola, Luca e Clemente hanno accettato il testamento con beneficio d’inventario, impedendo finora la chiusura della successione. L’obiettivo è cambiare le regole di governance di Delfin, il cui cda è nominato a vita.
Un esborso di 500 milioni in questo momento per Lmdv appare particolarmente complesso considerato il peso del suo indebitamento personale, di oltre 1,3 miliardi. Tra le esposizioni 650 milioni erogati da Unicredit, 350 milioni da Indosuez (Crédit Agricole), 110 milioni da Alba Leasing e 120 milioni di crediti di firma.

Altri finanziamenti

Ai finanziamenti si aggiungerebbero circa 200 milioni sottoscritti con una società di private debt, la cui prima rata di rimborso sarebbe scaduta all’inizio di settembre. Lmdv avrebbe però ottenuto un allungamento dei tempi, a condizioni più onerose. Intanto, Leonardo Maria avrebbe interrotto il negoziato con il fondo americano Apollo, avviato in primavera.
Ad affiancarlo in questa fase, sarebbe sceso in campo Roberto Cappelli dello studio legale Cappelli Rccd, tra i migliori specialisti in corporate e M&A, advisor tra gli altri del ceo di Unicredit, Andrea Orcel.

Nel frattempo, EssilorLuxottica ha ridisegnato la prima linea manageriale. A luglio, prima dell’addio di Leonardo Maria, il chief operating officer Davide Schinetti ha assunto anche la responsabilità delle attività di ricerca e sviluppo, mentre Chrystel Barranger è stata nominata a capo delle strategie di marketing e commerciali del gruppo.

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8 settembre 2026 ( modifica il 8 settembre 2026 | 08:13)


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