Dice trentatré l’edizione numero 16 di Cortona On The Move, tra i più longevi e strutturati festival italiani ed europei di fotografia, che si consolida quale preziosa tappa dell’estate culturale del Bel Paese. Ben trentatré mostre pure a confermare da subito una corsa al gigantismo espositivo che sembra ormai tendenza ineluttabile per queste manifestazioni, più competizione tra organizzatori che richiesta del pubblico (in molti preferirebbero meno esposizioni ma ciascuna con più spazio a disposizione). Ma vediamo.
Cortona On The Move 2026
Tema dell’edizione 2026 con la nuova direzione artistica di Renata Ferri è Beautiful Country (che dà il nome anche all’omonimo doppio catalogo, edito da Allemandi), un’indagine sull’Italia degli ultimi decenni: “atlante visivo aperto, un viaggio di viaggi in cui la fotografia diventa strumento di esplorazione critica e poetica”. Un po’ inchiesta un po’ Grand Tour, l’operazione ha il suo cuore soprattutto in Peninsula, progetto ideato da Ferri e prodotto dal festival in partnership con Intesa Sanpaolo, Gallerie d’Italia e Fondazione CR Firenze a coinvolgere dieci tra fotografe e fotografi (tutti nati negli Anni Ottanta e Novanta) e cioè Arianna Arcara, Fabio Barile, Marina Caneve, Federico Clavarino, Matteo De Mayda, Giorgio Di Noto, Alessandro Imbriaco, Rachele Maistrello, Giulia Parlato, Giovanna Silva per raccontare territori fisici e simbolici del paesaggio nazionale contemporaneo. Persino ovvio il riferimento al seminale Viaggio in Italia di Luigi Ghirri e compagni (1984), ma la sottolineatura va tutta alla scelta di uno strumento che andrebbe maggiormente ripreso e ampliato – la committenza, già usato nelle passate edizioni ma non con questa convinzione – capace al contempo di sostenere un tessuto creativo forse mai così fragile (i fotografi), incrementare le collezioni, stimolare investimenti privati e pubblici (da parte di aziende, fondazioni, istituzioni), attivare un dialogo reale con il mondo in costante crescita (almeno quello ma, con l’IA non alle porte ma già dentro l’offerta fotografica attuale, fino a quando?) degli appassionati. Con quali risultati?
La mostra “Peninsula” a Cortona On The Move 2026
Autrici e autori dei dieci lavori che compongono Peninsula hanno ciascuno potuto beneficiare di un fee di appena 3mila euro, oltre naturalmente alla produzione della mostra. Ma a contare in questi casi sono la visibilità e il segnale al comparto, che indica insomma anche una strada ai festival fotografici in Italia in crescita impetuosa con oltre ottanta manifestazioni, molte delle quali sorte negli ultimi anni. Intanto Cortona segna nel 2026 l’ingresso dell’Eni nella compagine degli sponsor, una presenza pesante e già confermata per l’edizione a venire. Colori tenui, contrasto generalmente lieve, atmosfere sospese e la visione poetica (magari in bianco e nero) anche nei racconti più complessi. Dalla compagine di questo nuovo Viaggio in Italia la lezione ghirriana pare ben digerita e fatta propria, ma oggi lo sguardo si è arricchito di curiosità verso il mondo della ricerca, di libertà espressiva, di attenzione al sé, di contaminazioni con altri linguaggi artistici tanto in fase di ripresa che di allestimento, di sensibilità verso la crisi ambientale e molto altro. Dalle sale della Fortezza del Girifalco, dove la collettiva è arroccata, si esce insomma con un quadro più preciso e omogeneo e in definitiva ottimistico di una parte importante della fotografia italiana contemporanea. E ciò tenendo conto degli esclusi – “naturalmente tanti”, dice Renata Ferri, “e poi ho considerato solo chi stava lavorando sull’Italia” – e dei solisti, cioè fuori dal coro, e di emergenti e mid-career non considerati per ragioni di età.

La mostra di Joel Sternfeld per Cortona On The Move 2026
Campagna romana di Joel Sternfeld, nei locali sotterranei (e perciò bui e freschi, i più ambiti dalle mostre di domani? Ne sanno qualcosa le gigantografie di Luca Campigotto, seminate lungo la Via Crucis bersagliata da un sole ormai africano) della Cannoniera del Girifalco, è il magnifico esordio di Beautiful Country e non poteva essere altrimenti. Realizzato tra il 1989 e il 1991 e singolarmente mai esposto prima d’ora in Italia, il lavoro del maestro americano sulle rovine dell’impero e non solo congeda le cartoline e le suggestioni del Viaggio di Goethe aprendo allo sguardo contemporaneo e agli scorci di via del Mandrione, del parco degli Acquedotti, dei palazzoni dell’immensa periferia capitolina.

Cosa non perdere a Cortona On The Move 2026
Fortezza a parte, dove sono altri lavori tra bastioni e i magnifici spazi esterni, tutto il resto del Festival è al solito distribuito tra la sede principale di Palazzo Baldelli e altre location, tra cui opportuna conferma è la stazione di Camucia nell’omonima frazione moderna ai piedi del colle di Cortona. L’anno scorso i suoi muri screpolati ospitavano la vibrante Family trilogy di Christopher Anderson, quest’anno tocca ai racconti rave di Chiara Fossati e Mattia Zoppellaro. Belle novità sono invece in pieno centro il Palazzo Anderini che ospita Sonata di Aaron Schuman e, soprattutto, l’intensa Italian Story dell’americana Andrea Modica. E pure il Palazzo Vannozzi che finalmente ospita un bookshop adeguato, altra novità di rilievo, affidato alla libreria romana Leporello di Chiara Capodici: il posto giusto per cercare titoli altrimenti introvabili e soprattutto constatare l’esuberante, tenace vitalità del libro fotografico.
Del labirinto a più piani di Palazzo Baldelli, dove tornare a più riprese per evitare di perdersi qualcosa (la segnaletica interna è migliorabile) e non rischiare il calo di attenzione da affollamento di mostre, ci limitiamo a citare qualche proposta. Le foto del progetto Groundswell cofinanziato dall’UE sulla crisi ambientale (al piano terra, chiedete ch’è facilissimo perderselo). Il Paesaggio Inverso di Silvia Camporesi, autrice del momento. Gli autoritratti della canadese Kourtney Roy a Napoli (sua la chioma bionda del manifesto del Festival). L’aggiornamento al generale Vannacci di Realpolitik del duo Santese/Valli. La sorrentiniana Perfetta bellezza di Candida Hofer. Le mozzarelle/Cosmogonie del solista Antonio Biasiucci, nel buio di una multivisione emozionante. I meticolosi, immaginifici Diorami del giapponese Sohei Nishino. E molto altro ci sarebbe da dire.
Il successo di Cortona On The Move 2026
Vista la potenza di fuoco, è chiaro che il Festival si confermi uno degli osservatori privilegiati per capire dove sta andando la fotografia italiana e internazionale. E la direzione artistica competente ed energica di Renata Ferri, con la sua provenienza dal mondo antico ma pensante della carta stampata, sembra un tentativo intelligente di mantenerla entro i binari della sua identità e storia rafforzando quella voce che racconta di noi da due secoli tondi. E sì, ce n’è ancora bisogno.
Giulio Ielardi
Cortona // fino al 1° novembre
Cortona On The Move
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