Il taglio del nastro riguarda un’opera già conclusa. Attorno al fabbricato proseguono invece altri interventi sorretti da bilanci autonomi. Anche affidamenti e scadenze seguono pratiche separate. Separarli evita di attribuire al centro sociale la spesa del chiosco o di confondere l’apertura dei locali con la fine della depavimentazione.
Il comparto 4 concentra oggi quattro pratiche pubbliche: la sostituzione dell’edificio bruciato, l’assegnazione dell’aula ambientale, l’avvio del futuro punto di ristoro e il passaggio dell’ex strada a terreno verde. Ciascuna produce effetti diversi per chi frequenta la Riserva.
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Il fabbricato torna nel punto colpito dal rogo
L’incendio del 2021 compromise soprattutto il comparto 5 e lambì i comparti 3 e 4. Nel quarto settore le fiamme raggiunsero il centro didattico destinato anche ad altri usi e lo distrussero interamente. Il manufatto consegnato nel luglio 2026 occupa il luogo di un servizio già presente prima del disastro.
La cerimonia ha riunito il sindaco Carlo Masci, l’assessore Gianni Santilli, il consigliere Loris Mazzioli, la dirigente Emilia Fino e il responsabile comunale Mario Caudullo. I nominativi compaiono anche nella cronaca di Abruzzo Popolare. La presenza dei responsabili politici e amministrativi chiude la vicenda edilizia e apre quella dell’uso quotidiano, affidata a regole che dovranno disciplinare accessi e custodia. La manutenzione segue la responsabilità patrimoniale del Comune.
La parola casetta, impiegata durante l’inaugurazione, descrive l’aspetto del fabbricato. Gli atti lo qualificano come manufatto polifunzionale. Tale denominazione conta sul piano amministrativo: l’immobile accoglie attività differenti e appartiene stabilmente al patrimonio comunale.
Dal sinistro alla consegna, cinque anni negli atti
Il Comune aprì il sinistro assicurativo il 2 agosto 2021, ventiquattro ore dopo l’incendio. La liquidazione complessiva dei danni fu fissata a 1,2 milioni di euro con una deliberazione dell’ottobre 2022. L’intera somma risulta incassata nello stesso anno.
Il progetto di fattibilità del manufatto ottenne l’approvazione il 23 febbraio 2023. Seguì l’autorizzazione paesaggistica 131/2023, rilasciata il 5 ottobre per la costruzione all’interno della Riserva. La giunta approvò il progetto esecutivo il 22 agosto 2024. Il 4 febbraio 2025 il Comune pubblicò l’avviso di avvio della procedura negoziata, con scadenza fissata al 13 febbraio.
Fra l’apertura del sinistro e la riconsegna sono trascorsi poco meno di cinque anni. La durata comprende liquidazione assicurativa, progettazione, autorizzazione paesaggistica, gara ed esecuzione. Il contratto assegnava ai lavori 240 giorni naturali consecutivi dal verbale di avvio, un intervallo che riguarda il cantiere e non l’intera trafila amministrativa.
La tutela paesaggistica ha preceduto la gara
La Pineta Dannunziana è una Riserva regionale istituita dalla legge abruzzese 96 del 2000. Il piano di assetto della Riserva, indicato con la sigla PAN, affida l’amministrazione al Comune di Pescara e fissa il perimetro catastale in 56 ettari.
La riedificazione nel comparto 4 richiedeva un esame paesaggistico dedicato. Il provvedimento 131/2023 fu emesso secondo l’articolo 146 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. L’atto riguarda l’inserimento del manufatto nell’area protetta e precede sia l’approvazione esecutiva sia la gara.
La sequenza chiarisce il tempo trascorso fra il risarcimento e il cantiere. La disponibilità finanziaria non autorizzava da sola l’opera dentro la Riserva. Il Comune doveva ottenere il via libera paesaggistico e completare la progettazione. La scelta dell’impresa arrivava soltanto dopo quei due adempimenti.
Ai lavori vanno 190.194,39 euro
Il totale indicato in apertura comprende voci che non finiscono tutte nella costruzione. L’appalto dei lavori ammonta a 190.194,39 euro, pari al 79,25 per cento dello stanziamento. La base soggetta a ribasso vale 151.254,74 euro. La quota per la manodopera, esclusa dal ribasso, è fissata in 31.161,54 euro. Gli oneri per la sicurezza aggiungono 7.778,11 euro.
Le somme tenute dall’amministrazione valgono 49.805,61 euro. Comprendono 25.346,64 euro per progettazione esecutiva, direzione dei lavori, coordinamento della sicurezza e certificato di regolare esecuzione. L’IVA sui lavori assorbe 19.019,44 euro. Il contributo ANAC è di 250 euro. Accantonamenti e imprevisti completano il bilancio con 5.189,53 euro.
La spesa pubblicata non coincide con il prezzo della carpenteria. Dentro la cifra convivono lavorazioni, imposte, attività professionali e riserve contabili. Senza questa scomposizione un calcolo al metro quadrato produrrebbe un numero fuorviante. La superficie del fabbricato non è stata resa pubblica nei materiali della consegna e manca comunque il denominatore per quel confronto.
La struttura in legno assorbe il 56,02 per cento
La categoria prevalente dell’appalto è la OS32, riservata alle strutture in legno. Vale 106.551,53 euro. Le opere edili classificate OG1 ammontano a 59.948,71 euro e coprono il 31,52 per cento. Gli impianti OG11 raggiungono 23.694,15 euro, pari al 12,46 per cento.
Le percentuali descrivono un edificio che richiede molto più della posa di pareti lignee. Fondazioni, finiture, collegamenti e dotazioni impiantistiche assorbono quasi il 44 per cento delle lavorazioni. Il dato ridimensiona l’immagine di una costruzione prefabbricata montata in pochi giorni e mostra la consistenza del cantiere affidato.
La procedura negoziata doveva coinvolgere almeno cinque operatori, ove presenti. La preselezione chiedeva esperienze recenti in manufatti di legno per almeno 100.000 euro nel triennio precedente. Il requisito serviva a selezionare imprese già abituate alla categoria dominante dell’opera.
Il centro utilizza una parte del risarcimento
Il finanziamento del fabbricato proviene dalla liquidazione assicurativa seguita all’incendio. La somma impiegata nel comparto 4 rappresenta un quinto del risarcimento complessivo da 1,2 milioni. La relazione contabile non autorizza a classificare il restante milione come avanzo disponibile per il medesimo cantiere: la polizza copriva l’insieme dei danni prodotti dal rogo nella Pineta.
Il capitolo di bilancio usato per l’opera è dedicato agli interventi nel comparto della Pineta Dannunziana e alla riedificazione del centro didattico. La dicitura conserva la destinazione storica dell’edificio anche se l’uso attuale comprende una sala sociale per gli anziani.
La sala restituisce una sede agli anziani
Gli anziani frequentavano il fabbricato precedente e tornano nello stesso settore dopo gli anni trascorsi senza quella sede. Le attività annunciate coprono incontri sociali, iniziative culturali, ricreazione, sport e tempo libero. Il nuovo locale ripristina una consuetudine preesistente anziché inaugurare un servizio mai sperimentato.
La continuità d’uso produce un vantaggio misurabile. Un gruppo presente con regolarità intercetta infiltrazioni, guasti, usura e danneggiamenti prima che si accumulino. Tale sorveglianza spontanea affianca la manutenzione comunale senza sostituirla. Il bene resta sotto responsabilità dell’ente.
Gli atti divulgati il 10 luglio non indicano l’associazione degli anziani titolare degli spazi. Non compaiono l’orario di apertura e le modalità di consegna delle chiavi. La destinazione è definita. Il regime quotidiano richiede ancora un provvedimento consultabile.
L’aula ambientale è pronta, il gestore deve essere scelto
L’altra porzione del manufatto contiene già un’aula destinata a formazione e divulgazione sulla Pineta. L’associazione incaricata sarà individuata mediante le procedure di legge. Il 10 luglio non risultava ancora nominato alcun soggetto.
La selezione stabilirà chi apre la sala e organizza gli incontri. La custodia durante le attività ricadrà sul soggetto incaricato. Dovrà anche disciplinare l’accesso di scuole, gruppi giovanili, famiglie e visitatori adulti. Le comunicazioni parlano di ragazzi senza riservare l’aula in esclusiva agli istituti scolastici.
Nessun calendario didattico è stato pubblicato. Mancano anche capienza, arredi, dotazione audiovisiva e modalità di prenotazione. La disponibilità fisica dell’aula precede l’avvio del programma educativo. Agenparl conferma la scelta futura dell’associazione senza attribuire incarichi già conclusi.
I due campi da bocce sono accessibili
I campi collocati accanto al fabbricato risultano fruibili dalla giornata della consegna. La parola usata nelle comunicazioni attesta la disponibilità materiale degli impianti. Non assegna orari, prenotazioni, regole di accesso o tariffe e non identifica un custode.
L’ingresso nella Riserva è libero. Per i campi serve comunque distinguere l’ingresso nel parco dall’uso organizzato della dotazione sportiva. Al 12 luglio non compare un regolamento dedicato che stabilisca turni, precedenze fra gruppi, custodia o responsabilità per l’attrezzatura.
La vicinanza alla sala degli anziani crea una relazione immediata fra sede e attività all’aperto. Un eventuale calendario comune eviterebbe sovrapposizioni e renderebbe leggibile la disponibilità dei campi anche a chi non appartiene all’associazione assegnataria.
Il chiosco-bar segue un affidamento separato
Il secondo fabbricato, costruito in legno e vetro, appartiene a un’altra pratica e dispone di uno stanziamento autonomo. La separazione fra le due opere coincide con le cifre pubblicate da Notizie d’Abruzzo. Accorpare gli importi attribuirebbe una spesa inesatta al centro appena riconsegnato.
La destinazione a chiosco-bar descrive l’uso previsto del locale. L’esercizio commerciale richiede un concessionario e i titoli necessari alla somministrazione. Il materiale diffuso per l’inaugurazione non nomina l’operatore. Non fissa una data di apertura e non pubblica orari.
La futura concessione dovrà regolare manutenzione, utenze, pulizia dell’area esterna e rapporto con i frequentatori della Riserva. Finché l’affidamento non diventa pubblico, il fabbricato rimane una dotazione pronta per un servizio ancora da attivare.
La strada è stata spostata prima della depavimentazione
Via della Bonifica attraversava la Pineta e teneva separati i comparti 4 e 5. La chiusura permanente al traffico ha liberato la sede stradale. Subito dopo sono partite la rimozione della vecchia recinzione del quinto comparto e la demolizione di asfalto e cemento.
La scelta funziona perché la circolazione dispone già di un itinerario sostitutivo. Una carreggiata ancora necessaria agli spostamenti non avrebbe potuto perdere il manto. Il cantiere ambientale nasce da una modifica viaria completata prima dell’intervento sul terreno.
Il rapporto causale fra mobilità e parco evita un equivoco frequente. L’ex strada non viene chiusa soltanto per creare un’area pedonale. Il piano elimina la sua funzione automobilistica e incorpora fisicamente la superficie nei settori della Riserva.
Via Pantini assorbe il traffico proveniente da sud
Via Pantini è passata al doppio senso di marcia. La rotatoria attivata nell’area connette via Pantini, via Silone, via della Bonifica e via Nazionale Adriatica Sud. I veicoli in arrivo da Francavilla al Mare e diretti verso il centro di Pescara seguono il nuovo asse.
Il Comune di Pescara inserisce il riassetto in un finanziamento da 6,8 milioni di euro del Ministero dei Trasporti. Lo stesso programma comprende la nuova uscita di Pescara Sud dalla circonvallazione e la demolizione del vecchio svincolo a trombetta. La depavimentazione sfrutta un’opera di mobilità più ampia della sola Pineta.
Per residenti e pendolari la variazione ha effetto immediato. Via della Bonifica non offre più un attraversamento veicolare interno. L’accesso da sud al centro città richiede il passaggio su via Pantini anche quando i lavori sul verde saranno conclusi.
La superficie recuperata equivale a due ettari
I 20.000 metri quadrati annunciati corrispondono a due ettari. La Riserva è indicata dal Comune in 56 ettari. La porzione sottratta alla pavimentazione equivale a circa il 3,6 per cento della superficie complessiva.
Il rapporto percentuale serve a misurare l’ordine di grandezza. Due ettari dentro un parco urbano rappresentano una fascia estesa quanto circa tre campi da calcio regolamentari, senza usare tale paragone come misura catastale. La trasformazione interessa un corridoio già interno al sistema dei comparti.
La cifra di 20.000 metri quadrati è presentata come stima. Il calcolo percentuale mantiene perciò la stessa approssimazione e non sostituisce un rilievo finale delle aree rinaturalizzate al termine dei lavori.
I confini giuridici non vengono spostati
L’espressione ampliamento della Pineta descrive il recupero di superficie verde e la riunione dei comparti. Gli atti consultati non modificano il perimetro legale della Riserva istituita dalla Regione. La trasformazione avviene all’interno dell’area urbana già organizzata attorno ai settori 4 e 5.
La novità sta nella continuità fisica. Recinzione e carreggiata formavano due interruzioni. La loro rimozione ricuce lo spazio percorribile e riduce la superficie impermeabile. Sul piano catastale e normativo serve un atto distinto per cambiare il confine, provvedimento che non compare nel dossier della depavimentazione.
La parola accorpamento descrive la trasformazione materiale con maggiore fedeltà. Il parco guadagna terreno utilizzabile senza acquisire una particella esterna.
Tolto il manto, il sottofondo deve tornare terreno
La demolizione dell’asfalto rende visibile il tracciato dell’ex strada ma non conclude il recupero ecologico. Sotto la pavimentazione rimane uno strato compattato costruito per sostenere i veicoli. La rinaturalizzazione richiede la rimozione dei materiali incompatibili, la decompattazione del fondo, la sistemazione delle quote e l’apporto di terreno adatto alla vegetazione.
La conformazione finale dovrà evitare ristagni e convogliare l’acqua piovana senza alterarne il deflusso. Solo dopo tali lavorazioni il corridoio entrerà nella vita biologica del parco. La semina o la messa a dimora rappresentano l’ultimo tratto visibile di un lavoro che comincia sotto la superficie.
La depavimentazione urbana interviene anche sul calore accumulato dai materiali minerali. Sul rapporto fra asfalto, permeabilità, suolo e temperature cittadine abbiamo pubblicato un contributo dedicato a caldo urbano e restituzione del terreno permeabile. Nel comparto 4 quel principio assume una dimensione misurabile.
La finestra del 2027 riguarda il verde
La data annunciata fra primavera e inizio estate 2027 appartiene ai lavori sull’ex via della Bonifica. Il fabbricato sociale è già stato consegnato e i campi da bocce risultano utilizzabili. Le due scadenze convivono nello stesso luogo senza coincidere.
La distinzione incide sull’esperienza dei visitatori. Le attività dentro la struttura possono partire prima della sistemazione definitiva del corridoio verde, compatibilmente con la sicurezza del cantiere. L’area continuerà a presentare settori aperti e tratti sottoposti a lavorazione.
Non è stata comunicata una singola giornata conclusiva. La finestra stagionale lascia margine alle lavorazioni sul terreno e alla risposta della vegetazione. L’eventuale apertura integrale dei due comparti richiederà la chiusura formale del cantiere.
Il nuovo assetto direttivo entra nella vita del comparto
Pochi giorni prima dell’inaugurazione il consiglio comunale ha approvato l’organizzazione direttiva della Riserva. L’organo amministrativo rimane dentro il Comune e comprende un ufficio dedicato con un direttore. Una commissione consultiva affiancherà l’ente senza pareri vincolanti.
Nella commissione siedono il sindaco o un delegato, un rappresentante dell’Università d’Annunzio, esponenti degli ordini di agronomi e forestali e associazioni ambientali riconosciute. Gli incarichi non prevedono compensi. Un emendamento approvato all’unanimità impone una relazione annuale al consiglio comunale. Il confronto consiliare è stato seguito anche da Rete8.
Il comparto 4 offre al nuovo assetto un caso immediato. Aula ambientale, sala sociale, campi e corridoio rinaturalizzato richiedono decisioni coordinate su accessi e manutenzione. La relazione annuale darà al consiglio la sede per controllare l’uso effettivo dei beni appena consegnati.
Gli atti ancora attesi riguardano l’uso quotidiano
La parte edilizia dispone di importi, categorie di lavoro, scadenze e provvedimenti datati. L’uso dei servizi presenta invece spazi ancora senza disciplina pubblicata. Non sono comparsi l’avviso per l’associazione ambientale. Non compaiono neppure il provvedimento di assegnazione della sala anziani e il regolamento dei campi da bocce.
Per il chiosco mancano concessionario e avvio commerciale. Per la depavimentazione manca il giorno finale, sostituito da una finestra stagionale. Tali assenze non cancellano quanto già realizzato. Indicano quali documenti serviranno ai cittadini per conoscere orari, prenotazioni, responsabilità e condizioni di accesso.
Il controllo pubblico diventerà più agevole quando ogni attività avrà un referente nominato e un calendario consultabile. Fino ad allora la fruibilità materiale dei luoghi precede la loro organizzazione quotidiana.
Il comparto si misurerà nei giorni ordinari
L’inaugurazione certifica la consegna del manufatto. La riuscita del recupero emergerà dalle aperture effettive, dalla frequenza dell’aula, dalla regolarità degli affidamenti e dalla manutenzione dei campi. Anche il corridoio verde avrà un indicatore visibile: la capacità del terreno di assorbire acqua e sostenere vegetazione dopo anni di traffico.
Le opere oggi separate finiranno per condividere lo stesso spazio. Gli anziani useranno la sala vicino al cantiere verde e i ragazzi entreranno nell’aula. Il futuro chiosco servirà i visitatori. Il corridoio rinaturalizzato collegherà attività oggi separate. Regole pubbliche ben scritte impediranno che una destinazione prevalga sulle altre.
Il comparto 4 torna a essere abitato prima che ogni intervento sia terminato. È la condizione più esigente per l’amministrazione comunale: aprire ciò che è pronto e proteggere chi frequenta l’area durante il completamento del suolo.
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Junior Cristarella
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