Bolzano, LEA prevenzione a 59: coperture vaccinali basse


Uno scarto di un punto produce un esito formale netto: la macroarea della prevenzione rimane sotto l’intervallo di garanzia. I punteggi ottenuti nel distretto e negli ospedali conservano il proprio esito senza compensare il 59. La regola ministeriale giudica ogni macroarea per conto proprio.

Due scale separate: 59 è il voto della macroarea. L’87,11% e 90,22% sono coperture della coorte 2022 rilevate al 31 dicembre 2024. Trattarle come cifre equivalenti porterebbe a un errore.

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Il verdetto ministeriale per Bolzano

Il prospetto pubblicato dal Ministero della Salute il 10 luglio 2026 assegna a Bolzano 59 nella prevenzione, 83 nell’assistenza distrettuale e 64 nell’assistenza ospedaliera. L’iter si era chiuso il 14 maggio davanti al Comitato LEA. I numeri riguardano le prestazioni erogate nel 2024 e arrivano dopo la raccolta e il consolidamento dei flussi sanitari, seguiti dal vaglio del Comitato LEA.


Le eccezioni nazionali sono Bolzano e Sicilia per la prevenzione, con la Calabria sotto soglia nel distretto. La Sicilia ottiene 49 nella prima macroarea e la Calabria 52 nella seconda. Tutti i territori raggiungono almeno 60 negli ospedali. Bolzano manca il requisito per un solo punto ma l’esito binario rimane quello di insufficienza.

Come viene formato il 59

Ogni misura CORE riceve un punteggio da zero a cento attraverso una funzione di valorizzazione approvata dal Comitato LEA. La misura osservata viene confrontata con riferimenti nazionali e soglie proprie del singolo parametro. Il sistema applica anche premi o penalità legati all’andamento nel tempo e alla variabilità interna alla Regione o alla Provincia autonoma. Il set 2024 comprende 27 misure: sei per la prevenzione, dieci per il distretto, nove per gli ospedali, una per l’equità e una per i PDTA.

La macroarea nasce dalla media pesata dei punteggi finali delle misure che la compongono. Quota 60 apre l’intervallo di garanzia. Un risultato alto nel distretto non assorbe un’insufficienza nella prevenzione e lo stesso vale per gli ospedali. La cifra 59 non esprime la quota di residenti vaccinati né una media aritmetica delle percentuali pubblicate nei prospetti vaccinali.

Sei misure compongono la prevenzione

Nel 2024 il nucleo CORE della prevenzione comprende sei misure. P01C riguarda il completamento entro i 24 mesi del ciclo di base a tre dosi contro polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse e Hib. P02C riguarda la prima dose contro morbillo, parotite e rosolia entro la stessa età.

Le altre misure coprono attività differenti. P10Z segue le anagrafi animali, l’alimentazione zootecnica e la somministrazione di farmaci negli allevamenti. P12Z misura i controlli su sostanze illecite, residui, contaminanti, fitofarmaci e additivi negli alimenti di origine animale e vegetale. P14C raccoglie una misura composita sugli stili di vita. P15C valuta l’adesione ai programmi organizzati per lo screening della cervice uterina, del colon-retto e della mammella. Il 59 riassume un campo più vasto delle sole vaccinazioni.


L’Azienda sanitaria lega lo scarto alle adesioni

L’Azienda sanitaria dell’Alto Adige attribuisce il punteggio basso della prevenzione alla partecipazione limitata alle vaccinazioni. La comunicazione richiama campagne già svolte per l’antinfluenzale e per i vaccini dell’infanzia. La stessa motivazione compare nella cronaca ANSA del 10 luglio.

L’attribuzione aziendale individua il settore su cui intervenire. La pubblicazione nazionale omette il punteggio provinciale di P01C e P02C. Manca la quota numerica che ciascuna delle due misure vaccinali ha apportato al 59. Nessun documento oggi disponibile autorizza a sommare le coperture grezze o ad assegnare alle vaccinazioni l’intero scarto della macroarea.

Polio all’87,11% nella coorte 2022

La rilevazione nazionale al 31 dicembre 2024 colloca la copertura antipolio dei nati nel 2022 all’87,11% in Alto Adige. La percentuale è usata come riferimento per il ciclo esavalente. Nella stessa riga provinciale compaiono 87,09% per difterite e tetano, 87,07% per pertosse, 87,20% per epatite B e 87,09% per Hib. La compattezza di queste percentuali riflette la somministrazione con preparati combinati.

Il traguardo raccomandato dall’Organizzazione mondiale della sanità per polio e morbillo è il 95%. Bolzano rimane a 7,89 punti percentuali da quella quota. Dalla media italiana del 94,45% la separano 7,34 punti. Il distacco dal 95,38% di Trento arriva a 8,27. Bolzano rientra fra le due amministrazioni con copertura antipolio inferiore al 90% nella coorte 2022, un conteggio confermato anche da ISS Epicentro.

Una percentuale dell’87,11% conta i bambini inclusi nel numeratore previsto dalla rilevazione. Non separa chi è privo di dosi da chi ha iniziato il ciclo senza completarlo e non registra nella stessa riga il motivo del ritardo. Per organizzare i richiami occorrono la dose eseguita e l’età. La data di convocazione e il comprensorio sanitario completano l’informazione.


Morbillo al 90,22% e componenti MPR vicine

Per la prima dose contro il morbillo la coorte 2022 raggiunge il 90,22%. Parotite e rosolia segnano 90,46% e 90,20%. La varicella arriva al 90,39%. La vicinanza fra le componenti MPR deriva dall’impiego del vaccino combinato e consente di leggere la tenuta del ciclo senza confondere le singole malattie.

Per il morbillo mancano 4,78 punti al 95%. La media italiana del 94,77% supera Bolzano di 4,55 punti e Trento, al 95,65%, la supera di 5,43. Bolzano oltrepassa il 90% di appena 0,22 punti. Nel conteggio nazionale una sola amministrazione scende sotto quella fascia. La distanza dal traguardo conserva un peso epidemiologico netto per una malattia ad alta trasmissibilità.

Pneumococco, rotavirus e meningococchi nella coorte 2022

Il prospetto nazionale riporta anche le vaccinazioni raccomandate dell’infanzia. In Alto Adige la coorte 2022 raggiunge 81,24% per pneumococco, 50,52% per rotavirus, 56,21% per meningococco B e 76,36% per meningococco ACWY. Numero di dosi e finestre temporali variano fra i vaccini e impediscono un confronto meccanico delle quattro percentuali.

Queste coperture non compongono P01C o P02C. Mostrano una distanza che supera il perimetro esavalente-MPR e coinvolge offerte con calendari diversi. Il recupero richiede convocazioni commisurate alle dosi già registrate per ogni bambino, evitando di trattare allo stesso modo chi deve iniziare un ciclo e chi deve completarlo.

Tabella annuale e calcolo AVN seguono tempi diversi

Le percentuali al 31 dicembre sono una fotografia aggregata delle coperture regionali per coorte di nascita. Le etichette a 24, 36 o 48 mesi semplificano finestre che includono bambini con età differenti nel giorno dell’estrazione. Il prospetto serve a confrontare territori e annate ma non coincide con il calcolo NSG effettuato al compimento esatto dei 24 mesi.


P01C usa l’Anagrafe vaccinale nazionale per rapportare i bambini che hanno completato le tre dosi del ciclo di base entro 24 mesi alla coorte nata due anni prima. P02C applica lo stesso impianto alla prima dose MPR. L’87,11% e il 90,22% descrivono bene la distanza altoatesina ma non consentono di ricavare da soli il punteggio valorizzato di P01C o P02C e neppure il voto finale di 59.

I recuperi oltre i due anni non chiudono il divario

La coorte 2021 osservata a 36 mesi registra in Alto Adige 87,94% per polio e 86,13% per morbillo. Nello stesso prospetto l’Italia raggiunge 95,15% e 95,43%. Trento arriva al 96,86% per entrambe le coperture. Il mancato avvicinamento al 95% indica che il ritardo non si esaurisce entro l’anno successivo alla scadenza dei 24 mesi per quella generazione.

Fra i nati nel 2020 osservati a 48 mesi Bolzano sale al 90,17% per polio e si ferma all’89,39% per morbillo. Le medie italiane sono 95,20% e 95,34%. Trento registra 97,05% e 96,97%. Ogni riga appartiene a una coorte distinta. I valori non raccontano l’avanzamento degli stessi bambini dalla tabella dei 24 mesi a quella dei 48 e vanno usati come confronto fra generazioni separate.

I richiami in età scolare restano distanti

Il prospetto dedicato ai bambini di 5-6 anni, riferito alla coorte 2017, assegna a Bolzano 73,69% per la seconda dose contro il morbillo e 74,56% per il richiamo antipolio. L’Italia registra 84,45% e 84,79%. Trento 91,66% e 91,90%. Qui viene misurato un appuntamento vaccinale diverso dalla prima dose esaminata per P02C.

Fra gli otto anni della coorte 2016 le coperture altoatesine sono 79,67% per morbillo e 80,45% per polio. Le corrispondenti medie nazionali raggiungono 85,62% e 86,11%. Trento si colloca al 92,38% e al 92,43%. Le percentuali superiori a quelle della coorte 2017 non provano un recupero individuale perché riguardano bambini nati in un altro anno. Documentano però che la distanza provinciale coinvolge anche i richiami scolari e non soltanto il ciclo dei primi due anni.


Dal 2023 al 2024 la prevenzione guadagna un punto

Nel monitoraggio 2023 Bolzano aveva ottenuto 58 nella prevenzione, 82 nel distretto e 62 negli ospedali. L’anno 2024 porta incrementi di un punto nelle prime due macroaree e di due punti nella terza. Il progresso non basta alla prevenzione per superare quota 60.

La serie annuale evita due errori opposti. Il 59 non segnala un arretramento sul 2023 e il guadagno di un punto non modifica l’esito sotto soglia. Il tema amministrativo riguarda la velocità del recupero: mantenendo un incremento minimo l’area resta esposta a oscillazioni legate alle singole misure e alle penalità previste dal sistema.

Trento misura la distanza fra le due Province autonome

Trento ottiene 98 nella prevenzione, 79 nel distretto e 94 negli ospedali. La distanza con Bolzano nella prima macroarea è di 39 punti. Nei servizi distrettuali Bolzano precede Trento di quattro punti e negli ospedali rimane indietro di trenta. I tre scarti descrivono profili assistenziali differenti e rendono impropria una graduatoria unica.

Le coperture dei nati nel 2022 restringono il campo alle vaccinazioni: 95,38% contro 87,11% per polio e 95,65% contro 90,22% per morbillo. La differenza vaccinale è misurabile. I 39 punti dell’area preventiva includono invece alimenti, veterinaria, stili di vita e screening. Attribuirli interamente ai vaccini supererebbe ciò che i documenti consentono di affermare.

La prevenzione LEA copre molti servizi pubblici

La macroarea LEA comprende sorveglianza delle malattie infettive, vaccinazioni, tutela negli ambienti di vita e di lavoro, sanità animale, igiene degli alimenti, programmi contro le malattie croniche e attività medico-legali rivolte alla collettività. Il set CORE ne seleziona una parte per attribuire il voto annuale.


Un territorio può avere coperture vaccinali basse e prestazioni migliori negli screening oppure nei controlli alimentari. Può accadere anche l’inverso. La distribuzione interna del 59 richiede i punteggi provinciali delle sei misure. L’indicazione dell’Azienda sanitaria orienta l’intervento verso le coperture ma non sostituisce la scomposizione ministeriale.

Il Piano provinciale 2026-2031 è in stesura

La Provincia autonoma di Bolzano sta predisponendo il Piano provinciale della prevenzione 2026-2031. Gli ambiti annunciati comprendono alimentazione, attività fisica, salute mentale, screening, vaccinazioni e sicurezza sul lavoro. La stesura procede con la prevenzione collocata sotto soglia dall’esame LEA e offre un riferimento numerico da cui misurare gli interventi.

Per aumentare le coperture pediatriche il piano dovrà collegare calendario vaccinale, inviti, richiami per gli assenti e recuperi oltre i 24 mesi. Una percentuale provinciale unica non localizza l’interruzione del ciclo. Occorrono coorti separate e dosi completate. Il mese di somministrazione e il comprensorio sanitario mostrerebbero dove la perdita aumenta e quale canale di contatto raggiunge più famiglie.

Prenotazioni e recupero degli appuntamenti

I residenti possono prenotare le prestazioni di prevenzione attraverso SaniBook, disponibile sul portale e nell’app 24 ore su 24. Il numero unico usa il prefisso del comprensorio, 0471, 0472, 0473 o 0474, seguito da 100 100. Risponde dal lunedì al venerdì fra le 8:00 e le 16:00. Per le prenotazioni via e-mail l’indirizzo è cupp-prevenzione@asdaa.it.

Il Servizio aziendale di igiene e sanità pubblica gestisce vaccinazioni dell’infanzia, dell’adulto e delle persone esposte a rischi sanitari. Il portale “Vaccinarsi in Alto Adige” raccoglie materiali informativi, modulistica e contatti degli ambulatori. La richiesta di una nuova data passa dal portale o dal telefono. L’indirizzo dedicato completa l’accesso per chi preferisce la posta elettronica.


Obblighi vaccinali e accesso ai servizi per l’infanzia

La legge 119 del 2017 mantiene obbligatorie fino a sedici anni le vaccinazioni contro poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia e parotite. Per i nati dal 2017 si aggiunge la varicella. La disciplina pubblicata in Gazzetta Ufficiale collega ogni somministrazione al calendario previsto per l’età.

La documentazione vaccinale costituisce requisito di accesso ai nidi e alle scuole dell’infanzia. Negli altri gradi l’inadempienza non blocca la frequenza e attiva gli adempimenti dell’azienda sanitaria con le sanzioni previste. La richiesta formale di vaccinazione documenta l’avvio del completamento secondo la schedula assegnata al minore.

Il rapporto C.R.E.A. usa un’altra scala

Il Rapporto C.R.E.A. sulla sanità regionale esaminato da Sbircia colloca Bolzano nel gruppo alto della propria graduatoria. Le due misurazioni restano compatibili perché adottano scale diverse. C.R.E.A. calcola una percentuale del massimo teorico su dimensioni sanitarie e sociali selezionate dal proprio panel. L’NSG giudica separatamente prevenzione, distretto e ospedali con una soglia di garanzia fissata a 60.

I due numeri rispondono a domande differenti. Il rapporto C.R.E.A. confronta la capacità complessiva dei sistemi regionali di produrre tutela. Il voto NSG stabilisce se ogni macroarea raggiunge la soglia richiesta per l’erogazione dei LEA. Una buona posizione in una graduatoria multidimensionale può convivere con un’insufficienza circoscritta alla prevenzione.

P01C e P02C separati non compaiono nel documento del 10 luglio

La pubblicazione nazionale del 10 luglio espone i voti delle macroaree e l’elenco delle 27 misure CORE usate nel 2024. Per Bolzano non compaiono i punteggi valorizzati di P01C, P02C, P10Z, P12Z, P14C e P15C. Restano assenti anche l’eventuale premio o penalità attribuito a ciascuna misura e il peso con cui ogni misura entra nella media provinciale.


Quattro informazioni consentirebbero di ricostruire il 59 senza approssimazioni: misura osservata per ciascun parametro, funzione di trasformazione in punteggio, correzione per andamento o variabilità e peso nella macroarea. Le coperture pubbliche permettono di misurare il divario vaccinale dalla quota del 95% ma non sostituiscono quei passaggi di calcolo.


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 Junior Cristarella

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