In qualsiasi manifestazione il dato della partecipazione si presta da sempre a letture divergenti: la Questura offre tradizionalmente numeri verso il basso, gli organizzatori verso l’alto. Enrico Fratò Tiero, attendendosi la domanda, non si è fatto trovare impreparato: «I proprietari del locale mi hanno detto che eravamo in 1400. Ma penso che, forse, eravamo di più». Una risposta democristiana, bilanciata e prudente. Come la stagione politica che ha davanti.
Vasco, le lacrime e la notte insonne
Mister preferenze alle Regionali del febbraio 2023 (15.630 voti personali, la seconda arrivata Elena palazzo ne ha presi 9.089) ha confessato di non aver dormito bene nella notte tra giovedì e venerdì: un mix di «commozione ed emozione» trasmessogli da «una comunità di amici che, da Aprilia fino alla mia natale Castelforte, penso si sia più che raddoppiata dopo i noti fatti. A proposito, confido nell’operato della magistratura e spero che faccia chiarezza prima possibile: sono pronto a dimostrare la correttezza del mio operato».
La serata al 24mila Baci non è stata solo una festa. Per un Consigliere regionale sotto sospetto (la Procura di Latina ha ottenuto il rito immediato per l’ipotesi di corruzione, lui giura che le cose non stiano così) organizzare una convention da mille e quattrocento persone è un messaggio politico: Tiero ha voluto dimostrare alla politica ed agli elettori che il suo radicamento in quasi tutti i 33 Comuni della provincia è rimasto intatto. (Leggi qui l’analisi di Roberto Lante: Tiero è libero. Una decisione che apre domande più che chiuderle. E qui: Il ritorno di “Fratò”: Tiero ricompatta FdI e lancia Torelli alla vicepresidenza).
Per questo ha preparato questo «gradito ritorno» con dovizia di particolari. A cominciare dalla colonna sonora scelta per fare il suo ingresso nel locale del Piccarello: «Eh già» di Vasco Rossi. Ha trattenuto le lacrime quando tutti hanno cantato due strofe del brano del 2011: «Eh, già. Sembrava la fine del mondo. Ma sono qua. E non c’è niente che non va. Non c’è niente da cambiare, eh». E poi: «Col cuore che batte più forte. La vita che va e non va. Al diavolo non si vende. Si regala». (Qui i sospetti su Tiero: Il margine sottile per Enrico Tiero tra aiuto e reato).
La serata ha sostituito quella natalizia
Questo happening estivo ha di fatto sostituito quello natalizio dello scorso dicembre, quando Fratò si trovava agli arresti domiciliari presso la sua abitazione di Latina su ordine del GIP Giuseppe Cario. Che fosse «una serata dal forte significato politico» lo ha voluto sottolineare subito lo stesso Tiero, guardando in faccia il suo popolo e «gli amici politici» che in presenza – o in video – lo hanno «abbracciato» e politicamente «riabilitato».
Il parterre non ha avuto un’esclusiva presenza pontina. Erano presenti il sindaco di Latina Matilde Celentano, l’assessore Gianluca Di Cocco e i consiglieri della lista del primo cittadino. Il rieletto consigliere provinciale e presidente del Consiglio Comunale di Sermoneta Pierluigi Torelli ha svolto il ruolo di delegato di «oltre cinquanta» tra consiglieri comunali e dirigenti di Fratelli d’Italia provenienti da ogni angolo della provincia.
Le presenze a sorpresa
Tiero è rimasto sorpreso da alcune presenze che non aveva messo in conto: l’assessore regionale ai trasporti Fabrizio Ghera, il presidente del Consiglio Regionale Antonello Aurigemma, il presidente della Commissione Tutela del Territorio Nazzareno Neri, i vicepresidenti delle commissioni Sviluppo Economico e PNRR Daniele Maura e Michele Nicolai. Il filo comune dei loro interventi: riconoscere il lavoro svolto da Tiero e rilanciare un’azione politica ancora più radicata nei territori.
Che la serata non fosse soltanto una convention di auguri per le vacanze lo hanno sottolineato anche dirigenti ed eletti di FdI che hanno fatto recapitare alla consolle dvd con i propri contributi video: l’europarlamentare ed ex sindaco di Terracina Nicola Procaccini, il capogruppo di FdI alla Regione Lazio Daniele Sabatini, la vicepresidente regionale Roberta Angelilli e il governatore Francesco Rocca, che confermando vicinanza all’iniziativa hanno espresso parole di stima e incoraggiamento.
Il monito a via della Scrofa
Dietro queste presenze in molti hanno notato un monito rivolto a via della Scrofa: attenzione a non smobilitare le truppe cammellate che – in quattro province del Lazio (Latina con Tiero, Frosinone con Maura, Viterbo con Sabatini e Rieti con Nicolai) – hanno fatto le fortune di FdI alle ultime Regionali. Più realista del re è apparso il consigliere Nicolai: basta una semplice sottrazione – senza i loro voti, «alla Regione Lazio ci sarebbero ora un presidente e una giunta diversi da quelli attuali».
Tiero ha ammesso che vale tuttora la massima evangelica del Nemo propheta in patria, sottolineandola con l’assenza di chi sarebbe dovuto essere con lui ad accogliere gli ospiti: il coordinatore provinciale di FdI Nicola Calandrini. Lo ha fatto con «un motivo di rammarico in una serata caratterizzata dalla presenza di gran parte della classe dirigente regionale, di numerosi amministratori locali e di autorevoli esponenti del partito a livello istituzionale».
Futuro Nazionale non è un’opzione
Tiero non ha fatto alcun annuncio clamoroso quello, per esempio, di una possibile adesione a Futuro Nazionale. Non si sposta da dove sta, non cerca spazi diversi: vuole mettere il partito di fronte ad un’evidenza. E cioè che si può finire sotto accertamento dalla Magistratura e se ne può uscire puliti come ci si è entrati. Giusto che chi ha sospetti indaghi, più giusto ancora che colui che si è comportato in maniera irreprensibile non subisca conseguenze interne.
E poi un altro segnale. A settembre inizia la stagione della «lotta dura» all’interno di FdI, Fratò lo ha esplicitato quando ha parlato della «necessità di ricostruire un Partito ancora più forte, capace di valorizzare tutte le energie presenti sul territorio, rilanciando il ruolo della classe dirigente provinciale e riaffermandola centralità del rapporto con amministratori locali, militanti e cittadini».
Tradotto dal politichese: va sciolto con la segreteria provinciale di FdI quel nodo che ha impedito a Tiero – una volta tornato uomo libero – di recuperare le due posizioni ricoperte fino al 18 ottobre scorso: la presidenza della Commissione Sviluppo Economico e Attività Produttive alla Regione Lazio (ora affidata a Vittorio Sambucci) e il vice coordinamento del partito a livello regionale. Da notare: né Sambucci né l’assessora regionale Elena Palazzo erano tra i «1400» della discoteca.
Tiero ha tentato di sfumare le rivendicazioni – «la scelta di autosospendermi dal Partito è mia e potrei rivederla anche domani mattina» – ma ha chiesto risposte alla guida politica di FdI in provincia, cioè alò senatore Calandrini. «Fu dettata esclusivamente dal rispetto nei confronti del Partito, affinché la vicenda personale non coinvolgesse il movimento politico nel quale continuo a riconoscermi pienamente». Ha motivato la scelta dell’autosospensione, aggiungendo: «e la rifarei».
Due numeri che valgono più di una medaglia
«Fratò» non lascia FdI. E a sostegno della sua permanenza ha snocciolato due numeri che – nelle sue parole – valgono più di una medaglia da esibire alla tribuna del Cremlino: «Quando fui presentato da Giorgia Meloni nell’edizione di Atreju del 2018, Fratelli d’Italia viaggiava intorno al 2,1% ed era presente in provincia di Latina in cinque Comuni. Ora lo è in 24. Significa che qualcosa ho dato, o no?».
Su Calandrini è tornato anche affrontando il tema dell’organizzazione provinciale. Con toni misurati ma chiari: “Il Partito deve tornare ad essere presente in maniera capillare in tutta la provincia di Latina, rafforzando il dialogo con gli amministratori locali e garantendo una rappresentanza equilibrata di tutti i territori, a partire dal Sud pontino”.
“La forza di Fratelli d’Italia è sempre stata il radicamento nei territori, la capacità di ascoltare le comunità e di costruire una classe dirigente che sappia rappresentarle. È da qui che dobbiamo ripartire, mettendo da parte ogni divisione e lavorando insieme per rendere ancora più forte il nostro partito».
Cardillo Cupo chiude la serata
Subito dopo il suo intervento, Tiero ha chiesto che prendesse la parola il presidente del Consiglio Comunale di Formia Pasquale Cardillo Cupo nella duplice veste di politico espressione di FdI ma anche suo legale difensore. Il penalista ha alternato gli aspetti giuridici a un articolato intervento politico, rivendicando il percorso costruito negli anni dal consigliere regionale e sottolineando come «la politica debba saper fare sintesi senza dimenticare il contributo di chi ha lavorato alla crescita del partito sul territorio».
La serata non ha avuto un epilogo danzante ma culinario. E soprattutto ha assunto un chiaro valore politico: il ritorno sulla scena di «Fratò» e l’apertura di una nuova fase di confronto all’interno di FdI, con lo sguardo rivolto al futuro del partito e della provincia di Latina.
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