Ismea riapre le terre, 14mila ettari al Sud e rate fino a 30 anni — idealista/news


Più di 14mila ettari di terreni pubblici tornano sul mercato agricolo, con una formula che punta a cambiare gli equilibri nelle campagne italiane. Ismea ha avviato la nona edizione della Banca nazionale delle Terre Agricole (BTA) per il 2026, mettendo all’asta fondi coltivabili in tutta Italia e prevedendo finanziamenti agevolati per gli under 41. La novità più concreta è il mix tra dilazioni fino a 30 anni e sconti sugli interessi legati a una polizza assicurativa, pensato per favorire il ricambio generazionale. La mappa dei lotti è già consultabile online e mostra una forte concentrazione nel Mezzogiorno e nelle isole, con la Sicilia in testa.

Che cos’è la Banca Terre 2026 

La Banca nazionale delle Terre Agricole è lo strumento con cui Ismea rimette in circolo terreni coltivabili di proprietà pubblica, valorizzando fondi oggi abbandonati o inutilizzati. L’iniziativa funziona come una vetrina ufficiale: ogni lotto è descritto con posizione, colture presenti e base d’asta, così da consentire una valutazione trasparente prima di presentare un’offerta. 

L’obiettivo è accelerare l’uso produttivo dei terreni e sostenere chi vuole costruire o ampliare un’azienda agricola. In questa edizione, l’accento è posto sulla sostenibilità finanziaria dell’investimento, grazie a condizioni di pagamento diluite nel tempo per i giovani. Il risultato atteso è un ritorno alla terra con progetti solidi e duraturi.

Dove sono i terreni: le regioni con più opportunità

I lotti non sono concentrati in un’unica macro-area, ma la disponibilità è più ampia al Sud e nelle isole. La Sicilia rappresenta da sola circa il 27% della superficie totale messa a bando, confermandosi la regione con il maggior bacino di opportunità.


Seguono, per dotazione, Puglia, Toscana, Basilicata e Umbria, con presenze che interessano realtà produttive diverse e filiere già radicate. Questa distribuzione suggerisce un potenziale impatto sul ripopolamento rurale del Mezzogiorno e su investimenti capaci di riattivare fondi in stallo. 

Calendario 2026: vetrina, offerte e aste telematiche

La procedura scorre in due tappe fondamentali, pensate per evitare decisioni affrettate. La cosiddetta “fase vetrina” è attiva dal 1° luglio al 31 agosto 2026: in questo periodo si può soltanto consultare la mappa e le schede dei lotti, senza inviare offerte. 

La finestra utile per partecipare alle aste si apre invece dal 14 settembre al 14 novembre 2026, quando sarà possibile presentare proposte economiche. La scansione temporale consente di raccogliere informazioni, verificare la compatibilità con il proprio progetto e preparare la documentazione. 

Come si partecipa: registrazione, PEC e cauzione

L’accesso alle aste è aperto a persone fisiche e società, senza requisiti professionali iniziali in campo agricolo. Per prima cosa si deve creare un profilo nell’area dedicata alla Banca delle Terre sul sito Ismea, indicando una casella di posta elettronica certificata (PEC) valida per tutte le comunicazioni.

Una volta individuato il lotto di interesse, nella finestra utile per le offerte si carica la proposta economica per via telematica. A garanzia, l’offerta deve essere accompagnata da un deposito cauzionale pari al 10% della base d’asta, da versare tramite assegno circolare intestato a Ismea. La cauzione viene restituita se non ci si aggiudica il terreno.


Cosa accade in caso di più offerte: gara e Notaio Banditore

Quando arrivano più proposte sul medesimo lotto, scatta una fase di prenotazione di 30 giorni per gli altri interessati. Segue poi la gara al rialzo in modalità telematica, condotta davanti a un Notaio Banditore, che aggiudica il terreno a chi presenta l’offerta più alta. 

Se non si registrano offerte concorrenti, l’assegnazione va al primo proponente in base alla procedura. Questo impianto garantisce trasparenza e tracciabilità, elementi cruciali per la valorizzazione del patrimonio pubblico.

Pagamenti e passaggio di proprietà: come avviene

Una volta conclusa l’asta, il pagamento del corrispettivo residuo avviene in sede notarile al momento del trasferimento. La quota versata come cauzione resta imputata all’acquisto per chi si aggiudica il lotto, mentre il restante 90% si regola in atto. 

La linearità del passaggio di proprietà riduce le incertezze e rende più prevedibili i tempi operativi. La formalizzazione notarile tutela le parti e chiude la fase competitiva con un titolo pienamente opponibile. Per i giovani, come si vedrà, sono previste modalità di dilazione dedicate sulla base d’asta.

Agevolazioni under 41: rate lunghe e interessi scontati

L’architettura degli incentivi punta a favorire l’ingresso stabile dei giovani nel settore. Per gli under 41 è prevista la possibilità di dilazionare la base d’asta fino a un massimo di 30 anni, con garanzia ipotecaria. È inoltre disponibile uno sconto sugli interessi qualora si attivi una polizza assicurativa a protezione del terreno acquistato. 


Questa combinazione allevia il carico finanziario iniziale e aiuta a programmare investimenti di medio-lungo periodo. Durante la compilazione dell’offerta sul portale, occorre selezionare l’opzione dedicata per accedere a tali benefici.

I requisiti da dimostrare dopo l’aggiudicazione

Le agevolazioni non sono automatiche: si attivano dimostrando il possesso dei requisiti entro i tempi stabiliti da Ismea. Dopo la chiusura delle aste, si apre una fase di verifica documentale che può protrarsi fino a circa due anni, in coerenza con la validità della graduatoria. 

Requisiti per persone fisiche e società

Per chiarire gli standard richiesti, conviene distinguere tra profili individuali e societari. Le condizioni, pensate per assicurare un uso agricolo autentico dei terreni, sono di seguito sintetizzate.

  • Persone fisiche: iscrizione al Registro delle imprese della Camera di Commercio e partita IVA attiva in ambito agricolo al momento dell’aggiudicazione definitiva.
  • Società: qualifica di “società agricola” nell’oggetto sociale; maggioranza assoluta dei soci e delle quote composta da giovani tra 18 e 41 anni; amministrazione affidata ai giovani soci.

Regole di legalità: le nuove esclusioni

La nuova edizione irrigidisce i presidi contro pratiche illegali nel lavoro agricolo. L’accesso alle aste è espressamente vietato a persone o imprese con condanne legate allo sfruttamento del lavoro o al caporalato.

La selezione, così concepita, limita il rischio di distorsioni competitive e incentiva filiere più trasparenti. È un segnale netto a tutela del valore sociale dell’agricoltura.


Articolo visto su (quifinanza.it) Ismea lancia Banca Terre 2026, all’asta 14mila ettari con tassi agevolati per i giovani


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