“Le eventuali accessi in pronto soccorso dovuti all’abuso di fentanyl sono il dato-spia per capire se quanto sottratto all’ospedale Israelitico di Roma finirà sul mercato italiano degli stupefacenti, e fino ad oggi non ne abbiamo avuti. È un dato da monitorare con grande attenzione”. Così il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervistato a ‘Start’ su Sky Tg24.
“Negli ultimi anni non c’è stata assolutamente e la situazione è sotto controllo, con pochissimi casi segnalati. Ma la vigilanza è massima e l’allerta anche. Quindi, se sarà necessario fare qualche ulteriore intervento legislativo sotto la guida del Dipartimento antidroghe di Palazzo Chigi e del sottosegretario Mantovano, agiremo anche in tal senso”, ha aggiunto il ministro.
Il furto di 80 fiale di fentanyl dall’ospedale Israelitico di Roma “è un caso importante, eclatante, che ci porterà sicuramente ad avere ancora più attenzione. Ma l’attenzione c’è sempre stata e io spero che rimanga un caso isolato”. Su quanto accaduto “c’è un’indagine in corso – ha ricordato – e io ho voluto fortemente che oltre alle indagini dell’autorità giudiziaria e dei Nas, che ovviamente sono in stretto rapporto con il ministero della Salute, fossero mandati anche gli ispettori del ministero. Ieri c’è stata un’ispezione, hanno fatto un sopralluogo durato circa 6 ore, e penso che in tempi utili avremo anche i risultati”.
Il fentanyl rubato potrebbe essere destinato ai laboratori medici clandestini? “L’ho letto oggi nelle cronache della stampa – ha risposto Schillaci – Però, come dicevo, se dovesse finire sul mercato degli stupefacenti noi sicuramente abbiamo come evento sentinella gli accessi nei pronto soccorso e quindi lo stiamo monitorando con attenzione. Finora, per fortuna, questo dato non c’è”.
“L’Italia è stata anche in questo campo una nazione che ha operato in anticipo rispetto a tante altre”, ha rimarcato Schillaci. “Ricordo il Piano nazionale anti-fentanyl, dovuto alla sensibilità del sottosegretario Mantovano, che risale al 2024. È un piano ben articolato, con il contributo di tanti dicasteri (Interni, Salute, Giustizia), che sinora ha dato risultati importanti. Per quanto riguarda quest’ultimo avvenimento, il ministero della Salute ha emanato ben 3 circolari e abbiamo avuto 2 riunioni a Palazzo Chigi negli ultimi 10 giorni per rafforzare ancora di più le misure di sicurezza”. “Il fentanyl è un farmaco molto importante in campo anestesiologico negli interventi chirurgici ed è un farmaco anche molto utilizzato, perché ha delle proprietà particolarmente indicate in alcuni interventi”, ha sottolineato Schillaci. “Nelle ultime riunioni che abbiamo avuto – ha riferito – ho richiamato l’attenzione non solo sul fentanyl, ma anche sui possibili episodi di sottrazione e furti per esempio di farmaci oncologici o altri farmaci molto costosi che sono a disposizione degli ospedali italiani”.
Case di comunità: “Raggiunto il target europeo, censite 1.156 strutture”
“Abbiamo raggiunto il target europeo del Pnrr delle Case di comunità e questo è molto importante, perché in questi quasi quattro anni da quando sono al ministero c’era molto scetticismo. Il target è stato raggiunto non solo con le 1.038 Case di comunità che erano il numero per raggiungere l’obiettivo europeo, ma addirittura le Regioni ne hanno censite fino a 1.156”. Lo ha detto il ministro, ospite di ‘Start’. “Le Case di comunità, la medicina territoriale, rappresentano il terzo cardine della sanità pubblica, accanto agli ospedali e proprio ai medici di medicina generale”.
“Per me – ha sottolineato – era impensabile che all’interno delle Case di comunità i cittadini, i pazienti, non trovassero le persone che più le conoscono dal punto di vista sanitario, che sono proprio i medici di base. Credo, dunque, che questo sia un accordo rilevante, perché è un accordo nazionale, che non fa differenza tra Regioni, è un accordo che va nel pieno rispetto dell’articolo 32 della Costituzione”. “Ma le Case di comunità non saranno solo con i medici di medicina generale, ci saranno altri specialisti, ci saranno infermieri e altri operatori sociosanitari: vogliamo davvero che diventino la vera innovazione della sanità del terzo millennio nel nostro Servizio sanitario pubblico”.
Medici di famiglia: “Rivitalizzare la figura, oggi meno di 38mila”
“Credo che la figura del medico di medicina generale vada rivitalizzata: dagli ultimi dati Istat emerge che oggi abbiamo meno di 38mila medici di famiglia in Italia, sono diminuiti in maniera significativa negli ultimi anni. Vuol dire che il percorso di formazione non è più attrattivo”. “Io voglio fortemente che diventi una specializzazione come tutte le altre specializzazioni universitarie: questo la renderà sicuramente più attrattiva, soprattutto per i giovani”.
Caldo: “Emergenza sanitaria, l’Italia pronta da maggio”
“Il caldo è anche un’emergenza sanitaria e il ministero ha attivato i propri strumenti di prevenzione prima dell’arrivo delle ondate di calore. Oggi non possiamo certamente ignorare ciò che lega il clima agli effetti sulla salute”. “L’Oms, il 6 luglio scorso, attraverso il direttore regionale per l’Europa Hans Kluge, ha lodato l’Italia come una tra le nazioni più proattive e più attente al problema del caldo. Soprattutto ha lodato il nostro sistema di monitoraggio”. “Non c’è stata un’esplosione di accessi al pronto soccorso rispetto agli anni precedenti – ha precisato – non sono stati registrati incrementi importanti della mortalità media, pur con variazioni territoriali”.
Farmaci innovativi: “Il costo non ricada sui cittadini”
“L’innovazione tecnologica e farmacologica è fondamentale: se oggi l’Italia è tornata a essere la seconda Nazione più longeva al mondo dopo il Giappone questo lo si deve, da un lato, alla solidità del nostro Servizio sanitario pubblico, alla qualità degli operatori sanitari, e poi, ovviamente, all’innovazione tecnologica”. “È importante che il costo dell’innovazione poi non ricada sui cittadini: per me questo è un punto sul quale bisogna tenere la barra dritta, è il faro, i cittadini non possono pagare di più le medicine, che devono essere messe a disposizione di tutti, indipendentemente da dove risiedono”.
JC Electronics: “Scelta gestionale, non politica”
Sulla vicenda JC Electronics, il ministro ha dichiarato: “Non è stata una scelta politica, ma gestionale. C’era la possibilità di una soccombenza per un importo nettamente superiore a quello che poi è stato l’importo della transazione”. “Sono state seguite le indicazioni di istituzioni quale l’Avvocatura dello Stato, che, in questo caso, deve essere sempre coinvolta”. Schillaci si è detto dispiaciuto per le polemiche sulla pandemia: “Io ricordo il Covid come una tragedia nazionale in cui ci sono stati molti morti e in cui il servizio sanitario nazionale ha molto sofferto. Quindi credo che il rispetto di chi ha perso la vita per Covid venga prima di tante polemiche politiche”.
Futuro politico: “Non lo escludo, sono sereno”
Alla domanda su una sua possibile candidatura, il ministro ha risposto: “Non so cosa farò l’anno prossimo, però non mi sono mai posto il problema nella mia vita. Ho fatto tante cose, quindi qualcosa di utile, spero per gli altri, lo farò sicuramente. Sono sereno. Spero di continuare a fare bene nell’interesse dei cittadini e soprattutto delle persone più fragili. Ringrazio Giorgia Meloni per l’opportunità che mi ha dato di far parte di questa squadra”.
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