In politica la forma è sostanza, e il tempismo è la vera bussola che orienta le vittorie o le cadute. La vicenda del Presidio Ambulatoriale Territoriale (PAT) di Ceccano — chiuso lo scorso 1° luglio — si è trasformata nel giro di poche ore in un palcoscenico perfetto per misurare gli equilibri, e i nervi scoperti, della politica locale e regionale.
Da un lato c’è l’Amministrazione comunale guidata da Andrea Querqui. Dall’altro una macchina istituzionale che stava già lavorando sotto traccia e che ora presenta il conto politico di quelle proteste annunciate. Un cortocircuito in piena regola, consumatosi in un intreccio di delibere, note stampa e affondi al vetriolo. (Leggi qui: Ceccano difende il PAT. Querqui pronto alle barricate contro la Regione. E qui: L’artiglieria di Alessia Savo smonta i sit-in di Querqui. E l’Aceto torna in trincea).
La mossa tecnica: la ASL blinda 84 ore settimanali
Mentre la tensione saliva, negli uffici della ASL la burocrazia metteva nero su bianco la soluzione transitoria. Con la deliberazione n. 734 dell’8 luglio 2026, la Direzione Generale della ASL di Frosinone ha ufficialmente indetto una manifestazione di interesse rivolta ai Medici di Medicina Generale. L’obiettivo è assicurare la presenza medica e la continuità assistenziale presso la Casa della Salute di Ceccano in sostituzione del PAT.
Il piano prevede la copertura di 84 ore settimanali, garantendo il servizio tutti i giorni nella fascia oraria 08:00-20:00. Verranno stipulati contratti di lavoro autonomo o libero-professionale della durata di sei mesi, eventualmente prorogabili, in attesa del passaggio definitivo al nuovo assetto dell’Ospedale di Comunità.
Il «congelatore» istituzionale di Savo
Con la soluzione tecnica sul tavolo, è scattata la controffensiva politica. A raffreddare i megafoni della protesta ci ha pensato Alessia Savo, presidente della Commissione regionale Sanità. La consigliera riconosce l’impegno silenzioso della ASL nel correggere le «fragilità ereditate dal passato» con chiaro riferimento alle delibere del 2022 della Giunta Zingaretti. Ma poi sgancia una dichiarazione che gela la narrazione del Comune: «Il nostro governo regionale non ha mai lasciato Ceccano senza risposte. Di tutto questo è stato informato il Sindaco, sia dalla sottoscritta che dal Direttore Generale della ASL già da diverso tempo».
Il messaggio tra le righe è tagliente: se il Comune sapeva che la soluzione era in dirittura d’arrivo, perché alimentare l’allarme? Savo chiude con un monito che suona come una bacchettata: «Le istituzioni hanno il dovere di costruire soluzioni, non tensioni. Troviamo assolutamente strumentali le recenti azioni».
Il fuoco amico
Se dalla Pisana arriva il fioretto istituzionale, a livello locale si passa direttamente alla sciabola. È il circolo di Fratelli d’Italia, per bocca di Rino Liburdi, ad aprire il fuoco contro il primo cittadino, parlando apertamente di «politica infantile da rappresentanti di classe». L’esponente meloniano cala un asso per descrivere l’anomalia della situazione: «I panni del Frank Underwood ceccanese non ti si addicono proprio». Il riferimento è al machiavellico e spietato protagonista della serie TV House of Cards, emblema del politico cinico e calcolatore. Un ruolo che, secondo Liburdi, stona irrimediabilmente con l’indole di Querqui, invitato a dare «meno retta alle scellerate amazzoni della tua giunta».
A rincarare la dose si aggiunge il commento tranchant di Riccardo Del Brocco, che mira dritto alla linea di galleggiamento dell’esecutivo: «La parabola del bravo ragazzo ha stancato… che sia bravo, ma incapace cosa ce ne facciamo? Niente. Zero».
Battisti chiede l’audizione urgente
Il Partito Democratico prova a riprendere l’iniziativa. La consigliera regionale Sara Battisti entra nel dibattito chiedendo formalmente ad Alessia Savo la convocazione di un’audizione urgente. «È necessario fare piena chiarezza su una vicenda che rischia di lasciare senza un presidio sanitario fondamentale un bacino di oltre 50mila cittadini», dichiara la dem che chiede di mettere attorno allo stesso tavolo Direzione ASL, Assessorato e sindaci del territorio.
Un intervento tutt’altro che casuale. La sanità è da sempre un cavallo di battaglia di Battisti, che oggi rappresenta il volto del Partito Democratico della provincia di Frosinone sugli scranni della Pisana. Ma c’è anche un conto politico da saldare. Alle regionali del 2023, Battisti fece «coppia» proprio con Querqui, incassando a Ceccano un tesoretto di oltre mille preferenze.
La scelta di Querqui di scendere in campo in quella tornata ha fatto da traino decisivo, permettendo alla consigliera di blindare la propria elezione. La riconoscenza politica, nel centrosinistra italiano, ha un suo peso specifico.
Iil riserbo di Bianchini e il silenzio di Ruspandini
A volerla guardare con gli occhi della gente, c’è una verità inossidabile da cui non si scappa: la paura che ha animato il clamore cittadino è tremendamente legittima. La storia, soprattutto alle nostre latitudini, ha insegnato una lezione dura e cinica: quando un servizio chiude, è quasi impossibile vederlo riaprire. Ceccano negli anni è stata spogliata in troppe occasioni dei suoi presidi sanitari.
In questo fuoco incrociato, emerge un dettaglio che negli ambienti di Fratelli d’Italia non è passato inosservato: il riserbo della capogruppo meloniana Ginevra Bianchini, più prudente e attendista su una battaglia dove farsi sentire converrebbe anche da un punto di vista elettorale. Ma il silenzio che fa più rumore è un altro: quello del pezzo grosso per eccellenza, Massimo Ruspandini. Per un ceccanese doc come lui, pare quantomeno singolare che una figura del suo peso politico non abbia ancora avvertito l’esigenza di intervenire pubblicamente su una tematica tanto delicata per la sua città.
Autogol o strategia? La risposta arriverà dai medici
Resta il grande interrogativo di fondo: autogol o strategia? La mossa «barricadera» di Querqui è stata un’ottima intuizione per spingere l’acceleratore, costringendo il sistema a sbrigarsi. Oppure un goffo autogol comunicativo su una soluzione che la Regione aveva già blindato?
Ascoltando le fazioni in campo, ottenere una risposta imparziale è impossibile. Il vero passaggio dirimente sarà puramente tecnico: la risposta dei medici all’avviso della ASL. Una partita per nulla scontata.
Certo è che la battaglia continuerà. Perché quando c’è di mezzo la sanità, le macchine politiche e burocratiche si mobilitano sempre in fretta. Perché alla fine, la salute è l’unico tema che i cittadini non leggono sui comunicati stampa. Ma vivono, senza sconti, direttamente sulla propria pelle.
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