Campo largo in guerra prima di nascere: PD e M5S ai ferri corti sul candidato a Gaeta

Il corteggiamento verso Sabina Mitrano aveva il merito di tenere la scena. Ma dietro le quinte, il Campo Largo di Gaeta stava già litigando. La Segretaria cittadina del PD Chiara De Conca ha preso la penna (o meglio la tastiera) ed ha scritto due pagine al presidente dell’associazione La Piazza Marzio Padovani: nella sostanza equivalgono ad un semaforo rosso. Il tentativo del movimento civico di costruire un tavolo politico per le Elezioni Comunali di Gaeta 2027 viene di fatto bloccato. O quantomeno fortemente ridimensionato. I tre componenti della Direzione Dem (CarandenteBurricco e Sasso) che al tavolo sedevano, ora aspettano di sapere se ci torneranno ed a quali condizioni. (Leggi qui: Gaeta 2027: Sabina Mitrano torna nel mirino del centrosinistra).

Il verbale su WhatsApp che ha fatto esplodere tutto

Chiara De Conca

La Segretaria De Conca ha dovuto bere una quantità industriale di camomilla quando le è stato trasmesso via WhatsApp il verbale dell’ultima seduta del tavolo. Il testo non era quello concordato con il PD: era un documento già strutturato, pronto per impegnare il Partito «senza se e senza ma». Non una bozza da condividere. Un atto compiuto. Così i Dem hanno deciso di rispondere con una lettera al presidente de «La Piazza», l’ex raimondino Marzio Padovani.

«Sarebbe imbarazzante – scrivono – se non si fosse trattato di una bozza da condividere con i potenziali alleati, magari dando loro possibilità di modificarla o integrarla, ma piuttosto un documento da approvare “senza se e senza ma”».

Al Pd non è piaciuta l’accelerazione de La Piazza sulla scelta del candidato da contrapporre a Cristian Leccese. In particolare, non è stato gradito che qualche ideologo del Movimento avesse già fatto intravedere la luna nel pozzo al giovane dirigente del Movimento 5 Stelle Simone Avico. Ipotizzando una sua candidatura. La segretaria De Conca ha chiarito che la modifica principale da apportare al verbale è «l’eliminazione del punto sulla scelta del candidato a sindaco».


Simone Avico

La logica è quella di chi vuole costruire prima le fondamenta e poi il tetto: «Pensare di allargare la coalizione predefinendo la candidatura a sindaco ci è apparso contraddittorio. Se si sceglie il candidato “velocemente”, le forze che volessero entrare successivamente dovrebbero “ingoiare” la scelta fatta. In questo modo non potrebbero contribuire ad effettuarne una magari migliore. O anche la stessa, ma “condivisa” e non “subita”».

«La fretta fa partorire i gattini ciechi»

Il PD ha voluto ribadire la propria autorevolezza partitica, attaccando quella che definisce la «smania» di individuare subito un candidato. De Conca getta il pallone in tribuna: «Le elezioni amministrative al Comune di Gaeta ci saranno tra non meno di un anno e rischiano perfino di slittare a settembre/ottobre 2027». Non è questo il momento di scegliere un candidato: cosa diversa è aprire una discussione per arrivare ad una candidatura. Perché?

Marzio Padovani

«Ci chiediamo se convenga esporre fin da subito un candidato sindaco a una campagna elettorale lunga, logorante, fatta di continua esposizione mediatica e soprattutto costosa». La dottoressa De Conca sottolinea con l’evidenziatore al presidente Padovani come le scelte elettorali, in un Partito strutturato come il Pd, debbano essere condivise. Garbo politico vuole che ne venga quantomeno messa a conoscenza la Federazione Provinciale di Latina del PD.

Il quadro provinciale giustifica la cautela dem: nella primavera 2027 saranno rinnovate ben 18 amministrazioni comunali in provincia di Latina. «Ad oggi nel nostro schieramento non è stato individuato, a quanto ci risulta, un solo candidato, se non qualche sindaco uscente. Questo ci convince, una volta di più, che questa fretta sia quantomeno innaturale e non giustificata».

E ricorda che PD e M5S «fondano sì le loro scelte su dinamiche locali, ma le condividono con i rispettivi livelli provinciali e regionali. È strano che qualcuno sembri dimenticarlo, forse strumentalmente, salvo poi ricordarsene al momento di chiedere supporto ai livelli superiori».


Il duello con Avico, «condizionato dall’età»

Simone Avico

La lettera raggiunge il suo culmine più aspro quando la Segreteria Dem polemizza apertamente con Simone Avico«Rigettiamo con forza, e non senza un certo imbarazzo, le sue affermazioni», scrive De Conca, che accusa il rappresentante M5S di aver insinuato che i problemi «avrebbero potuto essere ampiamente chiariti nei giorni precedenti» e di aver «dubitato dell’autorevolezza del tavolo» solo perché il PD pretendeva il coinvolgimento delle figure apicali dei Partiti.

Poi arriva il colpo più basso: «Non vogliamo pensare a cosa possa aver indotto il rappresentante del Movimento 5 Stelle a fare queste pesanti affermazioni già al secondo incontro del Tavolo Politico». E ancora: «Poco ci interessa se sia stato mal consigliato o se sia stato condizionato dall’età e dalle elevate aspettative».

«Troviamo di cattivo gusto dubitare della volontà del PD di raggiungere un accordo rapido e condiviso sul candidato a sindaco, solo per il fatto di non essere d’accordo sull’immotivata accelerazione», rincara la dose la Segretaria, aggiungendo che trovano «fuori luogo» le accuse di non voler davvero un accordo.

Il verbale in chat: «materiale da mattanza mediatica»

Chiara De Conca

Questo scambio epistolare ha una duplice chiave di lettura. Da un lato, apre un cantiere zeppo di personalismi all’interno del fronte progressista. Dall’altro, potrebbe paradossalmente restituire al campo largo quella chiarezza necessaria per costruire un’alternativa credibile all’amministrazione Leccese.

Ma De Conca lancia anche un avvertimento su come quel verbale sia arrivato alla stampa: «Lascia molto perplessi l’insopportabile “leggerezza” con la quale un verbale viene pubblicato in una chat privata e ristretta — tanto ristretta da lasciare poco spazio all’immaginazione — e poco dopo diventa di dominio di un giornalista locale che certamente ne farà “materiale da mattanza mediatica”».


Il selfie di Avico con Bettini

Simone Avico con Goffredo Bettini

Nel frattempo, Simone Avico ha lanciato un segnale partecipando martedì sera nell’atrio del Palazzo Municipale di Castelforte alla presentazione, organizzata dal capogruppo consiliare del PD Giancarlo Cardillo, della nuova veste cartacea della storica rivista Rinascita. Ha chiesto un selfie con il direttore, il «papa nero» dei dem Goffredo Bettini e con il consigliere regionale pontino Salvatore La Penna.

Il PD offre la propria disponibilità a continuare al tavolo ma con condizioni precise: «Questo tavolo non sarà messo in discussione da parte nostra che abbiamo sempre avuto e continueremo ad avere atteggiamento costruttivo e collaborativo» conclude la segretaria. «Ma appare ovvio che i presupposti per una serena partecipazione al Tavolo dovranno seguire canoni comportamentali decisamente diversi e più responsabili».

Il PD vuole guidare il treno. Chiede la calendarizzazione di un nuovo incontro per «costruire le basi per una serena ripartenza». Mica poco, di questi tempi, nel centrosinistra di Gaeta.


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