Un’impresa che compra un macchinario da 120.000 euro con un bando al 40% incassa 48.000 euro di contributo. La stessa impresa, con lo stesso macchinario preso in leasing a 60 mesi e un progetto che si rendiconta in 18, ne incassa poco più di 20.000. Il bando è lo stesso, l’investimento è lo stesso, cambia solo la forma di acquisizione.
Il leasing è la modalità con cui una quota rilevante delle PMI italiane acquista beni strumentali, ed è anche il punto in cui le regole di ammissibilità diventano più sottili. Qui trovi come lo trattano i tre canali che contano per un investimento produttivo, cosa dice la norma nazionale sull’ammissibilità della spesa nei bandi cofinanziati dall’Unione europea, e le quattro verifiche da fare prima di firmare il contratto.
In sintesi, leasing e agevolazioni in 30 secondi
- Nei bandi UE: se il beneficiario è l’utilizzatore, la spesa ammissibile sono i canoni pagati, non il costo del bene (articolo 20 del DPR 66/2025).
- Il taglio più frequente: valgono solo i canoni esigibili e pagati entro il termine finale di rendicontazione, non quelli successivi.
- Cosa non entra mai: interessi, tributi, spese generali, oneri assicurativi e margine del concedente.
- Nuova Sabatini: ammette il leasing finanziario, ma solo con impegno al riscatto assunto già alla stipula, e il lease back è escluso.
- Iperammortamento: si applica ai canoni, calcolato sul costo sostenuto dal concedente, e la deduzione segue il periodo minimo fiscale, non la durata del contratto.
Hai dubbi? Contattaci ora.Ti richiamiamo noi.
Le tre famiglie di strumenti trattano il leasing in tre modi diversi
Non esiste una regola unica. Il primo errore è chiedersi “il leasing è agevolabile”, quando la domanda corretta è “in questo canale, con questo contratto, cosa è ammissibile e fino a quando”.
| Canale | Il leasing è ammesso? | Su cosa si calcola l’agevolazione | Condizione critica |
|---|---|---|---|
| Nuova Sabatini | Sì, solo finanziario con opzione di acquisto | Sul valore del bene, come nell’acquisto diretto | Impegno al riscatto assunto alla stipula, lease back escluso |
| Iperammortamento | Sì | Sul costo sostenuto dal concedente, non sui canoni complessivi | Perizia asseverata e interconnessione come nell’acquisto |
| Bandi cofinanziati dai fondi UE (FESR, FSE+, JTF) | Sì, alle condizioni dell’articolo 20 del DPR 66/2025 | Sui canoni effettivamente pagati e quietanzati | Solo i canoni pagati entro il termine finale di rendicontazione |
| Bandi regionali con risorse proprie | Dipende dal singolo avviso | Variabile, spesso esclusi | Va letto l’articolo sulle spese ammissibili, non si presume |
La regola che taglia i contributi: contano i canoni pagati, non il bene
Per i programmi cofinanziati dai fondi europei del ciclo 2021-2027 la norma di riferimento è il DPR 10 marzo 2025, n. 66, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 105 dell’8 maggio 2025 ed entrato in vigore il 23 maggio 2025, che ha sostituito il DPR 22/2018. L’articolo 20 è dedicato alla locazione finanziaria e distingue due situazioni.
Quando il beneficiario del contributo è l’utilizzatore, cioè il caso normale dell’impresa che partecipa a un bando, la spesa ammissibile sono i canoni pagati al concedente, comprovati da fattura quietanzata. Non il costo del bene, non il valore del contratto: i canoni, uno per uno, con la prova del pagamento. E vale il limite che decide tutto: se la durata del contratto supera il termine finale per la contabilizzazione dei pagamenti, è ammissibile soltanto la spesa relativa ai canoni esigibili e pagati fino a quel termine.
| Voce | Acquisto diretto | Leasing 60 mesi con progetto da rendicontare in 18 mesi |
|---|---|---|
| Valore del bene | 120.000 € | 120.000 € |
| Spesa dimostrabile nel periodo di progetto | 120.000 € (fattura quietanzata) | Maxicanone 20.000 € più 17 canoni da 1.800 €, cioè 50.600 € |
| Componenti da scorporare | Nessuna, salvo IVA se recuperabile | Quota interessi, oneri assicurativi, spese di istruttoria |
| Contributo al 40% | 48.000 € | circa 20.200 €, ridotti ulteriormente dallo scorporo degli interessi |
La differenza, nell’esempio, supera i 27.000 euro. Non è una penalizzazione del leasing come strumento: è la conseguenza di una regola di cassa, la spesa deve essere sostenuta dentro il periodo ammissibile. Chi sceglie il leasing per un investimento che intende rendicontare su un bando deve o accorciare il piano dei canoni, o concentrare il valore su un maxicanone iniziale, o mettere in conto un contributo molto più basso.
Consiglio operativo. Se il bando ha un termine di rendicontazione di 18 o 24 mesi e vuoi comunque usare il leasing, tratta con la società di leasing un maxicanone più alto e un piano più corto sui primi due anni. È la sola leva che aumenta la spesa dimostrabile dentro la finestra ammissibile, e va decisa prima della firma, perché dopo il piano non si riscrive.
Le due varianti che cambiano il calcolo
L’articolo 20 prevede altri due casi che si incontrano spesso nella pratica:
- Contratto senza patto di retrovendita e più breve della vita utile del bene: i canoni sono ammissibili in proporzione alla durata dell’operazione, e l’onere di dimostrare che il leasing è il metodo più economico per acquisire l’uso del bene ricade sull’utilizzatore. Se un’alternativa costa meno, come la locazione semplice, i costi in eccesso vengono detratti dalla spesa ammissibile.
- Vendita con retrolocazione finanziaria, cioè il sale and lease back: i canoni pagati sono ammissibili, mentre i costi di acquisto del bene non lo sono. È il modo corretto per leggere le operazioni fatte su beni già in azienda, che spesso vengono presentate come nuovi investimenti e non lo sono.
C’è poi una previsione che riguarda i regimi di aiuto che impongono l’acquisto del bene: in quel caso l’atto di concessione contiene una clausola di esercizio obbligatorio dell’opzione di acquisto, il riscatto deve avvenire al più tardi al termine del contratto, e se non avviene il beneficiario si impegna per iscritto a rimborsare l’aiuto ricevuto.
Nuova Sabatini e leasing: tre condizioni, nessuna negoziabile
La Nuova Sabatini ammette esplicitamente l’acquisizione in leasing di macchinari, attrezzature, impianti e beni strumentali a uso produttivo, e in questo caso il contributo si calcola sul valore del bene come nell’acquisto diretto. È il canale in cui il leasing non penalizza. Le condizioni da rispettare sono però precise:
- Solo leasing finanziario con opzione di acquisto finale: il noleggio e la locazione operativa sono fuori.
- L’impegno a esercitare il riscatto va assunto al momento della stipula, con effetti al termine del contratto e a condizione che gli obblighi contrattuali siano adempiuti. L’impegno può essere formalizzato con un’appendice che diventa parte integrante del contratto.
- La forma di acquisizione non si cambia in corsa: chi presenta domanda per un acquisto diretto non può passare al leasing e viceversa. E il lease back non è ammesso, perché configura una modifica del sistema di acquisizione del bene.
Sul piano dei tempi, nel leasing il finanziamento va erogato al fornitore entro trenta giorni dalla consegna del bene o dal collaudo se successivo, e la data di ultimazione dell’investimento si individua nell’ultimo verbale di consegna, non nel pagamento e non nel riscatto. È un dettaglio che conta perché da quella data decorrono sia il termine per la richiesta di erogazione sia il vincolo di destinazione triennale.
Iperammortamento sui canoni: la maggiorazione si calcola sul costo del concedente
Il decreto attuativo del 7 maggio 2026 disciplina la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi introdotta dall’articolo 1, commi 427 e seguenti, della Legge 199/2025 con riferimento sia alle quote di ammortamento sia ai canoni di locazione finanziaria. Il leasing quindi non esclude l’iperammortamento, ma il calcolo ha due particolarità che spostano il risultato.
La prima: la maggiorazione si applica al costo sostenuto dal concedente per l’acquisto del bene, non ai canoni complessivi. La quota interessi del piano, che nei contratti lunghi non è marginale, resta fuori dal beneficio. La seconda: la deduzione della maggiorazione segue le regole fiscali del leasing, quindi va fruita in un periodo non inferiore alla metà del periodo di ammortamento del bene, indipendentemente dalla durata del contratto stipulato.
Attenzione. Un contratto di leasing più corto del periodo minimo fiscale non accelera il beneficio. Su un macchinario con coefficiente di ammortamento del 12,5%, cioè otto anni, il periodo minimo di deduzione è di quattro anni: se il contratto dura tre anni, la parte eccedente genera variazioni in aumento in dichiarazione e si recupera negli esercizi successivi. La regola è nell’articolo 102, comma 7, del TUIR, e vale a prescindere dall’agevolazione.
Restano identici all’acquisto diretto tutti gli altri adempimenti: comunicazione preventiva sulla piattaforma del GSE prima dell’ordine, conferma entro 60 giorni con ordine accettato e acconto almeno del 20%, perizia asseverata e certificazione contabile. Il fatto che il bene sia in leasing non alleggerisce la documentazione, la sposta: il costo di acquisto del concedente va acquisito dal contratto, perché è la base su cui si calcola tutto.
Le voci che non sono mai ammissibili
Vale per i bandi cofinanziati dai fondi UE ed è una lista da tenere davanti quando si prepara la rendicontazione, perché è qui che si concentrano i tagli:
- tributi e imposte legati al contratto;
- interessi e costi di rifinanziamento degli interessi;
- margine del concedente;
- spese generali;
- oneri assicurativi.
Tradotto: dal canone va scorporata la componente finanziaria, e serve un piano di ammortamento del contratto che separi quota capitale e quota interessi. Chiederlo alla società di leasing in fase di stipula costa una mail, ricostruirlo due anni dopo in sede di rendicontazione costa giornate di lavoro, sempre che i documenti bastino. Un problema molto simile a quello che si incontra sul costo orario del personale rendicontabile, dove il taglio nasce quasi sempre da una base di calcolo non documentata.
Come cambia il bilancio, e perché al consulente interessa
Per le imprese che applicano i principi contabili nazionali il leasing finanziario si rappresenta con il metodo patrimoniale: il bene non entra tra le immobilizzazioni, i canoni vanno a conto economico tra i costi per godimento di beni di terzi, e il maxicanone si risconta lungo la durata del contratto. Il bene compare nell’attivo solo al riscatto, al valore di riscatto, e da lì inizia il suo ammortamento.
Le conseguenze pratiche sono tre e vanno considerate prima di scegliere la forma di acquisizione:
- Non esiste un contributo in conto impianti da correlare all’ammortamento del bene, perché in bilancio quell’ammortamento non c’è. Il trattamento del contributo va quindi impostato diversamente rispetto all’acquisto, e su questo abbiamo scritto una guida dedicata alla scelta tra conto impianti e conto esercizio.
- Gli indici di bilancio cambiano: attivo immobilizzato più basso, nessun debito finanziario iscritto per il capitale residuo, impegni indicati in nota integrativa. Su un’impresa che partecipa a bandi con criteri di solidità patrimoniale, o a gare pubbliche, l’effetto non è neutro.
- La verifica dimensionale per la qualifica di PMI e i controlli sulle soglie di aiuto si fanno sui dati di bilancio: una diversa rappresentazione può spostare un parametro vicino alla soglia.
Le quattro verifiche da fare prima di firmare
- Il bando ammette il leasing e a quali condizioni? Si legge l’articolo sulle spese ammissibili dell’avviso, non la scheda di sintesi. Se l’avviso tace, il leasing non è ammesso per definizione: va chiesto per iscritto all’ente.
- Il termine finale di rendicontazione quanti canoni copre? Si conta materialmente il numero di canoni esigibili entro quella data e si calcola il contributo su quella base, non sul valore del bene.
- Il contratto prevede il riscatto e l’impegno è formalizzato? Sulla Nuova Sabatini è una condizione di ammissibilità, e nei regimi di aiuto che impongono l’acquisto del bene il mancato riscatto comporta la restituzione dell’aiuto.
- Il piano separa quota capitale e quota interessi? Serve per lo scorporo delle voci non ammissibili e per il calcolo della maggiorazione fiscale sul costo del concedente.
Se l’investimento è ancora in fase di preventivo, il confronto tra i canali va fatto prima di scegliere la forma di acquisizione: le misure aperte in questo momento, con dotazioni e scadenze, sono nella nostra mappa aggiornata dei bandi a fondo perduto attivi, mentre il confronto tra misura nazionale e linee regionali sui beni strumentali è nella guida ai bandi macchinari tra Nuova Sabatini e alternative regionali.
Domande frequenti su leasing e agevolazioni
Il noleggio operativo è ammissibile nei bandi?
La locazione semplice e il noleggio possono essere ammissibili se direttamente connessi all’operazione finanziata, ma con logiche diverse dal leasing finanziario: si finanzia l’uso del bene per il periodo del progetto, non la sua acquisizione. Nella Nuova Sabatini, invece, il noleggio è escluso, perché la misura finanzia l’acquisto o l’acquisizione in leasing con riscatto.
Posso presentare un bando su un macchinario già in leasing da un anno?
Di norma no, per due motivi. Il primo è l’ammissibilità temporale della spesa: i canoni pagati prima della data di avvio ammessa dal bando restano fuori. Il secondo è l’effetto incentivante, che nei regimi in esenzione richiede che la domanda sia presentata prima dell’avvio dei lavori. Su un contratto già in corso l’avvio è già avvenuto.
Il maxicanone iniziale è ammissibile per intero?
Se pagato e quietanzato dentro il periodo ammissibile, sì, al netto delle componenti non ammissibili. È proprio per questo che, quando il bando lo consente, spostare valore sul maxicanone è la leva più efficace per aumentare la spesa dimostrabile in un progetto breve.
Con il leasing perdo l’iperammortamento?
No. La maggiorazione si applica anche ai canoni di locazione finanziaria, calcolata però sul costo sostenuto dal concedente per l’acquisto del bene, quindi senza la componente di interessi. Gli adempimenti verso il GSE e la perizia asseverata restano identici a quelli previsti per l’acquisto diretto.
Chi deve essere intestatario della fattura, l’impresa o la società di leasing?
Nel leasing la fattura di acquisto del bene è intestata al concedente, che ne resta proprietario fino al riscatto. L’impresa dimostra la spesa con le fatture dei canoni e con il contratto. È il motivo per cui, nei bandi che chiedono fatture di acquisto intestate al beneficiario, il leasing va verificato con l’ente prima della domanda.
Se cedo il contratto di leasing prima del riscatto cosa succede?
Si entra in due ordini di problemi: la cessione del contratto può violare il vincolo di destinazione dell’agevolazione ricevuta, e nei regimi che impongono l’acquisto del bene il mancato riscatto obbliga alla restituzione dell’aiuto. La casistica delle operazioni che toccano beni agevolati è nell’approfondimento su vincoli di destinazione e operazioni straordinarie.
Il leasing immobiliare segue le stesse regole?
Le regole di ammissibilità nei fondi UE sono le stesse, ma cambia il trattamento fiscale: per i beni immobili la deduzione dei canoni è ammessa per un periodo non inferiore a dodici anni, contro la metà del periodo di ammortamento prevista per i beni mobili. Su progetti immobiliari, quindi, la finestra di rendicontazione copre una porzione ancora più piccola del valore.
Come impostare la scelta sul tuo investimento
La domanda da cui partire non è se il leasing conviene in assoluto, ma se conviene su quel bene, con quel bando e con quel termine di rendicontazione. Nei canali che calcolano il contributo sul valore del bene, come la Nuova Sabatini, il leasing è neutro e va scelto per ragioni finanziarie. Nei bandi che rimborsano spese sostenute, il leasing costa contributo, e va scelto solo se il vantaggio di cassa supera quello che si perde.
Le fonti ufficiali dei due canali citati sono la scheda MIMIT della Nuova Sabatini e la pagina MIMIT del nuovo piano Transizione 5.0 con l’iperammortamento.
Hai un preventivo di leasing e un bando aperto? Compila il form in alto alla pagina indicando bene, importo e durata del contratto: noi di Incentivimpresa ti ricontattiamo dicendoti quanta parte di quella spesa è davvero rendicontabile e come conviene strutturare il piano dei canoni.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link





