Fanti con il generale ma senza gruppo: finisce nel misto. E Celentano inizia i conti

In Consiglio Comunale a Latina non ci sarà, almeno per il momento, un Gruppo consiliare di Futuro Nazionale. Nonostante l’adesione di Alessandro Fanti (uscito dalla Lega nei giorni scorsi) e la sua dichiarazione di restare nella maggioranza della sindaca Matilde Celentano. Gli scenari che si aprono sono molteplici e non tutti semplici da gestire. 

Fanti è il primo amministratore di Vannacci in provincia di Latina: una posizione tutt’altro che marginale, considerando che il capoluogo pontino è la seconda città del Lazio. E considerando che la maggioranza del governo cittadino è una delicata alchimia tra FdI, FI, Lega, Noi Moderati, Lista Celentano: alla quale, dai prossimi giorni, forse darà il suo contributo esterno di Futuro Nazionale.

«Resto in maggioranza con supporto esterno»

Alessandro Fanti

Fanti lo dichiara in maniera secca: «Resto in maggioranza, con supporto esterno». Il supporto esterno è una formula tecnica per dire che il Partito non ha (e probabilmente non avrà, almeno fino alle elezioni) assessori in Giunta. Ma potrebbe anche significare che il consigliere voterà i provvedimenti inerenti il programma di coalizione sulla base del quale è stato eletto, e valuterà di volta in volta sugli altri. In questi giorni Fanti sta proseguendo i confronti sia con il Coordinamento Nazionale sia con i comitati locali, per definire una linea unitaria di strategia politica e di Aula.

Il consigliere ha già inviato la dichiarazione di uscita dalla Lega e di adesione a FN alla Presidenza del Consiglio Comunale, ovvero a Raimondo Tiero. La situazione è stata studiata regolamento alla mano. Il testo è chiaro: un singolo consigliere può uscire dal gruppo di elezione e formarne uno autonomo, anche se è solo. Ma unicamente se il Partito di nuova adesione ha «rilevanza nazionale». Futuro Nazionale ha diversi parlamentari europei e comitati locali, ma non ha ancora affrontato elezioni nazionali.


Raimondo Tiero

Tiero risponde secco«Non è possibile: lui deve entrare nel gruppo misto, insieme a Daniela Fiore. Rispetto al Regolamento attuale, non può fare Gruppo da solo perché Futuro Nazionale non è ancora “caratterizzato” come Partito a livello nazionale. Una volta che si sarà presentato alle elezioni e avrà eletto i suoi deputati e senatori, se ne potrà riparlare. Il nostro regolamento prevede che puoi fare il capogruppo se ci sono almeno due consiglieri, o se il Partito ha caratterizzazione nazionale». In altri Comuni si sono già formati gruppi consiliari FN, ma a Latina il regolamento chiude la porta.

Il precedente Fiore e il rischio contagio

Il tema potrebbe però non essere solo tecnico. Se si creasse un gruppo di Futuro Nazionale, altri in Aula potrebbero essere tentati a seguire. L’unico precedente in questa consiliatura è quello di Daniela Fiore: uscita dal PD, fa Gruppo a sé nel Misto. Nel frattempo ha creato il proprio movimento, «Adesso Latina», slegato sia dal centrodestra che dal centrosinistra.

Daniela Fiore

La questione è anche numerica. Con l’uscita di Fantila Lega ha perso un consigliere ed è ora a tre: a pari merito con Forza Italia e Noi Moderati. La Lega ha però due assessori, mentre FI e NM ne hanno uno a testa. FdI conta ben nove consiglieri — incluso il presidente del Consiglio Comunale Raimondo Tiero: che diventano dieci contando anche la sindaca. Ora il secondo gruppo è la Lista Celentano con quattro consiglieri, ma con un solo assessore. 

GruppoConsiglieriAssessoriNote
Fratelli d’Italia94I 9 consiglieri includono il presidente del Consiglio comunale Raimondo Tiero. Con la sindaca il totale degli eletti FdI sale a 10.
Lista Celentano41Secondo gruppo consiliare.
Lega32Ha perso un consigliere ed è ora a quota 3.
Forza Italia31Pari merito con la Lega e Noi Moderati per numero di consiglieri.
Noi Moderati31Pari merito con Lega e Forza Italia.

Chiaro che da solo Fanti, anche se in alcune occasioni non votasse con la maggioranza, non sposterebbe molto gli equilibri di una coalizione così ampia. Ma l’affare si complica se si considerano possibili rivendicazioni di Giunta: che la Celentano non intende toccare, dopo aver già fatto un rimpasto tre mesi fa.

Le indiscrezioni interne alla maggioranza tendono a smorzare la situazione: «Non ne stiamo parlando», lasciando intendere che un solo consigliere comunale non rappresenta un rischio per la tenuta della coalizione.


L’opposizione non ci sta

Se Fanti rassicura, l’opposizione invece chiarisce: la situazione è complicata e va spiegata pubblicamente. Con una nota congiunta, i consiglieri di LBC, PD, M5S e Per Latina 2032 sostengono che «l’uscita del consigliere comunale Alessandro Fanti dal gruppo della Lega e la sua adesione a Futuro Nazionale rappresentano un fatto politico che non può essere liquidato come una semplice scelta personale». 

Per l’opposizione, quello che si è creato Si chiama paradosso. È una situazione che parte da premesse valide e segue una logica corretta: ma nonostante questo conduce ad una conclusione che contraddice le premesse. Perché per l’opposizione il paradosso si chiama Alessandro Fanti? È entrato in Consiglio Comunale come esponente della Lega. Tre mesi dopo siede nella stessa Aula come iscritto a Futuro Nazionale, cioè il Partito che a livello nazionale critica apertamente l’amministrazione di cui Fanti dice di far ancora parte.

Due posizioni che non stanno sullo stesso piano logico e che quattro gruppi di opposizione hanno deciso di evidenziare. I civici di LBC Latina Bene Comune, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Per Latina 2032 chiedono ora alla sindaca Matilde Celentano di spiegare in Consiglio Comunale chi governa davvero la seconda città del Lazio.

La contraddizione

Matilde Celentano (Foto © Andrea Apruzzese)

La domanda nasce da una contraddizione strutturale che nessuna trattativa riservata può risolvere. Fanti, appena tre mesi fa, è entrato in Consiglio Comunale come primo dei non eletti della Lega. Oggi siede nella stessa Aula come aderente alla nuova formazione creata dal generale Roberto Vannacci. Cioè una formazione che sta costruendo la propria identità proprio sull’alterità rispetto al centrodestra di governo. 

Da un lato Fanti dichiara di voler continuare a sostenere la maggioranza Celentano. Dall’altro, autorevoli esponenti nazionali di Futuro Nazionale esprimono valutazioni fortemente critiche nei confronti di quella stessa amministrazione. Le due posizioni non stanno sullo stesso piano logico. Sono, come scrivono le opposizioni con rara precisione lessicale, «difficilmente conciliabili». E le contraddizioni difficilmente conciliabili, nella politica come nella fisica, tendono a risolversi bruscamente.


Il diritto dei cittadini a sapere

L’argomento più forte del comunicato congiunto non è però aritmetico. È istituzionale. Latina è la seconda città del Lazio, con tutto ciò che questo significa in termini di servizi, investimenti, politiche urbane, risorse europee e attrattività economica. «Se si profila una ridefinizione della maggioranza, questa deve essere illustrata con trasparenza nell’aula consiliare e non essere oggetto esclusivamente di trattative nelle segrete stanze», scrivono le opposizioni. È una richiesta che suona quasi ovvia. Ma in politica le cose ovvie sono spesso quelle più difficili da ottenere.

Le quattro forze di opposizione chiedono quindi che la sindaca Celentano e la sua maggioranza riferiscano pubblicamente, in Consiglio Comunale, quale sia oggi la composizione reale dell’assetto politico che governa la città. In aula. Con una comunicazione ufficiale. Davanti ai cittadini. «In questi ultimi giorni il dibattito pubblico è stato monopolizzato dagli assetti del centrodestra. Riteniamo invece che al centro dell’azione amministrativa debbano tornare Latina e le risposte che cittadini, famiglie e imprese attendono da troppo tempo», concludono.


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