Il fatto va collocato in un tratto fluviale estivo, frequentato da famiglie in cerca di fresco e privo della prevedibilità di una vasca controllata. Località La Barca, indicata anche dalla Voce di Novara, identifica l’area in cui la distanza tra riva e isolotto ha dato l’impressione di un intervento raggiungibile a vista. Il Sesia, in quel punto, ha imposto una forza diversa: corrente, fondo irregolare e profondità non percepibile dalla sponda.
Avviso: l’articolo tratta una doppia morte in acqua e mantiene separati i fatti acquisiti dalle ipotesi sulla sequenza esatta degli ultimi istanti.
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La Barca, il tratto del Sesia dove si è consumata la tragedia
La domenica del 5 luglio si è trasformata in emergenza nel pomeriggio. La famiglia era arrivata dalla Lombardia nel Novarese, in un tratto del fiume usato nelle giornate calde come area di sosta. Non era una spiaggia attrezzata nel senso pieno del termine: il riferimento reale era il corso d’acqua, con sassi, corridoi di corrente e cambi di profondità.
La bambina si trovava nel passaggio fra la riva e un isolotto. La versione della Sky TG24 colloca la piccola su una roccia in mezzo alla corrente; quel particolare spiega la reazione immediata dei familiari. A occhio nudo la distanza sembrava colmabile, soprattutto per un padre e uno zio davanti a una richiesta d’aiuto. In un fiume, però, pochi metri laterali valgono più della distanza lineare: la corrente non spinge soltanto verso valle, toglie appoggio e cambia traiettoria a chi entra senza attrezzatura.
Il tuffo del padre e dello zio
Bouchia El Kerjmi e Benzaid Abdelhadi hanno visto la bambina in difficoltà e sono entrati nel Sesia. Le cronache convergono su un dato umano e fisico: i due non erano nuotatori esperti. Nel fiume questa condizione pesa più che in mare calmo o in piscina, perché il corpo perde subito appoggio quando il fondale scende e la corrente lavora di lato.
Il tuffo nasce come soccorso familiare. La trasformazione in doppio annegamento avviene nel momento in cui entrambi finiscono nel tratto che li trascina. Non risulta un tempo sufficiente per un rientro autonomo verso la sponda. Il fiume li ha portati sotto in pochi istanti, davanti ai presenti che stavano seguendo la scena dalla riva.
La bambina portata fuori dall’acqua
La minore è rimasta fuori dalla traiettoria che ha travolto i due adulti. Il fratello della bambina si è tuffato a sua volta e con il supporto di un bagnante è riuscito a riportarla sulla sponda. Questo passaggio viene riferito anche da ANSA, che colloca nello stesso intervento l’arrivo dei vigili del fuoco, dell’elicottero, del 118 e dei carabinieri.
La sopravvivenza della piccola separa in modo netto i due tempi dell’emergenza: da una parte il tentativo di raggiungerla da parte del padre e dello zio, dall’altra il salvataggio riuscito compiuto quando la scena era già precipitata. La bambina è stata affidata ai sanitari e accompagnata a Borgomanero per accertamenti. La madre, incinta, ha avuto bisogno di assistenza dopo aver assistito alla scena.
I due uomini arrivati dal Varesotto
I nomi dei due uomini, riportati anche da Tgr Piemonte e Il Giorno, sono Bouchia El Kerjmi e Benzaid Abdelhadi. Il primo era il padre della bambina e viveva a Casorate Sempione; il secondo era lo zio e risiedeva ad Azzio, in Valcuvia. Entrambi erano legati al Varesotto e avevano raggiunto il Sesia per trascorrere la giornata lungo il fiume.
Il profilo raccolto dal Corriere della Sera restituisce due traiettorie ordinarie spezzate nel giro di pochi secondi: El Kerjmi lavorava come operaio e aveva tre figli con un quarto in arrivo; Abdelhadi aveva costruito la propria vita lavorando come autotrasportatore e si era stabilito da poco ad Azzio. Sono informazioni sobrie, necessarie per non lasciare le vittime dentro una sola definizione, quella di annegati.
Soccorsi, elicottero e recupero dei corpi
La risposta di emergenza ha coinvolto i vigili del fuoco, i sanitari del 118, i carabinieri e un elicottero decollato dall’area di Malpensa. La presenza dell’elicottero chiarisce la scala dell’intervento: non si trattava di una ricerca lenta lungo sponde estese. Era una corsa contro il tempo nel punto in cui i due uomini erano scomparsi.
I corpi sono stati recuperati dai soccorritori e sottoposti a manovre di rianimazione. L’esito è rimasto irreversibile. Il fascicolo affidato ai carabinieri serve a fissare gli istanti anteriori all’allarme, la posizione della bambina, la traiettoria dei due adulti e l’intervento dei presenti sulla riva. Non emergono attribuzioni di responsabilità verso terzi.
Perché il fiume ha reso fatale un soccorso a vista
La distanza visiva tra una riva e una roccia non misura la sicurezza di un intervento. In un fiume, la corrente agisce anche quando il livello sembra basso. Il piede scivola su pietre lisce, il fondale cambia senza preavviso e una conca profonda trasforma un ingresso fino alla vita in immersione completa.
AIPo, Agenzia Interregionale per il fiume Po, richiama nei materiali sulle aree fluviali proprio questi fattori: acque che mutano, fondi scivolosi, fondoni improvvisi, mulinelli e corrente anche nei periodi di magra. La pagina della Croce Rossa Italiana di Novara sul soccorso in acqua descrive il salvataggio in ambiente acquatico come attività specialistica. Il caso di Romagnano mostra perché lo slancio istintivo, davanti a un minore in difficoltà, espone a un pericolo che cresce nel giro di pochi metri.
Madre incinta e bambina affidate ai sanitari
La madre della bambina, incinta, è stata soccorsa dopo la doppia morte davanti ai suoi occhi e accompagnata all’ospedale Maggiore di Novara. La minore è stata portata all’ospedale di Borgomanero per controlli. La parte sanitaria del caso non indica lesioni gravi per la piccola. Documenta lo shock familiare immediato.
Il trasferimento in ospedale delle persone sopravvissute chiude la parte più acuta dell’intervento e apre quella delle comunicazioni alle comunità di provenienza. Casorate Sempione e Azzio hanno appreso la perdita di due residenti collegati da parentela e da una scelta identica, entrare nel fiume per raggiungere una bambina.
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Junior Cristarella
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