La sottrazione non riguarda soltanto una scorta ospedaliera. La quantità indicata, 80 fiale, porta il fascicolo su un doppio binario: reato patrimoniale con destinazione illecita ipotizzata e tenuta della custodia sanitaria dei farmaci stupefacenti.
Nota redazionale: le ipotesi penali sono riferite al fascicolo aperto dalla Procura. Nel testo non vengono attribuite responsabilità personali fuori dagli atti e dalle dichiarazioni rese dai soggetti coinvolti.
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La sequenza fissata il 3 luglio
La data certa del caso pubblico è il 3 luglio 2026. In quella giornata la sottrazione delle fiale è arrivata a Palazzo Chigi con una riunione presieduta da Alfredo Mantovano. Al tavolo sedevano il capo di Gabinetto del Ministero della Salute, il direttore della Direzione centrale per i Servizi antidroga, il direttore generale della Direzione Salute della Regione Lazio e i dirigenti del Dipartimento per le politiche contro le dipendenze.
La riunione ha messo nello stesso fascio farmacia ospedaliera e fronte investigativo, con il farmaco sottratto trattato come materiale ad alto pericolo di ingresso nel consumo illecito. Il perimetro fattuale sulle 80 fiale e sulle circa 20.000 dosi coincide con la cronaca di ANSA, che colloca la riunione nel primo pomeriggio e attribuisce a Palazzo Chigi l’allarme sulla custodia.
La cassaforte e gli accessi alla farmacia
Le fiale erano nella cassaforte dei farmaci dell’ospedale. L’assenza di segni di effrazione, riferita in più cronache di giornata, orienta il lavoro investigativo sulla platea degli accessi: chi era abilitato ad aprire e quali registrazioni accompagnavano la giacenza.
Il particolare della chiave in uso a più addetti è stato attribuito alla struttura ospedaliera dalle cronache del Corriere della Sera. Il dato non assegna colpe. Delimita l’area degli accertamenti, perché porta l’attenzione dall’effrazione esterna alla catena interna di custodia.
Il fascicolo penale e il ruolo dei Nas
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo a piazzale Clodio. Le ipotesi contestate nel procedimento sono furto e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I carabinieri del Nas hanno ricevuto la delega sugli accertamenti e lavorano sul percorso della sostanza fuori dalla custodia sanitaria.
Adnkronos ha raccolto la posizione del commissario straordinario Antonio Maria Leozappa, che ha indicato l’ospedale come parte lesa e la querela contro ignoti. Il dato separa il furto subito dalla struttura dall’indagine sulle responsabilità, una separazione necessaria quando la cronaca giudiziaria incrocia la gestione di medicinali stupefacenti.
Ispezione del Ministero e controlli nel Lazio
Il Ministero della Salute ha disposto un’ispezione per accertare eventuali responsabilità e rispetto dei protocolli vigenti. La Regione Lazio ha attivato una visita ispettiva straordinaria sulla gestione degli stupefacenti nella farmacia ospedaliera dell’Israelitico e ha dato mandato alle Asl territorialmente competenti di controllare gli ospedali della regione.
L’estensione alle Asl trasforma il singolo ammanco in un controllo di rete: registri e giacenze devono combaciare con la custodia reale. La circolare ministeriale del 24 dicembre 2025 aveva già richiamato strutture sanitarie e farmacie a potenziare i controlli su prescrizioni e autenticità delle ricette, con segnalazione delle irregolarità.
Il Piano anti-fentanyl nel caso Israelitico
Il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici era stato presentato a Palazzo Chigi il 12 marzo 2024. Il Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze lo collega alla necessità di intercettare la presenza di fentanyl nei canali illeciti e di impedirne la diffusione.
Con l’Israelitico, la traiettoria parte da un farmaco custodito in ospedale. Il presidio contro la diversione deve nascere lì, nel luogo in cui il medicinale è legittimo e dove il registro di carico e scarico dovrebbe coincidere con la scorta reale.
Le 20.000 dosi e il limite del calcolo
Le 20.000 dosi non corrispondono a una somma aritmetica ricavabile dal solo numero delle fiale. Servirebbero concentrazione e volume della formulazione, dati non resi pubblici nel materiale sul caso. Il numero comunicato descrive la capacità di frazionamento illecito attribuita al quantitativo sottratto.
In ospedale il fentanyl è un analgesico oppioide a uso controllato. Fuori dalla catena sanitaria, anche dosi molto basse espongono a overdose. La dimensione farmacologica riguarda prescrizioni e pazienti. La stima criminale riguarda il consumo illecito.
La filiera dei farmaci stupefacenti
Il Nas ha annunciato l’intensificazione della vigilanza lungo farmacie, distributori intermedi, farmacie ospedaliere, aziende sanitarie e servizi per le dipendenze. Il messaggio per le strutture sanitarie è netto: le fiale di fentanyl vanno trattate come beni sanitari a registrazione serrata, con carico e scarico coerenti alla giacenza reale.
Sky TG24 ha indicato anche la circolare ministeriale in preparazione sullo stoccaggio. Per le farmacie ospedaliere il punto è immediato: ogni passaggio fra cassaforte e registro deve lasciare una traccia controllabile, perché il furto di una fiala non produce soltanto un ammanco contabile.
Le parti coperte dall’indagine
Nel fascicolo pubblico non viene fissato il momento esatto della sottrazione materiale. Qui resta ferma la data del 3 luglio, giorno della riunione a Palazzo Chigi e della decisione sulle ispezioni. Il resto appartiene al lavoro investigativo, che dovrà incrociare registri interni e accessi alla farmacia.
L’ipotesi del furto su commissione compare tra le piste investigative e non chiude il lavoro dei pm. La differenza conta: una pista orienta gli accertamenti, una conclusione giudiziaria richiede atti processuali. Su un farmaco come il fentanyl, la prudenza del linguaggio non attenua la gravità dell’ammanco.
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Junior Cristarella
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