Anche il Lago di Como ha un’isola: si tratta dell’Isola Comacina, un fazzoletto di terra lungo circa 600 metri e largo appena 200 che concentra più storia di quanto si aspetti. In una sola mattinata si può passeggiare tra rovine paleocristiane, i resti di una basilica dell’XI secolo e tre sorprendenti case d’artista in stile razionalista. Situata di fronte al borgo di Ossuccio, nel comune di Tremezzina, l’isola è raggiungibile solo via lago.
La storia (e la maledizione) dell’Isola Comacina
La storia dell’Isola Comacina parte dall’epoca romana, quando il piccolo lembo di terra ospitava un presidio militare e, forse, un tempio votivo. Con l’arrivo dei Longobardi divenne un rifugio strategico, uno degli ultimi avamposti bizantini a resistere nell’Italia settentrionale.
Nell’Alto Medioevo l’isola visse il suo periodo d’oro. Fortificata al punto da essere chiamata dai locali il “Castell”, ospitava numerose chiese e una comunità fiorente, centro della Pieve d’Isola. Poi nel 1169, durante la guerra decennale tra Como e Milano, la Comacina si schierò con Milano. Fu così che i comaschi, alleati invece all’imperatore Federico Barbarossa, la rasero al suolo.
Si racconta che il vescovo di Como Vidulfo scagliò una maledizione sull’isola: non sarebbero più suonate le campane, nessuno avrebbe più posato pietra su pietra, e chi vi avesse aperto un’osteria sarebbe morto di morte violenta. Vera o no, per secoli l’isola rimase disabitata, abbandonata alla vegetazione e ai pastori. Ancora oggi la distruzione del 1169 rivive ogni anno nella Sagra di San Giovanni, con la processione di barche e lo spettacolo pirotecnico che rievoca l’incendio dell’isola.
Cosa c’è da vedere sull’Isola Comacina
Nonostante le dimensioni ridotte, l’isola offre un concentrato di archeologia, architettura e natura. I punti di interesse da non perdere sono:
- Chiesa di San Giovanni Battista: l’unico edificio ancora integro, ricostruito in forma barocca tra il 1670 e il 1675 su un’area sacra già occupata in epoca romana e altomedievale. Custodisce al suo interno un colonnato marmoreo romano, un battistero paleocristiano con mosaico e le fondazioni di edifici precedenti. Riconsacrata nel 2009, si visita solo con guida.
- Resti della Basilica di Sant’Eufemia: il monumento più importante dell’isola. Della grande basilica a tre navate dell’XI secolo restano i pilastri ottagonali e, soprattutto, la suggestiva cripta, la parte meglio conservata.
- Aula Battesimale Biabsidata: un’insolita struttura paleocristiana con lacerti musivi e affreschi parietali, testimonianza del ruolo religioso dell’isola già dai primi secoli.
- Resti di altre chiese medievali: le tracce di Santa Maria col Portico (XII secolo), San Pietro in Castello, il complesso dei Santi Faustino e Giovita e la Casa Torre difensiva. Secondo la tradizione, prima del 1169 le chiese erano addirittura nove.
Per visitare l’isola serve un ticket d’ingresso, acquistabile all’Antiquarium (comprensivo del museo) o alla biglietteria automatica sull’isola, che accetta solo pagamenti con carta. Il biglietto del taxi boat, invece, si paga a parte direttamente a bordo.
Dove si trovano le case d’artista?
C’è anche un elemento moderno all’Isola Comacina. Le Case per Artisti si trovano sul versante meridionale dell’isola, lungo il cosiddetto Sentiero degli artisti, il percorso dedicato all’architettura che si affianca a quello archeologico.
Sono tre piccole ville progettate dall’architetto lariano Pietro Lingeri, figura di spicco del razionalismo italiano nato a Bolvedro di Tremezzo, a due passi dall’isola. Nell’elaborazione del progetto Lingeri attinge al modello della casa per vacanze di Le Corbusier, costruita nel 1935 sulla costa atlantica francese.
La commissione arrivò dall’Accademia di Brera nel 1933, ma i piani iniziali — un albergo e numerose case — furono ridimensionati. Nel 1939 le tre case-atelier vengono costruite in pietra di Moltrasio, limitando al minimo gli spazi. Pensate per ospitare artisti italiani e belgi durante brevi soggiorni estivi, le case vennero abbandonate a fine anni Novanta e restaurate tra il 2009 e il 2010.
Quanto tempo ci vuole per visitare l’Isola Comacina
Per una visita completa e senza fretta bastano due o tre ore. L’isola è piccola e si gira interamente a piedi lungo due sentieri tematici — quello archeologico e quello dell’architettura — che si percorrono con calma in circa un’ora e mezza. Si può aggiungere mezz’ora abbondante prevedendo anche la visita al Museo Antiquarium di Ossuccio.
Come arrivare all’Isola Comacina
L’isola si raggiunge esclusivamente via lago. Il punto di riferimento a terra è Ossuccio (frazione di Tremezzina), sulla sponda occidentale del Lario, dove si trovano il parcheggio e i pontili d’imbarco. Le opzioni principali per arrivare fino a Ossuccio sono quindi:
- In auto: da Como si segue la Strada Statale 340 (Regina) in direzione Menaggio; Ossuccio dista circa 25 km e il viaggio dura all’incirca 40 minuti a seconda del traffico. Da Milano si imbocca l’autostrada A9 con uscita Como Nord, poi la SS340.
- In treno + bus: la stazione più vicina è Como San Giovanni; da Milano Centrale i treni sono frequenti e il viaggio dura circa un’ora. Da lì si prosegue con l’autobus di linea C10 diretto a Menaggio.
- In battello: la Navigazione Lago di Como collega diverse località del lago con fermata diretta “Isola Comacina”.
Traghetto per l’Isola Comacina: biglietti e orari
Per l’ultimo tratto ci sono due possibilità: il taxi boat privato che parte da Ossuccio oppure i battelli pubblici della Navigazione Lago di Como. Il servizio di taxi boat da Sala Comacina/Ossuccio è veloce (pochi minuti di navigazione) e frequente durante la stagione. Secondo le tariffe indicate dall’operatore locale Boat Services, il biglietto di andata e ritorno costa 8 euro nella fascia diurna (dalle 9:00 alle 19:00) e 9 euro in quella serale (dalle 19:00 alle 24:00), mentre la sola andata costa 5 euro.
Vivere a Tremezzina
L’Isola Comacina fa parte del comune di Tremezzina, nato nel 2014 dalla fusione di quattro borghi storici: Lenno, Mezzegra, Ossuccio e Tremezzo. Poco meno di 5.000 abitanti distribuiti lungo uno dei tratti più belli della sponda occidentale del Lario, quello un tempo meta obbligata del Grand Tour aristocratico.
Vivere qui significa avere sotto casa un patrimonio che il resto del mondo raggiunge solo in vacanza. Ci sono le due ville più celebri del lago — Villa del Balbianello e Villa Carlotta, con i loro giardini e gli interni ricchi di storia e arte — e c’è il Sacro Monte di Ossuccio, unico sito UNESCO della provincia di Como.
Non manca nemmeno la Greenway del Lago di Como, la passeggiata panoramica che attraversa l’intera Tremezzina e che i residenti percorrono in ogni stagione. Scopri, quindi, su idealista, gli ultimi annunci per case in vendita o in affitto a Tremezzina:
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Matteo Squillante
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