Il verdetto europeo del 2026 consegna a Londra un primato che parla italiano senza stare in Italia. Napoli on the Road conserva la vetta della guida europea e spinge il lavoro di Pascarella oltre la singola pizzeria di quartiere: le tre sedi londinesi sono ormai un banco severo per la pizza napoletana portata fuori dal suo mercato originario.
Avviso al lettore: la classifica europea non comprende le pizzerie italiane perché la guida pubblica una graduatoria dedicata all’Italia. Il confronto, qui, riguarda il resto del continente.
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Londra davanti a Madrid e Puteaux
Napoli on the Road è prima nella graduatoria europea 2026. La guida colloca al secondo posto Baldoria di Madrid, guidata da Ciro Cristiano; assegna il terzo posto a IMperfetto di Puteaux, locale francese legato a Tonino Cogliano e Simone Lombardi. Il podio coincide con la cronaca di Tgcom24, che ha fissato il risultato dentro il terzo successo europeo consecutivo dell’insegna londinese.
Il primato non premia un nome astratto: riguarda un gruppo con tre indirizzi nella capitale britannica. La sede di Soho ha portato l’insegna nel centro della città, accanto ai locali di Chiswick e Richmond. Per una pizzeria nata dalla mobilità di un banco su strada, arrivare in Wardour Street significa presidiare un mercato dove la pizza compete con cucine globali, format rapidi e tavole di alta spesa.
Pascarella, dalla Ape ai tre indirizzi londinesi
Michele Pascarella arriva da Maddaloni, nel Casertano. Il cammino britannico nasce da una Ape Piaggio attrezzata con forno a legna nei mercati di Londra. L’Istituto Italiano di Cultura di Londra ha documentato lo stesso avvio, con il pizzaiolo trasferito nel Regno Unito da giovane e poi entrato nella scena cittadina attraverso un mezzo a tre ruote.
Il salto di scala riguarda il passaggio dal servizio nei mercati alla gestione di sale, brigate, prenotazioni e carte. Il sito ufficiale di Napoli on the Road indica oggi tre sedi: 140 Wardour St a Soho, 9A Devonshire Rd a Chiswick e 12 Red Lion St a Richmond. La vittoria europea arriva dopo questa estensione: la guida registra un’insegna capace di tenere standard riconoscibili su più indirizzi.
La sezione europea non include la graduatoria italiana
L’assenza dell’Italia dalla lista europea dipende dalla struttura della guida. Le pizzerie italiane hanno una graduatoria autonoma, distinta da quella europea. La sezione dedicata al continente valuta le insegne fuori dal perimetro italiano e rende leggibile la forza della pizza napoletana nei mercati esteri senza mescolare liste diverse.
Questo passaggio scioglie un equivoco sul risultato. Londra batte Madrid, Puteaux, Barcellona, Fürth, Amsterdam e Vienna nella sezione europea della guida; non sta battendo Napoli, Caserta o Roma dentro la stessa lista. La graduatoria misura il lavoro degli italiani all’estero e delle scuole locali che hanno adottato impasti, forni, fermentazioni e servizio da pizzeria d’autore.
Le prime dieci posizioni mostrano la nuova geografia della pizza
Dopo Napoli on the Road, Baldoria e IMperfetto, la quarta posizione va a 50 Kalò di Londra, la quinta a Sartoria Panatieri di Barcellona. Seguono Pizza Zulu a Fürth, nNea ad Amsterdam, Sapori Italiani U Taliana a Bratislava, Forno d’Oro a Lisbona e Via Toledo a Vienna.
La sequenza segnala due poli con peso superiore agli altri: Regno Unito e Spagna. Londra piazza due locali nelle prime quattro posizioni. La Spagna ne colloca due nelle prime cinque e allarga la presenza con Fratelli Figurato a Madrid, Oura a Santiago de Compostela, Demaio a Bilbao e Balmesina a Barcellona entro le prime diciassette posizioni. El País ha registrato lo stesso avanzamento spagnolo, con Baldoria di Madrid davanti a tutte le altre insegne nazionali.
La lista mondiale passa dal Mercadante di Napoli
Le prime venti pizzerie europee accedono alla graduatoria delle 100 Migliori Pizzerie del Mondo. L’annuncio è in calendario il 15 settembre 2026 al Teatro Mercadante di Napoli. Il circuito torna così nella città simbolo della pizza dopo una selezione europea che, per definizione, guarda alle pizzerie fuori dall’Italia.
Per Napoli on the Road la qualificazione mondiale non è un premio accessorio. Il gruppo londinese entra nella tappa globale con un capitale reputazionale già alto: primo in Europa nel 2024, nel 2025 e nel 2026. Nel passaggio mondiale cambiano i rivali, perché la lista raccoglie le graduatorie geografiche e mette insieme Europa, Stati Uniti, Asia-Pacifico, America Latina e Italia.
La decima edizione sale a 60 posizioni
L’edizione europea 2026 amplia la graduatoria a 60 pizzerie. La guida parla di circa 200 insegne distribuite in 35 Paesi, con la Spagna al primo posto per presenze complessive nella selezione, 29 locali. Seguono Francia con 24 e Inghilterra con 22. Fra le città, Parigi arriva a 17 pizzerie censite, Londra a 15 e Madrid a 9.
Il numero delle pizzerie in guida segnala una maturazione del mercato europeo fuori dall’Italia. La pizza napoletana non viaggia più soltanto come prodotto identitario esportato da pizzaioli italiani: diventa un linguaggio di mestiere adottato da squadre locali, imprenditori della ristorazione e città con pubblici abituati a prenotare pizza come esperienza gastronomica serale.
Il premio riguarda l’intera pizzeria
La guida non valuta soltanto impasto e cottura. Il giudizio considera la pizzeria nel suo insieme: prodotto, servizio, cantina, birre, ambiente, attesa e gestione dell’ospite. Le ispezioni anonime, richiamate nei principi della guida, spiegano perché un’insegna con più sedi venga misurata anche sulla capacità di ripetere accoglienza e identità di cucina.
Il risultato di Napoli on the Road nasce dentro questa architettura. Pascarella non vince solo per una pizza riconoscibile o per una storia personale potente. Vince perché la guida legge la pizzeria come macchina gastronomica: forno, banco, sala, carta e tempi del cliente devono marciare allo stesso ritmo. Time Out London ha collocato il primato nel pieno della competizione gastronomica londinese.
Le targhe speciali: Pizza Zulu e Surt entrano nei premi 2026
Accanto alla graduatoria, il 2026 assegna anche riconoscimenti mirati. Gaspare Squitieri di Pizza Zulu, a Fürth, riceve il premio di Pizza Maker of the Year. La Pizza of the Year va alla Marinara di Surt, a Copenhagen. Nelle targhe Green Oven compaiono ALBA a Zurigo, Oura a Santiago de Compostela e Sartoria Panatieri a Barcellona.
Queste assegnazioni allargano il perimetro del premio oltre il podio. La pizza fritta, i dessert, la carta cocktail, la proposta pasta e il forno sostenibile entrano nello stesso racconto della pizzeria europea. Il settore chiede ormai competenze distribuite: una grande pizza senza sala e senza carta perde terreno; una sala brillante senza identità d’impasto non regge il confronto.
Il filo con la filiera campana resta visibile
Il successo londinese parla anche alla Campania. La pizza napoletana viaggia con farine, pomodori, latticini, oli, forni e scuole di mestiere. Il nostro articolo su San Marzano DOP, Pasta di Gragnano IGP e AVPN mostra come i prodotti campani protetti puntino alla promozione internazionale, mentre il pezzo sul Campionato Mondiale del Pizzaiuolo a Napoli racconta la gara di mestiere che riporta nel capoluogo oltre 600 concorrenti da 35 nazioni.
Napoli on the Road sta dall’altra parte dello stesso circuito: non organizza la filiera, la mette in servizio davanti al cliente estero. La vittoria europea rende visibile il passaggio più difficile, quello dalla reputazione italiana alla ripetibilità quotidiana in un mercato lontano. Londra diventa il luogo dove la pizza napoletana incontra pubblico globale, affitti alti, concorrenza aggressiva e aspettative da ristorante pieno.
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Junior Cristarella
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