Il ciclo nasce da una scelta di sede: Massenzio assorbe il cartellone e dà ai programmi una scala fisica poco comune per Roma, con 1.500 posti e un palco nato dal lavoro Alvisi Kirimoto.
Calendario rilevato alle 16:01 del 28 giugno 2026: tutti i concerti romani risultano annunciati alle 21; il gala del 2 luglio compare esaurito nel calendario dell’Accademia.
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Otto serate alle 21 nel sito archeologico
Santa Cecilia concentra la stagione a Massenzio in otto date: 2, 4, 9, 15, 17, 21, 24 e 29 luglio. Il perimetro romano coincide con la scheda pubblicata dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che indica la Basilica nel Parco archeologico del Colosseo e l’ingresso da Clivo di Venere Felice.
Il calendario ANSA del 27 giugno fissa lo stesso arco dal 2 al 29 luglio e chiarisce il profilo musicale: Čajkovskij, Vivaldi, Desplat, Verdi, Gershwin, Chopin, Mozart, Händel e Vivaldi.
Il 2025 ha riaperto il palco, il 2026 porta il mese intero
L’8 giugno 2025 l’Accademia Barocca di Santa Cecilia era rientrata nella Basilica con Le quattro stagioni di Vivaldi, Giovanni Andrea Zanon e Toni Servillo. Il concerto segnava la riapertura al pubblico dopo cinque anni di restauro e riqualificazione guidati dal Parco archeologico del Colosseo.
Il 2026 porta quella prova pubblica a una stagione sinfonico-corale estesa a luglio. Dal 21 giugno 1933 al 2 agosto 1979 Massenzio aveva ospitato 693 concerti di Santa Cecilia; il numero arriva dai materiali dell’Accademia e chiude la distanza fra l’uso storico della Basilica e il nuovo calendario.
La Basilica impone una scala diversa
La Basilica fu avviata da Massenzio nel 308 e completata da Costantino con modifiche all’orientamento. La scheda del Parco archeologico del Colosseo descrive l’impianto a tre navate, la grande aula centrale e l’abside costantiniana. In quella scala architettonica, tempi, volumi e distanza fra pubblico e interpreti entrano nella percezione della musica.
Il nuovo allestimento firmato Alvisi Kirimoto lavora su questo rapporto. Professione Architetto registra il completamento 2025, una struttura palco di circa 500 metri quadrati dentro un’area di circa 5.000 e un intervento commissionato dal Parco fin dal 2019. La capienza della configurazione concertistica è di 1.500 spettatori.
Il 2 luglio: Honeck, Malofeev e Čajkovskij
La serata inaugurale, La notte bianca, affida l’Orchestra dell’Accademia a Manfred Honeck e al pianoforte di Alexander Malofeev. Il programma resta su due pagine di Čajkovskij: Concerto per pianoforte n. 1 e Sinfonia n. 5.
Il calendario dell’Accademia indica sold out per questa data. In una serie da 1.500 posti, l’esaurito iniziale segnala il peso della combinazione fra Honeck e Malofeev dentro un programma russo di grande richiamo.
Il 4 luglio Vivaldi entra nella danza urbana
La data del 4 luglio porta in Basilica Mourad Merzouki con Compagnie Käfig e Le Concert de la Loge. Julien Chauvin firma violino solista e direzione musicale, mentre Cécile Trelluyer governa la parte scenica.
Il nucleo musicale è Vivaldi: L’Olimpiade, Le quattro stagioni, la Sonata RV 43, il Concerto RV 580 e la Sinfonia alla Rustica. La scelta dell’hip-hop su strumenti dal vivo allarga il pubblico senza abbassare la scrittura musicale.
Il 9 luglio Desplat dirige il proprio cinema
Il 9 luglio Alexandre Desplat sale sul podio dell’Orchestra di Santa Cecilia con un programma dedicato alle proprie colonne sonore. Il compositore francese arriva a Massenzio con undici candidature agli Oscar e due premi vinti.
Il programma attraversa The Tree of Life, Il curioso caso di Benjamin Button, la suite regale legata a The Queen e Il discorso del Re, il mondo di Wes Anderson, La forma dell’acqua, Piccole donne, Harry Potter e i doni della morte, The Imitation Game e Godzilla. Qui l’Orchestra passa dal sinfonismo di sala alla scrittura per immagini, affidando al compositore la doppia regia della partitura e del catalogo cinematografico.
Verdi il 15 luglio con coro e conservatori
Il 15 luglio Massenzio ospita il Verdi Gala con l’Orchestra Nazionale dei Conservatori, il Coro dell’Accademia e Diego Ceretta. La presenza dell’organico dei conservatori, 120 elementi secondo la scheda produttiva, dà alla serata un innesto generazionale dentro il repertorio operistico italiano.
Il programma convoca Aida, I Lombardi alla prima crociata, Macbeth, Nabucco e I vespri siciliani. La scelta dei cori e delle sinfonie verdiane usa la spazialità del sito con masse vocali e orchestra estesa.
Harding e Bollani il 17 luglio, poi Siena
Il 17 luglio Daniel Harding, direttore musicale dell’Accademia, guida l’Orchestra con Stefano Bollani al pianoforte. In programma Alborada del gracioso di Ravel, Rhapsody in Blue di Gershwin nella versione per jazz band e i Quadri di un’esposizione di Musorgskij nella veste orchestrale di Ravel.
Il giorno dopo lo stesso impianto musicale si sposta a Piazza del Campo, per il Concerto per l’Italia 2026 dentro il Chigiana International Festival & Summer Academy. Il calendario Chigiana indica le 21.30 e conferma Harding, Bollani e Orchestra di Santa Cecilia.
Martina Meola, Mozart e il finale barocco
Il 21 luglio il cartellone restringe la scena al pianoforte con Martina Meola, classe 2012 e premio Jeune Chopin 2025. Valzer, scherzo, notturni, fantasia, mazurke, ballata e Andante Spianato costruiscono un recital tutto chopiniano, senza orchestra.
Il 24 luglio Jérémie Rhorer dirige Orchestra e Coro nel Requiem K 626 di Mozart dopo l’Ave Verum Corpus, con Mei Gui Zhang, Anna Doris Capitelli, Duke Kim e Guilhem Worms. Il 29 luglio Concerto Köln chiude con Händel e Vivaldi, dalle suites della Musica sull’acqua alla Musica per i reali fuochi d’artificio.
Prezzi, abbonamenti e salita dal Clivo
I biglietti interi sono divisi in tre fasce: 60 euro per il settore I, 40 euro per il settore II e 30 euro per il settore III. Gli abbonamenti costano 360, 240 e 190 euro. TicketOne mostra ridotti Under 26 a 42, 28 e 21 euro per le date in vendita, con commissioni di prevendita a parte.
Gli abbonati Santa Cecilia hanno il 10% su massimo due biglietti, gli Under 26 il 30%. Il servizio con vettura elettrica per la salita del Clivo parte alle 19.30 e lavora fino a circa un’ora dopo il concerto, senza prenotazione.
Per arrivare: Metro B e C fermata Colosseo, autobus 51, 75, 81, 85, 87 e 118, tram 3 fermata Colosseo oppure Parco Celio.
La macchina produttiva dietro gli otto concerti
Il calendario mobilita ogni giorno cento professori d’orchestra, settanta artisti del coro e settanta dipendenti amministrativi. A queste forze si aggiungono gli ospiti: l’Orchestra Nazionale dei Conservatori con 120 musicisti, Concerto Köln con 25 esecutori e la serata del 4 luglio con sette ballerini accanto a quindici strumentisti.
La mole di persone coinvolte parla da sola: una produzione estiva con flussi, prove, palco e accessibilità dentro un monumento archeologico.
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Junior Cristarella
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