ANiMPACT arriva nella parte meno visibile dell’animazione: server, postazioni grafiche, rendering, archivi digitali, licenze software, fornitori cloud, viaggi ridotti ma non assenti, gestione degli uffici e responsabilità tra partner. Il marchio nasce per un settore che non consuma territorio come un grande set, però concentra energia, calcolo e dati in cicli produttivi lunghi.
Perimetro editoriale: il testo riguarda la fase pilota del disciplinare ANiMPACT e il suo aggancio con Green Film. Le sigle esterne sono richiamate solo come conferma documentale dei passaggi verificati.
Sommario dei contenuti
La fase pilota partita da Annecy
Il test ANiMPACT nasce dal lavoro congiunto di CineRegio, Ecoprod e Green Film, con il sostegno di Animation Europe, Cartoon Italia, CEE Animation, Anim’France e CARTOON. La presentazione operativa è avvenuta il 25 giugno 2026 nel programma MIFA di Annecy, dentro il confronto dedicato alla produzione animata europea a minore impatto.
La scala della mobilitazione chiarisce il peso industriale del progetto: oltre centodieci organizzazioni e professionisti coinvolti, trenta Paesi rappresentati e una rete di promotori che unisce fondi regionali, associazioni di settore e soggetti specializzati nella produzione green. Ecoprod documenta l’avvio del pilot e Cineuropa conferma la sequenza che ha portato dalla consultazione pubblica al test in produzioni reali.
Perché l’animazione chiede regole diverse dal live action
Nel live action l’audit ambientale intercetta spesso camion, generatori, trasferte, scenografie, catering e location. Nell’animazione la pressione ambientale si sposta nello studio. Il fascicolo ANiMPACT entra dove il consumo è meno evidente: potenza di calcolo, archiviazione dei file, riduzione dei volumi digitali, energia degli edifici, server, licenze, fornitori e uso responsabile dell’intelligenza artificiale.
Green Film aveva già costruito un disciplinare per le produzioni cinematografiche e audiovisive, nato nel 2017. ANiMPACT usa quell’esperienza come base di partenza e la riscrive per un ciclo produttivo che non coincide con il calendario delle riprese. ComingSoon conferma la finestra del test da luglio 2026 a maggio 2027 e la redazione finale prevista nell’estate 2027.
Sette aree e trenta criteri: cosa entra nell’audit
Il disciplinare distingue tra misure obbligatorie e misure volontarie. La struttura lavora su sette aree: governance e responsabilità sociale d’impresa, edifici e uffici, flussi digitali e infrastrutture informatiche, trasporti, cibo, prodotti derivati e comunicazione. Il sistema agisce su due livelli: una parte guarda al singolo progetto e una parte guarda alla società che lo produce.
Questo doppio livello pesa molto nell’animazione. Uno studio non ricomincia da zero a ogni titolo: conserva macchine, pipeline, archivi, licenze, contratti cloud e abitudini di produzione che passano da un film alla serie seguente. Animation Journal registra lo stesso dato industriale: trenta criteri, quarantasette opzioni applicative e misure collocate sia sul progetto sia sull’impresa.
La consultazione ha isolato il vero scarto fra teoria e studio
La consultazione pubblica si è svolta dal 3 marzo al 3 maggio 2026. Il materiale raccolto include 117 ingressi, con 54 risposte sostanziali trattenute per l’esame finale. I partecipanti arrivano da 18 Paesi, soprattutto europei, con presenze anche dal Nord America. Il profilo professionale è rivelatore: circa il 60% viene dalla produzione e circa il 25% da competenze ambientali specialistiche.
La consultazione non ha bocciato l’architettura del disciplinare. Ha mostrato un divario più interessante: criteri come equilibrio di genere, politiche di benessere e gestione dei rifiuti risultano già diffusi; misurazione dell’impronta carbonica, ottimizzazione GPU e prodotti derivati a minore impatto sono invece meno maturi. Nordisk Film & TV Fond aveva già colto il motivo: nell’animazione l’impronta ambientale è meno visibile rispetto al live action perché vive dentro energia, dati e flussi digitali.
Fondi, incentivi e domanda di certificazione
ANiMPACT nasce anche per parlare ai fondi pubblici. CineRegio riunisce 53 fondi regionali europei e porta nel progetto una domanda concreta: come si valuta un titolo animato quando i bandi inseriscono requisiti ambientali o sociali? Un certificato leggibile tra Paesi diversi riduce l’ambiguità per produttori, fondi e coproduttori internazionali.
La soglia più esposta sarà la traduzione del punteggio nei bandi. Un conto è certificare un comportamento interno allo studio, un altro è attribuirgli peso in selezione, premialità o rendicontazione. Screen Flanders ha seguito la consultazione proprio come membro della rete CineRegio: per un fondo regionale il valore di ANiMPACT sta nella possibilità di riconoscere criteri comuni senza dover reinventare una scheda diversa per ogni territorio.
Carbulator e StepUP: il test non riguarda solo il bollino
Il progetto non si limita al certificato finale. ANiMPACT dialoga con il Green Animation Guide di Ecoprod e con Carbulator, calcolatore carbonico europeo sviluppato da AnimFrance. In parallelo, Ecoprod ed Eurimages hanno collegato al processo un corso online dedicato alla green animation sulla piattaforma StepUP.
Qui si vede la parte più concreta del pilot: gli studi devono imparare a produrre documenti, non solo dichiarazioni. Un file alleggerito, un server alimentato da energia tracciata, una politica sui prodotti derivati o una trasferta evitata contano solo quando entrano in un fascicolo verificabile. Film New Europe registra la presenza di CEE Animation al MIFA con un panel su ANiMPACT e Carbulator, indizio che la misurazione carbonica entra ormai nel lessico dei produttori animati europei.
Il raccordo interno: Green Film in Basilicata e ANiMPACT negli studi
Il collegamento con Green Film non è astratto. Il 23 giugno 2026 Sbircia la Notizia Magazine ha pubblicato l’articolo sul protocollo Green Film adottato in Basilicata per i set audiovisivi. Lì il marchio resta legato alla singola opera e all’audit previsto per la produzione che presenta domanda.
ANiMPACT porta quello stesso principio su un terreno differente. In Basilicata il nodo operativo è la relazione tra set, territorio, parco, agenzia ambientale e fornitori locali. Nell’animazione il fascicolo si costruisce dentro studi che lavorano per mesi su asset digitali, hardware, cloud, versioni dei file, rendering e postazioni. La certificazione deve quindi leggere sia il titolo sia l’infrastruttura stabile dell’impresa.
Dal test al disciplinare 2027
La fase pilota ha una funzione netta: provare se le misure reggono nella produzione reale. Le opere candidate devono essere concluse o in stato avanzato entro giugno 2027. I progetti selezionati applicheranno misure del disciplinare, restituiranno osservazioni e contribuiranno alla versione finale dello schema.
Media Key registra lo stesso calendario indicato dal circuito Green Film: test tra luglio 2026 e maggio 2027, redazione finale nell’estate 2027 e apertura alla certificazione delle produzioni animate che ne faranno richiesta. La differenza rispetto a un annuncio promozionale sta qui: il certificato non nasce prima della prova sul campo. Nasce dopo che gli studi avranno mostrato quali criteri sono applicabili, quali richiedono documenti più snelli e quali vanno tarati sulle differenze tra lungometraggio, serie e coproduzione internazionale.
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Junior Cristarella
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