il golpe cileno arriva su Netflix


Un annuncio di produzione, qui, basta già a separare due piani. Once entra nella giornata stessa in cui la democrazia cilena venne travolta. Larraín sceglie una struttura corale e lavora sul tempo breve, quello in cui ordini militari, radio, spostamenti e panico civile si sovrappongono senza lasciare zone neutre.

Avviso: l’articolo riguarda un film in preparazione. Per uscita, trailer e identità dei personaggi manca un annuncio pubblico.

Sommario dei contenuti

Titolo, piattaforma e fase produttiva

Il titolo Once lavora su un doppio valore: in spagnolo indica il numero undici e richiama l’11 settembre 1973. Il progetto è un lungometraggio Netflix, prodotto da Fabula, casa fondata dai fratelli Larraín. La finestra di ripresa comunicata è il secondo semestre 2026 in Cile. La data di arrivo in catalogo non è stata fissata.

La scelta industriale è netta: Netflix entra nella fabbricazione di un film nazionale con ambizione internazionale. L’operazione porta in Cile una squadra abituata ai set storici di grande scala e mantiene il presidio produttivo dentro Fabula, struttura che ha già accompagnato la linea più politica del regista.

Diciotto ore, undici traiettorie

Il racconto copre diciotto ore nella giornata del golpe. La formula corale evita la biografia singola e fa convergere civili, militari e figure vicine al potere dentro una stessa compressione temporale. Il titolo diventa un sistema narrativo: undici storie, una data che porta lo stesso numero e una città attraversata da ordini incompatibili.

Il materiale contiene una trappola: la dispersione. Undici traiettorie in diciotto ore chiedono una regia capace di far riconoscere ogni segmento senza farlo scivolare in episodio autonomo. La scrittura con Guillermo Calderón, collaboratore di lunga data, indica una costruzione pensata per dialoghi tesi e tagli rapidi.

La Moneda dentro la finestra storica

L’11 settembre 1973 le Forze Armate cilene rovesciarono il governo di Salvador Allende. La giornata culminò con il bombardamento del Palacio de La Moneda, sede presidenziale a Santiago e con la morte di Allende dentro il palazzo. La dittatura guidata da Augusto Pinochet segnò la storia cilena fino al ritorno alla democrazia nel 1990.

Larraín sceglie una finestra corta e mette il crollo istituzionale nel momento in cui accade. È una posizione di regia rischiosa, perché il film dovrà lavorare sul caos dei minuti senza appoggiarsi a una spiegazione retrospettiva lunga, già depositata nei manuali e negli archivi.

Alfredo Castro e il cast cileno

Il cast riunisce Marcelo Alonso, Octavia Bernasconi, Gabriel Cañas, Alfredo Castro, Roberto Farías, Fernanda Finsterbusch, Alejandro Goic, Camila Milenka, Valentina Muhr, Marcial Tagle e Lukas Vergara. L’ordine alfabetico dei nomi, usato nei materiali pubblici, lascia ancora coperti i pesi narrativi e la distribuzione dei ruoli.

Alfredo Castro è il volto più legato al cinema di Larraín: la sua presenza attraversa Tony Manero, Post Mortem, No, Neruda, El Club e El Conde. In Once vale più di una citazione per cinefili. Porta nel film una familiarità fisica con l’universo morale del regista, fatta di corpi tesi e personaggi che abitano il potere dai margini.

La squadra visiva tra Prieto e Jackson

Rodrigo Prieto firma la fotografia: il nome sposta il peso visivo del progetto, perché arriva da set storici e politici di grande scala. Guy Hendrix Dyas firma la scenografia dopo il lavoro con Larraín in Spencer e Maria. Andrew Jackson guida gli effetti visivi, con un curriculum legato al cinema di Christopher Nolan.

Qui l’ambizione non è decorativa. La giornata del golpe chiede spazi riconoscibili, fumo, interni presidenziali, esterni militari e una città ricostruita senza effetto cartolina. Prieto e Dyas dovranno trattare l’epoca come pressione, Jackson come materia fisica più che come spettacolo separato.

Fabula e Netflix nella stessa linea

Fabula produce il film con Netflix dopo El Conde, l’opera in cui Pinochet diventava figura vampirica. Il passaggio da quella allegoria a Once è netto: il nuovo progetto affronta la giornata originaria del regime senza la maschera gotica. La piattaforma ottiene un film cileno di grande scala e Fabula conserva il rapporto tra autore, territorio e industria globale.

Nel mercato internazionale la scelta offre a Netflix una collocazione riconoscibile. Larraín porta un autore già identificato con il cinema politico cileno. Prieto e Jackson spingono il progetto fuori dalla sola area d’autore, mentre Castro e gli altri interpreti fissano la radice locale.

Il rapporto con El Conde e No

Il nuovo film dialoga con No attraverso il plebiscito del 1988 e con El Conde attraverso il Pinochet vampiro. Once arretra alla prima giornata del regime e cambia temperatura: dall’eco successiva alla frattura in diretta.

Larraín conosce bene l’attrito tra storia cilena e invenzione filmica. La scelta di tornare al giorno del golpe alza il livello di esposizione: qui ogni licenza narrativa toccherà un fatto ancora vivo nel lessico politico e familiare del Cile.

Il confronto interno con Impunity

Su Sbircia la Notizia Magazine il tema Pinochet nel cinema recente è già passato dal caso Impunity: de Armas e Stan nel thriller su Pinochet, il thriller di Felipe Gálvez legato all’arresto londinese del 1998. Il confronto separa due traiettorie: Impunity guarda alla giustizia tardiva e ai negoziati fuori aula, Once entra nel giorno in cui il potere militare prende il comando.

La separazione è netta. Gálvez usa lo spionaggio internazionale per lavorare sul ritardo della responsabilità. Larraín parte dalla nascita della dittatura, dentro una finestra oraria chiusa e con un cast cileno chiamato a reggere il peso della giornata.

Le parti ancora non pubbliche

Restano senza comunicazione ufficiale la data di uscita, il trailer, la durata, la divisione dei ruoli e l’eventuale finestra in sala. Anche il calendario esatto del set non è stato diffuso: la data chiusa, per ora, è il secondo semestre 2026 in Cile.

Il film è in fase di preparazione industriale, non in lancio pubblico. Per il lettore italiano conta l’origine produttiva Netflix, senza trasformarla in calendario di disponibilità. La scheda da conservare oggi riguarda titolo, autore, scrittura, produttore, cast, squadra visiva e radice storica.

Riscontri del 28 giugno

I nomi e le date pubblicati in questo articolo convergono con il perimetro industriale consultato da Variety e Screen Daily. La circolazione italiana coincide con ComingSoon.it e ThinkMovies; il versante cileno coincide con The Clinic, Fotech, La Tercera, Cooperativa e GDA/El Mercurio. La scheda repertoriale di IMDb e il rilancio europeo di FilmVandaag completano il confronto sul cast annunciato.

Per la sequenza storica del golpe, il lavoro editoriale incrocia Britannica, MMDH cileno, Office of the Historian e National Security Archive, mantenendo nel testo i fatti comuni: data, Palacio de La Moneda, morte di Salvador Allende e nascita della giunta di Pinochet.


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 Junior Cristarella

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