L’Assemblea Nazionale della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, convocata per il 7 novembre 2026 a Pistoia, è differita a sabato 14 novembre 2026. Lo dispone una nota del Presidente Domenico Giani, datata Firenze, 4 novembre 2026, visionata da La Firenze che Vorrei.
La nota spiega che il Consiglio Nazionale, riunitosi il 6 ottobre con prosecuzione il 28 ottobre, ha ritenuto necessario il rinvio per completare gli approfondimenti sul Piano di risanamento, affidato a professionisti esperti nella gestione di stati di crisi, che dovrà poi essere sottoposto all’Assemblea.
Il documento non fa alcun riferimento alla richiesta avanzata da Roccasecca, né alle quote della Toscana, né al verbale del 30 maggio o al deposito del bilancio. La Firenze che Vorrei non attribuisce il rinvio alle richieste avanzate dalla Misericordia di Roccasecca, ma si limita a riportare la motivazione ufficiale indicata nella nota.
Entrando nel merito, nella mattinata del 4 novembre, la Misericordia di Roccasecca ha inviato una comunicazione alle associate – firmata dalla Governatrice Avv. Angela Caprio, dalla Dott.ssa Daniela Mancinelli e dal Prof. Giuseppe Russo – rivendicando l’esercizio di un diritto previsto dalla legge e dallo Statuto tramite la richiesta di accesso agli atti.
Si invoca l’art. 12 dello Statuto per visionare sei blocchi di documenti:
- Gli estratti conto sull’incasso delle quote della Federazione Toscana dal 2021 a oggi;
- Le rendicontazioni dei progetti ministeriali, in primis Hope, di cui Roccasecca si dichiara partner;
- Gli atti relativi agli appalti con il 118 di Benevento e ai costi di condanne e contenziosi;
- Gli atti sulle partecipazioni societarie e sulle esposizioni;
- La documentazione sui contenziosi aperti dal 2019 a oggi;
- I verbali delle elezioni del 2026.
Il punto centrale posto da Roccasecca riguarda la richiesta di un’attestazione sulla regolarità del pagamento delle quote Toscana tra il 2021 e il 2025. Secondo quanto evidenziato nella richiesta, la Relazione di Missione farebbe emergere un’irregolarità per il 2023. Per Roccasecca, in assenza di tale attestazione, si aprirebbe un problema di candidabilità per il candidato espressione della Misericordia di Arezzo.
La Firenze che Vorrei riporta questa tesi esclusivamente come posizione di Roccasecca, condizionata dalle verifiche documentali, senza esprimere giudizi.
Roccasecca avverte inoltre che eventuali carenze informative potrebbero rendere la delibera annullabile, riservandosi di impugnarla davanti al Tribunale delle Imprese.
La convocazione originaria del 17 ottobre a firma di Giani fissava l’Assemblea in modalità mista (presenza e online) per il 7 novembre a Pistoia, in Via Nazario Sauro 291. All’ordine del giorno figuravano 10 punti: comunicazioni del Presidente, approvazione del verbale del 30 maggio 2026, bilancio consuntivo 2025, Piano triennale di risanamento, nuovo organigramma, controllo di gestione, nomina dell’Organo di Controllo, domande di ammissione, provvedimenti ex art. 49 (perdita della qualifica di associato) e varie ed eventuali.
Un dettaglio: la convocazione parla di «Piano triennale», mentre la nota del 4 novembre lo definisce «Piano pluriennale». La Firenze che Vorrei si limita a registrare la divergenza testuale, rimandando all’Assemblea del 14 novembre la verifica se si tratti dello stesso documento.
Uno sguardo al bilancio
Il dato economico di sintesi è speculare in tutti i documenti visionati (Relazione di Missione, Bilancio contabile, Bilancio analitico e Bilancio riclassificato ETS): il 2025 si chiude con una perdita netta di 2 milioni, frutto di costi totali per 10 milioni e 800 mila euro (più 137 mila di imposte) a fronte di ricavi per 9 milioni.
Il raffronto con il preventivo spiega la dinamica dello scostamento: a fronte di costi preventivati per 8 milioni, il consuntivo è schizzato a oltre 11 milioni, mentre i ricavi sono passati dagli 8 milioni previsti a 9 milioni. I costi sono cresciuti ben più rapidamente delle entrate.
La continuità aziendale viene fondata nella Relazione su un orizzonte di 12/18 mesi, basata su un piano di riequilibrio e su contributi statali considerati di «certezza giuridica» (1,2 milioni per il 2026 e 1,7 milioni per il 2027). La testata riporta tale indicazione come posizione della Relazione, precisando di non aver visionato attualmente le relazioni dell’Organo di Controllo e della Società di Revisione previste dal punto 3 dell’ordine del giorno.
Il punto delle quote
Alla voce «Quote associative ancora dovute» al 31 dicembre 2025, i tre documenti concordano sull’importo complessivo di 1 milione e 135 mila euro. La Relazione di Missione scompone la cifra: 320 mila euro fuori Toscana e 812 mila in Toscana (di cui 540 mila euro riferiti al 2023 e 272 mila riferiti al 2025, mentre per il 2024 la riga Toscana segna zero).
Al contempo, nel Bilancio analitico la voce quote Toscana 2025 registra un provento di 750.000 euro, sia nel preventivo che nel consuntivo.
La Firenze che Vorrei non è in grado di trasformare questi numeri in una prova di mancato pagamento, ma li espone come il riscontro oggettivo che dà fondamento alla richiesta di chiarimenti e agli estratti conto pretesi da Roccasecca.
Progetti e pendenze
Progetti e Hope. Il Bilancio analitico segna ricavi per 1,39 milioni e costi per 1,81 milioni, con un margine negativo di 422 mila euro. Nello specifico, Hope 3 chiude a -260.158,51 euro (ricavi 341k, costi 601k) e Hope 4 a -124.519,83 euro (ricavi 186k, costi 311k). Poiché si tratta di allocazioni interne e non delle rendicontazioni ministeriali ufficiali, Roccasecca ne chiede la pubblicazione integrale.
118 Benevento. I ricavi si attestano a 4 milioni e 400 mila a fronte di costi praticamente identici (margine negativo di 372 euro), a cui si aggiungono 81 mila euro di costi non rendicontabili e 21 mila euro di spese per controversie. La Relazione segnala inoltre 4 sentenze sfavorevoli su 18 procedimenti nel primo trimestre 2026 per circa 203 mila euro.
Corte dei Conti. Viene richiamata la sentenza n. 70/2025 (condanna in via sussidiaria per 10 milioni e 300 mila euro più accessori in favore del Ministero dell’Interno), inserita in un contesto di danno complessivo stimato in 34 milioni per il caso CARA di Isola Capo Rizzuto. La sentenza è stata impugnata e il parere legale definisce il rischio «certamente possibile, ma non probabile». La testata ribadisce che i 34 milioni non rappresentano una condanna definitiva della Confederazione.
Fondi, debiti e disponibilità liquide. La Relazione indica Fondi Rischi e Oneri per 1 milione e 970 circa euro (2,51 milioni nel Bilancio contabile, dove sono inclusi anche i fondi svalutazione crediti e partecipazioni per 532 mila euro), di cui 920 mila euro per un contenzioso INPS con ricorso pendente a Firenze e ruolo sospeso, accantonamento potenzialmente non dovuto. Il Bilancio riclassificato evidenzia debiti verso fornitori per 5 milioni 670 mila euro e debiti tributari per 1,70 milioni (di cui 682 mila euro a breve e 1 milione circa oltre l’esercizio). Le disponibilità liquide dichiarate ammontano a 327 Mila euro (di cui 407,76 euro in cassa). La redazione rileva una differenza di 75.500 euro rispetto al Bilancio contabile, su cui chiede chiarimento.
Partecipazioni. La Relazione riporta un finanziamento infruttifero di 508 mila euro a Millennium Service Srl (che come rilevato in precedenza detiene l’immobile di via dello Steccuto), importo che nel Bilancio riclassificato corrisponde (con una minima differenza di 4 centesimi) a un credito verso imprese controllate, pur senza esplicitare il nome della società. Circa questo punto, Roccasecca chiede la documentazione integrale sulle partecipazioni.
Consulenze e difesa. Il Bilancio analitico registra consulenze per 482 mila euro (attività di interesse generale) e 531 mila euro (supporto generale). Per quanto riguarda il Collegio difensivo, il consuntivo si attesta a 396 mila, di cui 90.000 euro per il ricorso presso la Corte dei Conti, voce su cui si registra un risparmio di 150.000 euro.
Il verbale del 30 maggio
Secondo quanto risulta, si tratterebbe di una bozza non ancora approvata e quindi non definitiva.
Secondo quanto risulta, la seduta del 29 maggio sul bilancio non si sarebbe tenuta e l’Assemblea del 30 maggio si sarebbe aperta in mattinata. Secondo quanto visionato, l’Organo di Controllo non è stato nominato in quella sede e la nomina è stata rinviata.
Le modifiche statutarie sarebbero state approvate a larga maggioranza, con un numero limitato di contrari e astenuti, e nel corso dei lavori sarebbero emerse alcune perplessità formali sulla documentazione, alle quali sarebbe stata fornita replica. Secondo quanto visionato, l’esito delle elezioni non risulterebbe ancora riportato in forma definitiva.
La testata si limita a riferire quanto risulta, in attesa del verbale approvato e della documentazione ufficiale.
Punti da verificare in vista del 14 novembre
- Se il Piano di risanamento sarà presentato come triennale o pluriennale e se coinciderà con quello annunciato;
- Se il bilancio sottoposto sarà quello già circolato o se subirà variazioni, e se verrà attestato il deposito formale previsto dall’art. 12 comma 4 dello Statuto richiamato da Roccasecca;
- Se alla richiesta di accesso agli atti del 26 ottobre sarà data una risposta ufficiale nel merito;
- Se il verbale del 30 maggio verrà approvato nella versione circolata e se verrà esibito l’atto notarile in originale;
- Se i verbali definitivi delle elezioni saranno resi interamente pubblici;
- Se verranno effettivamente discussi organigramma, controllo di gestione, domande di ammissione e provvedimenti ex art. 49.
Su tutti questi punti la testata non formula alcuna conclusione, limitandosi a chiedere la massima trasparenza e la pubblicazione integrale degli atti.
La Firenze che Vorrei resta come sempre a disposizione per ospitare e pubblicare integralmente ogni replica documentata proveniente dalla Confederazione, dalla Federazione Toscana o da qualsiasi altro soggetto citato.
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