BANCOMAT ha testato nel 2026 la propria valuta digitale con otto banche italiane e prevede il lancio commerciale nella prima parte del 2027. Il progetto EUR.BANK riguarda una stablecoin agganciata all’euro: un token digitale pensato per mantenere un valore stabile rispetto alla valuta europea, con riserve in euro a sostegno. L’avvio è legato al completamento dell’iter autorizzativo e alle valutazioni delle autorità competenti.
Attorno al token, BANCOMAT, circuito domestico italiano, sta progettando un’infrastruttura basata su blockchain da mettere a disposizione delle banche. L’azienda punta a sviluppare un sistema in grado di velocizzare alcuni trasferimenti e di sostenere nuovi servizi finanziari digitali. Sono le direzioni di lavoro del progetto, che comprende la valuta e i servizi costruiti sulla rete.
EUR.BANK, una valuta digitale su blockchain
EUR.BANK è un progetto di moneta digitale su blockchain. Il suo valore sarebbe espresso in euro, mentre il token circolerebbe in forma digitale. La blockchain è un registro condiviso in cui le operazioni possono essere registrate e verificate: è l’infrastruttura tecnologica su cui BANCOMAT intende sviluppare il progetto.
Una stablecoin è un’attività digitale privata progettata per mantenere un valore stabile facendo riferimento a una valuta ufficiale. Nel quadro europeo MiCA, i token che mirano a mantenere la parità con una sola valuta, come l’euro, rientrano nella categoria dei token di moneta elettronica. La disciplina prevede requisiti per gli emittenti e per l’offerta al pubblico; EUR.BANK dovrà quindi rispettare le regole applicabili prima di diventare un servizio operativo.
Le riserve in euro sono previste a sostegno del valore dichiarato del token. Per gli utilizzatori conteranno le condizioni di emissione e rimborso, le tutele previste e l’identità del soggetto responsabile del servizio. La stabilità è l’obiettivo del prodotto; il suo funzionamento dipenderà anche dalle modalità con cui sarà organizzato.
Servizi blockchain pensati per le banche
La sigla EUR.BANK identifica un progetto più ampio della sola valuta digitale. BANCOMAT prospetta un ecosistema con strumenti e servizi chiavi in mano per gli istituti. In questo modo anche le banche di dimensioni più contenute potrebbero accedere a funzioni basate su blockchain senza dover realizzare da zero tutta l’infrastruttura.
Nel 2026 l’azienda ha descritto una fase di sperimentazione tecnica con nove istituti disponibili a verificare casi d’uso e infrastruttura. Le prove, in questo caso, non avrebbero coinvolto direttamente i clienti. Un resoconto dei test sulla valuta digitale ha riferito invece la partecipazione di otto banche: si tratta delle prove specifiche sul token, mentre i nove istituti sono quelli indicati per la sperimentazione tecnica del progetto nel suo complesso.
La stablecoin rappresenterebbe il primo accesso a un insieme di servizi che comprende pagamenti e regolamenti digitali, trasferimenti tra operatori e possibili applicazioni finanziarie. BANCOMAT vuole collegare le attività bancarie tradizionali con registri digitali programmabili, lasciando agli istituti un ruolo centrale nel rapporto con imprese e risparmiatori. La rete e gli strumenti destinati alle banche fanno dunque parte della stessa iniziativa.
Il confronto con Qivalis
Mentre BANCOMAT lavora a EUR.BANK, anche Qivalis, iniziativa sostenuta da banche europee, sta sviluppando una stablecoin in euro. BANCOMAT mette l’accento soprattutto sulla gestione delle riserve e sull’organizzazione dei servizi. Nel modello di Qivalis l’emittente gestirebbe direttamente le riserve raccolte a fronte dei token; EUR.BANK punta invece a consentire agli istituti aderenti di mantenere le riserve sui propri depositi:
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Aspetto
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EUR.BANK di BANCOMAT
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Qivalis
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Strumento previsto
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Stablecoin denominata in euro
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Stablecoin denominata in euro
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Impostazione delle riserve
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Possibilità per le banche di mantenerle sui propri depositi
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Gestione delle riserve in capo all’emittente
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Ambizione dichiarata
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Moneta, servizi e infrastruttura bancaria su blockchain
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Una stablecoin europea sostenuta da un consorzio di istituti
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La struttura definitiva dipenderà dalle regole applicabili e dal disegno dei prodotti. Per BANCOMAT, lasciare la liquidità sui depositi bancari è una componente della proposta: secondo l’azienda, questa impostazione consentirebbe di integrare la tecnologia mantenendo la raccolta presso gli istituti. La gestione delle riserve è quindi uno degli elementi che differenziano i due progetti, entrambi riferiti a una valuta digitale denominata in euro.
Pagamenti internazionali: tempi e costi
Tra gli impieghi prospettati, i pagamenti transfrontalieri sono tra i primi casi d’uso indicati. I trasferimenti internazionali tra imprese possono prevedere commissioni e tempi di regolamento legati ai passaggi fra intermediari e ai rispettivi orari operativi. Una transazione registrata su blockchain potrebbe essere elaborata con maggiore continuità e, secondo le stime attribuite a BANCOMAT, ridurre sensibilmente tempi e costi.
Le riduzioni indicate dall’azienda dipenderanno anche dagli intermediari coinvolti, dai cambi di valuta, dalle procedure di conformità e dalle modalità di conversione fra token e denaro bancario. Nei pagamenti internazionali, la gestione digitale della transazione si inserisce quindi in un processo che comprende anche questi passaggi.
EUR.BANK prevede di aprire l’ecosistema ai servizi di partner specializzati. BANCOMAT manterrebbe la definizione delle regole di partecipazione e delle procedure per affrontare eventuali controversie. Per imprese e banche, la chiarezza delle responsabilità e la gestione di errori o contestazioni si affiancherebbero agli aspetti tecnici dell’infrastruttura.
Tra le applicazioni allo studio c’è la tokenizzazione, cioè la rappresentazione digitale di un’attività o di un diritto su un registro blockchain. Per gli strumenti finanziari, un token potrebbe registrare la titolarità o il trasferimento di un titolo digitale. BANCOMAT cita fra gli ambiti d’interesse i titoli di Stato e il debito sovrano, insieme a possibili negoziazioni svincolate dagli orari dei mercati tradizionali.
Nel 2026 l’azienda ha descritto una prospettiva che punta ad ampliare la platea potenziale degli investitori e a ridurre alcuni costi di emissione e negoziazione. BANCOMAT ha citato, come esempio, un piano di accumulo in bond sovrani con investimenti da 50 euro al mese. Per una proposta di questo tipo servirebbero un emittente, regole di collocamento, intermediari e tutele coerenti con la normativa finanziaria.
La forma digitale riguarderebbe la registrazione o la negoziazione del titolo. Un’obbligazione resterebbe legata alle proprie condizioni di rimborso, al prezzo di mercato e al rischio dell’emittente. L’infrastruttura potrebbe incidere sull’operatività e sull’accessibilità, mentre il rendimento non sarebbe assicurato dalla tokenizzazione.
Il lancio nella prima parte del 2027
BANCOMAT colloca il lancio commerciale nella prima parte del 2027, subordinandolo alle autorizzazioni e agli adempimenti richiesti. Banca d’Italia è tra le autorità coinvolte nel quadro nazionale per i token di moneta elettronica e per i servizi collegati, insieme agli altri soggetti di vigilanza competenti in base all’attività specifica.
Le prove tecniche servono a verificare l’infrastruttura e i casi d’uso. Per l’avvio del servizio sono previsti il completamento delle procedure regolamentari, la definizione dei diritti degli utilizzatori e modalità operative trasparenti. Anche le stime sui risparmi e sulla velocità dei pagamenti sono legate ai servizi che verranno effettivamente lanciati.
La strategia di BANCOMAT si estende oltre EUR.BANK. L’azienda ha indicato l’ambizione di collegare circuiti domestici europei e, in prospettiva, reti di altri Paesi, attraverso standard comuni per lo scambio di valore e dati. Il traguardo dichiarato è un’alternativa europea, potenzialmente internazionale, alle reti private oggi dominanti nei pagamenti globali.
Il progetto prevede interoperabilità tra banche e circuiti, regole condivise, accesso ai servizi e fiducia da parte degli utilizzatori. In questa prospettiva, EUR.BANK sarebbe una possibile infrastruttura per pagamenti e attività finanziarie tokenizzate.
Dott. Luca Rossoni
Il dott. Luca Rossoni � un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Universit� Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e societ� di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogl…
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