Un lavoratore cambia azienda a settembre. Nei primi mesi dell’anno successivo riceve regolarmente la Certificazione Unica dal nuovo datore di lavoro, ma quella relativa alla precedente occupazione non arriva. Prova a contattare l’ex azienda, manda alcune email e telefona all’ufficio del personale, senza ottenere risposta. A questo punto sorge un dubbio: può presentare il modello 730 anche senza la CU oppure deve aspettare che il datore di lavoro gliela consegni?
La mancata consegna della Certificazione Unica non impedisce necessariamente di presentare la dichiarazione dei redditi. Il lavoratore può verificare se il documento è stato trasmesso all’Agenzia delle Entrate, recuperarlo attraverso il proprio Cassetto fiscale e controllare i dati presenti nella dichiarazione precompilata.
Se invece la certificazione manca anche negli archivi fiscali, la situazione richiede maggiore attenzione. Il reddito percepito deve comunque essere dichiarato, quando sussiste l’obbligo, e non può essere semplicemente ignorato perché il datore di lavoro non ha consegnato il documento.
Entro quando il datore di lavoro deve consegnare la Certificazione Unica?
Per la Certificazione Unica 2026, relativa ai redditi percepiti nel 2025, il termine ordinario di consegna ai lavoratori dipendenti era fissato al 16 marzo 2026.
Entro la stessa data, i sostituti d’imposta dovevano trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate le certificazioni relative ai redditi di lavoro dipendente e assimilati.
La CU contiene informazioni essenziali per la dichiarazione, tra cui i redditi corrisposti, le ritenute IRPEF operate, le addizionali e altri dati fiscali e previdenziali.
Il documento deve essere rilasciato anche se il rapporto di lavoro è terminato durante l’anno.
Per esempio, un dipendente che ha lasciato l’azienda a luglio 2025 deve comunque ricevere la CU 2026 relativa alle somme percepite da quel datore di lavoro nel 2025.
Il fatto che il contratto sia scaduto, che il dipendente si sia dimesso o che abbia iniziato a lavorare altrove non elimina l’obbligo di certificazione.
Come recuperare la CU se il datore di lavoro non la consegna?
Il primo controllo da effettuare è sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
L’Amministrazione finanziaria chiarisce espressamente, nelle proprie FAQ sulla dichiarazione precompilata, che chi non possiede la Certificazione Unica può consultarne i dati nell’area riservata.
La procedura ordinaria prevede questi passaggi:
- Accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS.
- Entrare nell’area riservata.
- Aprire il Cassetto fiscale.
- Consultare la sezione delle dichiarazioni fiscali e delle Certificazioni Uniche pervenute all’Agenzia.
- Individuare la certificazione relativa all’anno d’imposta interessato.
Se l’ex datore di lavoro ha trasmesso correttamente la CU all’Agenzia, il lavoratore può recuperare le informazioni anche senza aver ricevuto il documento direttamente dall’azienda.
Questo è spesso il modo più rapido per risolvere il problema.
Se la CU è nel Cassetto fiscale, si può presentare il 730 senza chiedere nulla all’azienda?
Sì, purché i dati siano corretti e la dichiarazione venga compilata in modo completo.
La presenza della CU nel Cassetto fiscale consente di recuperare i dati trasmessi dal sostituto d’imposta.
Bisogna però verificare che la certificazione si riferisca effettivamente al periodo lavorato e che riporti gli importi corretti.
Il lavoratore dovrebbe confrontare i dati della CU con le ultime buste paga, le somme ricevute e gli eventuali conguagli effettuati al momento della cessazione del rapporto.
Il controllo è particolarmente importante quando il dipendente ha avuto più rapporti di lavoro nello stesso anno.
In questi casi, infatti, il reddito complessivo può essere diverso da quello considerato singolarmente dai vari datori di lavoro.
Se i sostituti d’imposta hanno applicato le detrazioni senza conoscere tutti i redditi percepiti dal lavoratore, dalla dichiarazione potrebbe emergere un debito IRPEF.
La CU non consegnata compare automaticamente nel 730 precompilato?
Non sempre.
La dichiarazione precompilata viene predisposta dall’Agenzia delle Entrate utilizzando anche i dati delle Certificazioni Uniche trasmesse dai sostituti d’imposta.
Se il datore di lavoro ha inviato correttamente la CU nei tempi utili, i redditi possono essere riportati nella precompilata.
Ma la presenza della certificazione negli archivi fiscali non garantisce che tutte le informazioni siano state utilizzate automaticamente.
La stessa Agenzia delle Entrate spiega che alcune CU possono risultare non utilizzate, per esempio quando sono state trasmesse più certificazioni per lo stesso contribuente oppure quando i dati sono arrivati oltre il termine utile per la predisposizione della dichiarazione.
In questi casi è necessario verificare la segnalazione e integrare le informazioni mancanti.
Accettare il 730 precompilato senza controllare i redditi può quindi essere un errore, soprattutto quando si sa di aver lavorato per un datore che non ha consegnato la CU.
Due lavori nello stesso anno: cosa succede se manca una delle due CU?
Consideriamo il caso di un dipendente che nel 2025 ha lavorato per due aziende.
La prima gli ha corrisposto 12.000 euro lordi fiscalmente imponibili, mentre la seconda gli ha corrisposto 16.000 euro.
| Datore di lavoro | Reddito imponibile ipotetico | CU disponibile |
|---|---|---|
| Prima azienda | 12.000 euro | No |
| Seconda azienda | 16.000 euro | Sì |
| Totale redditi | 28.000 euro | Da verificare |
Se nella dichiarazione venissero riportati soltanto i 16.000 euro certificati dalla seconda azienda, il reddito complessivo risulterebbe inferiore a quello effettivamente percepito.
Questo potrebbe determinare un calcolo errato dell’IRPEF e delle detrazioni spettanti.
Il lavoratore deve quindi verificare se i 12.000 euro della prima azienda risultano nel Cassetto fiscale e, se necessario, integrare correttamente la dichiarazione.
L’esempio mostra perché il problema non riguarda soltanto il recupero di un documento, ma anche la correttezza delle imposte dovute.
Se la CU manca anche nel Cassetto fiscale, come si dichiarano i redditi?
La situazione è più delicata, ma non significa che i redditi non debbano essere dichiarati.
Il lavoratore deve innanzitutto richiedere formalmente la Certificazione Unica al datore di lavoro, preferibilmente attraverso un mezzo che consenta di conservare prova della richiesta, come una PEC o una raccomandata.
Nel frattempo può raccogliere la documentazione disponibile:
- buste paga relative all’anno d’imposta;
- cedolino dell’ultimo mese di lavoro;
- documenti di conguaglio fiscale eventualmente consegnati alla cessazione del rapporto;
- estratti conto che documentano gli stipendi accreditati;
- contratto di lavoro e documentazione relativa alla cessazione del rapporto.
Questi documenti possono essere utili per ricostruire i redditi percepiti, ma non sostituiscono automaticamente tutti i dati contenuti nella CU.
In particolare, il netto accreditato sul conto non coincide con il reddito imponibile fiscale e non permette, da solo, di determinare correttamente le ritenute IRPEF.
Quando la certificazione non è disponibile, è quindi prudente rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato per ricostruire i dati e individuare la modalità corretta di presentazione della dichiarazione.
Si può compilare il 730 utilizzando soltanto le buste paga?
Le buste paga possono aiutare a ricostruire il reddito, ma non è sempre sufficiente sommare gli importi riportati nei cedolini.
Bisogna distinguere il reddito imponibile fiscale dalla retribuzione lorda contrattuale, dai contributi previdenziali e dalle somme eventualmente soggette a tassazione separata.
Occorre inoltre considerare eventuali conguagli, premi, fringe benefit, rimborsi e trattamenti fiscali particolari.
Per esempio, un lavoratore potrebbe aver ricevuto un trattamento di fine rapporto dopo la cessazione del contratto.
Il TFR è generalmente soggetto a tassazione separata e non deve essere sommato automaticamente al reddito ordinario di lavoro dipendente indicato nel quadro C del 730.
Una ricostruzione fatta soltanto sommando gli accrediti bancari potrebbe quindi produrre errori rilevanti.
La documentazione alternativa serve a ricostruire la posizione fiscale, ma il risultato deve essere verificato prima dell’invio della dichiarazione.
Il lavoratore rischia una sanzione se il datore non consegna la CU?
La mancata consegna della Certificazione Unica è un inadempimento del sostituto d’imposta.
Il lavoratore non diventa automaticamente responsabile della violazione commessa dal datore di lavoro.
Questo, però, non significa che possa omettere redditi imponibili dalla propria dichiarazione quando è tenuto a presentarli.
Se presenta un 730 incompleto, possono emergere imposte da versare e, nei casi previsti, conseguenze sanzionatorie.
È quindi importante conservare le richieste inviate al datore e verificare la propria situazione fiscale.
La responsabilità del datore per gli obblighi relativi alla CU e quella del contribuente per la corretta dichiarazione dei redditi sono questioni distinte.
Se il datore di lavoro ha chiuso l’azienda o è irreperibile, cosa fare?
Può accadere che il precedente datore di lavoro abbia cessato l’attività, sia coinvolto in una procedura concorsuale oppure non risponda più alle richieste dei dipendenti.
Anche in queste situazioni il primo controllo resta quello del Cassetto fiscale.
La CU potrebbe essere stata trasmessa prima della chiusura dell’attività oppure attraverso i soggetti incaricati degli adempimenti fiscali.
Se il documento non risulta disponibile, il lavoratore dovrebbe raccogliere la documentazione reddituale e rivolgersi a un intermediario abilitato.
In presenza di omissioni del datore, può inoltre essere opportuno segnalare la situazione agli uffici competenti, conservando prova delle richieste effettuate.
La chiusura dell’azienda non rende automaticamente esenti da dichiarazione gli stipendi già percepiti.
Se manca la CU, il dipendente è obbligato a presentare il 730?
Non necessariamente. L’obbligo di presentare la dichiarazione dipende dalla situazione fiscale complessiva del contribuente, non dalla sola disponibilità della Certificazione Unica.
Esistono casi in cui un lavoratore dipendente può essere esonerato dalla dichiarazione, per esempio quando possiede soltanto redditi che rispettano le condizioni di esonero previste.
Chi ha avuto più datori di lavoro, però, deve prestare particolare attenzione.
Se i redditi non sono stati correttamente conguagliati da un unico sostituto d’imposta, potrebbe essere necessario presentare la dichiarazione per determinare l’imposta complessivamente dovuta.
Non è quindi corretto affermare che chiunque abbia due CU sia automaticamente obbligato a presentare il 730, né che chi possiede una sola CU sia sempre esonerato.
Bisogna verificare i redditi percepiti, le ritenute effettuate e le condizioni previste dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Se la CU arriva dopo aver inviato il 730, bisogna rifare la dichiarazione?
Dipende dal contenuto della certificazione e dai dati già dichiarati.
Se il lavoratore ha ricostruito correttamente il reddito e la CU tardiva conferma tutti gli importi, potrebbe non essere necessaria alcuna correzione.
Se invece emergono differenze, occorre valutare la presentazione di una dichiarazione correttiva o integrativa secondo le regole applicabili.
Per il 2026, l’Agenzia delle Entrate indica il 2 novembre 2026 come termine per la presentazione del modello Redditi Persone Fisiche correttivo nei termini.
Non tutte le correzioni possono però essere effettuate con lo stesso modello o con le stesse modalità.
Occorre distinguere gli errori che determinano un maggior credito, un minor debito o un maggior debito d’imposta.
Prima di trasmettere una seconda dichiarazione è quindi opportuno verificare quale procedura sia corretta per la situazione concreta.
Come evitare errori nel 730 quando il datore non consegna la CU?
Il comportamento più prudente consiste nel non aspettare passivamente che il documento arrivi.
Una volta scaduto il termine di consegna, il lavoratore può controllare se la CU è disponibile nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate.
Se risulta presente, deve confrontarne i dati con quelli della dichiarazione precompilata.
Se non compare, dovrebbe richiederla formalmente al datore di lavoro e raccogliere la documentazione necessaria per ricostruire la propria situazione reddituale.
Il controllo è ancora più importante quando nello stesso anno sono stati percepiti stipendi da più aziende, indennità INPS o altri redditi soggetti a certificazione.
La presenza di più certificazioni può infatti comportare un conguaglio fiscale a debito, anche quando ciascun datore ha effettuato regolarmente le ritenute sulle somme erogate.
Riassumendo
Il dipendente può presentare il 730 anche se il datore di lavoro non gli ha consegnato materialmente la Certificazione Unica, purché disponga dei dati necessari e la dichiarazione sia corretta.
- Per i redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2025, la CU 2026 doveva essere consegnata entro il 16 marzo 2026.
- Se il datore non consegna il documento, il lavoratore può cercarlo nel Cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.
- La CU potrebbe essere presente negli archivi fiscali anche se non è stata consegnata direttamente al dipendente.
- Se manca anche nel Cassetto fiscale, è necessario richiederla al datore e ricostruire i redditi con la documentazione disponibile.
- Le buste paga possono essere utili, ma il netto dello stipendio non coincide con il reddito imponibile da dichiarare.
- La dichiarazione precompilata deve essere controllata: una CU trasmessa potrebbe non essere stata utilizzata automaticamente.
- La mancata consegna della CU non comporta automaticamente l’esonero dalla dichiarazione dei redditi.
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