Netanyahu ha affermato che Israele deve prepararsi canali economici alternativi in grado di funzionare nonostante possibili restrizioni. Interrogato specificamente se la blockchain potesse far parte di quella risposta, ha detto che si tratta di una delle opzioni e che ha già richiesto un piano.
Non sono emersi dettagli su chi stia sviluppando la proposta, quali reti blockchain potrebbero essere prese in considerazione, se vi sarebbero coinvolte criptovalute o stablecoin, né quali transazioni gestirà un tale sistema.
L’assenza di questi dettagli conta perché la blockchain può fornire binari di pagamento e regolamento al di fuori del banking corrispondente convenzionale, ma non crea automaticamente un sistema finanziario immune dalle sanzioni.
Cosa potrebbe fare davvero un piano blockchain contro le sanzioni?
Un sistema basato su blockchain potrebbe teoricamente consentire a imprese o istituti finanziari di trasferire valore senza instradare ogni transazione attraverso le reti bancarie internazionali convenzionali. Le stablecoin e altri asset digitali possono anche regolare transazioni transfrontaliere 24 ore su 24.
Israele dispone già di un’infrastruttura regolamentata per gli asset digitali che potrebbe fornire esperienza tecnica per un simile progetto. All’inizio di quest’anno il Paese ha approvato BILS, la prima stablecoin regolamentata ancorata allo shekel, mentre Bank Leumi ha annunciato separatamente piani per offrire trading di Bitcoin, Ether e Solana attraverso la sua piattaforma bancaria.
Nessuno di questi sviluppi è stato concepito come soluzione alternativa alle sanzioni. Dimostrano comunque che l’infrastruttura blockchain è già integrata nel sistema finanziario regolamentato israeliano.
Il problema più complesso resta la conversione di asset blockchain in beni, valute estere e depositi bancari convenzionali. Le imprese necessitano ancora di controparti, exchange, società di pagamento e rapporti bancari, molti dei quali potrebbero essere soggetti a obblighi sanzionatori.
Considerazioni per gli investitori
La blockchain potrebbe offrire binari alternativi di regolamento, ma la sua utilità dipenderebbe dall’accesso a liquidità, controparti e punti di uscita disposti e legalmente in grado di operare.
Perché le criptovalute non eliminano il rischio di sanzioni?
Recenti azioni di enforcement delle sanzioni offrono diversi esempi dei limiti.
La stablecoin A7A5 collegata alla Russia è stata sviluppata specificamente come stablecoin ancorata al rublo in grado di supportare regolamenti transfrontalieri al di fuori dell’infrastruttura finanziaria controllata dall’Occidente. FinanceFeeds ha riportato a giugno che A7A5 ha elaborato più di $110 billion in transazioni cumulative nonostante le sanzioni (circa 98,2 miliardi di euro).
La sua crescita ha mostrato che le reti blockchain possono continuare a processare trasferimenti anche quando i canali finanziari convenzionali sono limitati. Le autorità hanno però risposto colpendo exchange, società di pagamento e altre imprese che collegano il sistema ai mercati finanziari più ampi.
Le stablecoin centralizzate presentano un altro limite perché gli emittenti possono bloccare indirizzi specifici. Tether ha recentemente dichiarato che le sue misure di enforcement hanno ridotto l’attività di transazione legata a wallet USDT collegati all’Iran del 94%, sebbene la società non abbia pubblicato dati sufficienti per verificare autonomamente tale percentuale.
L’esempio illustra una differenza strutturale tra regolamento su blockchain e regolamento senza restrizioni. Una rete di transazioni può rimanere tecnicamente operativa mentre l’accesso a singoli token, emittenti, exchange o punti di conversione fiat viene limitato.
Perché Netanyahu ha collegato la blockchain agli aiuti militari USA?
Le osservazioni sulla blockchain facevano parte di un argomento più ampio secondo cui Israele dovrebbe dipendere meno dal sostegno finanziario e militare esterno.
Netanyahu ha detto che gli aiuti militari USA non possono essere considerati garantiti indefinitamente e ha sostenuto che Israele necessita di una maggiore capacità domestica di produrre armi e munizioni. L’attuale quadro di aiuti militari USA-Israele scade nel 2028, mentre Israele sta valutando anche un potenziamento militare pluriennale per un totale di circa 400 miliardi di shekel.
I due temi condividono lo stesso orientamento politico: ridurre la dipendenza da sistemi esterni che potrebbero diventare meno disponibili a causa di cambiamenti politici o economici.
Per la difesa significa espandere la produzione domestica. Per la finanza, Netanyahu valuta se la blockchain e altri meccanismi possano ridurre l’esposizione ai canali bancari internazionali convenzionali.
Considerazioni per gli investitori
La proposta è attualmente un concetto di contingenza, non un sistema finanziario annunciato. La sua rilevanza di mercato dipende dal fatto che Israele sviluppi un’effettiva architettura di regolamento e identifichi asset e controparti utilizzabili.
Cosa dovrebbero monitorare i mercati?
Lo sviluppo successivo più importante sarebbe la pubblicazione del piano che Netanyahu ha detto di aver richiesto.
Potrebbe chiarire se il governo sta considerando una rete di regolamento sponsorizzata dallo Stato, stablecoin regolamentate, Bitcoin o altri asset decentralizzati, infrastrutture blockchain private o semplicemente una diversificazione più ampia dei canali di pagamento.
Chiarirebbe anche quali istituzioni sono coinvolte. La partecipazione della Bank of Israel, del Ministero delle Finanze, di banche commerciali o delle autorità di vigilanza indicherebbe un progetto sostanzialmente diverso da una semplice proposta esplorativa di tecnologia.
Per ora Netanyahu ha indicato la blockchain come una possibile risposta a ipotetiche restrizioni bancarie senza specificare l’architettura necessaria per farla funzionare.
L’esperienza di altre reti finanziarie sanzionate mostra perché questa distinzione conta. La blockchain può ridurre la dipendenza da singoli binari bancari, ma l’enforcement delle sanzioni segue sempre più il denaro verso exchange, emittenti di stablecoin, gateway di pagamento e controparti. Se Israele potesse costruire un’alternativa efficace dipenderebbe quindi meno dalla blockchain stessa che dall’ecosistema finanziario a essa collegato.
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