La signora Trieu Thi Ngoc Diem interviene durante la sessione di discussione di gruppo della mattina del 24 ottobre.
Il miglioramento della gestione e dell’utilizzo dello spazio marino è fondamentale per lo sviluppo economico , la difesa e la sicurezza nazionale e il sostentamento delle popolazioni costiere. La realtà attuale impone di affrontare la sovrapposizione degli usi dello spazio marino, di proteggere i mezzi di sussistenza e di potenziare la capacità di gestione. Tali limitazioni sono state individuate durante l’attuazione del piano di sviluppo economico marino. Dopo aver esaminato la bozza, i delegati hanno fornito un feedback su due questioni specifiche:
(1) Per quanto riguarda il metodo di determinazione degli obblighi finanziari per le famiglie e gli individui impegnati nell’acquacoltura durante il periodo transitorio.
Il punto d, comma 5, articolo 75 stabilisce: per le famiglie e le persone fisiche che hanno utilizzato stabilmente aree marine per l’acquacoltura prima del 30 marzo 2021, ma non hanno ancora ricevuto l’assegnazione di un’area marina, al momento dell’assegnazione o della concessione, dovranno adempiere ai propri obblighi finanziari a partire dal 30 marzo 2021; l’importo del canone sarà determinato secondo la legge vigente al momento dell’assegnazione o della concessione.
Suggeriamo un’attenta valutazione di questo regolamento. Secondo il punto (d) della stessa clausola, l’assegnazione e la locazione devono essere completate entro la fine del 2028. Pertanto, per i casi risolti entro tale data, il periodo per il calcolo degli obblighi finanziari potrebbe estendersi oltre i 7 anni. Se il canone al momento dell’assegnazione o della locazione venisse applicato all’intero periodo precedente, l’importo dovuto potrebbe risultare elevato rispetto ai risparmi accumulati dalle famiglie produttrici. Questa è una potenziale conseguenza della formulazione stessa della clausola. L’organo preposto alla redazione deve valutare il numero delle famiglie interessate, l’importo stimato da pagare e la fattibilità dell’attuazione prima che l’Assemblea nazionale si pronunci.
D’altro canto, la mancata assegnazione di un’area marina può derivare da diverse ragioni. In alcuni casi, l’utilizzatore potrebbe non aver adempiuto pienamente ai propri obblighi; tuttavia, occorre considerare anche i ritardi nella delimitazione dei confini, nel completamento della pianificazione o nell’espletamento delle procedure. Applicare lo stesso approccio senza distinguere le cause non garantirebbe l’equità.
Si propone di modificare il punto d, comma 5, dell’articolo 75 come segue: “Il momento in cui si verifica e l’importo degli obblighi finanziari per il periodo precedente all’assegnazione o alla concessione dell’area marina saranno determinati secondo le leggi applicabili in ciascun periodo; l’importo al momento dell’assegnazione o della concessione non sarà applicato all’intero periodo precedente. L’importo già pagato per la stessa area, periodo e contenuto dell’obbligo sarà detratto per ciascun periodo distinto. Il Governo disciplinerà l’esenzione, la riduzione, la proroga o il pagamento rateale per i casi ammissibili.”
Al contempo, si propone di modificare la normativa che vieta la concessione o l’affitto di terreni in caso di “inadempimento degli obblighi finanziari”, in modo che tale divieto si applichi solo dopo che gli obblighi siano stati chiaramente definiti e notificati, che il termine sia scaduto e che siano state prese in considerazione le politiche di esenzione, riduzione e proroga previste. La ristrutturazione dell’acquacoltura dovrebbe aiutare le persone a stabilizzare la produzione e ad adempiere pienamente ai propri obblighi nei confronti dello Stato. Il metodo di calcolo degli obblighi transitori non dovrebbe costringere coloro che hanno la necessità e la capacità di produrre ad abbandonare la propria attività.
(2) Casi in cui il diritto di utilizzo dell’area marina non viene messo all’asta.
Il comma 1 dell’articolo 27 stabilisce il principio di selezione di enti e individui tramite asta. Tuttavia, il punto d) del comma 3 consente di non mettere all’asta le aree marine la cui finalità, ubicazione, coordinate, confini, superficie, durata e condizioni d’uso non siano state specificamente determinate, o che siano escluse dall’elenco delle aree oggetto d’asta. Tale disposizione rischia di compromettere l’efficacia del principio d’asta.
Il meccanismo di assegnazione deve garantire la trasparenza fin dall’inizio, creando al contempo le condizioni affinché investitori qualificati possano avere pari accesso. La mancanza di informazioni complete sull’area marina è un problema gestionale che deve essere risolto prima di decidere se assegnarla o concederla in locazione. La mancata inclusione dell’area marina nell’elenco dipende anche dai progressi dell’ente statale. Se entrambi i casi dovessero costituire motivo di mancata indizione di un’asta, il ritardo nella preparazione potrebbe comportare l’applicazione di un’eccezione.
Si propone di eliminare il punto d, comma 3, dell’articolo 27. Se i dati sono insufficienti, devono essere integrati; se non è ancora disponibile un elenco, devono essere definiti la responsabilità e i termini per la sua redazione. Il comma 6 dell’articolo 75 dovrebbe essere modificato per escludere la disposizione secondo cui la mancanza di un elenco d’asta costituisce un motivo generale per la concessione o la locazione senza asta. Durante il periodo transitorio, la non asta degli immobili dovrebbe applicarsi solo a casi eccezionali chiaramente definiti dalla legge; la decisione deve indicare le motivazioni e i motivi e deve essere resa pubblica secondo quanto previsto.
Questo emendamento mantiene i casi necessari, come i progetti infrastrutturali essenziali o i progetti in cui gli investitori sono stati selezionati legalmente, limitando al contempo l’espansione delle eccezioni semplicemente perché il lavoro di gestione non è stato completato.
PV (riepilogo)
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