L’Assemblea regionale siciliana ha approvato, nella mattinata di giovedì 22 ottobre, la manovra di variazione del bilancio regionale, un provvedimento dal valore complessivo di circa 1,4 miliardi di euro destinato a finanziare interventi economici, sociali e infrastrutturali nell’Isola.
Il disegno di legge, denominato Disposizioni per la coesione e la crescita, è arrivato al voto finale dopo una seduta parlamentare durata oltre 21 ore, tra trattative politiche, modifiche al testo e la presentazione, intorno alle sei del mattino, di un maxi-emendamento del governo regionale.
L’approvazione è avvenuta in un clima di forte contrapposizione politica. I deputati del Partito democratico, del Movimento 5 Stelle e di Controcorrente hanno abbandonato l’Aula al momento della votazione finale, contestando l’impostazione del provvedimento e, in particolare, il capitolo dei finanziamenti territoriali.
Il presidente della Regione Renato Schifani ha invece rivendicato il valore economico della manovra, sottolineando la volontà del governo di sostenere famiglie, imprese ed enti locali attraverso risorse aggiuntive rese disponibili dall’andamento delle finanze regionali.
Imprese e investimenti: 209 milioni per la ZES
Uno degli stanziamenti più consistenti riguarda il sostegno agli investimenti delle imprese nella Zona economica speciale. Il maxi-emendamento governativo ha previsto un rifinanziamento di circa 209 milioni di euro per il credito d’imposta destinato alle attività produttive.
Secondo quanto comunicato dal governo regionale, l’intervento consentirà di coprire il fabbisogno dell’agevolazione utilizzando risorse regionali e rendendo disponibili per una diversa programmazione quelle extraregionali inizialmente individuate.
Altri interventi, già presenti nel disegno di legge esaminato dalla commissione Bilancio, riguardano l’accesso al credito: 10 milioni aggiuntivi per l’abbattimento degli interessi sui finanziamenti alle microimprese e alle piccole e medie imprese, 4 milioni per i finanziamenti agevolati alle attività commerciali e 3 milioni per contributi destinati agli impianti di videosorveglianza e sicurezza contro le estorsioni.
Questi ultimi importi risultano dal testo istruttorio del disegno di legge 1200/A e richiedono riscontro con il testo definitivamente approvato.
Caro carburante: 80 milioni per trasporti e agricoltura
Un altro capitolo significativo riguarda il contrasto all’aumento del costo dei carburanti.
Le risorse complessivamente destinate a questo obiettivo nel 2026 ammontano a 80 milioni di euro, comprendendo sia gli stanziamenti precedenti sia quelli aggiuntivi.
Per l’autotrasporto sono previsti altri 15 milioni, che portano la dotazione annuale a 30 milioni. Ulteriori 15 milioni sono destinati al trasporto turistico mediante autobus e ai servizi taxi e noleggio con conducente.
Per le imprese agricole vengono aggiunti 20 milioni ai 10 già stanziati, raggiungendo così una disponibilità complessiva di 30 milioni.
Si tratta di interventi che puntano ad alleggerire i costi di esercizio delle attività maggiormente esposte all’aumento dei prezzi energetici, con effetti attesi sui bilanci delle aziende e sulla tenuta delle filiere produttive.
Agricoltura e pesca: 50 milioni ai cereali, 16 milioni al comparto ittico
La manovra interviene anche su due settori strategici dell’economia siciliana. Per il comparto cerealicolo sono previsti 50 milioni di euro, mentre alla pesca vengono assegnati 16 milioni.
A questi si aggiungono 4 milioni destinati all’Irca per il sostegno alle imprese artigiane, agricole e ittiche.
Particolarmente rilevante è lo stanziamento per la pesca, un settore che nella provincia di Trapani e soprattutto a Mazara del Vallo rappresenta una componente importante dell’economia locale.
L’assegnazione delle risorse costituisce un passaggio finanziario significativo, ma per comprenderne l’effettiva portata occorrerà verificare le modalità di accesso, i beneficiari, i criteri di ripartizione e i tempi di erogazione dei contributi.
Comuni e territori
La manovra incrementa di 20 milioni di euro il Fondo ordinario destinato ai Comuni siciliani.
Accanto a questo stanziamento figurano 190 milioni per investimenti di enti pubblici ed ecclesiastici, destinati a infrastrutture, interventi territoriali e valorizzazione del patrimonio.
Proprio la distribuzione delle risorse territoriali ha rappresentato uno dei principali motivi di scontro tra maggioranza e opposizione.
Nel corso dell’esame parlamentare è emerso anche il riferimento a 170 milioni per interventi territoriali, contestati dalle opposizioni per le modalità di assegnazione. È importante distinguere i due importi riportati nelle comunicazioni sulla manovra: senza il testo finale coordinato e i relativi allegati non è possibile stabilire con certezza quali stanziamenti si sovrappongano e quali siano autonomi. Non sarebbe quindi corretto sommarli automaticamente.
Per gli enti locali la questione decisiva sarà conoscere l’elenco puntuale degli interventi finanziati, con l’indicazione dei Comuni beneficiari e degli importi assegnati.
Sanità: altri 3 milioni per ridurre le liste d’attesa
Nel settore sanitario vengono stanziati ulteriori 3 milioni di euro per contrastare le liste d’attesa.
Il disegno di legge esaminato dalla commissione Bilancio prevede l’estensione delle prestazioni aggiuntive agli specialisti ambulatoriali interni e alle strutture territoriali, oltre al coinvolgimento degli erogatori privati convenzionati, con una ripartizione delle risorse collegata alle discipline che presentano maggiori criticità.
La misura interviene su uno dei problemi più avvertiti dai cittadini: i tempi necessari per ottenere visite specialistiche e prestazioni diagnostiche.
Resta tuttavia da verificare come le nuove risorse saranno distribuite tra le aziende sanitarie provinciali e quali prestazioni potranno essere effettivamente incrementate. Lo stanziamento, da solo, non consente di quantificare la riduzione delle attese.
Famiglie, casa e caro affitti
Tra gli interventi sociali figurano misure per sostenere le famiglie alle prese con il costo della casa.
Nel testo esaminato dalla commissione erano previsti 9 milioni per l’abbattimento degli interessi sui mutui prima casa dei giovani sotto i quarant’anni, con Isee inferiore a 35mila euro, e altri 9 milioni per contributi sugli interessi dei mutui prima casa a tasso variabile.
Per il sostegno agli affitti erano indicati 8 milioni di euro, destinati ai nuclei familiari con Isee fino a 15.639,46 euro, secondo fasce e massimali differenziati.
Un ulteriore stanziamento di 9 milioni riguardava l’abbattimento degli interessi sui prestiti al consumo.
Sono cifre documentate nel disegno di legge 1200/A, ma la loro conferma definitiva richiede il confronto con gli articoli approvati dall’Assemblea.
Ambiente, acqua e infrastrutture
La manovra comprende anche disposizioni riguardanti il sistema dei rifiuti e il servizio idrico.
È stata approvata una norma per la progettazione degli impianti necessari al completamento della rete regionale di gestione dei rifiuti, nel quadro della programmazione che comprende i due termovalorizzatori previsti a Palermo e Catania.
Nel testo istruttorio erano indicati 18 milioni di euro per la progettazione degli impianti di selezione e recupero nelle tre città metropolitane.
Per il settore idrico sono annunciati interventi riguardanti gran parte delle Assemblee territoriali idriche provinciali. Il disegno di legge prevedeva inoltre un contributo straordinario di circa 19 milioni a Siciliacque, collegato alla morosità dei Comuni ex EAS delle province di Trapani e Messina, relativamente al periodo 2024-primo trimestre 2026.
Anche su questo fronte occorrerà verificare la formulazione definitiva delle norme e gli effetti concreti per i territori interessati.
Cinque milioni per i danni del ciclone
Tra le misure approvate figurano 5 milioni di euro destinati agli interventi conseguenti ai danni provocati dal ciclone che ha interessato la Sicilia il 9 ottobre.
Le risorse sono finalizzate a sostenere i territori colpiti e contribuire al ripristino delle condizioni di normalità. Restano da definire nel dettaglio la ripartizione territoriale, le procedure e gli interventi concretamente finanziabili.
Lo scontro politico
Il capogruppo di Forza Italia all’Ars Stefano Pellegrino parla di un lavoro «paziente e rigoroso» del governo Schifani.
«Al di là dei singoli provvedimenti, è questo il dato politico da sottolineare, il risultato di scelte fatte negli anni con costanza, spesso senza clamore. Grazie a quel lavoro possiamo dare risposte a chi oggi ne ha urgente bisogno per una crisi economica e un quadro nazionale e internazionale gravato da conflitti e cambiamento climatico».
Pellegrino richiama in particolare agricoltori e pescatori e aggiunge: «Non posso non pensare alle comunità del Trapanese colpite dal maltempo, che possono sentire e sanno di avere la Regione al loro fianco».
Di tutt’altro segno il giudizio del capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, secondo il quale «le mancette hanno coeso la maggioranza».
«Noi comunque siamo soddisfatti per avere portato a casa le principali norme che aspettavano i siciliani e per aver fatto stralciare articoli tutt’altro che urgenti e importanti», afferma De Luca.
Il capogruppo M5S torna poi all’attacco sui finanziamenti territoriali: «In un momento drammatico come questo per la Sicilia, sottrarre la folle cifra di quasi 150 milioni di euro ai bisogni della collettività per spartirli ai deputati della maggioranza è veramente vergognoso».
De Luca rivendica infine la scelta del Movimento di rinunciare alle somme territoriali, indicando tra le misure sostenute quelle per le famiglie in difficoltà con gli affitti, il comparto cerealicolo, gli autotrasportatori e le marinerie.
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