Bollette sempre più pesanti, prezzi alimentari in aumento, truffe digitali e famiglie alle prese con difficoltà economiche. In un contesto in cui orientarsi tra consumi, contratti e nuove tecnologie diventa sempre più complesso, il ruolo delle associazioni a tutela dei cittadini assume un’importanza crescente. A parlarne, nel corso della trasmissione Ritratti, è Maurizio Framba, presidente di Federconsumatori Verona, che ha illustrato le principali criticità del territorio e le iniziative messe in campo dall’associazione, tra cui la prevenzione delle truffe e il contrasto al sovraindebitamento.
Qual è oggi il ruolo di Federconsumatori Verona e per quali problemi i cittadini si rivolgono più spesso a voi?
Il nostro ruolo è più importante di quanto possa sembrare. Ci sono due cose che accomunano tutti, indipendentemente dalle idee, dalla provenienza o dalla condizione sociale: siamo cittadini e siamo consumatori. Il problema è che non sempre siamo consumatori consapevoli. Federconsumatori svolge innanzitutto un’attività di consulenza, aiutando quotidianamente le persone a risolvere problemi legati, per esempio, a bollette e fatture non corrette. Ma la parte più importante del nostro lavoro è la prevenzione, attraverso l’educazione al consumo e, soprattutto in questo periodo, l’educazione finanziaria.
Negli ultimi anni il costo della vita è aumentato sensibilmente. Quali sono le spese che pesano maggiormente sulle famiglie veronesi?
Federconsumatori partecipa, in rappresentanza della CGIL, all’Osservatorio prezzi del Comune di Verona, che ogni mese analizza l’andamento dell’inflazione a livello nazionale e locale. Da diversi anni attraversiamo una fase di forte turbolenza, iniziata con la crisi energetica legata alla guerra in Ucraina e aggravata dalle successive tensioni internazionali. Gli aumenti di energia, carburanti e materie prime si ripercuotono su tutti i beni di consumo. Il problema è che l’inflazione media non racconta completamente la situazione: alcuni prodotti hanno registrato rincari molto più consistenti, accentuando le disuguaglianze e mettendo in difficoltà soprattutto le famiglie economicamente più fragili.
Un altro tema particolarmente attuale è quello delle truffe online. Sono soprattutto gli anziani a essere colpiti?
Assolutamente no. Gli anziani sono certamente esposti a determinati rischi, come la sottoscrizione inconsapevole di contratti per le utenze, ma le truffe riguardano tutte le fasce d’età. Abbiamo seguito casi con perdite di migliaia di euro e anche persone che lavorano nel settore finanziario possono cadere in queste trappole. Per questo collaboriamo con diverse realtà associative del territorio, tra cui Auser, organizzando incontri dedicati alla lettura delle bollette, ai contratti e alla prevenzione delle frodi. L’informazione è fondamentale, perché nessuno può considerarsi completamente al sicuro.
Con la diffusione dell’e-commerce e delle nuove tecnologie, quanto è cambiato il lavoro di un’associazione di consumatori?
È cambiato moltissimo e richiede competenze sempre più aggiornate. La nostra associazione si avvale in larga parte di volontari, me compreso, e proprio per questo investiamo nella loro formazione. Stiamo iniziando ad affrontare anche il tema dell’intelligenza artificiale, che rappresenterà una vera rivoluzione. È uno strumento dalle grandi potenzialità, ma servono regole e preparazione. Pensiamo alle truffe: se oggi basta registrare un semplice «sì» o «no» per creare problemi, domani con l’intelligenza artificiale sarà possibile riprodurre immagini e voci in modo sempre più credibile. Il consiglio che diamo, soprattutto quando si sottoscrivono contratti, è di privilegiare, quando possibile, il contatto diretto con persone fisiche. Online anche chi si ritiene più esperto può essere ingannato.
Federconsumatori promuove anche il consumo consapevole e sostenibile. Ma come conciliare queste scelte con le difficoltà economiche delle famiglie?
È una delle contraddizioni più evidenti di questo periodo. Quando una famiglia fatica ad arrivare alla fine del mese, spesso è costretta a scegliere i prodotti meno costosi, rinunciando alla qualità e alla sostenibilità. Secondo una ricerca della nostra fondazione nazionale, il 16% delle famiglie in difficoltà economica compie scelte di consumo condizionate dalla necessità di risparmiare. Abbiamo riscontrato un ritorno crescente agli hard discount, perché anche nella grande distribuzione i prezzi sono diventati molto elevati. Basti pensare a determinati prodotti stagionali, come i pomodori, che in alcuni casi arrivano a costare otto euro al chilo. Dietro questi aumenti ci sono anche i rincari di energia, carburanti e fertilizzanti. Tutto questo finisce inevitabilmente per incidere sulle scelte delle persone.
Tra le nuove abitudini di consumo si sta diffondendo anche la possibilità di acquistare beni alimentari e pagarli a rate. Come valutate questo fenomeno?
È un’evoluzione tecnologica che, paradossalmente, ci riporta al passato. Negli anni ‘Cinquanta ’50 e ’60 esisteva il famoso libretto del negoziante, che permetteva alle famiglie di acquistare alimenti a credito e saldare il conto a fine mese. Oggi alcune catene della grande distribuzione propongono formule simili attraverso applicazioni digitali, consentendo di rinviare il pagamento della spesa anche di alcuni mesi. Può essere un’opportunità, ma presenta dei rischi. È interessante osservare come siano soprattutto i giovani a utilizzare questi strumenti, mentre molti anziani preferiscono pagare subito, spesso in contanti, per sapere esattamente quanto stanno spendendo. È proprio qui che diventa fondamentale l’educazione finanziaria.
Quando il ricorso al credito rischia di trasformarsi in un problema di sovraindebitamento?
Il debito, finché rimane sotto controllo, può essere gestibile. Il problema nasce quando gli impegni economici superano le possibilità reali delle persone. Nel 2024 Federconsumatori ha sottoscritto un protocollo con il Comune di Verona e oggi gestisce l’ufficio comunale antiusura, la cui attività si sta orientando sempre più anche verso il sovraindebitamento. Incontriamo persone e famiglie che, pur conducendo una vita apparentemente normale, si trovano in situazioni economiche molto difficili. Esistono percorsi previsti dalla legge che, in determinate condizioni, consentono di ridimensionare o cancellare parte dei debiti, ma non si tratta di soluzioni automatiche. Anche in questo campo servono conoscenza, responsabilità e soprattutto prevenzione. Il nostro obiettivo è aiutare le persone a comprendere i rischi prima che una difficoltà economica diventi una situazione insostenibile.
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