Una crescita costante e un rapporto di fiducia sempre più solido con i lavoratori. Sono questi i risultati che caratterizzano l’XI Congresso provinciale della Fabi di Ancona, che si svolge sotto lo slogan «Il futuro non si subisce. Si costruisce». Un appuntamento dedicato al bilancio dell’attività svolta e alle prospettive dei prossimi quattro anni, con la partecipazione del segretario generale aggiunto Mattia Pari.
A tracciare il quadro è il coordinatore provinciale Danilo Donzelli, che nella relazione introduttiva richiama il ruolo della contrattazione e della rappresentanza sindacale in una fase segnata da riorganizzazioni, digitalizzazione e nuove modalità di lavoro.
Una sala gremita e un’ampia partecipazione di dirigenti sindacali caratterizzano i lavori congressuali, arricchiti dagli interventi di numerosi rappresentanti dei sab del territorio, che portano il proprio contributo al confronto sulle sfide della categoria e sulle prospettive dell’Organizzazione. Una partecipazione che testimonia il forte legame tra le strutture della Fabi e la condivisione degli obiettivi sindacali.
Il territorio anconetano presenta un’economia articolata, che spazia dalla manifattura ai servizi, dal commercio alle attività portuali e aeroportuali, con una presenza significativa di piccole e medie imprese. Una realtà nella quale il sistema bancario continua a svolgere una funzione essenziale per sostenere gli investimenti, accompagnare lo sviluppo delle aziende e rispondere alle esigenze delle famiglie.
Il quadro economico regionale mostra segnali di ripresa, ma anche elementi di fragilità. Secondo i dati della Banca d’Italia richiamati nella relazione congressuale, nel 2025 l’economia marchigiana è cresciuta dello 0,5%, mentre l’occupazione ha registrato un incremento dell’1,1%. Permangono tuttavia difficoltà per alcune attività manifatturiere tradizionali, mentre il turismo, l’edilizia e gli interventi legati alla ricostruzione post-sisma hanno contribuito a sostenere l’economia regionale. Sul versante bancario, alla crescita del credito alle famiglie si contrappone una contrazione dei finanziamenti alle imprese.
In questo scenario, la progressiva riduzione della rete bancaria continua a incidere sul rapporto tra istituti di credito e territorio. Tra la fine del 2023 e la fine del 2025, nelle Marche sono stati chiusi 48 sportelli, pari a una flessione del 7,6%. Un fenomeno particolarmente significativo in una regione caratterizzata dalla presenza di piccoli comuni e aree interne, che si accompagna a una trasformazione delle attività e delle responsabilità dei lavoratori bancari.
È soprattutto sul fronte occupazionale che emergono i cambiamenti più rilevanti. Tra il 2022 e il 2024 gli addetti del settore bancario sono diminuiti del 6,5% nelle Marche e di oltre il 9% nella provincia di Ancona. Una contrazione alla quale si contrappone il consolidamento della rappresentanza sindacale della FABI sul territorio.
Gli iscritti alla Federazione sono oggi 1.366, di cui 1.113 lavoratori in servizio e 253 tra esodati e pensionati. In diciassette anni la base associativa è più che raddoppiata, registrando un incremento del 120%.
«Siamo cresciuti mentre il settore si restringeva, mentre continuavano le riorganizzazioni e mentre cambiavano profondamente le modalità di lavoro», sottolinea Donzelli, che aggiunge: «La vera solidità nasce dalla fiducia che si riesce a costruire giorno dopo giorno». Un risultato che il coordinatore riconduce al lavoro quotidiano nelle filiali e negli uffici, all’assistenza agli iscritti e alla capacità di offrire risposte concrete alle esigenze della categoria.
Ai lavori congressuali contribuiscono Paolo Citterio, coordinatore FABI del gruppo Intesa Sanpaolo, e Antonella Sboro, coordinatrice FABI del gruppo BPER, a testimonianza del raccordo tra la struttura territoriale e le rappresentanze sindacali dei grandi gruppi bancari, in una fase nella quale le trasformazioni organizzative e la contrattazione aziendale assumono un ruolo sempre più rilevante per la tutela dei lavoratori.
Per la segreteria nazionale, è presente il segretario generale aggiunto Mattia Pari che, nel corso di un ampio confronto con i partecipanti, risponde alle numerose domande e approfondisce le principali sfide del settore bancario e il ruolo della Fabi nella tutela dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori. Particolare attenzione è dedicata al rinnovo del contratto collettivo nazionale, passaggio fondamentale per valorizzare le professionalità, rafforzare le garanzie economiche e normative e riconoscere il contributo dei dipendenti ai risultati raggiunti dalle banche.
Il tema della trasformazione del settore si lega anche alle prospettive illustrate da Donzelli, che individua nell’intelligenza artificiale una delle principali sfide dei prossimi anni. Come rispondere a un’evoluzione tecnologica che modificherà ulteriormente processi organizzativi e professionalità? La risposta, secondo il coordinatore, è accompagnare l’innovazione attraverso una formazione continua e il riconoscimento delle nuove competenze. Solo così sarà possibile evitare che le nuove tecnologie si traducano esclusivamente in un aumento dei carichi di lavoro o in nuove forme di controllo.
Lo sguardo della Fabi di Ancona è quindi rivolto al prossimo quadriennio, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e rafforzare ulteriormente la presenza sindacale nel territorio. Difesa del contratto nazionale, potenziamento della contrattazione aziendale e di gruppo, formazione dei rappresentanti sindacali e ricambio generazionale. Una visione che il coordinatore Danilo Donzelli riassume così: «Il nostro compito non è soltanto reagire alle decisioni delle aziende, ma contribuire a costruire condizioni migliori, attraverso la partecipazione, la contrattazione e la capacità di rappresentare con autorevolezza le esigenze delle persone».
Ancona, 22 ottobre 2026
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