Dal 1983 il Centro Aiuto alla Vita del Medio Verbano accompagna madri e famiglie in difficoltà tra Laveno Mombello e Luino, offrendo sostegno materiale, ascolto e strumenti per costruire una maggiore autonomia. A raccontare l’attività dell’associazione nella trasmissione “Soci All Time” di Radio Materia, realizzata in collaborazione con il Centro Servizi per il Volontariato dell’Insubria, sono state Pinuccia Bodini Macchi, vicepresidente del CAV, e la volontaria Annarella Ortu.
Il centro opera oggi con 24 volontari attivi, in gran parte donne, affiancate anche dal supporto pratico dei mariti nelle attività logistiche e nelle raccolte. L’obiettivo è accompagnare le famiglie dall’attesa della nascita fino al compimento dei due anni del bambino, cercando di intervenire non soltanto sulle necessità immediate ma anche sulle condizioni che possono rendere più difficile una maternità.
Ascolto e aiuti concreti per le famiglie
Una parte centrale dell’attività del CAV è rappresentata dai colloqui periodici con le madri. Gli incontri permettono di capire quali siano le esigenze della famiglia, seguire la crescita del bambino e mantenere una relazione continuativa nel tempo.
Accanto all’ascolto c’è poi il sostegno materiale. Il centro distribuisce pannolini, latte in polvere, omogeneizzati, vestiti, passeggini, carrozzine e piccoli elettrodomestici usati. Tra gli aiuti ci sono anche farmaci da banco, raccolti anche grazie a iniziative dedicate come la Giornata del Farmaco.
Il principio è quello di intervenire dove serve, alleggerendo spese che per nuclei familiari fragili possono diventare difficili da sostenere.
«Cerchiamo di accompagnare le mamme e le famiglie fino ai due anni del bambino, ascoltando le loro esigenze e aiutandole a costruire le condizioni per diventare più autonome» – Pinuccia Bodini Macchi, vicepresidente del CAV Medio Verbano –
Patente, formazione e corsi di italiano per favorire l’autonomia
Il sostegno del Centro Aiuto alla Vita non si limita ai beni di prima necessità. Tra gli interventi ci sono anche contributi per le lezioni di guida, pensati per aiutare le madri a conseguire la patente e muoversi più facilmente sul territorio, oltre al sostegno alla frequenza di percorsi professionalizzanti come quelli per OSS e ASA.
Un’attenzione particolare è rivolta alle madri straniere, per le quali la conoscenza della lingua italiana può essere decisiva nel percorso di integrazione e nella ricerca di un lavoro. Il CAV promuove quindi corsi e lezioni di italiano, in alcuni casi anche direttamente a domicilio.
L’obiettivo è fare in modo che, al termine dei due anni di assistenza, le donne abbiano più strumenti per proseguire il proprio percorso in autonomia.
Le fragilità del territorio e la maternità
Dalle testimonianze delle volontarie emerge un territorio nel quale le difficoltà economiche possono intrecciarsi con la solitudine e con l’incertezza legata alla gravidanza. In alcune situazioni, spiegano dal CAV, la mancanza di una rete familiare o di risorse sufficienti può portare una donna a percepire la maternità come un ostacolo troppo grande da affrontare.
Per questo il centro cerca di offrire un sostegno concreto che permetta di valutare le proprie scelte con maggiore consapevolezza, intervenendo sulle difficoltà economiche e sociali che possono pesare sulla decisione. I fondi necessari alle attività arrivano principalmente dalle offerte dei privati, da eventi benefici e da giornate di raccolta organizzate sul territorio.
Educazione affettiva e prevenzione
Accanto agli interventi rivolti direttamente alle madri, il Centro Aiuto alla Vita del Medio Verbano sostiene anche percorsi educativi destinati ai giovani. Attraverso la collaborazione con esperti del gruppo TeamStar, vengono promossi incontri sull’affettività e sulle relazioni negli oratori e nelle parrocchie del territorio. L’intento è lavorare anche sulla prevenzione, offrendo ai ragazzi strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza le relazioni, le emozioni e le responsabilità che ne derivano.
Il progetto di una culla termica a Cittiglio
Tra i progetti a cui il CAV guarda per il futuro c’è l’installazione di una culla termica per la vita presso l’ospedale di Cittiglio. L’obiettivo è mettere a disposizione sul territorio un luogo sicuro nel quale poter affidare un neonato in situazioni estreme, prevenendo forme di abbandono non protetto.
È un progetto che si inserisce nella stessa filosofia che guida il lavoro dell’associazione da oltre quarant’anni: offrire una possibilità concreta di aiuto nei momenti di maggiore fragilità, senza fermarsi alla sola assistenza materiale ma costruendo una relazione di accompagnamento.
A raccontare questa esperienza, nella puntata di “Soci All Time”, sono state due generazioni diverse di volontariato: Pinuccia Bodini Macchi, presente nell’associazione dal 1995, e Annarella Ortu, entrata nel gruppo da circa un anno e mezzo. Due percorsi differenti uniti dallo stesso obiettivo: mantenere sul territorio una rete capace di sostenere le madri e le famiglie che attraversano un momento di difficoltà.
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