16 ott 2026
Sono attualmente in corso i negoziati sul nuovo Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034. Un anno fa la Commissione ha presentato una proposta che indicava una direzione diversa. Sulla scia dei rapporti Draghi e Letta su come rafforzare la competitività e la sostenibilità di lungo periodo dell’UE, il QFP è stato adeguato affinché le risorse potessero essere utilizzate in modo più efficace.
Nel complesso, la nuova architettura proposta è accolta con favore, perché crea possibilità future e offre l’opportunità di reagire con maggiore adattabilità alle crisi e alle difficoltà. Tuttavia questa riorganizzazione non comporta solo opportunità: implica anche riduzioni sostanziali.
Programmi sociali, di coesione e agricoli raggruppati nel primo pilastro
I programmi a sostegno degli ambiti sociale, di coesione e agricolo, per esempio il Fondo sociale europeo Plus e il Fondo europeo di sviluppo regionale, saranno riuniti nel cosiddetto primo pilastro. Poiché le risorse non sono più vincolate in modo stabile a programmi specifici, si sta delineando una battaglia su come saranno ripartite. I dettagli di tale ripartizione spetteranno poi agli Stati membri attraverso i loro Piani di partenariato nazionali e regionali.
Anche se la Commissione ha già proposto una quota del 14 per cento per l’ambito sociale, è proprio questo il settore in cui la posta in gioco è più alta. Numerosi progetti in Germania, in particolare quelli sociali, si basano esclusivamente sul finanziamento dell’UE. Se i fondi UE venissero meno, il bilancio tedesco non sarebbe in grado di colmare quel vuoto. Una volta smantellate queste strutture, ricostruirle non sarà semplice. Per questo si chiede una quota minima del 20 per cento per i progetti sociali. Se a livello europeo non sarà possibile raggiungere un accordo su questo punto, l’obiettivo è quanto meno assicurarlo per il Piano di partenariato nazionale e regionale tedesco attraverso un’ordinanza federale-stato.
Fortunatamente la Germania ha già ottenuto un accordo sul fatto che saranno preservate strutture di ripartizione federale ben consolidate e che non sarà adottata la tendenza dell’UE verso un’assegnazione nazionale centralizzata.
Il Fondo per la competitività è la principale novità del secondo pilastro
La novità più significativa si trova nel secondo pilastro, ossia il Fondo per la competitività. Il suo obiettivo è sostenere l’innovazione e gli investimenti nel mercato unico. Non va dimenticato che l’UE, e in particolare la Germania, continua a essere un’importante sede industriale. Nelle industrie del futuro e nell’intelligenza artificiale, però, il blocco è attualmente molto indietro a livello globale. Un finanziamento mirato offre ora l’opportunità di ridurre questo divario. Rafforzare la resilienza europea e portare avanti la trasformazione economica richiede che si agisca con coraggio adesso.
La responsabilità globale dell’Europa trova espressione nel terzo pilastro. Questo darà maggiore risalto alla politica estera e di sicurezza comune, coprendo al tempo stesso la cooperazione europea allo sviluppo. Sia all’interno dell’Europa sia nei rapporti con i partner internazionali, il nuovo QFP offre l’opportunità di indicare una direzione. Ciò vale non solo attraverso linee guida sull’innovazione ma anche attraverso meccanismi sanzionatori quando i Paesi si allontanano dallo Stato di diritto. Una separazione più chiara dalle organizzazioni estremiste e terroristiche nell’assegnazione degli aiuti allo sviluppo sarebbe altresì una gradita linea guida aggiuntiva.
Horizon ed Erasmus ricevono maggiore peso nel secondo pilastro
I programmi UE più conosciuti sono Horizon ed Erasmus, ai quali possono aderire anche Stati non membri. I programmi congiunti di ricerca e istruzione rappresentano un punto di forza europeo, perché creano reti e spingono le persone a guardare oltre i propri orizzonti. Collocarli nel secondo pilastro crea l’opportunità di dare loro ancora maggiore peso e di incoraggiare in modo significativo i loro legami con l’economia. Questo consente alla capacità innovativa dell’Europa di dispiegarsi ampiamente attraverso una cooperazione mirata tra giovani, nuove idee e investimenti.
È esattamente ciò che va tenuto in primo piano tra sfide sempre maggiori e pressioni economiche e geopolitiche: la questione riguarda il futuro dell’Europa. Un’Europa in pace e prosperità, che offre opportunità varie e avvicina sempre di più i suoi cittadini. Un’UE che tende continuamente una mano anche ai suoi vicini. È quindi sbagliato considerare il bilancio dell’UE da un punto di vista nazionale come un onere inevitabile.
La Germania si allinea ai Frugali mentre si discutono i tagli
Ultimamente, però, la Germania si è unita ai Frugali, ossia Germania, Austria, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca e Finlandia, nel sollecitare riduzioni di circa 200 miliardi di euro. Nella sua proposta, la presidenza irlandese del Consiglio ha menzionato anche 141 miliardi di euro. Il mercato unico e la cooperazione europea sono i nostri beni più preziosi. Ogni euro inviato a Bruxelles torna moltiplicato. Nonostante tutte le tensioni attorno al bilancio tedesco, contribuire di meno restringerebbe il margine di manovra della Germania.
Il cancelliere Merz ha già messo in guardia da una chiusura europea, ossia un congelamento del bilancio, qualora gli Stati membri non raggiungessero un accordo su tagli drastici. A differenza di un bilancio nazionale non approvato, il QFP non passa alla gestione provvisoria del bilancio. Se entro il 2028 non sarà concordato un nuovo QFP, i finanziamenti semplicemente si fermano.
Se alla fine i tagli si rivelassero inevitabili, è fondamentale che siano applicati in modo orizzontale, contrariamente alla proposta della presidenza irlandese del Consiglio. Ciò significa che le riduzioni avvengono in modo uniforme in ogni ambito. I sussidi agricoli nell’ambito della politica agricola comune sono ancora spesso considerati intoccabili, anche se ciò non è più adeguato. I programmi di finanziamento per il ventunesimo secolo devono adattarsi alle realtà contemporanee. La PAC non può essere esclusa. Il sostegno agricolo moderno deve essere mirato, non sparso ovunque come acqua da un annaffiatoio, solo per evitare che il liquame venga scaricato davanti al Parlamento europeo. Anche qui si potrebbe stabilire una prospettiva, ossia quella di un’agricoltura sostenibile e rispettosa del clima che garantisca l’approvvigionamento alimentare dell’Europa. Questo genererebbe ancora una volta opportunità per la ricerca, l’innovazione e la cooperazione.
Non c’è dubbio che le aree rurali continueranno a ricevere sostegno attraverso il programma LEADER, ma anche questo non deve più essere distribuito ciecamente in base alla superficie agricola; deve essere concesso con l’innovazione come fulcro. Solo questo approccio può affrontare i problemi reali sul terreno e accrescere l’attrattiva delle regioni rurali.
Il rimborso di Next Generation EU aggiunge ulteriore pressione
Un’ulteriore sfida è il rimborso dello strumento di sostegno Covid Next Generation EU e degli interessi derivanti dal prestito, che si somma al nuovo QFP. Per rimborsarlo, l’UE intendeva introdurre nuove risorse proprie. Ciò non è ancora avvenuto. Eppure solo le risorse proprie possono servire da leva efficace per un finanziamento stabile, poiché un nuovo indebitamento non è possibile.
Su NextGenerationEU, la Corte costituzionale federale tedesca ha preso una posizione chiara, dichiarando che si tratta di un’operazione una tantum. Nuove risorse proprie presenterebbero anche una duplice opportunità, poiché potrebbero funzionare come strumenti di orientamento politico. Per esempio, una tassa sul digitale invierebbe un segnale inequivocabile agli USA. Senza un accordo tra i ministri delle Finanze dell’UE su nuove risorse proprie, o una disponibilità degli Stati membri a destinare più denaro dai loro bilanci nazionali a Bruxelles, i fondi europei resteranno scarsi.
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